Ufo Robot Goldrake ExperienZ

Ufo Robot Goldrake XperienZ [Recensione]

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Se siete interessati esclusivamente alla recensione di Ufo Robot Goldrake XperienZ, gioco di carte collaborativo, potete leggere qui sopra i dati tecnici del gioco portato in Italia da Ghenos Games e saltare al paragrafo sui materiali. Invece se siete curiosi, o soltanto nostalgici potreste essere interessati a leggere le prossime righe.

Un po’ di storia

Io sono stato e sempre sarò un grandissimo fan di Goldrake. Si tratta della serie animata che ha maggiormente influenzato la mia infanzia (e forse non solo quella) e non è stato facile per me cercare di rimanere obiettivo sull’analisi di questo titolo. Spero di esserci riuscito.

Goldrake ha debuttato in Italia il 4 aprile 1978 su Rai 2 (allora Rete 2) con il titolo Atlas Ufo Robot, rivoluzionando la televisione dei ragazzi e dando inizio al boom degli anime giapponesi. La serie creata da Go Nagai arrivò sugli schermi italiani prima di Mazinga Z, alterando la percezione cronologica della trilogia originale ideata dall’autore che prevede nell’ordine: Mazinga Z, Il Grande Mazinga e UFO Robot Grendizer (questo il titolo originale).

Alla sua uscita, il cartone fu aspramente criticato da politici e intellettuali per l’eccessiva violenza, ma difeso da figure come Gianni Rodari e Dario Fo. La sigla Ufo Robot, cantata dal gruppo Actarus e scritta da Luigi Albertelli e Vince Tempera, vendette oltre un milione di copie; cifre incredibili per quegli anni, diventando un vero e proprio fenomeno musicale.

Inizialmente in Italia il cartone animato si è chiamato Atlas Ufo Robot, sembra a causa di un errore di “traduzione”, infatti la serie fu acquistata non direttamente dal Giappone, ma da un network francese, e il nome sulla guida tv transalpina riportava Atlas Ufo Robot, solo che Atlas era il nome della guida stessa.

Anche sul nome Goldrake ci sono diverse ipotesi e vi rimando alla pagina di Wikipedia, che ritengo piuttosto precisa e accurata a riguardo. La TV dell’epoca fece anche altri “danni” durante la trasposizione per i bambini italiani traducendo alcuni nomi di personaggi dalla versione francese ed altri direttamente dall’originale e inspiegabilmente trasmise solo 71 dei 74 episodi che componevano la serie.

Un successo inaspettato

Nonostante ciò si trattò di un successo incredibile anche da un punto di vista del merchandise e dei giocattoli e io rimasi totalmente rapito dal fatto che alcune delle armi di Goldrake fossero state create prendendo spunto dalla storia passata: ad esempio le alabarde, i magli e le lame rotanti, ovviamente riviste in salsa futuristica.

Goldrake è stato un apripista per tutti gli altri “robottoni” provenienti dal paese del sol levante e ovviamente ogni bambino aveva il suo preferito, ma Ufo Robot è stato il primo e io ricordo ancora le discussioni durante la ricreazione delle elementari dove sostenevo la sua superiorità nei confronti dei vari Geeg, Mazinga, Daitarn 3, Gundam… (segnalate nei commenti il vostro preferito: vale tutto).

Goldrake per me è stato anche per un po’ fonte di popolarità e “sostentamento”. Ero piuttosto bravo a disegnarlo e ricordo di aver messo all’asta diversi dei miei “capolavori” (matita colorata su carta comune) per cospicue quantità di figurine Panini dei Calciatori. Se non ricordo male, la quotazione per il pezzo unico “Goldrake, avanti!” me ne fruttò un mazzetto da 150.

Ci sarebbe materiale per andare avanti ancora per un bel po’, ma scrittori ben più autorevoli di me hanno scritto libri e saggi sull’argomento e quindi torno a bomba sul gioco da tavolo.

Ufo Robot Goldrake XperienZ è un cooperativo di carte per 1-4 giocatori che ricorda nel suo sviluppo meccanico alcuni dei classici solitari che si giocano con le carte da briscola, abbastanza semplice da poter essere affrontato anche da neofiti, ma piuttosto difficile da concludere vittoriosamente.

Lo scopo ricalca in tutto e per tutto la trama delle puntate del cartone animato in cui Actarus, il pilota di Goldrake, con l’aiuto d Alcor e di altri amici alleati, deve fermare le mire espansionistiche delle forze di Vega che vogliono invadere la Terra inviando dapprima una schiera di minidischi per poi scatenare un mostro robot, ogni volta diverso. Riuscirete a respingere gli attacchi e salvare il pianeta?

I MATERIALI

La scatola di Ufo Robot Goldrake XperienZ è abbastanza piccola e se non fosse stato per il tabellone centrale (piegato in quattro parti) avrebbe potuto esserlo anche più, infatti il resto del materiale comprende 50 Carte Azione, 12 Carte Mostro Spaziale, 12 Carte Evento, uno stendee e una pedina Goldrake, un indicatore minaccia da usare sul tracciato minaccia da 12 caselle (a doppia faccia una per il lato facile e l’altro per il lato difficile).

Ci sono poi 40 segnalini Minidisco fronte retro che hanno il retro caratterizzato da 4 colori diversi (arancio, viola, verde e azzurro) e il fronte con i caratteristici dischi spaziali di Vega, ma attenzione perché 4 di questi nascondono sul fronte la sigla MS ad indicare la comparsa di un Mostro Spaziale. Completano la dotazione 4 cubetti di legno rossi da usare come punti vita per i mostri spaziali.

Il tabellone presenta 4 colonne corrispondenti ai quattro colori dei minidischi e ai luoghi strategici (di cui vi parlo tra poco) ognuna delle quali presenta in alto gli spazi dove verranno disposte le carte mostro spaziale al momento della loro comparsa, subito sotto ci sono 4 caselle in cui compaiono le forze di Vega (la prima) e dove scendono verso la terra turno dopo turno.

Appena sotto troviamo altre due caselle: la zona di avvicinamento e la zona di battaglia che si trovano esattamente sopra ai quattro luoghi strategici resi famosi dal cartone animato: il Ranch Betulla Bianca, Il centro di Ricerche Spaziali, la città di Tokyo e il porto militare.

Nel complesso la qualità dei materiali è buona e nella norma per giochi in questa fascia di prezzo, con cartone abbastanza spesso e carte di buona qualità, ma se vorrete mantenerle come nuove, imbustarle potrà senz’altro aiutare a mantenerle integre, visto che vanno mescolate bene ad ogni partita.

Il regolamento è un libriccino di 16 pagine, ma tolte la prima e la quarta di copertina, due pagine di presentazione dei personaggi della serie e altre due pagine dedicate ai crediti, ai ringraziamenti e alla presentazione delle tante aziende coinvolte nel progetto, ne rimangono soltanto 10 per il setup e le regole vere e proprie.

Mancano quasi del tutto degli esempi e credo che in questo caso si tratti di una mancanza grave perché, pur rileggendo più volte alcuni paragrafi, durante le prime partite ho avuto la sensazione (e a posteriori posso dire che non era solo una sensazione) di sbagliare ad applicare alcune regole. Sia chiaro: giocando le partite alcuni aspetti diventano lampanti, e il complesso regolistico è abbastanza semplice, ma il manuale è lacunoso e secondo me si poteva fare meglio.

Manca anche qualche bustina. Ne sarebbero servite almeno 4 per tenere separati i segnalini dei minidischi per colore e magari una per il mazzo di carte. Preparatevi a spendere quale istante in più per la preparazione iniziale.

La grafica è proprio quella della serie che ricordavo, quindi, sarà l’effetto nostalgia, ma per me è promossa la 100%. Non so dire se è presa dai disegni originali o se le illustrazioni sono state rifatte da zero, ma è come se l’aspetta qualsiasi fan del cartone originale. L’iconografia è limitata a poche figure, ma risultata immediata.

COME SI GIOCA

Le righe che seguono non trattano in maniera esaustiva il regolamento del gioco e proprio per quanto detto nel paragrafo precedente vi invito a leggere molto attentamente il manuale.

Obiettivo del gioco è distruggere le ondate di invasione delle Forze di Vega prima che la Terra venga conquistata, per cui i giocatori vincono immediatamente quando viene distrutto il 4° Disco Mostro, mentre perdono all’istante se il segnalino Minaccia raggiunge la casella GAME OVER sul tracciato Minaccia.

La preparazione è piuttosto semplice: si colloca il tabellone principale e il tracciato Minaccia al centro del tavolo quest’ultimo è a doppia faccia consentendo di scegliere tra due livelli di difficoltà: facile con 3 caselle Pericolo e difficile con 5 caselle Pericolo. Su questo tracciato si posiziona il Segnalino Minaccia con il lato normale visibile nella casella inferiore del tracciato.

A questo punto si preparano le riserve sopra le colonne in corrispondenza di ogni Luogo Strategico, posizionando a faccia in giù 1 segnalino Disco Mostro e i segnalini Minidisco. In 3 o 4 giocatori, si posiziona 1 Minidisco nella casella più alta di ciascuna zona dello Spazio Aereo.

Prima di poter cominciare la partita si deve mettere la pedina di Goldrake nel Luogo Strategico del Laboratorio Scientifico e si preparano i mazzi di carte Azione, Mostro ed Evento mescolandoli. Si distribuiscono 4 carte a testa (con 1-2 giocatori) oppure 3 carte a testa (con 3-4 giocatori) e si può iniziare.

Struttura del Turno di Gioco

Ogni giocatore esegue a turno le seguenti 5 fasi in questo preciso ordine:

  1. Pesca
    Il giocatore di turno pesca la prima carta dal mazzo Azione e la rivela a faccia in su.
  2. Fase di Invasione
    In base ai simboli presenti sulla carta Azione appena rivelata tutte le Forze di Vega (Minidisco e Dischi Mostro) presenti nelle colonne corrispondenti al colore dei simboli scendono di una casella verso il basso e si pescano e posizionano i segnalini corrispondenti nelle caselle d’ingresso dello Spazio Aereo.

    Se si rivela un segnalino Disco Mostro, si rimuovono eventuali Minidisco da quella posizione, si pesca una Carta Disco Mostro (collocandola nello spazio dedicato) e si imposta il suo indicatore punti vita sulla casella più a sinistra.

    Se entrambi i simboli riportano l’icona di blocco, le truppe scendono di 1 casella ma nessun nuovo Minidisco entrerà in gioco.
  3. Fase Minaccia
    Il segnalino Minaccia avanza verso l’alto di 1 casella per ogni Disco Mostro e per ogni gruppo di Minidisco (a prescindere dal numero nel gruppo) eventualmente presenti in un Luogo Strategico. Se il segnalino raggiunge una delle caselle speciali, viene girato sul lato Pericolo e si pesca una Carta Evento, applicandone l’effetto e si riposiziona il segnalino sul lato normale.
  4. Fase Azione
    Il giocatore aggiunge alla propria mano la carta Azione rivelata a inizio turno dopodiché può scegliere di giocare una carta Azione a sua scelta dalla propria mano.
  5. Spostamento di Goldrake
    Goldrake può essere spostato gratuitamente in una zona adiacente (Spazio Aereo o Campo di Battaglia) oppure giocando una carta movimento Goldrake per posizionarlo immediatamente in qualsiasi zona del tabellone.
Regole di Combattimento

Quando un Minidisco viene eliminato, viene rimesso nella sua Riserva (o nello spazio della carta Disco Mostro se non ancora in gioco). Quando un Disco Mostro subisce danni, si sposta il segnalino punti vita a destra di tante caselle quanti sono i danni. Se il segnalino raggiunge il simbolo dell’esplosione, il Disco Mostro è distrutto (la pedina viene rimossa e la carta girata) inoltre se il simbolo indica “-1”, il segnalino minaccia scende immediatamente di 1 casella.

È chiaro che il cuore del gioco sta tutto nelle carte ed in particolare nelle carte Azione che presentano una cornice di colore differente a seconda del tipo. Quelle con il bordo rosso sono quelle presenti in maggior numero all’interno del mazzo e rappresentano gli attacchi di Goldrake e rispolvereranno più di qualche ricordo nei fan del cartone animato (raggio antigravità, maglio perforante, pioggia di fuoco, tuono spaziale, ecc.).

Ci sono quelle col bordo grigio chiaro hanno le illustrazioni di alcuni comprimari della serie (Venusia, Mizar, Dottor Procton, Maria, Rigel) rappresentano un evento positivo. Quelle dal bordo grigio scuro invece rappresentano un attacco terrestre e consentono di colpire in qualunque zona di battaglia infliggendo un danno ad un mostro spaziale o di distruggere due minidischi.

Le carte attacco alleato riportano i velivoli pilotati dagli alleati di Actarus (Goldrake 2, Delfino spaziale, e Trivella Spaziale) funzionano invece su specifiche zone di battaglia indicate direttamente nella carta. Infine quelle con bordo blu permettono di spostare Goldrake in una qualsiasi zona del tabellone invece del normale spostamento in una casella adiacente.

IMPRESSIONI

Un gioco con licenza ufficiale di Goldrake? Che rischio! Di solito mi tengo alla larga da questo tipo di operazioni, ma come spiegato ampiamente nell’introduzione di questo articolo, non potevo restare indifferente e devo dire che dal punto di vista dell’aderenza alla creatura di Go Nagai, gli autori di Ufo Robot Goldrake XperienZ hanno fatto un ottimo lavoro.

Una partita di Ufo Robot Goldrake XperienZ si sviluppa tutta intorno al mazzo delle carte Azione, ma non è un gioco portatile perché serve comunque un tavolo per il tabellone (per quanto contenuto), il tracciato minaccia e necessita di un po’ di posto sia per le carte evento, le carte dei mostri spaziali e per le riserve dei minidischi.

Da lontano rimane anonimo, ma avvicinandosi, l’illustrazione della copertina e le immagini delle carte catturano l’attenzione e soprattutto se avete superato i 40 anni sarete inevitabilmente catturati dai materiali apparecchiati.

Come già scritto in precedenza, nell’esecuzione mi ha ricordato molto alcuni solitari che facevo da piccolo con il mazzo delle carte da briscola: giri la carta muovi i nemici e cerchi di rispedirli indietro sfruttando la tua mano di carte. A qualcuno invece potrebbe vagamente ricordare Under Falling Sky.

Benché si possa giocare con minime variazioni di regolamento anche in due, tre o quattro, credo che la sua natura rimanga quella del solitario: d’altro canto Goldrake aveva un solo pilota e le carte azioni non sono state studiate per scatenare combo irresistibili o effetti concatenati: insomma non ci sono i diversi personaggi che devono collaborare tra loro, ma tutti i giocatori manovrano il robottone e non sempre si ha la stessa veduta su cosa sia meglio fare.

Il livello di sfida è difficile. A tratti persino frustrante. Anche scegliendo il lato “facile” del tracciato minaccia, le forze di Vega avanzano inesorabili ogni volta che si voltano le carte azione in almeno due delle quattro colonne del tabellone. L’unica cosa che cambia rispetto al lato “difficile” è la frequenza con cui si girano le carte evento che di solito aggiungono ulteriore difficoltà. Forse si poteva cercare di sviluppare ulteriormente questo aspetto dando la possibilità ai giocatori di scegliere tra più gradi di complessità.

Le dinamiche al tavolo ricordano davvero lo sviluppo di una puntata della serie e in questo gli autori sono stati davvero molto bravi a ricostruire il climax dell’anime: prima scendono dal cielo pochi minidischi sparuti facilmente eliminabili con un colpo di alabarda spaziale o lanciando un maglio perforante, ma quando compare il primo mostro spaziale le cose cambiano radicalmente e i giocatori devono valutare attentamente in quale colonna spostare Goldrake perché i suoi colpi hanno effetto solo nell’area in cui si trova in quel momento.

Il movimento dei minidischi somiglia per certi versi allo spostamento degli alieni di Space Invaders e anche qui basta un solo colpo per eliminarli dal tabellone. I mostri spaziali invece hanno 4 punti vita e occorrono come minimo 2 colpi (se siete fortunati) per mandarli fuori gioco.

Diventa per tanto cruciale capire dove è più utile spostare Goldrake provando a indovinare quali saranno le colonne in cui avanzeranno i minidischi, che ricordo, sono determinate dalle icone presenti nella parte bassa delle carte Azione, le stesse che consentono a Goldrake di effettuare l’attacco.

Penso sia palese che l’ordine in cui usciranno le carte, ha un enorme peso sull’esito della partita: mi è capitata una partita in cui per i primi turni ho pescato principalmente carte “Attacco Alleato”, che hanno effetto solo nella zona indicata dal testo della carta stessa e carte Movimento di Goldrake, che consentono di muovere il robot in qualsiasi zona, ma che non danneggiano i nemici e quindi non ho potuto che assistere alla discesa inesorabile delle forze di Vega senza potermi opporre.

Per fortuna una volta assimilate le meccaniche e le dinamiche del gioco, le partite scorrono in maniera davvero fluida e veloce, per cui vi ritroverete a farne sempre una dopo l’altra, per cercare di avere la meglio. Chiaramente i maniaci del controllo totale sono avvisati: qui la fortuna gioca un ruolo importante e a volte la sorte sa essere davvero cinica.

Chi invece è disposto a perdere qualche partita pur di sentirsi il protagonista di uno degli episodi della storica serie di Go Nagai, troverà un gioco in grado di catapultarlo in quel fantastico universo, ma dovrà impegnarsi parecchio per far sì che l’epilogo sia lo stesso del cartone animato.

CONSIDERAZIONI FINALI

Ufo Robot Goldrake XperienZ sta in una scatola compatta e presenta materiali in linea con la propria fascia di prezzo. Le carte, cuore del gioco, sono di buona fattura, ma per preservarle dovranno essere imbustate. Procuratevi anche qualche bustina per conservare i segnalini già separati per colore.

La grafica è quella che ogni fan della serie si sarebbe aspettato: le illustrazioni delle carte sembrano uscire direttamente dall’anime di Go Nagai mentre la copertina della scatola è di grande effetto. C’è un po’ di testo sulle carte che riprende i termini e i nomi dell’adattamento italiano di fine anni ’70, mentre l’iconografia seppur funzionale è ridotta al minimo indispensabile.

Il regolamento di Ufo Robot Goldrake XperienZ è sicuramente migliorabile: ci sono diverse parti poco immediate e soprattutto mancano gli esempi di gioco. In compenso ci sono diverse pagine dedicate ai personaggi della serie e a tutte le aziende coinvolte nel progetto e quelle che vantano i crediti di questo iconico IP.

La scalabilità è buona da un punto di vista della durata della partita che rimane all’incirca la stessa con qualsiasi numero di giocatori, ma le dinamiche del gioco sembrano pensate principalmente per il solitario che a mio parere è la modalità che rende al meglio.

La rigiocabilità è buona anche se il cliché delle partite (come per le puntate del cartone animato) è sempre lo stesso: cercare di eliminare tutte le forze di Vega prima che il segnalino minaccia arrivi all’ultima casella del tracciato. Tuttavia, ogni partita si svolge in maniera diversa in base all’uscita delle carte Azione.

Quello che non cambia è la difficoltà nel raggiungere la vittoria: in modalità facile Ufo Robot Goldrake XperienZ è già parecchio difficile (all’incirca una vittoria ogni 10 partite) ma se impostate il tracciato minaccia sul livello difficile, per me è impossibile avere la meglio.

Per fortuna la durata delle partite è abbastanza breve attestandosi attorno ai 20 minuti in solitario e poco di più in modalità collaborativa con più giocatori al tavolo e questo consente di affrontare diverse sfide anche all’interno della singola serata e vi assicuro questo gioco, nonostante tutto, ha un magnetismo che non riesco a spiegare e vi spingerà a giocare e giocare ancora.

Ufo Robot Goldrake XperienZ porta sui nostri tavoli un anime che ha rappresentato una rivoluzione per quelli della mia generazione: lo fa ricreando molto bene l’andamento delle puntate del cartone animato soprattutto nello svolgimento degli attacchi da parte delle forze di Vega.

Gli appassionati della serie ritroveranno personaggi, luoghi e situazioni, tipiche dell’opera di Go Nagai e ne saranno estasiati potendo riassaporare la magia e l’adrenalina dei grandi combattimenti contro le forze del male.

Per tutti gli altri Ufo Robot Goldrake XperienZ è un family game molto sfidante che vi terrà impegnati in partite veloci e ben strutturate, dove la strategia di squadra e la pianificazione delle mosse saranno indispensabili per fermare l’invasione e portare a casa la vittoria.

Ringrazio Ghenos Game per la copia review concessa.

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