#TOP100GSNT – I 100 titoli scelti da Giochi Sul Nostro Tavolo

Tutti i giochi da giocare almeno una volta nella vita!!!!

Scritto a 8 mani da: White Winston – Cogo71 – SigFaposSimarillon

L’ultima volta che mi sono trovato a partecipare nella stesura di questo articolo era esattamente 2 anni fa. Sì lo so, avevo promesso di aggiornarla ogni anno… ma, un po’ il fatto che l’anno scorso è stato fiacco per vari motivi, un po’ perché forse il lasso temporale giusto per apprezzare sufficienti cambiamenti potrebbe essere il biennio, eccoci qua ad aggiornare la mitica Top100!!!

Quest’anno abbiamo fatto un lavoro assolutamente corale e a 6 mani, e per questo vorrei ringraziare e citare Cogo71 e l’instancabile Sig. Fapos, senza i quali questo aggiornamento non sarebbe stato possibile.

Detto questo, intanto vi ripropongo una descrizione che aiuta a capire: cos’è esattamente la Top100?

Prima di provare a dare una risposta, è utile dividere la domanda in due.

Cos’è la Top100 per voi lettori? Diciamolo subito per sgomberare il campo da fraintendimenti: non è una classifica che vuole avere un valore statistico; per quello c’è già BGG che raccoglie decine di migliaia di utenti e valutazioni. La Top100 di GSNT è invece una guida per chi si approccia all’hobby e vuole una lista di giochi da approfondire strada facendo, ma anche per chi nell’hobby ci sguazza ormai da anni e magari è sempre in cerca di nuovi spunti per ampliare la propria conoscenza (e collezione!). Inoltre, la sua forma a classifica si presta anche per creare un terreno di discussione, per commentare le varie posizioni e per provare a capire come sia possibile che quel gioco capolavoro, incredibile e per voi irrinunciabile non sia finito nei primi 100!

Cos’è la Top100 per il blog? È semplicemente l’articolo più importante dell’intera annata ludica, nel quale ciascuno di noi mette le proprie preferenze e prova a pensare e focalizzare l’attenzione su un ristretto pool di giochi davvero rappresentativi dei propri gusti. Il risultato è un’istantanea, un manifesto trasversale, che pesca in tutti i generi e in tutti i target, che rappresenta in qualche modo il blog e che ratifica quali sono i giochi che hanno lasciato il segno nei nostri cuori di recensori, ma anche di appassionati.

Quest’anno noterete tanti stravolgimenti (in 2 anni è cambiata tanto anche la redazione del blog!), tante new entry ma, soprattutto, un nuovo re della classifica! Parliamo di un gioco che non è mai arrivato al n.1 di BGG, anche se probabilmente avrebbe avuto tutte le carte in regola per ambire al tetto del mondo ludico. Complesso, profondo, ben prodotto, assolutamente autoriale (nel senso che è tangibile il marchio di fabbrica del suo autore) e che ha riportato in auge alcune meccaniche note, in un mix che ha convinto praticamente tutti, consacrando il suo autore nell’olimpo dei grandi.

Vi sfido a scrivere nei commenti un vostro pronostico sulla base della descrizione sopra (senza sbirciare!!!)!

Veniamo a noi! Dopo 2 anni dall’ultima edizione, dopo innumerevoli votazioni, ripescaggi e sorprese, dopo mesi di lavoro dietro le quinte per classificare, dettagliare e impaginare, ecco a voi l’edizione 2023 della stratomitica, sbombotronica, assometrica, Top100 della Redazione di Giochi sul Nostro Tavolo!!!


100. The King’s Dilemma (2019) di Hjalmar Hach e Lorenzo Silva, edito da Ghenos Games, per 3-5
giocatori, durata 45-60 minuti

Ogni giocatore rappresenta una casata e dovrà cercare di influenzare il re affinché vengano perpetrate le scelte atte a realizzare i propri obiettivi. Il gioco si suddivide in diverse partite e gli obiettivi sono di breve termine, dovuti alla carta pescata in quella run di gioco, e a lungo termine, propri della casata. Il gioco è legacy e ogni nostra scelta influenzerà il proseguire degli eventi oltre a modificare la nostra influenza e la nostra ricchezza nelle partite successive. Un gioco che nasce per essere giocato continuativamente con lo stesso gruppo di giocatori in una campagna di circa 12 partite che porterà all’epilogo finale. Un gioco che va assecondato per esprimere le massime potenzialità dato che pur avendo une bella impalcatura sono i giocatori al tavolo a dargli quel twist speciale immedesimandosi nei personaggi e aggiungendo un po’ di sano gdr alla partita.

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99. Encyclopedia (2022) edito dalla fù Holy Grail Games e portato in Italia da Asmodee. Titolo di Dubus e Melison per 1-4 persone e 60-120 minuti a partita.

Eccoci ad uno dei titoli più freschi di questa classifica, un family+ la cui struttura di base è quella tipica di un gestione azione con drafting di dadi. Il tutto si sviluppa in sei round nel corso di ciascuno dei quali ogni giocatore utilizzerà complessivamente 4 dadi per svolgere azioni. Possiamo definirlo come una sorta di anello di congiunzione tra i gestionali (con drafting di dadi azione) ed i puzzle game. La prima parte resta sullo sfondo, mentre l’attribuzione dei punti è legata appunto ad un attento ‘incastro’ tra le numerose diverse qualità degli animali che si vanno idealmente a studiare. Eccellente la componentistica, impreziosita da una grafica davvero azzeccata.

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98. Le avventure di Robin Hood (2022) di Michael Menzel e distribuito in Italia da Giochi Uniti. Cooperativo per 2-4 persone per 60 minuti a partita.

Con Le avventure di Robin Hood parliamo di un gioco d’avventura narrativo ricco di caratteristiche peculiari adatto a tutta la famiglia. Il titolo sfrutta sapientemente meccaniche di bag-building e movimento su mappa ma Il cuore pulsante del gioco risiede però nel tabellone e nella miriade di tesserine che si possono rimuovere, girare e reinserire e che trasformano un pezzo di cartone in un angolo di mondo brulicante di vita. Qui si ri-inventa quello che può sembrare un calendario dell’avvento in modo da garantire longevità e moltissime ore di gioco a tutti!

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97. The Heist (2022) di Igor Korotky, Alexander Krys e Georgil Shugol edito da MS Edizioni. Gioco in tempo reale per 1-5 persone in un’unica sfida di 90-120 minuti

Il nostro parere tecnico è che The Heist è una figata pazzesca! Dopo un primo momento di panico, una volta estratti tutti i fogli e sparpagliati sul tavolo incominceremo a chattare con i nostri agenti (bot di telegram) e da questo momento in poi il gioco comincia a scorrere in maniera pazzesca e fluida dandoci un senso di urgenza e facendoci veramente immergere nella narrazione. I Bot di Telegram non si limiteranno a chiederci informazioni ma si ritroveranno in un mondo vivo che condivideranno con noi tramite foto, video, messaggi anche non relativi alla partita. Gli enigmi sono sempre logici e la difficoltà non è elevatissima (e non potrebbe essere altrimenti dato che altrimenti verrebbe meno la finzione del tempo reale) ma è comunque soddisfacente e ci farà scervellare in maniera divertente con un continuo confronto tra i giocatori.

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96. Living Forest (2021) di Aske Christiansen in Italia grazie a GateOnGames. Per 2-4 giocatori in sfide di 40-50 minuti

Siamo di fronte a un family molto ben congegnato e che può essere usato come gateway per neofiti per introdurli a meccaniche classiche come quelle del deck-building e del piazzamento tessere che qui ritroviamo proposte in maniera semplice, ma non banale, tanto che anche i giocatori più esperti potranno trovare soddisfazione nel giocarlo. La ri-giocabilità è garantita dal buon numero di carte e dalle differenti condizioni di fine partita. Un inaspettato livello di interazione (mai troppo cattiva) tra i giocatori dona una buona profondità strategica al titolo rendendolo appetibile anche ai gamer più scafati che siamo sicuri ne apprezzeranno anche l’aspetto di deck-building e la fluidità e potranno giocarlo volentieri aumentando il livello di sfida al tavolo.

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95. Chronicles of Crime: 1900 (2021) di David Cicurel e Wojciech Grajkowski edito dalla Lucky Duck Games. Investigativo per 1-4 giocatori e durata di 60-90 minuti

Il più grande pregio di questo gioco è l’effetto di realtà simulata che dà al giocatore: siamo liberi di muoverci come e dove vogliamo all’interno dello scenario cosa che in altri giochi del genere non esiste! A metà tra un’avventura grafica punta e clicca e una cena con delitto. Il titolo mette veramente alla prova l’abilità dei giocatori invitandoli a rimanere concentrati sul caso in ogni sua fase per non perdere il minimo dettaglio sia delle scene del crimine sia dei vari dialoghi con gli esperti forensi e con i personaggi. Giocato con le persone giuste risulta quindi essere estremamente immersivo e ben ambientato creando un mondo virtuale in cui i giocatori diventano protagonisti assoluti delle storie che stanno vivendo attraverso le loro indagini.

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94. Hidden Games (tre casi pubblicati tra il 2019 e il 2020) della Hidden Industries GmbH. Investigativo per 1-6 giocatori e durata di 60-120 minuti.

L’idea di partire da piccoli indizi per costruire una storia organica, che si va a svelare piano piano, ha reso il senso di investigazione che raramente si percepisce in altri giochi investigativi. L’assenza di enigmi stravaganti e di quesiti fuori contesto aiuta decisamente a immergersi nell’indagine, così come l’assenza di deduzioni pindariche che talvolta si trovano in alcuni titoli dello stesso genere. La soluzione non risulta affatto banale ma sicuramente molto lineare, ed anche se qualche dettaglio è sfuggito durante l’indagine, una volta svelato il mistero, non si ha la percezione di dire “vabbè, ma come avrei potuto arrivarci”. Un gioco immersivo e avvincente!

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93. Il Signore degli Anelli: Viaggi nella terra di mezzo (2019) di Nathan I. Hajek e Grace Holdinghaus. Cooperativo edito da Asmodee per 1-5 persone e con sessioni di circa 60-90 minuti

“Un gioco per divertirli, 6 miniature per trovarli, 200 carte e 24 tessere mappa per ghermirli e nel buio incatenarli!”

É con questa premessa che vi presentiamo un titolo capace di immergere le persone nel vasto universo di Tolkien. Qui si respira l’aria e l’atmosfera tipici dei suoi libri con la differenza che questa volta saremo noi a dover fermare l’ascesa delle forze oscure di Sauron. Il gioco ha un’APP davvero spettacolare, molto ben disegnata, dettagliata, funzionale, intuitiva (a scriverlo è stato il suo recensore d’eccellenza, un certo Simarillon che fa il programmatore di lavoro), la grafica dell’APP è piacevole e ricalca le atmosfere del gioco; ci sono cinque SLOT di salvataggio e l’avventura è accompagnata da belle musiche. Molte espansioni ne aumentano la longevità e la ri-giocabilità.

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92. Cryptid (2018) di Hal Duncan, Ruth Veevers, edito in Italia da Playagame per 3-5 persone e durata di 40 minuti circa.

Serpenti marini, Yeti, Chupacapra… qualunque tipo di creatura sia questo Cryptid noi lo troveremo, anzi solo uno di noi troverà la sua tana e lo farà seguendo inizialmente una singola traccia! Saremo dei cripto-zoologi che, a partire da un personale (e segreto) indizio, cominceranno la ricerca interrogando gli altri giocatori per ricevere piccole dritte o esplorando una delle tessere della mappa per verificare, sempre con l’aiuto degli altri, se le proprie intuizioni effettivamente vanno verso la scoperta della tana. Qualcuno in rete ha scritto che questo Cryptid è diventato fin da subito una pietra miliare nel panorama dei GDT. Una grandissima verità, perché con pochi e basici materiali e con un’idea di gioco semplice, ma concreta, rappresenta ormai uno dei più belli e particolari giochi di deduzione moderni.

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91. Ark Nova (2021) di Mathias Wigge ed edito in Italia da Cranio Creations. Eurogame per 1-4 giocatori e partite di 90-150 minuti

Eurogame il cui punto forte sono i giochi di combo tra carte. Tante cose da fare: si giocano tante carte, si concatenano alla ricerca delle migliori combinazioni, si incastrano polimini nel proprio zoo per massimizzare i bonus, si compiono scelte interessanti come decidere le azioni da potenziare ed il timing di scelta di ogni azione. Ark Nova è un gioco moderno, sia nell’aspetto che nelle meccaniche. La sua ambientazione, che sia stata studiata a tavolino o meno, risulta a conti fatti un altro dei suoi punti di forza.

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90. Unlock! Game Adventures (2021) di Mathieu Casnin, Thomas Cauët, Jeremy Koch. Escape game edito da Asmodee per 2-6 persone e sessioni di circa 60 minuti

Escape room veloce ed appagante in cui davanti a voi avrete alcune carte, tutte numerate, contenenti indizi ed enigmi volti a farvi uscire da una “stanza virtuale in cui siete rinchiusi”. La risoluzione degli enigmi avviene tramite combinazione di alcune tra esse (sommando i valori, potrete girare la carta con il risultato ottenuto), oppure inserendo dei codici in un’App gratuita su cellulare. Se volterete la carta della Vittoria entro il tempo prestabilito, sarete vincitori! L’introduzione dell’app permette di avere enigmi multimediali ed enigmi bloccanti. Se inserirete il codice giusto passerete allo step successivo ma niente paura, perché sempre tramite app potrete ottenere indizi sulla risoluzione degli enigmi che avrete davanti, al prezzo di una valutazione più bassa al termine dell’avventura.

Abbiamo scelto come preferita tra tutte le scatole della serie, questa di Game Adventures che è proprio dedicata al gioco da tavolo con avventure a tema Ticket To ride, Mysterium e Pandemic. Tutto molto meta.

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89. Progetto Gaia (2017) di Jens Drögemüller e Helge Ostertag, edito da Feuerland Spiele e localizzato
da Cranio Creations, per 1-4 giocatori, durata 60-150 minuti, indipendente dalla lingua.

Per coloro che ancora non lo sapessero (siete rimasti credo in tre…) il duo Drögemüller-Ostertag è lo stesso di “Terra Mystica”; infatti “Progetto Gaia” rappresenta una versione 2.0 del celebre successo del 2012, riportando le stesse meccaniche (con alcune significative implementazioni e qualche aggiunta) in una veste “spaziale”. Il vostro compito sarà quello di guidare una delle 14 razze a disposizione alla conquista dello spazio, colonizzando pianeti, costruendo strutture sempre più prestigiose e aumentando la vostra ricerca tecnologica. Uno dei cinghiali più apprezzati di sempre, nonché una delle poche riedizioni che hanno trovato in pubblico e critica un largo giudizio positivo, soprattutto nei riguardi del suo gioco di origine. Gioco complesso e neanche semplicissimo da assimilare, ma in grado di restituire una delle esperienza “alla tedesca” più appaganti di sempre.

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88. Food Chain Magnate (2015) edito dalla Splotter Spellen e in Italia grazie a MS Edizioni. Titolo per 2-5 giocatori con una durata di 120-150 minuti.

Una delle maggiori espressioni Eurogame in circolazione, cinghiale setoloso come pochi. Titolo card-driven dove dovremo costruire la nostra compagnia di Fast Food attraverso la gestione delle risorse umane, la compra-vendita e il marketing. FCM è un gioco molto stretto e pieno di sfaccettature e profondità. Non c’è modo di riscattare gli errori perché non fornisce né alternative né mezzi per recuperare. ma spremerà al massimo le nostre meningi e porterà all’ennesima potenza il termine “ottimizzazione”.

Cercate un brucia-cervelli per la collezione? Eccolo!

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87. Beyond the Sun (2020) di Dennis K. Chan ed edito da Ghenos Games. Da 2-4 giocatori per 60-120 minuti a partita.

Un eurogame basato sulla  gestione azioni, con una struttura piuttosto lineare: nel tuo turno scegli una azione, ci piazzi il lavoratore (solo uno a disposizione) e la esegui. Il tutto è contornato da fasi di produzione e rivendicazioni obiettivi. Beyond the Sun  è un gioco di civilizzazione ben studiato e dotato di una sua identità ben precisa. Propone le logiche tipiche di questa categoria di titoli, con l’aggiunta di uno sviluppo di un albero tecnologico e un minigioco per la gestione della propria plancia, il tutto mantenendo una struttura sufficientemente agile, tale da poter essere giocato anche in meno di un paio d’ore (da utenti non troppo riflessivi). Spartano nei materiali, risulta, una volta esplorato, il classico piatto che a prima vista potresti erroneamente scartare, potendo invece divenire, una volta assaggiato, uno dei tuoi favoriti.

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86. Through the Ages (2006) di Vlaada Chvátil, edito da CGE e localizzato da Cranio Creations, per 2-4
giocatori, durata 240 minuti.

Il paradigma del gioco di civilizzazione cinghialoso. Potrei anche fermarmi nella descrizione con la frase di cui sopra, perché già essa, assieme alla durata media a partita (anche ottimistica), descrive la realtà di un titolo che alberga stabilmente in cima alla classifica di BGG da anni. Complesso, soggetto ad analysis paralysis, titolo di culto per intere comunità di giocatori di nicchia. Rimane relativamente in basso nella nostra classifica essendo un titolo difficile da digerire e ancora di più da mettere in tavola con frequenza, ma resta uno dei migliori giochi di sempre. Sono usciti suoi adattamenti su app e potrebbe valere la pena di provarli, per impratichirsi il giusto, così da poterlo mettere sul tavolo con la frequenza che meriterebbe.

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85. Visconti del Regno Occidentale (2020) di Shem Phillips e S J Macdonald, edito da Garphill Games e localizzato da Fever Games, per 1-4 giocatori, durata 60-90 minuti, indipendente dalla lingua.

Ultimo gioco della trilogia dell’Occidente. Il gioco propone un leggero deck-building associato a una mega ruota (la plancia centrale) dove andremo girando con il nostro Visconte per eseguire varie azioni come commerciare, studiare manoscritti, mandare seguaci al castello, costruire edifici e assoldare abitanti. Grazie a questo, il gioco offre molte strategie per fare punti, ma ovviamente non sarà possibile perseguire tutto, quindi è molto importante puntare su 1 o 2 aspetti e cercare di ottimizzare il mazzo in quella direzione. Inserisce diverse idee utili su un impianto collaudato e classico, ottenendo un risultato sufficientemente fresco e intrigante: compaiono parecchie sfaccettature utili a donare varietà e il mini-gioco centrale del castello aggiunge molta interazione. Disegni di The Mico e qualità dei materiali a cui ci ha abituato Shem Phillips.

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84. Undaunted: North Africa (2020) di Trevor Benjamin e David Thompson, editore Osprey Games, in Italia da Ghenos Games. Per 2 giocatori, durata 45-60 minuti.

Secondo asimmetrico capitolo della serie Undaunted che con pochissima complessità in più riesce ad alzare parecchio il livello del gameplay. Veloce da preparare e da imparare, rapido e coinvolgente.
Gli scenari offrono una grandissima varietà, sia come tipologie che come durate: alcuni possono richiedere 15-20 minuti come altri 50-60′. L’estrema diversità degli schieramenti ha sicuramente reso più arduo il bilanciamento, che quindi non risulta perfetto in tutti gli scenari: ad esempio nel quinto “Desperate Escape” bisogna essere dei bravi giocatori e conoscere bene il sistema per riuscire a vincere con gli italiani. Se giocherete il primo invece, “Landing Ground 7”, potreste rimanere delusi dalla mancanza di mezzi, ma non temete: i primi tre introducono progressivamente tutte le novità (strutture, veicoli da un lato e dall’altro). Non per questo sono meno intriganti e pure in questo caso una buona parte del merito va all’asimmetria.

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83. Maracaibo (2019) di Alexander Pfister, edito da Game’s Up e localizzato da uplay Edizioni, per 1-4
giocatori, durata 30-120 minuti

Come altri giochi “pesanti” precedenti di Pfister, anche stavolta racchiude al suo interno tante meccaniche diverse tra loro, mescolate sapientemente, tanto che il risultato finale può sembrare quasi originale. Ambientato nei Caraibi nel XVII secolo, riprende per certi versi Great Western Trail, dove potremo muovere la nostra nave di un certo numero di caselle all’interno di un percorso fisso. Il tutto tenendo d’occhio anche la propria plancia personale, rappresentante la propria nave, che cercheremo di migliorare per essere pronti ad aiutare (in cambio di monete o punti vittoria) una delle tre potenze dei mari (Francia, Inghilterra e Spagna). Chi per primo conclude il percorso farà terminare il turno anche agli altri giocatori, quindi cercate di ottimizzare le vostre mosse, anche perché in globale il gioco non offre molto respiro: quattro turni e la partita sarà finita.

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82. Black Orchestra (2016) di Philip duBarry edito nel 2016 da Starling Games e localizzato nel 2020 da Asmodee. Cooperativo per 1-5 giocatori, durata 90 minuti.

Ambientazione curata davvero nei minimi dettagli storici e capace di creare un’atmosfera diversa e particolarmente tesa. L’alea infatti risulta avere un’incidenza particolare ma le meccaniche sono semplici e fluide e ha un ambientazione particolarmente coinvolgente e immersiva. La componente storica, con sorprendente semplicità e leggerezza (nel senso che non siamo di fronte a un wargame mattone), riesce davvero a catturarvi e trasportarvi, raccontando delle verità storiche dentro le quali si muoverà la vostra personale Operazione Valchiria, dall’esito incerto e traballante fino all’ultimo, ma capace di riscrivere per sempre la storia dell’umanità.

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81. Black Rose Wars (2019) di Marco Montanaro edito dalla Ludus Magnus Studio. Per 2-4 giocatori e durata di 90 minuti

Black Rose Wars è un ibrido german-american ma è anche un competitivo puro e spietato. Il gioco è una lotta serrata tra maghi, a suon di magie sparate in faccia senza tanti complimenti e punti rastrellati in ogni modo. La competizione è davvero molto accesa anche se, giocando ve ne renderete forse conto, non sempre merita accanirsi contro un unico giocatore, quanto più picchiare a destra e a manca, cercando di essere sempre in maggioranza (e qui ritorna l’anima euro) per ferite inflitte o danni arrecati alle stanze. Da una parte abbiamo un gameplay solido, complesso e che premia comunque le scelte tattiche e la pianificazione a breve termine; dall’altra abbiamo un’ambientazione ricca di fascino, materiali di alto livello e un dinamismo pirotecnico e ricco di colpi di scena.

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80. Paladini del Regno Occidentale (2019) di Shem Phillips e S J Macdonald, edito da Garphill Games e
localizzato da Fever Games, per 1-4 giocatori, durata 90-120 minuti, indipendente dalla lingua.

Piazzamento lavoratori dalla Nuova Zelanda, questa volta con pedine colorate in base alla mansione e selezionate tramite draft di carte, da piazzare sulla propria plancia personale a sinistra per ottenere effetti immediati o a destra per progredire sui tre tracciati delle caratteristiche chiave (fede, forza e influenza). Da non dimenticare la presenza di diversi set di carte (paladini, cittadini, invasori…) che donano variabilità e offrono scelte gustose. Alla fine dei 7 round vince chi fa più punti, ma le vie per farli sono diverse, sebbene procedere con un certo equilibrio sia importate. In sintesi questo titolo di peso rappresenta un’ottima prova di solidità per gli autori, capaci di introdurre piccole novità su una base nota. L’interazione proposta è in forma indiretta, per cui consente una buona organizzazione dei propri progetti, ma nel contempo si rende necessario un continuo controllo su ciò che è disponibile e un aggiustamento, di turno in turno, dei propri piani. È un cinghiale e non si nasconde.

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79. Project L (2020) ideato da Adam Španěl, Michal Mikeš e Jan Soukal, edito da Boardcubator in Italia grazie ad Asmodee. Per 1-4 giocatori e durata di 30-40minuti.

Componentistica di classe per questo titolo che è a tutti gli effeti un polimini-building. Dovremo completare diverse forme geometriche sfruttando i polimini e risulta fondamentale la creazione di un “motore” iniziale efficiente, che ci permetta di avere una riserva ideale di pezzi, possibilmente grossi, così da usare meno mosse per completare le forme più complesse. Allo stesso modo è importante però capire quando fermarsi per passare a concentrarsi più sui pezzi difficili, che danno tanti punti, ma polimini premio molto piccoli. Infine la capacità di valutazione spaziale è fondamentale per studiare come completare un pezzo nel modo più efficacie e rapido, in modo da sfruttare in tutti i turni la possibilità della master action.

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78. Kingdomino (2016) di Bruno Cathala edito in Italia dalla Ghenos Games. Per 2-4 giocatori e durata di 20-40 minuti

Gioco che sfrutta il concetto del domino per creare territori di grandezza 5×5 o 7×7 per guadagnare punti e moltiplicatori. Titolo molto semplice, immediato e mai scontato. E’ principalmente tattico, ma al contempo è possibile fare un minimo di strategia e di valutazioni a lungo termine, in quanto il numero di quadrati terreno di ogni tipo e il numero e valore degli edifici produttivi (quelli che danno punti) di ogni tipo sono dati noti e ben riassunti nel retro del manuale, mentre quelli già usciti sono ben visibili nei regni… quindi un giocatore esperto può farci dei calcoli su quando convenga ampliare o no un certo terreno e puntare o no su certe tessere.

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77. Agricola (2007) di Uwe Rosenberg, edito da Lookout Games e localizzato da Asmodee, per 1-5 giocatori, durata 30-150 minuti, indipendente dalla lingua.

Il titolo a cui si pensa per primo quando si parla di “piazzamento lavoratori”. La propria famiglia di contadini ha pochissimi turni per poter: creare steccati, inserirci animali (di 3 tipologie), allargare la propria casa, rimodernarla, accrescere la famiglia, costruire miglioramenti, arare campi e coltivarli. Nel frattempo il gioco chiederà con diverse cadenze di sfamare tutti i membri attivi della famiglia. I giocatori dovranno piazzare a turno sulle azioni i propri membri della famiglia per raccogliere risorse o trasformarle in uno sviluppo per la propria fattoria. La sensazione è sempre quella di non avere sufficienti turni per fare tutto e, specie per le prime partite, si guarderà sconsolati il proprio appezzamento di terreno semi deserto. Quando però si ingrana, lo sviluppo e l’intersezione delle diverse carte in mano permette di staccarsi da quel punteggio di poco positivo (a volte negativo!) per sforare la soglia dei 40 punti.

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76. The Gallerist (2015) di Vital Lacerda edito da Eagles Games e in Italia grazie a Giochix. Per 1-4 giocatori e durata di 60-120minuti

The Gallerist ci mette nei panni di proprietari di gallerie d’arte e dovremo scoprire artisti, farli conoscere al pubblico, esporne le loro opere e venderle. Si tratta di un gioco solido, strutturato e basato su di un compendio di regole abbastanza complesso (anche se un minimo sforzo per renderle più lineari è stato compiuto). Il pubblico di riferimento è sicuramente quello dei giocatori amanti delle sfide impegnative ed il consiglio spassionato è quello di provarlo (se avete la fortuna di conoscere qualcuno che ve lo spiega è mooolto meglio …) se si ha intenzione poi di investire su di esso qualche partita, perché in effetti, se siete di quelli che i giochi li provano e poi li lasciano subito, lo sforzo potrebbe non valere la pena.

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75. Furnace (2020) di Ivan Lashin distribuito in Italia da DV Games. Per 2-4 persone e sfide di 60minuti

In Furnace vestirete i panni di un magnate durante il periodo della rivoluzione industriale e dovrete cercare di costruire il vostro impero imprenditoriale per accrescere le vostre finanze; per farlo, oltre ad incrementare i vostri guadagni, dovrete cercare di ottimizzare l’estrazione e la lavorazione di risorse prime come il carbone, l’acciaio ed il petrolio e gestire al meglio l’acquisizione di nuovi siti produttivi. Presenta una particolare meccanica nelle aste che fornisce al titolo quel pizzico di originalità che gli consente di distinguersi all’interno di quella fetta di mercato così affollata come quella dei gestionali. Elegante e fluido, dona soddisfazione nel veder girare il proprio motore produttivo. Adatto sia ai più esperti alla ricerca di un prodotto fresco e veloce, ma anche a quei giocatori che si sono avvicinati da poco al mondo dei giochi da tavolo e vogliono esplorare nuove meccaniche, perfetto per famiglie di giocatori.

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74. Cartographers (2019) di Jordy Adan, edito da Thunderworks Games e localizzato da Raven Distribution, per 1-100 giocatori, durata 30-45 minuti. Roll and Write poco dipendente dalla lingua.

Roll’n’Write da collezione. Ambientato nel mondo di Roll Player e a base polimini. Il pretesto è quello di disegnare la mappa del proprio villaggio, scegliendo di volta in volta i pezzi in stile tetris. I punti vittoria si ottengono in maniera differente in ognuno dei 4 turni e questa informazione è accessibile dal principio, cosa che infonde un po’ di programmazione a lungo termine che non fa mai male e che è spesso poco presente nel genere. Sorprendentemente, sebbene i materiali siano esclusivamente mazzetto, blocco disegni e matite, l’alea nella composizione e pesca delle carte rende il titolo molto rigiocabile. Ottimo rapporto contenuti/prezzo, durata da filler, gameplay accessibile a tutti, ma che non si dimentica dei giocatori più assidui sono caratteristiche che fanno di Cartographers un gioco valido anche nel lungo termine e il cui acquisto si ripaga nel breve.

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73. Splendor (2014) di Marc André, edito da Space Cowboys e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori, durata 30 minuti.

Questo è un titolo che si spiega in pochissimo tempo e che può (e deve) essere proposto anche a neofiti che ne apprezzeranno l’immediatezza delle meccaniche e la fluidità di gioco. Anche i materiali qui fanno la loro accattivante parte e mi riferisco, in particolare, alle fiches/risorse che utilizzeremo per comprare carte dall’area comune di gioco e piazzarle poi nella nostra area personale, cercando di diventare il migliore collezionista di gemme preziose. Un gioco di carte con un sistema di collezione set che va a premiare l’attenta raccolta delle gemme presenti sulle carte stesse. Ogni carta presenta un valore di punti per il fine partita, un costo in gemme e un valore, sempre in gemme, da utilizzare come sconto per l’acquisto delle successive carte. Ci sono tre diverse linee di carte, con costi crescenti, tra cui poter prendere o prenotare (mettendole nella propria mano) carte e tre diversi tipi di tessere nobili che vanno a regalarci punti, una volta soddisfatti i requisiti in termini di tipologia di gemme possedute. Come detto Splendor è un titolo da poter proporre a tutti senza remore.

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72. Wendake (2017) di Danilo Sabia edito da Placentia Games/Post Scriptum. Per 1-4 giocatori e durata di 60-120 minuti.

Eurogame ambientato in nord America durante il colonialismo. Propone un insieme di meccaniche che lo collocano nella lista dei desideri di un certo tipo di appassionati. La su peculiarità risiede nella griglia (3×3) che il giocatore utilizza per selezionare le 3 azioni disponibili nel proprio turno. Su questa plancia La seconda e la terza azione devono essere scelte seguendo lo schema del “tris” ovvero le tessere selezionate devono essere le successive in senso orizzontale, verticale oppure obliquo. Viene introdotto anche un combattimento di tipo deterministico, una soluzione necessaria ad aumentare il livello di interazione fra i giocatori, soprattutto quelli di indole conservativa che prediligono il solitario di gruppo.

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71.  Mythos (2016) di Hal Eccles, Will Kenyon, Jason Maxwell e Tim Uren, edito da 8th Summit e localizzato da MS Edizioni, per 1-10 giocatori, durata 60-120 minuti.

Non poteva mancare nel panorama ludico e, ovviamente nel nostro elenco, un gioco investigativo di stampo Lovecraftiano. Le meccaniche di Sherlock Holmes Consulente investigativo si spostano da Londra ad Arkham e gli investigatori si troveranno ad affrontare gli enigmi che il direttore della biblioteca della Miskatonic University, il Dott. Armitage, ci presenterà di volta in volta. Il regolamento, anche se in tutto e per tutto simile a quello di Sherlock Holmes c.i., presenta delle novità che lo snelliscono e rendono il gioco più fedele all’ambientazione. I giocatori infatti dovranno scegliere di volta in volta quale ambientazione visitare e in quale ora del giorno farlo. Capiterà infatti che seguire lo stesso indizio di mattina, pomeriggio o notte, ci restituisca risposte o, molto più probabilmente, “presenze” diverse. Oltre a questo, gli investigatori avranno un limite di mosse entro il quale dovranno necessariamente collezionare tutti gli indizi per rispondere alle domande del Prof. Armitage.

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70. Storie di famigli (2022) di Jerry Hawthorne in Italia da Asmodee. Per 1-4 giocatori e dalla durata di circa 45 minuti a sessione.

Storie di Famigli è l’erede ultimo di Fiabe di Stoffa, parliamo di un cooperativo a stampo narrativo da giocare con tutta la famiglia. Noi impersoniamo dei famigli di un mago che dovranno prendersi cura di una principessa e durante il corso della partita prenderemo decisioni che ci porteranno verso uno dei diversi finali.  La storia è immersiva e la trama procede in modo fluido alternando momenti scherzosi a momenti seri, dove il pericolo si percepisce bene senza risultare pesante. Il tutto è condito da una app di accompagnamento che non è ingombrante e fa da cicerone al gioco fisico vero e proprio

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69. Similo (2019) di Martino Chiacchiera, Hjalmar Hach e Pierluca Zizzi. Edito dall’italiana Horrible Guild e distribuita da Ghenos Games. Cooperativo per 2-8 persone e durata di 10-15 minuti.

Le versioni di Similo sono molte e tutte hanno artworks eccezionali. La meccanica centrale è sempre la stessa: un giocatore deve far indovinare un personaggio/animale misterioso, da un gruppo di 12 carte, con l’ausilio delle carte che ha in mano. Gli altri giocatori, a turno, dovranno quindi eliminare quelle che secondo loro non sono le carte esatte fino a quando sul tavolo non rimane quella esatta. Colpo di genio: le varie versioni posso essere anche combinate per moltiplicarne il divertimento!

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68. Spirit Island (2017) di R. Eric Reuss in Italia da Ghenos. Cooperativo per 1-4 giocatori, durata 90-120 minuti

Siamo degli dei che dovranno scacciare i colonizzatori dalle proprie terre. Difficile, asimmetrico e privo di alpha-player, Spirit Island può essere sintetizzato così come il cooperativo perfetto che si trasforma all’occorrenza in perfetto solitario. E’ un brucia-cervelli ma bisogna avere il gusto euro nelle proprie corde, specialmente quello avvezzo ad una certa complessità (anche se gestita di fatto con molta eleganza nel regolamento)… ma se siete nel target giusto, posso garantirvi un’esperienza difficilmente eguagliabile nel panorama cooperativi/solitari attuale. Esperienza impreziosita anche da un sistema ad obiettivi a difficoltà crescente tanto cara a molti giocatori.

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67. Calico (2020) di Kevin Russ in Italia edito dalla Little Rocket Games. Per 1-4 giocatori con partite di circa 30-40 minuti.

Calico è un puzzle game nel quale dovremo cucire delle coperte con i ritagli di stoffa che estrarremo da un sacchetto. I ritagli avranno 6 fantasie e 6 colori differenti e dovranno essere combinati tra loro per attirare i gatti, far punti con le tessere obiettivo e cucirci su bottoni per guadagnare punti extra. Nonostante il regolamento semplice e formato in fondo da due sole regole, Calico offre una discreta profondità ed una buona dose di ragionamento. L’ambientazione family friendly poi permette di intavolare il gioco con tutti, giocatori più o meno esperti.

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66. Rush & Bash (2015) di Erik Burigo edito da Red Glove. Gioco di corse per 2-6 giocatori e partite di 30-50 minuti

Parliamo di un gioco di corse in stile Mario Kart in cui dovremo usare il nostro arsenale di armi per farci strada attraverso nemici e avversari. E’ un family game semplice e scorrevole che rimane incerto fino all’ultimo turno. Il gioco mostra tutta un ‘altra anima quando si iniziano ad inserire gli ostacoli diventando più difficile e adatto ad un pubblico più abituale. L’interazione è continua e senza sosta con diverse strategie offerte dal modo in cui decidiamo di giocare le carte. Adoro la faccia dell’avversario bruciato sul traguardo, grazie all’uso di un potere stella fatto crescere pian piano ed esploso giocando l’ultima carta. 

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65. Cacao (2015) di Phil Walker-Harding, edito da AbacusSpiele e localizzato da Cranio Creations e uplay
Edizioni, per 2-4 giocatori, durata 45 minuti.

Un piazzamento tessere per 2-4 giocatori che è riuscito a distinguersi senza subire il pesante paragone con Carcassonne, pietra miliare del genere. In Cacao ognuno dei giocatori avrà a disposizione tre tessere villaggio dove su ogni lato sarà presente una certa quantità di lavoratori (da 0 a 3). Ad ogni turno, si posizionerà un villaggio posizionandolo a fianco a una tessera giungla. Se sul lato della tessera villaggio posizionato sono presenti lavoratori, si attiverà la tessera giungla adiacente un numero di volte pari al numero di lavoratori. Insomma, un concetto che può sembrare complicatissimo a parole, ma che invece dal lato pratico è estremamente intuitivo. Prestate attenzione, perché i modi per fare punti sono diversi, dai templi al percorso sul fiume, ma cercate di raccogliere cacao e rivenderlo nel modo migliore!

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64. Otto Minuti per un Impero (2012) di Ryan Laukat, edito da Red Raven Games e localizzato da DV Games, per 2-5 giocatori, durata 20 minuti

Per chi sogna di… conquistare il mondo! E vuole farlo in 8′! Una manciata di monete, dipendente dal numero di giocatori, una manciata di armate da distribuire sulla mappa del globo, due città da cui far, eventualmente, partire le proprie armate, una plancia mini (anche troppo) e un mazzo di carte con rappresentata un’azione, nella parte alta e un simbolo nella parte bassa. Otto Minuti per un Impero è un bel gioco, che mischia sapientemente la maggioranza alla collezione set. Il gioco prevede, come è facilmente intuibile, una forte interazione tra tutti i giocatori. In due diventa quasi scacchistico, in tre soffre se tutti i giocatori non sono allo stesso livello, da quattro in su diventa una vera lotta per ogni lembo ti terra. La mappa double-face permette una piccola variazione sul tema e poi la velocità di una singola partita (non stiamo negli otto minuti, ma comunque una partita a cinque giocatori non supera la mezz’ora e si può chiudere in una ventina di minuti) avvantaggiano eventuali rivincite: la quintessenza del microgame!

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63. Sagrada (2017) di Adrian Adamescu e Daryl Andrews, edito da Foodgate Games e localizzato da Cranio Creations, per 1-4 giocatori, durata 20-40 minuti.

Spesso, quasi sempre a dire il vero, questo gioco viene accostato al fortunatissimo Azul, in una sorta di scelta dicotomica, manco avessero tanti punti in comune. Questo Sagrada, invece, con Azul condivide solo il carattere astratto e la buona qualità, soprattutto tattile, dei materiali in uso. Sagrada è un titolo di selezione dadi dove ogni giocatore sarà impegnato a utilizzarli per riempire il proprio schema, sempre differente dagli altri, fatto di numeri e colori, stando però attento alle limitazioni date dalle regole di piazzamento, un po’ come il Sudoku: non potrò, ad esempio, mettere vicini dadi con numeri o colori uguali. Consigliato anche in solitario.

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62. Fiabe di Stoffa (2020) di Jerry Hawthorne, in Italia distribuito da Asmodee. Per 2-4 giocatori, cooperativo con sessioni di 60-90 minuti.

Gioco narrativo molto immersivo. Protagonisti dell’avventura saranno dei peluche di una bambina che è appena passata dalla culla al letto. Di notte, questi stoffini, prendono vita e difendono la loro bimba dai pericoli del Cadigiù, il mondo dei sogni dove ultimamente tira una brutta aria: diversi giocattoli, infatti, subiscono la tirannia di Crepitus che li costringe a produrre oscuri giocattoli. Fiabe di Stoffa è un gioiellino, è un po’ un racconto per l’infanzia, un po’ dungeon crawler, ma stavolta siamo davanti a un target ben preciso, ovvero genitori e figli.

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61. Monasterium (2020) di Arve D. Fühler, edito da dlp games, per 2-4 giocatori, durata 60-120 minuti

I giocatori sono responsabili di una scuola di sacerdoti che invierà i propri novizi nei monasteri per offrire loro una formazione sul campo con l’obiettivo di raggiungere la maggior influenza possibile. Troviamo un sistema di selezione azioni costituito da un draft di dadi, che a inizio partita permetterà ai giocatori di intraprendere lo stesso pool di azioni, ma proseguendo verranno sbloccate nuove opzioni, per cui l’importanza di ogni valore sui dadi varierà per ogni giocatore e progredendo sarà molto soddisfacente la creazione del proprio motore e l’esplorazione delle differenti combo che il gioco consente. Il sistema di punteggio è variegato, con un sistema di maggioranze, obiettivi comuni, un puzzle con le vetrate delle cattedrali da comporre e altri punti extra. Un titolo solido e coinvolgente che riesce a coniugare la meccanica del draft dei dadi sviluppandola con un mix di originalità risultando valido e interessante sia sotto il profilo strategico, sia sotto quello tattico, rendendolo ideale per chi apprezza i titoli di un certo spessore, ma con un comparto regolistico senza troppi cavilli o eccezioni.

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60. Sword & Sorcery (2017) di Simone Romano e Nunzio Surace edito da Ares Games. Cooperativo per 1-5 giocatori e sessioni di 60-90 minuti.

Siamo dinanzi ad un dungeon crawler fantasy full-coop tutto italiano. Un titolo di ampio respiro che offre un’esperienza intensa ai core-gamer americani purosangue, progettato da appassionati e conoscitori del genere per un pubblico di altrettanto (esigenti) appassionati. Nessun aspetto è stato tralasciato a cominciare dal colpo d’occhio al tavolo (grazie agli splendidi materiali che fanno la differenza) e proseguendo con le tipologie di terreno, gli stati alterati per eroi e nemici, gli effetti magici, la caratterizzazione delle classi, la varietà dell’equipaggiamento, le caratteristiche e la tipologia dei nemici.

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59. Splendor Duel (2022) di Marc André e Bruno Cathala, edito da Asmodee. Per 2 persone e partite di 30 minuti

Variante per due giocatori di Splendor. Siamo dei gioiellieri che si sfideranno nella creazione dei migliori manufatti per guadagnare prestigio e fama. Il titolo è caratterizzato da meccaniche semplici che fanno di tutto per mitigare il fattore fortuna e allo stesso tempo regalano molta profondità strategica. Durante la partita assisteremo ad un incremento della velocità del gioco; mentre all’inizio potremo creare pochi gioielli, con il passare del tempo tutto diventa più veloce e avvincente senza però risultare caotico. Qualità dei materiali al top come il fratello maggiore.

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58. Marco Polo II: Agli ordini del Khan (2019) del duo italiano Tascini-Luciani, edito in Italia da Giochi Uniti. Per partite da 2 a 4 giocatori e durata di 60-120 minuti.

La bontà del primo titolo non fa sfigurare il suo seguito che, anzi, si mostra al di sopra delle nostre aspettative. Infatti abbiamo più profondità strategica e il gioco gira benissimo coni i nuovi innesti (giada e gilde). Dal lato del bilanciamento, i viaggi sono stati riequilibrati coi contratti… i personaggi però sono asimmetrici e all’inizio avremo l’impressione che siano squilibrati creando un po’ di frustrazione (la tipa che gioca sulla giada sembra una spanna avanti a tutti). In ogni caso, il gioco è talmente bello sotto ogni
aspetto (anche estetico) che non si riesce a rimanerne indifferenti.

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57. Seasons (2012) di Régis Bonnessée, edito da Libellud e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori,
durata 60 minuti

Carte, carte e ancora carte. E se si gioca con le due espansioni, altre carte. Meravigliosamente disegnate e caratterizzate. Un gioco dove il draft e la gestione della mano la fanno da padroni, ma Seasons non è solo questo. È anche lancio di dadi – grossi e colorati – utilizzo oculato delle risorse e attacco diretto agli avversari. Ed è anche la capacità di saper mettere in combo le azioni più forti e sfruttare al massimo anche quelle apparentemente più deboli, perché nell’alternarsi delle stagioni tutto serve. È la necessità di sacrificare un Famiglio per l’acquisizione dell’Oggetto Magico più potente del mazzo. Seasons strizza l’occhio agli amanti dei giochi di carte, ma anche e soprattutto agli appassionati delle ambientazioni fantasy. Un gioco ricco, che offre infinite possibilità!

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56. Destinies (2021) di Michał Gołębiowski, Filip Miłuński. Portato in Italia da Asmodee, gioco per 1-3 giocatori , durata 90-120 minuti a scenario.

Se cerchiamo un gioco di avventura diverso dal solito uno dei primi titoli che viene in mente è Destinies. Fin da subito si apprezza la facilità di approccio che questo gioco trasmesso: turni veloci, trama avvincente e un utilizzo comodissimo dell’app che ci guida e scandendo i tempi di gioco. Per i puristi l’app può essere ingombrante ma noi reputiamo che l’esperienza di gioco sia semplicemente differente dalle altre che abbiamo fatto in passato. Se volessimo confrontarla con “Le case della follia“, per fare un nome, direi che ne è la naturale evoluzione che in più unisce la presenza dei QR code per aumentare l’interazione con il gioco.

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55. Patchwork (2014) di Uwe Rosenberg, edito da Lookout Games e localizzato da uplay Edizioni, per 2 giocatori, durata 30 minuti.

L’idea è quella che si debbano piazzare dei polimini su una plancetta personale, ottimizzando al massimo gli spazi (ogni spazio vuoto, infatti, assegna 2 punti negativi). Ogni giocatore ha una pedina che si muove sulla plancia segna-turno, che scandisce anche la durata della partita. I giocatori al proprio turno possono scegliere uno dei primi tre pezzi di stoffa di fronte alla pedina e lo dovranno porre, senza possibilità di essere poi spostato, nella plancia personale; ogni pezzo ha un costo in bottoni e un costo in tempo (che verrà percorso dalla pedina sulla plancia centrale). Quando entrambi i giocatori sono alla fine della traccia tempo, si conta 1 punto per ogni bottone presente sul patchwork creato. Da prendere assolutamente per tutti gli amanti del Tetris e per chi voglia avere un gioco da 2 giocatori che può proporre a qualsiasi tipo di giocatore.

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54. Meadow (2019) di Klemens Kalicki, distribuito in Italia da Asmodee. Per 1-4 giocatori, con tempo a partita di 60′-90′ 

In Meadow siamo chiamati a ricoprire il ruolo di esploratori delle meraviglie della natura, in competizione tra loro per raccogliere l’esito dei propri viaggi ed osservazioni. Siamo di fronte ad un gioco a base di carte, nel quale si devono raccogliere set di esse, per cui il flusso del gioco è incentrato sulla scelta da un mercato comune e sul successivo utilizzo delle carte per costruire di fronte a se una sorta di habitat, rispettando alcune regole non complesse. Il gioco risulta ottimo per gli amanti dei puzzle game. Un family+ adatto a chi abbia già iniziato a masticare qualche board game.

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53. Disney Villainous (2018) di Prospero Hall, edito e localizzato da Ravensburger, per 2-6 giocatori, durata 50 minuti.

Il gioco di carte della Disney. Anzi no. Il gioco di carte dei cattivi della Disney. Se vi siete sempre appassionati più ai cattivi di turno che agli eroi protagonisti allora troverete questo titolo fatto apposta per voi. Se invece avete sempre adorato immaginarvi nei panni dei buoni senza macchia e senza paura, allora troverete questo titolo fatto apposta per voi. Insomma, Disney Villainous è un must-have per gli amanti dei lungometraggi della casa – anzi del castello – del buon vecchio Walt! Un gioco che fa dell’asimmetria il suo principio cardine. Ognuno impersonerà il cattivo di una storia e dovrà portare a termine il suo differente obiettivo personale, potendo interferire con le “storie” degli altri con una specifica azione per far entrare in gioco, contro di loro, i relativi personaggi buoni. I disegni delle carte sono quelli classici e ogni carta vi riporterà a una particolare sequenza del vostro film preferito… comprare, giocare e guardare per credere!

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52. Snow Tails (2008) di Gordon e Fraser Lamont, in Italia localizzato da Asmodee, per 2-5 giocatori, durata 45 minuti.

Siete in cerca del gioco di corsa quasi perfetto? Snow Tails potrebbe risolvere la vostra ricerca. Una corsa di slitte tra i ghiacci polari, i giocatori dovranno portare la propria slitta, trainata da due cani, per primi verso il traguardo. Piccoli accorgimenti permettono a chi è indietro di tentare di recuperare terreno rendendo la corsa sempre interessante. Gioco più facile da giocare piuttosto che da spiegare. Percorsi modulabili, sia per lunghezza, sia per difficoltà, ambientazione ben resa, possibilità di effettuare campionati e di aggiungere con il tempo regole speciali (se ne trova in rete una bella collezione); insomma ha tutto per essere giocato e ri-giocato e per entrare a far parte della collezione di ogni giocatore, buono in qualsiasi numero di giocatori, perfetto se si gioca in quattro.

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51. Colt Express (2014) di Christophe Raimbault, edito da Ludonaute e localizzato da GOG, per 2-6
giocatori, durata 20-40 minuti.

Colt express, vincitore dello Spiel de Jahres 2015, è un gioco nel quale impersoneremo un bandito su un treno nel selvaggio West e dovremo rubare il maggior numero di bottino per essere decretati vincitori. Il gioco si suddivide in una fase di pianificazione nella quale giocheremo le nostre azioni che verranno poi eseguite una dietro l’altra nella fase di risoluzione. Colt Express può essere giocato in modo scanzonato, divertendosi quando le nostre pianificazioni falliranno miseramente a causa di azioni non previste da parte degli avversari, oppure in modo maggiormente ragionato ricordandosi le mosse degli avversari e cercando di intuire cosa faranno nel caso giochino carte coperte. Un gioco che può essere quindi adatto a diversi tipi di giocatore, ma che mantiene in ogni caso una decisa semplicità nel regolamento da cui deriva un flusso di gioco frizzante e senza tempi morti.


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50. Magic: The Gathering, Magic: L’Adunanza in Italia (1993) di Richard Garfield. Distribuito da Wizards of the Coast/Hasbro. Per 2 giocatori e partite di 15-20minuti

Parliamo del “grado zero” dei giochi di carte collezionabili. Il più longevo, il più giocato, il più diffuso, il più imitato, il più famoso. Finito nel 2019 nella National Toy Hall of Fame, è un gioco che si adatta a tutti, da chi si approccia a questo mondo per la prima volta agli assidui e più frenetici giocatori. Il gioco simula un duello fra maghi che cercano di sopraffare il proprio avversario lanciando magie di vario tipo e usando il mana come energia elementale per lanciarle. Il titolo fa del Deck Building la sua quintessenza e ogni giocatore è dovrà creare, organizzare, sfruttare al meglio il proprio mazzo per vincere. Magic è supportato da una vastissima comunità online e gode di supporto su videogiochi e piattaforme di gioco online.

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49. Aeon’s End (2016) di Kevin Riley da Action Phase Games. Cooperativo per 1-4 giocatori, durata 60 minuti

Impersonerete un gruppo di maghi, rifugiatisi sottoterra a Gravehold, l’ultima città baluardo dell’umanità, nel disperato tentativo di respingere l’invasione dei Nameless e il loro esercito di creature abominevoli. Aeon’s End è un deckbuilding puro, con alcune meccaniche abbastanza originali, prima tra tutte il fatto che il mazzo degli scarti non viene mai mescolato al termine delle carte. Nel complesso, si dimostra un gioco profondo e ogni partita rappresenta un puzzle di difficile risoluzione (talvolta forse anche troppo) davvero stimolante. Da rilevare sicuramente l’incidenza non trascurabile della fortuna che, pur essendo parte integrante del sistema e del genere deck-building in generale, talvolta può essere determinante.

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48. Heaven & Ale (2017) del duo Kiesling-Schmidt, edito da Eggertspiele per 2-4 giocatori, tempo a partita 60′-90′, indipendente dalla lingua.

La storia sullo sfondo è quella di un monastero specializzato nella produzione di birra, la cui gestione è affidata ai vari giocatori e le meccaniche sono quelle dei gestionali, mescolate con il piazzamento tessere. Molto interessante la selezione delle azioni che si svolge percorrendo un percorso “circolare” composto da numerose caselle azione. La chiave del tutto sta nel comprendere quando sia il caso di avanzare molto nel percorso, per cogliere le occasioni più gustose offerte da alcune caselle avanzate, e quando soffermarsi in un lento procedere, per poter svolgere più azioni nell’arco di un giro. È peculiarità delle meccaniche devo dire che è la loro miscela a rendere il gioco un attimo diverso dal solito.

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47. Lost Ruins of Arnak (2020) del duo Elwen & Min, edito dalla CGE e in Italia dalla Cranio Creations. Per 1-4 giocatori, e 30-120 minuti a partita

È un titolo che fa calare i giocatori nei panni di altrettanti esploratori di un’isola sperduta, ricca di vestigia di una civiltà perduta. Il gioco alla sua base è incentrato sul deck building. Le carte iniziali consentono solo di ottenere risorse o visitare siti, mentre quelle che si acquisteranno giocando producono effetti più complessi. Le logiche di fondo sono quelle del pimpare il proprio mazzo per aumentare il proprio motore produttivo. Siamo di fronte ad un titolo che rielabora logiche classiche, mescolando in modo intelligente il deck building e la tradizionale gestione azioni e risorse, confezionando un prodotto nell’insieme solido e avvincente.

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46. Heroquest (2022 – Prima Edizione 1989) di Stephen Baker, edito dalla Avalon Hill (Hasbro). 1-5 giocatori e durata di 90 minuti a partita.

E’ (finalmente) tornato! Il Dungeon Crawler con mappa fissa semi-cooperativo e asimmetrico per due – cinque giocatori (e nella sua ultima edizione approcciabile anche in solitario grazie alla nuova app, gratuita ed in inglese che interpreta il ruolo del malvagio Zargon). Ci sono tutti: il Barbaro (che mena le mani), il Nano (che disinnesca le trappole), il Mago (con le sue carte magie) e l’Elfo. Si gira per cercare di risolvere un’avvenura tra la ricerca di tesori e lo sconfiggere i mostri. Sistema di movimento semplicissimo, combattimento con i dadi (spada, scudo bianco, scudo nero), linee di vista e poco di più. Intuitivo, geniale e divertente. Interessante la possibilità fornita ai giocatori di creare da sé le proprie missioni e di fare da Game Master. Avalon Hill ha deciso di poratre anche le espansioni: Frozen Horror e La Maga, con le loro avventure che innalzano il livello di difficoltà, per un titolo che ha fatto la storia e che rimane sempre bello da giocare.

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45. Teotihuacan: City of Gods (2018) di Daniele Tascini e in Italia grazie a Giochix. Per 1-4 giocatori e durata di 90-120 minuti a partita

L’ambientazione prende spunto dalla civiltà precolombiana che costruì la famosa piramide del sole, posta nell’ononimo sito in Messico. Nel gioco lo scopo principale sarà appunto costruire la famosa piramide, posta al centro del tabellone. Ma non basta: oltre a questo dovremo adornarla e impreziosirla, costruire il Viale dei Morti e adorare i famelici dei precolombiani. Il tutto verrà fatto tramite l’uso sapiente di 3 dadi che non verranno mai lanciati! Molto profondo e ricco di strategia con elevatissima ri-giocabilità.

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44. Tzolk’in: Il Calendario Maya (2012) di Simone Luciani e Daniele Tascini, edito da CGE e localizzato da
Cranio Creations, per 2-4 giocatori, durata 90 minuti

Alla sorpresa che suscitò il fatto di vedere le famose ruote dentate di plastica (che introducono un geniale sistema che tiene conto del passaggio del tempo) che lo contraddistinguono (“il gioco delle ruote dentate”) ha poi fatto seguito la constatazione di essere un titolo davvero solido, ben pensato, di quelli che (complici qui nella metafora anche i componenti) si può dire che “girano come un orologio”. Bel gestionale, dove devi, in teoria, al tuo turno solo scegliere se piazzare omini o recuperarli, svolgendo l’azione corrispondente, ma alla fine si rivela uno di quei giochi che se non lo capisci, se non entri dentro al ritmo che richiede, ti ritrovi schiacciato da quelle ruote, con i maledetti omini che vogliono anche mangiare e tu che fai fatica a procurarti il grano, perché qualcuno ha già fatto il raccolto prima di te. Ci infili dentro delle meccaniche pure di maggioranze, ci sono gli edifici, gli obiettivi, c’è pure un’espansione che ti fa giocare in 5 e che ti permette di partire asimmetrico: davvero uno dei meglio titoli di sempre e un orgoglio tricolore, anche a distanza di tanti anni dalla sua uscita.

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43. Caverna: Il popolo delle montagne (2013) di Uwe Rosenberg, edito da Lookout Games e localizzato da Uplay Edizioni, per 1-7 giocatori, durata 30 minuti a giocatore

Ci troviamo di fronte a uno dei più amati capolavori del mitico Uwe Rosemberg. L’autore ci proietta in una fantomatica civiltà montana composta da nani dediti all’agricoltura, all’allevamento e agli scavi minerari, con la necessità di espandere la propria famiglia aumentando così il numero di lavoratori a disposizione, ma dovendo adeguare la dimora e la quantità di cibo necessaria a sfamare la famiglia ad ogni turno. È inoltre presente la possibilità di compiere missioni di esplorazione con un meccanismo di crescita dell’esperienza e quindi della complessità delle future esplorazioni da compiere. Ognuno espande la propria plancia, ma le azioni a disposizione (che si incrementano durante la partita) sono comunque poche, e si compete con gli avversari per accaparrarsi le più produttive, che saranno via via differenti a seconda dello stato di avanzamento del gioco e della progressione personale. Alla fine dei turni previsti, tutto ciò che ognuno è riuscito a produrre (animali, pietre, soldi e stanze) viene trasformato in punti vittoria. Questo gioco è l’essenza della gestione risorse incastonato nella meccanica di piazzamento lavoratori, con un breve accenno a espansione della plancia, con quasi totale assenza di fattore aleatorio. Siamo di fronte a una coperta sempre molto corta, per cui riuscire a padroneggiare il gioco non è affatto banale. Si potrebbe pensare che sia dedicato ai soli hard gamers, ma non è così: infatti anche i giocatori alle prime armi possono trarre soddisfazione dalle partite, in quanto le regole non sono così complesse, ed è possibile addirittura utilizzarlo come scuola di crescita per i giocatori con poca esperienza, ma motivati.

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42. Concordia (2013) di Mac Gerdts, edito da PD Verlag e localizzato da Cranio Creations, per 2-5 giocatori, durata 100 minuti.

Gioco di Mac Gerdts, senza rotella, ma che elargisce possibilità strategiche a piene mani a fronte di poche e semplici regole. I giocatori partono con la medesima dotazione di carte (che fungono sia da azioni che da moltiplicatori per il punteggio finale) che potranno migliorare durante il gioco acquistandone altre da un mercato comune. Non risente del peso degli anni grazie a meccaniche geniali ed eleganti ed estremamente fluide tant’è che su BGG è stabilmente nella top 20 da anni. Unico neo: durante la partita non è facile capire chi è in vantaggio se non si effettua una conta dei punti parziale.


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41. Nome in Codice (2015) di Vlaada Chvátil, edito da CGE e localizzato da Cranio Creations, per 2-8
giocatori, durata 10-15 minuti.

Ci si divide in due squadre e si scopre una griglia di 5×5 parole. I due capisquadra visualizzano una carta che divide le parole tra quelle da far indovinare ai propri compagni, quelle avversarie, le neutrali e l’assassino. Al proprio turno il caposquadra dice una parola seguita da un numero: tale parola lega un numero di termini nella griglia pari al numero indicato e i suoi compagni devono indovinarle. Se ci si ferma o si sbaglia, la palla passa agli avversari. Se si prende l’assassino, si perde immediatamente. Vince chi indovina per primo tutte le parole della propria squadra. Il genio di Chvátil confezionando un party game per tutti sempre fresco e divertente, tanto da arrivare a vincere nel 2016 lo Spiel des Jahres e aver fatto incetta di premi e nominations. Tra l’altro da sottolineare ancora l’ambientazione delle agenzie di spionaggio, che dà anche un senso alla meccanica di gioco. Numerose le sue declinazioni da quella Visual, stesse identiche meccaniche, ma le parole sono sostituite dalle immagini… e i mazzi si possono, a piacere, anche unire. Duet, la versione appositamente pensata per due giocatori. Vietato ai Minori, dove le nuove parole incluse nel gioco sono pensate per creare maliziosi doppi sensi!

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40. Ticket To Ride (2004) di Alan R. Moon, edito da Days of Wonder e localizzato da Asmodee, per 2-5
giocatori, durata 30-60 minuti.

Uno dei giochi da tavolo moderni più venduti e di successo. Un successo giustificato dal divertimento e dal senso di crescita che restituisce al tavolo. Un gioco di carte e costruzione reti, con una sorta di collezione set che ci vedrà calare carte dello stesso colore per posizionare i nostri vagoni a coprire tratte ferroviarie in giro per gli Stati Uniti d’America in modo da soddisfare gli obiettivi delle carte biglietto pescate all’inizio e durante la partita. Anche se in due giocatori la mappa diventa un poco più larga, Ticket To Ride gira bene in qualunque tipo di configurazione, regalando 45 minuti di soddisfacente distrazione ludica. L’appeal del titolo è indiscutibilmente legato anche all’esperienza “tattile” data dai vagoncini di plastica che certo non scontenteranno nemmeno gli sposta-cubetti più incalliti.

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39. Shogun No Katana (2022) titolo di P.S. Martensen e Federico Randazzo, edito da Placentia Games e Post Scriptum. per 1-4 giocatori e 60-180 minuti a partita.


Altro gioiellino della Placentia Games, questa volta ambientato nel Giappone Feudale. Impersonerete dei mastri forgiatori di spade katana, e dovrete districarvi tra meccaniche di gestione risorse, piazzamento lavoratori (con varie sfumature) e una nuovissima meccanica di gestione della forgia. Gioco complesso, molto elegante, che trova nella forgia il suo spunto di grande originalità, immerso in un mix ben confezionato e perfettamente funzionante di meccaniche più classiche. Produzione davvero di altissimo livello, con miniature, spade dual layer e grafica accattivante, che impreziosisce il tutto. Ciliegina sulla torta: una modalità solitario davvero pregevole con tanto di scenari a campagna.

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38. Mage Knight (2011), ideato da Vlaada Chvátil, edito da WizKids Games e localizzato da Giochi Uniti, per 1-4 giocatori, durata 150 minuti.

La Wizkids ingaggia uno dei più talentuosi e originali game-designer di sempre per realizzare la trasposizione su plancia del collezionabile Mage Knight Conquest (uno strategico tridimensionale basato sul sistema Heroclix). Il Risultato? Un titolo da Top100, consigliato per giocatori esperti. Ciascun giocatore, dotato della propria miniatura e del proprio mazzo di carte (base), avrà a disposizione un intero
continente da esplorare su mappa modulare (assemblata in base a uno scenario di riferimento). Potrà visitare villaggi in cui reclutare truppe e riprendersi dalle ferite, potrà esplorare rovine e incontrare mostri erranti. Potrà conquistare torri magiche o assaltare intere città e divenirne il signore. Tutte le sfide gli permetteranno di accrescere la propria forza (ottenendo nuove carte magia o artefatto) e il proprio livello di abilità (nella migliore tradizione RPG) al fine di prevalere sugli altri a fine partita. Mage Knight mescola dungeon-crawling e deck-building in maniera furba e accattivante e strizza l’occhio più ai GDR che ad altri titoli similari. Un mix esplosivo che lo ha reso un punto di riferimento di genere anche per la fastosità dei materiali utilizzati. Una curiosità: il titolo è molto apprezzato (e vivamente consigliato) nella modalità “in solitario”.

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37. 7 Wonders (2010) di Antoine Bauza, edito da Repos Production e localizzato da Asmodee, per 2-7 giocatori, durata 30 minuti

Ha vinto una valanga di premi ed è diventato l’esempio per antonomasia quando di parla di draft, meccanica già nota, ma mai così ben implementata. Si comincia ciascuna delle tre ere con una mano di 7 carte: se ne tiene una e si passano le altre. La carta selezionata può essere usata per ottenere soldi, costruire la propria meraviglia oppure, pagandola con le risorse sulle proprie carte già in tavola (questo è forse l’aspetto meno immediato alla primissima partita, perché non ci sono risorse fisiche), per aumentare le produzioni, avere sconti, incrementare l’esercito, guadagnare punti vittoria o collezionare set. L’interazione è prevalentemente con i vicini di destra e sinistra, con i quali si combatte alla fine di ogni era e dai quali si possono comprare risorse. Ci sono più maniere di portare a casa la partita (vince chi fa più punti) ed è bene tenere d’occhio cosa fanno/prendono gli altri. Per questi motivi c’è un buon equilibrio tra tattica e strategia, nonostante un regolamento semplice che accoglie i babbani e stuzzica gli esperti, concentrate in un minutaggio onesto.


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36. Orléans (2014) di Reiner Stockhausen, edito da dpl games e localizzato da Cranio Creations, per 2-4
giocatori, durata 90 minuti.

Orléans è una cittadina francese, dedita al commercio, che ha vissuto il suo picco di notorietà durante il medioevo, anche grazie alla presenza della sinuosa Loira che l’attraversa. Da questo spunto è tratto il gioco che unisce, alle solite meccaniche di piazzamento lavoratori e gestione risorse, una innovativa meccanica, battezzata bag building, che impone di riporre i lavoratori appena utilizzati nel sacchetto, per poi estrarli nel turno successivo: considerando che i lavoratori sono di differenti tipi (6) e che è la combinazione dei lavoratori, solitamente 3 diversi, che permette di effettuare le azioni; si tratta quindi di “costruire un sacchetto” sufficientemente produttivo e poco dispersivo in modo da ottimizzare i turni messi a disposizione. Nel corso della partita si acquisiranno ulteriori lavoratori, li si manderà definitivamente nelle camere del consiglio o li si utilizzerà per esplorare la regione, accumulando merci, che forniranno punti, spargendo le proprie camere di commercio sulla mappa. Compaiono infine meccaniche di maggioranze e percorsi di evoluzione nelle gilde cittadine, intervallati da eventi casuali, talvolta redditizi, talvolta nefasti, che rendono le partite sempre diverse. Il tutto arricchito da un percorso di notorietà che funzionerà da moltiplicatore dei nobili guadagnati al consiglio o nelle varie gilde. Insomma un bel guazzabuglio che scorre liscio come l’olio, che dosa sapientemente un pizzico
di fortuna nella pesca, ma che un attento stratega sarà sempre in grado di volgere a proprio favore. Un gran bel gioco, pensato per tutti i giocatori con un minimo di dimestichezza con la gestione risorse.
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35. Barrage (2019) del duo Battista – Luciani edito da Cranio Creations. Per 1-4 giocatori e durata di 90-120 minuti

In Barrage siamo dei potentissimi magnati dell’industria idro-elettrica e dovremo costruire gli impianti per sfruttare l’energia idrica e dominare il mercato. E’ un titolo dalle meccaniche eccelse e molto stretto. La sua bellezza sta nel saper costruire e gestire gli impianti cercando di mettere i bastoni tra le ruote agli avversari. Gli errori non vengono perdonati e siccome ci si pesta i piedi molto bisogna stare attenti a non fare errori. Ogni azione, ogni costruzione e ogni risultato sono sudati e nulla è scontato. Un gioco sublime.

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34. Carcassonne (2000) di Klaus-Jürgen Wrede, edito da Hans im Glück e localizzato da Giochi Uniti, per
2-5 giocatori, durata 45 minuti.

Carcassonne è l’indiscutibile re del piazzamento tessere. Il gioco ha regole, nel complesso, semplici; da molti considerato un gateway, è sicuramente qualcosa di più. Il gioco piace ai neofiti, ma soprattutto in due/tre giocatori e con la piccola variante di poter scegliere tra due tessere, diventa interessante anche per giocatori più scafati. Carcassonne è un bel gioco, che permette interazione indiretta e diretta (anche di tipo negativo, anche molto cattiva, del tipo ti blocco gli omini e non ti faccio giocare) che diverte sempre e che si può provare a giocare già con i piccoli di casa. Un classico che non può mancare nella collezione di qualunque giocatore che ami la meccanica del piazzamento tessere o di chi voglia provare a
coinvolgere/convincere gli amici a giocare a qualcosa di diverso. Tra le espansioni assolutamente da avere “Locande e Cattedrali” e “Commercianti e Costruttori”, che completano il gioco rendendolo davvero bello.

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33. Race for the Galaxy (2007) da Rio Grande Games e localizzato nel 2022 da Ghenos Games. Per 2-4 giocatori e durata di 30-60 minuti

Siamo al cospetto di un titolo che ha segnato la storia dei giochi da tavolo come pochi altri, riportato recentemente in Italia da Ghenos in una seconda nuova edizione, ambientato nello spazio profondo, tra colonizzazione di pianeti, sviluppo di nuove tecnologie e guerre tra flotte intergalattiche. Le meccaniche alla base del gioco comprendono collezione set, gestione della mano/risorse, turni simultanei con scelta di azioni condivise. Race for the Galaxy rappresenta ancora oggi una delle migliori scelte in termini di filler euro, a patto che non vi spaventi un gioco a interazione molto bassa. Rapido, snello, profondo e dotato di una meccanica, quella delle azioni condivise, che continua ad essere una delle migliori in assoluto per abbattere il problema del downtime.

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32. Wingspan (2019) di Elizabeth Hargrave, edito da Stonemaier Games e localizzato da Ghenos Games, per 1-5 giocatori, durata 40-70 minuti

Gioco Card Driven con Collezione di Set annessa a tema ornitologico. Nella versione italiana, all’epoca del lancio, è stato il titolo con più “doppi sensi” apostrofato dalla comunità ludica. Il gioco una volta sui nostri tavoli si è rivelato un piccolo gioiello, semplice, immediato, sufficientemente profondo e con un comparto grafico e di materiali di primissimo livello (come ormai ci ha abituato SM del resto). I giocatori sono appassionati di bird-watching intenti ad avvistare e collezionare sulle proprie plance esemplari di volatili sottoforma di carte. Le carte potranno essere giocate dalla nostra mano e piazzate sul primo spazio disponibile più a sinistra, corrispondente all’habitat dell’animale. Le carte possono fornirci diverse abilità (immediate, attivabili volontariamente o che si innescano in determinate condizioni). Ogni carta ha un costo in cibo che viene acquisito e speso durate la partita. Alla fine vince chi avrà ottenuto il numero maggiore di Punti Vittoria dopo aver soddisfatto il maggior numero di obiettivi scelti all’inizio della partita stessa e arrotondato grazie anche al numero di uova prodotte.

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31. Dixit (2019) di Jean-Louis Roubira, edito da Libellud e localizzato da Asmodee, per 3-6 giocatori, durata 30 minuti, indipendente dalla lingua.

Ci troviamo di fronte a uno dei più famosi family game mai creati. Grazie al regolamento facile e intuitivo e soprattutto alla bellezza delle illustrazioni delle sue carte, si è guadagnato il titolo di Spiel des Jahres nel 2010. Nella propria mano il primo giocatore dovrà scegliere una delle carte dalla propria mano e la giocherà nascosta descrivendola con una parola, un verso di una canzone o poesia o da una frase che la ricordi. A quel punto tutti gli altri giocatori dovranno giocare, sempre in segreto, una carta dalla loro mano che ricordi le parole dette dal primo giocatore. Le carte a quel punto verranno mischiate e posizionate scoperte sul tavolo. Si darà luogo a una vera e propria asta e si dovrà cercare di capire
quale sia la carta giocata dal primo giocatore. Nel corso degli anni di questo gioco ne è stata pubblicata una nuova versione (Odissey) che permette di effettuare partite fino a 12 giocatori e sono uscite circa una dozzina di espansioni che aggiungono ognuna oltre 80 carte, o meglio, piccole opere d’arte.

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30. Zombicide 2nd Edition (2021) di Raphaël Guiton, Jean-Baptiste Lullien e Nicolas Raoult, edito da CMON e localizzato da Asmodee, per 1-6 giocatori, durata 30-120 minuti.

Seconda edizione per una delle pietre miliari dei board game. Zombicide ha portato alla ribalta il genere american e i giochi con miniature, alzando nel contempo lo standard di qualità per quanto riguarda appunto, non solo il dettaglio, ma anche la quantità di miniature che devono essere presenti nella scatola. Tutto è iniziato cavalcando la moda degli zombi e sfornando tutta una serie di titoli che sposta sempre un po’ più avanti l’asticella, introducendo nuove meccaniche, oltre che miglioramenti nella componentistica e spostamento di focus su nuove ambientazioni. Inutile dirlo, si tratta di esplorare la mappa, facendosi strada e sopravvivendo a suon di dadi. Le meccaniche sono strettamente legate all’ambientazione (gli zombi formano gregge e si muovono verso le fonti di rumore) e costringono i giocatori a una particolare attenzione nella suddivisione dei compiti e nell’utilizzo delle abilità del party. Un titolo tutto sommato snello, ma profondo e articolato, mentre “massiccio” è l’unico aggettivo adatto a definire quantità di materiali e di missioni, senza contare quelle fan made.

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29. Descent: Legends of the Dark (2021) del duo Kara Centell-Dunk, Nathan I. Hajek. Edito dalla Fantasy Flight Games ed in Italia grazie ad Asmodee. Per 1-4 giocatori e durata di 120-180 minuti.

Titolo che ha fatto parlare molto. Alcuni lo hanno criticato per via della sua applicazione ritenuta ingombrante, altri lo hanno osannato come dungeon crawler del secolo. Per noi è un titolo che ha alzato l’asticella del suo genere. Qualità dei materiali eccellente e oltre 50 ore di gioco sono solo il contorno di questo titolo monstre. Ha un accessibilità elevata e chiunque può intavolarlo velocemente ma non entra mai nella banalità e non risulta noioso. Coinvolge dall’inizio alla fine.

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28. MicroMacro: Crime City (2020) di Johannes Sich, edito da Spielwiese e localizzato da MS Edizioni, per 1-4 giocatori, durata 15-45 minuti.

Titolo uscito alla fine del 2020 e diventato subito un successo editoriale grazie allo stile grafico e a un regolamento facile e intuitivo. Il gioco, un investigativo in stile “Where’s Waldo”, è tutto incentrato su una immensa mappa da distendere sul tavolo (e lo riempirà praticamente tutto) sulla quale dovremo non solo trovare il crimine, ma ricostruirlo nel tempo fino a trovare chi lo ha commesso e l’eventuale movente. Sulla mappa infatti sono rappresentati tutti i movimenti dei singoli abitanti della città che ci aiuteranno a risolvere le domande riportate sulle carte di ogni singolo caso. I disegni sono molto “cartonianimatosi”, adatto a tutte le fasce d’età, ed è da reputarsi quasi un party game in quanto tutti i giocatori saranno portati a collaborare per risolvere i casi.

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27. Lewis & Clarck: The Expedition (2013) di Cédrick Chaboussit ed edito da Ludonaute. In Italia distribuito da GOG. PEr 1-5 giocatori e durata di 90-120 minuti

Ogni giocatore dovrà impersonare il capo di una spedizione di esplorazione, per guidarla attraverso i percorsi impervi della regione, con l’aiuto dei nativi, fino ad arrivare alle coste dell’Oceano Pacifico. Il gioco si configura a tutti gli effetti come una corsa, governata da meccaniche di gestione mano, costruzione del mazzo, gestione risorse e, l’immancabile, piazzamento lavoratori. Lewis & Clark continua a mantenere dei tratti distintivi molto ben marcati, con un abbinamento tra corsa, carte e piazzamento lavoratori piuttosto peculiare, che restituisce un gioco elegante, strettissimo e assolutamente originale. 

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26. Gloomhaven: Jaws of the Lion (2020) di Isaac Childres, edito dalla Cephalofair Games e in Italia localizzato da Asmodee. Cooperativo per 1-4 persone e partite di 60-120 minuti

Gloomhaven:Jaws of the Lion si svolge cronologicamente prima della storia narrata in Gloomhaven, e si propone come una specie di condensato 2.0, giocabile sia come stand-alone che come espansione.
4 personaggi, ciascuno con caratteristiche e stili di gioco diametralmente opposti, per 25 scenari giocabili, che vi terranno incollati direi per circa 45-60 ore di gioco, attraverso un dungeon crawler dal sapore un po’ euro. È stato fatto un gran lavoro per ridurre tutti i tempi morti. Setup velocissimo, regole che si imparano strada facendo e che si consultano durante il gioco con estrema velocità (grazie al compendio/glossario), scenari tarati su tempistiche più contenute e omogenee, scelte da compiere fuori dal dungeon ottimizzate e condensate. Un lavoro certosino che ha innalzato la fruibilità del titolo al massimo livello e hanno generato un titolo maturo.

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25. Le case della Follia seconda edizione (2016) di Nikki Valens edito dalla Fantasy Flight e localizzato da noi da Asmodee. Per 1-5 giocatori e sessioni di 120-180 minuti.

Possiamo quasi definire questo titolo come un ibrido tra un GdR di ambientazione lovecraftiano* (come Il Richiamo di Cthulhu o Sulle Tracce di Cthulhu) e un dungeon crawling… lo stampo resta comunque molto investigativo e i combattimenti, per quanto presenti, sono di minor importanza rispetto ai suoi analoghi di altre ambientazioni. Questo perchè ai relativamente pochi combattimenti il gioco associa una forte presenza di esplorazione, investigazione (esaminare elementi delle stanze), deduzione (valutare e tenere conto degli indizi ottenuti), enigmi e dialoghi con i png. Componentistica ottima e app non ingombrante. La sensazione nel suo complesso è di un titolo molto scorrevole e semplice da intavolare e con un’immersività straordinaria grazie al fatto che l’app svolge un ruolo molto più simile a quello di un master in un gioco di ruolo.

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24. Quarto! (1991) di Blaise Muller, edito da Gigamic, per 2 giocatori, durata 15 minuti.

Il più famoso astratto della linea Gigamic, come tutti i suoi colleghi caratterizzato dagli ottimi materiali in legno e da un fascino tutto suo. Ci sono 16 pezzi unici con 4 caratteristiche ognuno: chiaro o scuro, rotondo o quadrato, alto o basso, pieno o vuoto e lo scopo del gioco è allinearne 4 con la stessa caratteristica in orizzontale, verticale o diagonale su un tabellone 4×4. L’idea geniale è che il pezzo da giocare viene scelto dall’avversario tra quelli disponibili e questa piccola regola rende il gioco originale con partite tese, dove ogni scelta del pezzo da dare all’avversario è sofferta e al riempirsi del tabellone si moltiplicheranno le caratteristiche da tenere d’occhio su ogni fila. Si spiega in un attimo ed è adatto a tutti, con anche varianti per bambini ed esperti e grazie alla durata davvero contenuta si faranno spesso più partite di seguito. Tutte queste caratteristiche fanno sì che continui a vendere da 30 anni, chiara dimostrazione di quanto anche un gioco astratto possa diventare un classico senza tempo!

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23. Twilight Struggle (2005) di Ananda Gupta e Jason Matthews, edito da GMT e localizzato da Asmodee,
per 2 giocatori, età 14+, durata 180 minuti, dipendente dalla lingua.

Wargame asimmetrico, bidimensionale, per due giocatori ambientato durante la guerra fredda. In Twilight Struggle, i giocatori guideranno una superpotenza a scelta fra USA e URSS verso la supremazia. Per fare questo avranno dieci turni in cui dovranno giocare “letteralmente” le proprie carte. Ogni turno i giocatori avranno a disposizione un certo numero di carte prese da un mazzo comune (esiste un mazzo specifico per ogni momento del conflitto) che potranno usare per influenzare gli equilibri politici, ideologici e militari sulla plancia di gioco (il mondo). Le carte potranno essere usate come eventi a cui seguiranno determinati effetti oppure come azioni militari per eseguire riallineamenti e colpi di stato sfruttandone il
valore numerico (Punti Operazione Militare). Le carte vanno giocate in maniera strategica e ottimale poiché, a prescindere dalla fazione del giocatore, alcune di esse potranno agevolare l’avversario. Tre le condizioni di vittoria possibile: il controllo totale dell’Europa, il raggiungimento di 20 punti vittoria oppure essere il giocatore che, nel turno, “non” ha innescato un conflitto nucleare. Twilight Struggle simula in maniera ineccepibile i 45 anni in cui si è svolto questo titanico braccio di ferro fra le due nazioni che hanno più influenzato il dopoguerra.

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22. Sulle Tracce di Marco Polo (2015) di Daniele Tascini e Simone Luciani, edito da Hans im Glück e
localizzato da Giochi Uniti, per 2-4 giocatori, durata 40-100 minuti

Bellissimo gioco di gestione dadi dove i due autori hanno trovato una giusta amalgama tra i loro diversi e marcati stili (tra le ricche e semplici azioni di Luciani e gli articolati e solidi motori di Tascini). Un titolo per giocatori assidui che impersoneranno uno dei partecipanti al lungo viaggio che Marco Polo descrisse nel suo Il Milione. Avremo tante azioni da poter attivare e tanti dadi da poter utilizzare, col viaggio che rappresenterà l’azione più difficile e costosa da affrontare durante la partita. Partiremo da Venezia per puntare all’Asia, visitando città e scambiando merci, utili a soddisfare i tanti contratti che potremo acquisire e chiudere durante il nostro percorso. L’estrema rigiocabilità, l’asimmetria dei personaggi, la semplicità delle regole, la complessità delle scelte sono tra i suoi pregi. Il titolo è stato talmente
apprezzato e benvisto nel tempo – sia dai giocatori che dagli addetti ai lavori – che la casa editrice ha richiesto e ottenuto dagli stessi autori un Capitolo II nel 2019, subito causa di dispute e sondaggi tra chi preferiva il primo e chi, invece, ammirava il cambiamento portato dal secondo.


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21. Raiders of the North Sea (2015) di Shem Phillips, edito da Garphill Games e localizzato da Ghenos Games, per 2-4 giocatori, durata 60-80 minuti.

Si tratta di un piazzamento lavoratori con una trovata unica nel panorama, che forse potrebbe far ridefinire questa versione della meccanica come de/piazzamento lavoratori. Nel proprio turno il giocatore può lavorare per preparare equipaggio e provviste (piazza un lavoratore, svolge l’azione prevista dall’edificio, preleva un differente lavoratore, svolge l’azione prevista) oppure guadagnare Punti Vittoria principalmente saccheggiando insediamenti, accumulando bottino e presentando offerte al capo villaggio: quando si verifica una delle tre condizioni di fine partita vince chi ha più PV. Componenti suntuosi, splendide illustrazioni, molte strade per la vittoria, si spiega velocemente, è facile da imparare, si
distingue dagli altri titoli di piazzamento lavoratori e costringe i giocatori a pensare in modo differente.

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20. Star Wars: Rebellion (2016) di Corey Konieczka, edito da Fantasy Flight Games e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori, durata 180–240 minuti.

Gioco strategico card-driven asimmetrico per 2 giocatori in cui Ribelli e Imperiali cercheranno di giungere alla vittoria finale perseguendo strade diametralmente opposte. Gli Imperiali saranno impegnati in azioni di rastrellamento planetario (seek&destroy) alla ricerca della base segreta dei Ribelli. Questi ultimi invece sfrutteranno i pochi uomini e i pochissimi mezzi a disposizione per rallentare la ricerca dell’Impero con sabotaggi mirati e attacchi rapidi, in modo da instillare il seme della rivolta nei Sistemi planetariancora neutrali. L’Impero avrà 14 turni di tempo per trovare la Base Ribelle. Se non riuscirà nell’impresa e il segnalino segnaturni si sovrapporrà a quello ribelle posto su un’apposita track, la fazione Ribelle sarà dichiarata vincitrice. Star Wars: Rebellion è un gioco completo e concepito per soddisfare, ampiamente, sia la platea degli appassionati della saga che i giocatori più esigenti e in cerca di un’esperienza ludica a più livelli. Alla sontuosità dei componenti, Fantasy Flight Games affianca infatti un impianto di gioco articolato e allo stesso tempo fluido, con pochissime sbavature. Ambientazione e meccanica si sposano perfettamente dando vita, senza dubbio, alla migliore simulazione strategica su plancia targata Star Wars sino a oggi prodotta. Nel 2017 il gioco si espande (ma senza un vero e proprio bisogno strutturale) con Rise of The Empire ispirata allo spin off cinematografico Rogue One.

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19. Gloomhaven (2017) di Isaac Childres, edito da Cephalofair Games e localizzato da Asmodee, per 1-4
giocatori, durata 60-120 minuti.

Nato da una campagna Kickstarter con quasi 5000 finanziatori, per poco meno di 400.000 $; spiccioli in confronto alla portata di un gioco destinato a passare alla storia come uno dei Dungeon Crawler più rivoluzionari e amati di tutti i tempi. Saldamente al comando della classifica di BGG da ormai un paio di anni, il gioco vi metterà nei panni di una squadra di personaggi (eroi e antieroi), alla scoperta di un mondo vastissimo, intriso di storie e ricco di dungeon, avventure e… stickers. Le meccaniche molto euro e l’incidenza molto bassa della componente aleatoria lo rendono un american sui generis, in grado di adattarsi perfettamente anche ai palati teutonici. Dal punto di vista visivo, si presenta con una scatola enorme, piena di materiali, ma con poche miniature, sostituite per lo più dai famigerati “stendini”.

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18. Wonder Book (2021) di Martino Chiacchiera e Michele Piccolini. Edito da DV Games. Per 1-4 giocatori e sessioni 60-90 minuti

Wonder Book è un collaborativo a campagna composto da sei capitoli. È doveroso sottolineare la presenza del bellissimo libro pop-up su cui è incentrato tutto il gioco in quanto è parte integrante della storia e non è semplicemente un materiale funzionale allo svolgimento delle partite. Dal punto di vista delle meccaniche invece siamo di fronte ad un titolo dalla forte componente narrativa che si sviluppa attraverso l’ impiego di carte e che utilizza il lancio dei dadi, e meccanismi di punti azione e poteri variabili. la presenza fisica sul tavolo di Wonder Book è da urlo. Il libro pop-up è meraviglioso e imponente ma non è solo apparenza, anzi c’è davvero tanta carne al fuoco. Godibilissimo in qualsiasi configurazione e dinamiche originali.

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17. Sherlock Holmes consulente investigativo (prima stampa del 1982) di Raymond Edwards, Suzanne Goldberg, Gary Grady. Edito da Asmodee. Per 1-8 giocatori e sessioni di 60-120 minuti

Questo titolo è di fatto un gioco che si pone in bilico sulla linea di confine tra boardgame e murder party, con anche una spruzzata di GdR (non tanto per l’interpretazione di ruoli in sè, non richiesta, quanto per il suo sembrare un gioco di ruolo investigativo senza master) e un pizzico di libro-game. Vestiamo i panni degli irregolari di Baker Street (un gruppo di ragazzi di strada che Holmes usava per raccogliere informazioni, sorvegliare e fare varie faccende legate ai casi). Si tratta di un gioco decisamente originale, divertente e celebralmente intrigante… inoltre mantiene tutti sul pezzo a discutere di alibi e moventi e soprattutto a fare deduzioni e ipotesi: il livello di soddisfazione e di cameratismo quando si nota il particolare, collega un articolo vecchio al caso o due indizi è impagabile.

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16. Sleeping Gods (2021) di Ryan Laukat ed edito da Red Raven Games. In Italia distribuito da DV Games. Cooperativo per 1-4 giocatori e sessioni di 60-120 minuti

 Sebbene moltissimi giochi abbiano provato a riprodurre l’esperienza di “open world” probabilmente al momento Sleeping Gods è quello che si avvicina di più. In questo titolo a campagna vi immergerete in in un mondo fantastico, decidendo voi dove andare, senza restrizioni, ma semplicemente seguendo quest (ma anche no). Il sistema delle quest si rivela solido, grazie alle parole chiave presenti su di esse, se si arriva nel posto “giusto” è possibile proseguire con la quest. In ogni sessione ci saranno anche combattimenti abbastanza impegnativi e il mini-puzzle del combattimento (da cui è derivato ROAM) si conferma soddisfacente e impegnativo al punto giusto. due degli aspetti più attrattivi è come ogni luogo visitato sia differente e le opzioni sempre nuove che esse offrono. Il titolo offre inoltre molte possibilità di essere rigiocato permettendo di fare scelte diverse.

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15. Grand Austria Hotel (2015) di Virginio Gigli e Simone Luciani, edito da Lookout Games e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori, durata 60-120 minuti.

Un piazzamento dadi nato dalla prima collaborazione degli autori che un anno dopo, assieme a Flavia Brasini, hanno firmato un grande successo come Lorenzo il Magnifico. In questo gioco, stretto e ricco di cose da fare (anche se con sole due azioni a testa), ci troveremo a vestire i panni di gestori di albergo intenti a soddisfare le richieste di ospiti illustri per offrire e occupare le stanze migliori ed evadere gli ordini, sempre diversi, di ognuno. La particolarità del gioco è data dall’utilizzo dei dadi: ogni faccia permette di fare un’azione, ma la forza di queste azioni è resa più potente e profittevole nel caso di più dadi con la stessa faccia, con una logica del “chi prima agisce, meglio agisce”. Il gioco è molto piacevole e più che godibile in due giocatori, anche perché, in base al sistema di turno, in più giocatori fa
avvertire parecchio il peso del downtime tra la prima e l’ultima azione di ognuno.

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14. The King is Dead (2015 1e, 2020 2e) di Peer Sylvester, edito da Osprey Games e localizzato da Studio Supernova, per 2-4 giocatori, durata 30-45 minuti.

Un gioco di maggioranze che fa dell’eleganza assoluta il suo pregio maggiore. Otto carte da giocare nell’arco di tutta la partita sulla mappa delle Gran Bretagna, divisa in otto regioni, ognuna delle quali parte con quattro cubetti, che possono essere di tre colori a rappresentare gli inglesi (gialli), gli scozzesi (blu) e i gallesi (rossi). I giocatori possono eseguire un’azione (essenzialmente aggiungere o spostare cubetti) come e dove specificato sulla carta, prelevando un cubetto dal tabellone e di conseguenza aumentando la propria influenza su una delle fazioni. Quando tutti i giocatori hanno passato si risolve la maggioranza nella regione di turno e, se una regione finisce in parità, viene assegnata ai francesi
(sassoni) piazzando un disco instabilità. Ogni mossa è da ponderare sempre con la massima attenzione e si deve avere una chiara visione strategica d’insieme, accompagnata da una visione tattica e di lettura degli avversari. Ripubblicato con alcuni piccoli (e meno piccoli) cambiamenti un gioco di maggioranze che non deve mancare, assolutamente nella ludoteca di chi ami questa meccanica, ma anche nella libreria di tutti i veri giocatori, anche per la sua lunghezza contenuta e l’esperienza di gioco che sa regalare.

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13. 7 Wonders Duel (2015) di Antoine Bauza e Bruno Cathala, edito da Repos Production e localizzato da
Asmodee, per 2 giocatori, durata 30 minuti.

Se siete giocatori usciti da poco dalla pubertà neofita e state cercando un titolo solido e appagante per soli 2 giocatori, 7 Wonders Duel è il gioco che dovete assolutamente mettere sul tavolo e conservare in collezione. Figlio del padre “draftoso” che tutti i giocatori più assidui conoscono, questo titolo da sfida 1 contro 1 mette in campo le stesse combo e la stessa sensazione di crescita delle proprie strategie. La forza di questo piccolo gioiellino è data dalla variabilità che riesce a dare ad ogni partita, anche grazie al fatto di avere più strade per raggiungere la vittoria: dominio militare, scientifico o più semplicemente di punti a fine partita. Saremo in lotta attraverso tre differenti ere, contraddistinte ognuna da una diversa piramide di carte da cui prendere quelle utili a costruire meraviglie, accumulare risorse oppure ottenere denaro. Un gioco che necessiterà di un minimo di applicazione per capire e acquisire le meccaniche, ma
che, una volta entrati nel mood, diventerà fruibile e lineare anche a giocatori con poche partite alle spalle.

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12. Everdell (2018) di James A. Wilson, edito da Starling Games e localizzato da Asmodee, per 1-4
giocatori, durata 40-80 minuti, dipendente dalla lingua.

Un titolo che una volta apparecchiato sul tavolo non potrà che attirare tutti, ma veramente tutti: sia i freddi amanti degli astratti fatti di legno e cartoncino che i fanatici degli artwork pucciosi! I materiali sono il punto di forza più evidente di questo titolo che con il suo bellissimo (anche se poco ergonomico) albero tridimensionale, le sue meravigliose risorse sagomate e gli splendidi disegni delle carte fa tantissima scena e bella mostra di sé. C’è però anche parecchia sostanza durante la partita, data da meccaniche semplici applicate a uno sviluppo di gioco per nulla immediato e semplice da gestire. Si partirà con zero risorse e soli due lavoratori per cercare di creare e popolare, in soli quattro turni/stagioni, la propria città che alla fine dovrebbe essere composta, almeno, da quindici carte, tra edifici e personaggi, in un crescendo di combo fatte dai collegamenti tra le varie carte e le loro abilità. Un titolo Family che ha avuto un grandioso e meritato successo con pure una serie importante di espansioni ad aumentarne la lunghezza e l’esperienza di gioco.

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11. Tainted Garil: La Caduta di Avalon (2020) di Andrzej Betkiewicz, Krzysztof Piskorski e Marcin Świerkot,
edito da Awaken Realms e localizzato da Giochi Uniti, per 1-4 giocatori, durata 120-180 minuti.

L’Avalon Arturiana è sconvolta dall’Anomalia, una minaccia del passato malvagia e inspiegabile che sta fagocitando letteralmente porzioni del regno obliandole e cancellandole dalla realtà. L’unica arma per contrastare l’Anomalia sono i Menhir, antiche e gigantesche statue guardiane (misteriose tanto quanto il pericolo da cui proteggono gli abitanti) la cui presenza ed energia impedisce all’Anomalia di cancellare la regione su cui sorgono e si ergono. Ma i Menhir si stanno spegnendo e con essi la speranza di non soccombere all’oscurità. Per tale ragione una compagnia di nobili eroi parte alla ricerca di risposte e di salvezza. Ma quegli eroi… non saremo noi. Colosso d’avventura card-driven su mappa modulare che si è guadagnato una consistente fetta di appassionati ed estimatori nel giro di pochissimo tempo. Titolo complesso, corposo, punitivo e decisamente non per giocatori alle prime armi. Caratterizzato da una fortissima componente narrativa, Tainted Grail vi trasporterà in un viaggio di 15 capitoli (questa la suddivisione della scatola base del gioco) che possono essere riaffrontati da capo, fornendo ai giocatori un’esperienza sempre nuova grazie alla struttura a bivi della trama principale. Dotato di materiali di elevatissima qualità il titolo non è decisamente a buon mercato però le cose belle, si sa, si pagano.

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10 Brass: Birmingham (2018) di Gavan Brown, Matt Tolman e Martin Wallace. Edito da Roxley e localizzato in Italia da Ghenos Games. Per 2-4 giocatori e sessioni di circa 2 ore.

Siamo in piena rivoluzione industriale in Inghilterra, periodo 1770-1870, siamo a capo di una compagnia che dovrà sfruttare risorse, costruire industrie e sviluppare una rete di collegamenti in grado di garantire la vendita dei vostri prodotti. Brass: Birmingham è riuscito nella difficile impresa di mettere d’accordo un po’ tutti, affermandosi non solo come un gioco migliore del suo predecessore, ma addirittura a tal punto da guadagnarsi i piani alti(ssimi) della classifica di BGG. Semplicemente spettacolare: cupo, accattivante, dettagliato. Tutti aspetti che solo un gioco ambientato nella rivoluzione industriale poteva e doveva avere. Talmente aderente e centrato sul tema, che ogni tanto la fuliggine vi provocherà fastidiosi colpi di tosse.

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9. Scythe (2016) di Jamey Stegmaier, edito da Stonemaier Games e localizzato da Ghenos Games, per 1-5
giocatori, durata 90-120 minuti.

Nato originariamente da una campagna Kickstarter, in pochi anni si è affermato come pietra miliare del genere ibrido american-german, creando un mix perfetto di meccaniche rapide, gameplay profondo, interazione diretta limitata, ma cruciale, e grafica e materiali di alto livello. Negli anni è stato anche arricchito da numerose espansioni, per aggiungere fazioni, navi volanti, finali alternativi e non ultima una bellissima campagna simil-legacy. Oltre a essere tutt’oggi un gioco ancora molto apprezzato, è uno dei pochi che riesce a mettere al tavolo 5-6-7 persone (grazie all’espansione che porta il massimo
numero di giocatori da 5 a 7) mantenendo intatta la sua complessità, ma con tempi di giochi sotto i 120-150 minuti.

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8. Alta Tensione (2004) di Friedemann Friese, edito da 2F-Spiele e localizzato da Giochi Uniti, per 2-6 giocatori, durata 120 minuti

In questo titolone troverete solida carne germanica fatta di costruzione reti, aste, gestione risorse e sviluppo economico. Dovremo creare e collegare centrali elettriche e dovremo farlo nel modo più efficiente (gestendo le risorse necessarie) e più efficace possibile (alimentando più centrali). La particolarità di questo gioco è che tutti i turni di gioco vengono gestiti da fasi che camminano come un orologio svizzero, con il costo delle risorse aggiornato volta per volta, in una sorta di azionario che vedrà i costi salire e scendere in base agli acquisti fatti sul mercato. Altra peculiarità è che per vincere non si dovranno fare più punti degli avversari, ma si dovranno mantenere attive e alimentare più centrali
elettriche degli avversari. Ovviamente questo è un gioco per giocatori esperti, anche perché dura due ore pulite pulite (anche nella configurazione a due), ma di sicuro interesse per neofiti che vogliano applicarsi un poco di più e abbiano intenzione, magari, di lasciare vecchi titoli come Monopoli a favore di qualcosa di più moderno, appagante e strutturato. Dal 2004 a oggi sono uscite poi una marea di mappe/espansioni in modo da sperimentare nuove e diverse difficoltà di gestione.

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7. Cascadia (2012) di Randy Flynn. Edito da Flatout Games e in Italia grazie a Little Rocket Games. Per 1-4 giocatori e partite di 30-45 minuti.

In Cascadia i giocatori competono per creare l’ambiente più diversificato del Pacifico nord-occidentale scegliendo le Tessere Habitat e i Segnalini Fauna Selvatica per organizzare la fauna in schemi di punteggio e per creare le più grandi strisce contigue dei cinque diversi habitat: fiumi, zone umide, foreste, praterie e montagne. Ogni partita presenta combinazioni uniche di obiettivi di punteggio legati a ciascuna delle cinque specie di fauna selvatica presenti: Orso Grizzly, Alce di Roosevelt, Salmone Chinook, Falco dalla Coda Rossa e Volpe Rossa. Il gioco è principalmente tattico visto che bisognerà sfruttare al meglio le combinazioni di tessera e animale a disposizione ad ogni round, ma è anche abbastanza strategico perché bisognerà cercare di pianificare come meglio piazzare gli animali in base alle carte punteggio e come meglio connettere i territori. Il tutto in solo 20 turni.

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6. I Castelli della Borgogna (2011) di Stefan Feld, edito da Alea e localizzato da Ravensburger, per 2-4 giocatori, durata 30-90 minuti

Forse il miglior gioco partorito dal prolifico Stefan Feld, Burgundy è un piazzamento tessere attraverso l’utilizzo di dadi (controllabili) che permette di fare punti in modi diversi, così da non trovarsi mai bloccati, anzi bisognerà capire quale strategia utilizzare per poi totalizzare più punti. Ancora oggi, Burgundy resta un gioco davvero ben congegnato e per nulla invecchiato, nonostante sia del 2011. È stata da poco rilasciata una nuova versione del gioco con una grafica rinnovata (ma che resta comunque di dubbio gusto, quasi quanto quella originale), che include tutte le mini espansioni uscite durante gli anni, più la modalità solitario e una per giocare 2 vs 2.

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5. Azul (2017) di Michael Kiesling, edito da Next Move Games e localizzato da Ghenos Games, per 2-4
giocatori, durata 30-45 minuti, indipendente dalla lingua.

Kiesling, uno dei due geni della trilogia delle maschere, con questo titolo ha tirato fuori quello che dal 2018 si può definire oramai come uno dei pesi massimi degli astratti. Con una meccanica non immediata, ma facile da apprendere e con dei materiali che stimolano, piacevolmente e al massimo, vista e tatto, questo gioco conquista, neofiti e non, già dalla prima partita, anzi… già dalla prima “apparecchiata” al tavolo. Al proprio turno ogni giocatore dovrà scegliere dai piattini centrali le piastrelle (gli azulejos) di uno stesso colore da collocare sulla parte sinistra della propria plancia per piastrellarne, nella successiva fase, la parte destra. Con un’assegnazione punti data dal singolo posizionamento delle piastrelle in partita (o decurtazione a seconda di alcuni malus), dal set completo di uno stesso colore e dal riempimento di intere righe e/o colonne a fine partita, i giocatori battaglieranno punto a punto per la vittoria finale.

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4. Nemesis (2019) di Adam Kwapiński, edito da Awaken Realms e localizzato da Cranio Creations, per 1-5
giocatori, durata 90-180 minuti.

Frutto di una campagna Kickstarter pirotecnica e di grande successo, in pieno stile Awaken Realms, Nemesis si è rapidamente ritagliato tra critica e pubblico il titolo di una delle migliori uscite american degli ultimi anni. Ogni giocatore si metterà nei panni di un membro dell’equipaggio che, risvegliatosi dal criosonno insieme ai suoi compagni, improvvisamente scopre che nel frattempo la nave (la Nemesis appunto) è stata invasa da una misteriosa razza aliena, per niente intenzionata a fare amicizia. La sua natura semi-cooperativa, i riferimenti (quasi) diretti ad Alien, le meccaniche estremamente immersive e a tratti innovative, le atmosfere claustrofobiche e la sua capacità di trascinare i giocatori in un’esperienza cinematografica unica, lo stanno rapidamente consacrando nell’olimpo dei grandi, per non dire dei
grandissimi.

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3. Puerto Rico (2002) di Andrea Seyfarth, edito da Alea e localizzato da Ravensburger, per 2-5 giocatori, durata 60-120 minuti.

Dopo quasi 20 anni dalla sua uscita, viene ancora ricordato in maniera unanime come pietra miliare dei giochi gestionali e dei giochi da tavolo in generale. Meccanica di draft azioni, con possibilità di svolgere la stessa azione depotenziata anche da parte di tutti i giocatori, che rende il ritmo di gioco sempre alto e quasi privo di downtime. Gameplay profondissimo che offre innumerevoli strade per arrivare alla vittoria, tutte perfettamente bilanciate tra loro. Il regolamento è semplice, si spiega in poco tempo ed è comprensibile anche per chi non è un giocatore abituale; nonostante ciò la meccanica lascia spazio a diverse strategie che fanno sì che ogni partita sia comunque diversa. Difficile dire qualcosa che non
sia stato già detto e scritto su questo capolavoro… questo è il classico gioco che qualsiasi gamer dovrebbe aver provato e avere in collezione, senza se e senza ma.

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2. Terraforming Mars (2016) di Jacob Fryxelius ed edito dalla FryxGames. In Italia localizzato da Ghenos Games. Per 1-5 giocatori e durata di 120 minuti.

Gioco “card driven” in cui i giocatori nei panni di potenti corporazioni devono, nel corso di diverse generazioni, cercare di alzare la temperatura della superficie, aumentare la percentuale d’ossigeno nell’atmosfera e sviluppare nuovi oceani per rendere Marte abitabile per l’uomo. Ognuno cercherà di sviluppare un proprio motore produttivo sulla propria plancia personale, i cui effetti si ripercuotono nel tabellone centrale, dove vedremo nascere foreste e nuove città. Uno dei punti di forza di Terraforming Mars rimane il sistema di drafting delle carte che azzera quasi del tutto l’aleatorietà dovuta alla loro uscita casuale e che consente interessanti scelte strategiche. Il motore che parte piano e poi sviluppa tutta la propria potenza, grazie alle tantissime combo possibili è un’altra caratteristica tra le più amate dai giocatori, che ne apprezzano anche la variabilità e la buona amalgama tra le meccaniche e l’ambientazione. Un must have senza se e senza ma.

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1. Great Western Trail (2016) di Alexander Pfister, edito da eggertspiele e localizzato da Ghenos Games, per 2-4 giocatori, durata 75-150 minuti.

Capolavoro indiscusso di Alexander Pfister, questo titolo si merita senza se e senza ma l’undicesimo posto assoluto nella classifica generale di BGG. Il suo peso e la durata delle partite non scoraggiano i giocatori, che sono ben disposti a tenere il cervello attivo per oltre due ore per un’esperienza di gioco completa. GWT ha praticamente tutto quello che un appassionato di giochi di strategia può desiderare: l’elemento del deck-building e la gestione di una mano di carte, la costruzione e il movimento su tabellone, una sorta di collezione set, la personalizzazione delle azioni a seconda di ciò che viene sbloccato sulla plancia personale e il senso di progressione che si ha man mano che si avanza verso la fine del percorso.
Impossibile non amare questo titolo che ci fa fare un tuffo nel Texas del XIX secolo e ci fa sognare il vecchio West al ritmo della musica country. La eggertspiele ha annunciato per i prossimi due anni una versione di GWT ambientata in Argentina e una in Nuova Zelanda: i giocatori di mezzo mondo stanno già fremendo e noi con loro.

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