[Solo sul mio tavolo] Ark Nova

Ponte del 2 Giugno: io e mia moglie decidiamo di concederci un paio di giorni di relax in un agriturismo nella campagna fiorentina. Giardino ombreggiato, prato perfetto, silenzio, piscina. Se non avessi due bambini piccoli scatenati, sarebbe un vero paradiso terrestre.

Preludio: la piscina è priva di bagnino, nonostante sia su due livelli, separati da un gradino sul fondo, uno dei quali piuttosto profondo, anche per un adulto.

Accede alla piscina una famiglia giapponese, composta da padre, madre, due figlie, e nonna al seguito. Dovete sapere che io adoro i giapponesi, starei le ore ad osservarli. Mi incuriosisce tutto di loro: dai gesti, agli indumenti, agli oggetti che usano, alle reazioni che hanno, alle loro smorfie. Con la classica compostezza e sobrietà che li contraddistingue, si avvicinano tutti alla piscina (una delle figlie con una carismatica ciambella di Hello Kitty!), tranne la nonna, ed entrano in acqua. Io rimango in piedi dentro all’acqua, facendo finta di non guardarli, anche se, con la coda dell’occhio, non mi stacco da loro.

Ad un tratto, il padre si avvia con grazia verso il centro della vasca, fluttuando e saltellando nell’acqua. 1,2,3 e… pluff, scompare. Mi guardo intorno: sua moglie sorride, le figlie giocano e la nonna se ne sta seria sul bordo, impassibile. Tempo 2 secondi e il padre torna a galla, agitandosi come una gallina a cui stanno per tirare il collo, senza però proferire parola. Mi guardo nuovamente intorno: sua moglie sorride, le figlie giocano in acqua e la nonna se ne sta seria sul bordo, impassibile. Guardo nuovamente l’uomo e noto nei suoi occhi un’espressione di paura, anzi no, di terrore, come se stesse… per affogare!!! Mi rendo conto in quell’attimo che:

1) non sta scherzando (non sarebbe neanche tanto giapponese come modo di fare);
2) sta affogando;
3) se non lo salvo morirà annegato;
4) di fronte ai suoi familiari impassibili.

Mi getto su di lui, allungo la mano e lo traggo in salvo, sul gradino del fondale più basso. Gli ho appena salvato la vita, nel disinteresse generale e totale.

Sono un eroe.

ARK NOVA

È un gioco euro competitivo di Mathias Wigge, per 1-4 giocatori, durata 90-150 minuti, edito nel 2021 da Feuerland Spiele e localizzato nel 2022 da Cranio Creations.

Impersonerete i gestori di uno zoo moderno (niente gabbie tristi!), alla ricerca di sponsor, partnership e animali da tutto il mondo, per accrescere la popolarità dello zoo e contribuire a progetti di ricerca e salvaguardia della biodiversità.

Il gioco si fonda su meccaniche di combo tra carte, piazzamento tessere (polimini), collezione set, gestione della mano e delle azioni disponibili/potenziabili.

Ark Nova, oltre ad esser stato il titolo più chiacchierato della scorsa Essen, si è reso protagonista in questi mesi di una scalata della classifica di BGG, che definire rapida è usare un eufemismo. In questo momento il gioco ha raggiunto la posizione n.7 e risulta ancora difficile capire dove potrà arrivare nei prossimi mesi, visto che si stanno diffondendo le copie localizzate un po’ in tutto il mondo.

Ho sentito e letto tante opinioni su questo gioco, peraltro anche molto contrastanti. Quello che posso premettervi è che mi ci sono approcciato privo di aspettative precise, perché non ero per niente sicuro che fosse un titolo nelle mie preferenze, da gamer incallito… vediamo come è andata!

GRAFICA E MATERIALI

“Sembra di maneggiare un album di figurine anni ’90”

Ripropongo anch’io questa definizione per sottolineare come la scelta grafica di usare delle vere foto di animali, risulti a tratti un po’ retrò. Un po’ tanto a dire il vero.

Devo ammettere però che, diversamente da quanto immaginassi preliminarmente, dopo averlo giocato mi sono sorpreso ad apprezzare questa scelta. Né la grafica delle plance, né quella delle carte, è da strapparsi le mutande… ciò nonostante dona un bel senso di armonia e aiuta l’ambientazione. In questo, mi ha ricordato davvero tanto Wingspan (che forse però rimane una spanna sopra da questo punto di vista).

Note di merito per la simbologia, chiara nonostante la grande varietà, e per i porta risorse, utili sia durante il gioco, che per riporlo nella scatola.

Quello che stride terribilmente e appare quasi un refuso del prototipo, sono le monete. Penso siano le più brutte mai viste in un gioco da tavolo. Numeri bianchi su sfondo nero. Ci voleva tanto a farle sembrare anche solo un minimo delle vere monete?!? Mai visto qualcosa di così terrificante, dico sul serio. Meno male che nel mio gruppo abbiamo le Iron Clays a pararci le chiappe in queste situazioni…

REGOLAMENTO

Per essere comunque un gioco di un certo peso, Ark Nova mi ha stupito anche sotto questo profilo. Poche regole, chiare e lineari, fanno da contorno al classico meccanismo dei giochi a base di carte, dove gli effetti e la simbologia la fanno da padrone.

L’unica regola degna di nota, e che vi andrò a descrivere, è il meccanismo che sta alla base della selezione delle azioni, ripreso a sua volta da altri vecchi titoli e riproposto in chiave funzionale al gioco.

Ogni turno avrete davanti a voi le 5 azioni disponibili, ordinate da 1 a 5, dove il numero rappresenta la forza dell’azione (da declinare in maniera specifica per ogni effetto legato all’azione). Va da sé che un’azione a forza 5 sarà sempre sulla carta più efficace di una a forza 1; in alcuni frangenti però questa scelta non sarà così ovvia e potrete ritrovarvi addirittura a preferire una forza inferiore, pur di svolgere quella specifica azione nello specifico turno. Ogni volta che sceglierete un’azione, dopo averla svolta, dovrete spostarla alla posizione 1, facendo così salire di livello tutte le altre.

Oltre a ciò, durante la partita, avrete la possibilità di potenziare (con 4 diverse modalità) fino a 4 delle 5 azioni disponibili, potenziandone l’effetto e rendendole così notevolmente più efficaci.

Una nota al volo sul solitario: è molto simile a quello di Terraforming Mars, dove conta fare più punti possibili, a patto che riusciate a terraformare Marte attivare la condizione di fine partita, ovvero di riuscire ad incrociare i due segnalini del punteggio (attrattiva e conservazione), che partono dagli estremi opposti del tracciato.

IMPRESSIONI

Ark Nova è un gioco moderno, sia nell’aspetto che nelle meccaniche. La sua ambientazione, che sia stata studiata a tavolino o meno, risulta a conti fatti uno dei suoi punti di forza sullo scaffale (di casa o del negozio), perché riesce in qualche modo ad incuriosire una fetta molto ampia di pubblico (chi non ama gli animali?!? Io non particolarmente, ma va beh…). Che vi attiri la gestione di uno zoo, o il poter collezionare animali di specie diverse, troverete quasi tutti un punto di attrazione in questa ambientazione, tanto classica quanto originale (chi prima di lui?).

Detto questo, parliamo comunque di un gioco euro, dove quando ci si siede al tavolo, l’ambientazione viene un po’ meno (non del tutto però), e comincia la parte più “ragionata”, ovvero, il gameplay. Anche qui però, date le regole tutto sommato abbastanza snelle, eleganti e una simbologia chiara, coadiuvata da un’ottima scheda riassuntiva e da un commentario delle carte, Ark Nova riesce a presentarsi bene sia verso chi cerca un’esperienza di medio peso, con la possibilità di giocare carte in maniera un po’ più spensierata (passatemi il termine), sia per chi predilige invece un’esperienza più ragionata, in cerca della concatenazione perfetta degli effetti e delle combo tra carte, per arrivare al massimo grado di ottimizzazione. Ritengo pertanto che possa avere due livelli di gioco, entrambi appaganti e validi, che lo rendono appetibile ad un pubblico più ampio possibile.

Il punto che forse lo frega un pochino è la durata della partita. Al netto della spiegazione delle regole, difficilmente riuscite a stare sotto le 2 ore di gioco già in 2 (sono riuscito a fare una partita in 1 ora e 45 minuti, ma tra due giocatori esperti e entrambi non affetti da paralisi da analisi); questo vuol dire che in 3 si raggiungono con facilita le 2 ore e mezza, in 4 si sforano le 3 ore. Sono durate non proibitive ma abbastanza impegnative, facilmente digeribili per giocatori esperti e scafati, meno per le altre categorie (chi predilige i pesi medi generalmente considera le 2 ore come tempo massimo).

Un altro punto importante: Ark Nova è un gioco poco strategico e molto tattico. Se da una parte è importante provare ad impostare 1-2 strategie sulle carte e su altri elementi del gioco, dall’altra è molto più importante saper cogliere l’occasione al momento giusto, anche a costo di sterzare nettamente rispetto alla direzione che si era preso inizialmente. Chi non capisce questo aspetto del gioco, rischia di rimanere bruciato dall’esperienza.

“Ma White Winston, quanto conta la fortuna in Ark Nova?”

Miei cari Draghi, certo che conta la fortuna, ma come in quasi tutti i giochi card driven dove si pesca da un mazzo comune! Tendenzialmente, vince chi gioca meglio e difficilmente il “fattore C” sarà nettamente determinante nell’assegnare la vittoria.

IL SOLITARIO

Veniamo al punto meno convincente del gioco: la modalità solitario.

Nonostante ci abbia fatto diverse partite e la trovi comunque divertente e appagante (lo so, suona contradditorio), secondo me è stata concepita male e il risultato è elegante come regole, ma troppo legato alla fortuna.

Mi spiego meglio: l’obiettivo principale del solitario è incrociare i due indicatori di punteggio entro lo scadere del tempo, ovvero, delle mosse a disposizione (28 mi pare…). Il problema è che per far avanzare gli indicatori serve necessariamente inanellare qualche combo efficace con le carte, ma queste in vetrina si rinnovano molto lentamente a causa dell’assenza di altri giocatori al tavolo. È vero che esiste l’azione “carte”, con la quale potrete pescarne di nuove dal mazzo (coperte), ma capirete che l’uscita di certi simboli a quel punto è legata solo alla fortuna di trovarli o meno.

La sua natura di corsa contro il tempo cozza quindi terribilmente con la pesca delle carte, legata unicamente alla fortuna.

Si poteva fare diversamente? Ma certo. Bastava inventare un sistema che permettesse di pescare più carte, o rinnovare la vetrina più rapidamente, per simulare la presenza di altri giocatori al tavolo (che poi è il motivo per il quale in più giocatore la fortuna non gioca un ruolo da protagonista). Il solitario di Terraforming Mars, ad esempio, è strutturato nello stesso identico modo, ma la quantità di carte che vi passano per le mani in una partita è nettamente maggiore, oltre al fatto che le combo sono forse più facili da chiudere, consentendovi di mantenere un certo controllo sul risultato finale. Quantomeno, se perderete, sarà perché non siete riusciti a ottimizzare le mosse, e non perché siete rimasti al palo per assenza di carte adeguate.

CONCLUSIONI

Io adoro i giochi di combo tra carte e questo Ark Nova è riuscito a soddisfare tutte le mie aspettative.

Si giocano tante carte, si concatenano alla ricerca delle migliori combo, si incastrano polimini nel proprio zoo per massimizzare i bonus, si compiono scelte interessanti come decidere le azioni da potenziare (e quando) e il timing di scelta di ogni azione (aspetto la massima potenza o la sfrutto così com’è?).

Si è parlato parecchio in giro di una sua somiglianza con Terraforming Mars; ebbene, secondo me, la somiglianza c’è ma è più nel flavour che trasmette che nelle regole in sé.

Sempre parlando di somiglianze (grafica, ambientazione, target, carte, etc.), Ark Nova potrei definirlo anche uno “Wingspan+”, dove col il + intendo che è più complesso come gioco e riesce a trasmettere un’esperienza più profonda.

Non ho avuto l’impressione di trovarmi tra le mani un capolavoro di genere, come lo è stato in passato per Terraforming Mars, ma certamente ho compreso fino in fondo i motivi del suo grande successo e li condivido quasi tutti, oltre ad averlo inserito in pianta stabile nella collezione.

La modalità solitario, pur essendo elegante e diverte, l’ho trovata progettata non bene. Una corsa contro il tempo troppo condizionata dalla fortuna, a causa di un meccanismo troppo lento di rinnovamento delle carte disponibili. La vostra vittoria dipenderà troppo dall’uscita di certe carte e troppo poco dalle vostre scelte.

Infine, posso dire che Ark Nova è il classico gioco che si presta con estrema facilità a future espansioni. Che direzione vorranno prendere l’autore e la casa editrice? Aumentaranno la variabilità (insetti e pesci?) senza stravolgere le meccaniche, o puntaranno su modifiche per incrementare la complessità e il controllo? Staremo a vedere.

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