Siete proprio sicuri di amare il mare? Per intendersi, a parole son buoni tutti a dire “come è bello il mare al tramonto!”, ma concretamente avete mai fatto un’analisi razionale di cosa vuol dire passare le vostre vacanze al mare?
Doppia valigia per componente del nucleo familiare (perché, si sa, “la sera fa freschino” e, oltre ai costumi, servono pure i maglioni!), Tetris livello “legend” per incastrare tutte le borse e borsine nella vostra utilitaria di fiducia, partenza intelligente alle 6 di mattina e… coda. Tanta, piacevolissima coda in autostrada.
Spiaggia: ambiente caldo torrido, assolato, polveroso, rumoroso e assolutamente privo di ombra naturale. Schiamazzi dei bambini, pallonata sul giornale, sudore misto a polvere di roccia sedimentaria clastica che si impasta come cemento, sale sulla pelle che prude, vespe e calabroni che si lanciano sulla vostra fetta di anguria e italiano medio all’ombrellone accanto, rigorosamente juventino, che improvvisa una “lectio magistralis” sugli errori di Ventura in Italia-Svezia, CR7 (immancabile) e l’importanza dei giovani nel calcio italiano. Poi si cheta, posa la Gazzetta, apre l’ultimo libro di Dan Brown per apparire più colto e si addormenta sul pezzo. Sicuri di amare il mare?
E ora, se anche voi ne avete le palle piene dei “racchettoni”, eccovi un tipico solitario da spiaggia.
TERRAFORMING MARS
È un gioco di Jacob Fryxelius, per 1-5 giocatori, durata media 90-120 minuti (ma anche 150 direi), card-driven con meccaniche di draft e piazzamento tessere, dove il vostro scopo sarà quello di rendere Marte un posto migliore di come lo avete trovato. In una parola: abitabile. Se malauguratamente vi siete persi questo gioiello del 2016 (annata da incorniciare, secondo me), vi rimando a questa recensione del buon Fabio “Pinco11” e di Faustoxx.
GRAFICA E MATERIALI
Le immagini sembrano un campionario di foto scaricate da Google e selezionate da uno scimpanzé intelligente, le plance personali le hanno prodotte con l’affettatrice, le carte se non le imbusti ti si sfaldano tra le mani (“linen finish” non pervenuto), non c’è neanche l’accenno di un organizer (che quando apri la scatola trovi sempre un bel “centrifugato di gdt”)… vi basta? Ah, no? Bene. E allora vi aggiungo anche che se, durante una partita, passa vostra moglie in vena di scherzi, le basterà una soffiata per spostare tutti gli indicatori e vanificare gli ultimi 120 minuti della vostra vita. Ma se la grafica lascia a desiderare e la qualità dei materiali non è all’altezza… dove cavolo li hanno spesi tutti quei soldi di produzione per giustificare un prezzo di più di 60€ all’uscita?!?!? Eccovi la risposta:
Duecento (e sottolineo DUECENTO!) cubetti cromati color oro, argento e bronzo, lussuosi e inutili come una Ferrari al Camel Trophy. Che poi a dirla tutta sono pure illogici, perché diventeranno titanio, acciaio, calore, energia, piante, uccelli, microbi… di tutto TRANNE i 3 metalli dei quali portano il colore (che nel gioco non esistono). Bah… sciocchezze! (come diceva il buon Ebenezer Scrooge!)
REGOLAMENTO
Il solitario di Terraforming Mars non è altro che una sfida con voi stessi, con l’obiettivo primario di terraformare Marte in 14 turni – ovvero di portare al massimo i due indicatori di temperatura e ossigeno e consumare tutte le tessere oceano – e l’obiettivo secondario di totalizzare il punteggio più alto possibile. Non vi sono particolari regole aggiuntive rispetto alla modalità multigiocatore, se non nei seguenti tre aspetti:
- l’obbligatorietà di utilizzare anche le carte “Corporate Era” (l’espansione inclusa nella scatola base). Questo in realtà complicherà non poco le cose, perché partirete con tutti gli indicatori a zero, eccetto quelli associati alla corporazione iniziale;
- il vostro Tasso di Terraformazione (TT) partirà da 14 invece che da 20;
- due città e due tessere vegetazione neutrali saranno immediatamente collocate sulla plancia in maniera casuale.
IMPRESSIONI
Se nel capitolo “Grafica e Materiali” sono stato particolarmente cattivo, qui non posso altro che lasciarmi andare a una serie infinita di complimenti. Terraforming Mars è davvero un gran bel gioco: bilanciato, complesso (ma non complicato!), longevo, strategico, tattico e pure ben ambientato. Il buon Fryxelius non ha inventato nulla, in realtà, in fatto di meccaniche, ma ha comunque sfornato un titolo che difficilmente riuscirà a non catturarvi. Il solitario in particolar modo è una modalità che non ha nulla da invidiare al gioco “standard”: proverete infatti le stesse sensazioni e, anzi, saranno depurate da tutte quelle situazioni fastidiosissime dove un avversario distrugge la vostra “serra di piantine” faticosamente costruita e sulla quale state impostando la strategia. Portare a termine la terraformazione in 14 turni non sarà affatto facile: inizialmente vi sembreranno tanti, ma presto vi renderete conto di quanto velocemente li consumerete. C’è da dire però che la scelta della corporazione iniziale (ce ne sono alcune che funzionano bene solo quando ad attivare gli effetti sono anche gli avversari) e la pesca delle carte influiranno molto sull’andamento della partita (quelle dell’espansione, ad esempio, sono quasi tutte da early game; pescarle nei turni finali vuol dire scartarle all’istante). La dea bendata potrebbe quindi mettervi i bastoni tra le ruote e, sprecare anche solo un turno con le carte sbagliate, potrebbe costarvi la partita. In ogni caso una strategia solida e un buon motore di produzione di megacrediti e risorse vi garantirà una via di fuga pure in queste situazioni.
In generale i consigli che posso darvi per non perdervi alla prima partita sono di lasciar stare i punti e concentrarvi sulla terraformazione e i suoi indici: una partita piena di punti, ma con anche un solo punto di ossigeno lasciato indietro, è una partita persa. In questo forse le tessere vegetazione perdono un po’ del loro peso (non basta puntare sul verde per vincere) e le città diventano probabilmente una delle scelte meno appetibili, in quanto non contribuiscono affatto a terraformare il pianeta. Dall’altro lato sarete costretti a costruire un buon motore di energia e calore, perché l’indice della temperatura è il più lungo da completare e non potrete giocare ignorandolo (come è capitato varie volte a me nelle partite in 4-5 giocatori). Le carte “Corporate Era” le ho trovate quasi un peso, dato che tendono a dare dei vantaggi più ristretti quando ciò che vorreste è prendere il largo più in fretta possibile. Pure le due corporazioni aggiuntive sono forse un po’ sottotono rispetto alle altre: una gioca sui simboli gioviani di tutti (ma in solitario ci saranno solo i vostri), l’altra sulle carte “Terra”, che a mio avviso sono poco adatte al ritmo del solitario.
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| Partita in corso, trova l’errore… |
CONCLUSIONI
Bello, bello, bello. “Giocone”. Fine. (Sarei tentato di fermarmi qui!)
Terraforming Mars è sicuramente uno dei migliori titoli usciti nel 2016 (che annata memorabile! L’ho già detto?). È davvero sorprendente come questo gioco card-driven dalle meccaniche classiche, quasi scontate (in fondo stiamo parlando sempre del “gioca carta, produci risorse, gioca carta, fai combo, prendi punti”), sia riuscito in poco tempo a entrare di prepotenza tra i preferiti dei gamer di tutto il mondo. Se, come me, siete dei fan del gioco, vi garantisco che in un’ora scarsa di solitario proverete le stesse esatte sensazioni del gioco standard, nulla di meno. Anzi, la sfida qui sarà forse ancora più avvincente, perché, oltre le normali difficoltà a inanellare le giuste combo e a seguire la strategia prescelta, il fattore tempo vi obbligherà a eliminare qualsiasi acquisto o giocata superflua, pena la sconfitta e l’esilio sulla Terra. Se invece non siete fan del gioco… be’, vi consiglio di tornare a giocare a briscola col bagnino.
Per la cronaca: complice il mio piccolo mini-me, che adora la sabbia, anche quest’anno le mie ferie constano di 3 settimane al mare. Evviva Fryxelius! Evviva Marte! Evviva… il mare!
P.S.
Per gli interessati, sono in possesso di un PDF stampabile (che non troverete online! Su BGG ci sono solo le versioni beta, ma non quelle finali!) con le 3 corporazioni vincitrici del concorso “corporazioni fan-made”. Le ha scelte e bilanciate Fryxelius in persona, quindi potete giocarle tranquillamente. Se volete il file, lasciatemi la vostra mail nei commenti sotto oppure contattateci tramite l’apposito form e provvederò a recapitarvelo quanto prima.
Lo trovate come sempre su Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
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