Giochi asiatici a Essen 2026

Essen 2026: uno sguardo a oriente

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Quando si parla di Essen Spiel, l’attenzione tende inevitabilmente a concentrarsi sui grandi editori europei e americani, sulle campagne Kickstarter arrivate finalmente in consegna e sui titoli più attesi della stagione. Eppure, tra gli oltre mille espositori presenti alla manifestazione, c’è una presenza che negli ultimi anni è diventata sempre più interessante: quella degli editori e degli autori asiatici.

Non si tratta soltanto di una questione geografica. La produzione asiatica sta infatti mostrando una personalità sempre più riconoscibile: da una parte troviamo giochi fortemente legati alla cultura e alla storia locale, dall’altra titoli che prendono meccaniche ormai familiari al pubblico occidentale e le reinterpretano attraverso soluzioni spesso molto particolari.

Accanto ai classici eurogame troviamo quindi giochi di carte estremamente compatti, giochi di deduzione, gestionali, produzioni fortemente tematiche e prodotti nei quali il design dei componenti diventa parte integrante dell’esperienza.

Ho selezionato (in rigoroso ordine alfabetico) alcuni dei titoli che saranno portati in fiera da editori asiatici, che mi hanno maggiormente incuriosito. Senza pretendere di stilare una classifica di merito e sperando di non aver mancato qualche perla nascosta, ho cercato di fornire una piccola mappa dell’offerta asiatica da tenere a portata di mano durante la fiera.


1st Band

Editore: Good Game Studio
Stand: 5H400
Giocatori: 3-5
Durata: 10-15 minuti

Partiamo da un gioco piccolo, veloce e apparentemente semplice. 1st Band mette da 3 a 5 giocatori nei panni di aspiranti band che devono costruire la formazione musicale migliore. Le carte rappresentano Voce, Chitarra, Basso, Batteria e Tastiera.

Il cuore del gioco sta però nel curioso sistema a due facce della competizione: le carte alte permettono di prevalere nella competizione, mentre quelle basse consentono di avere la precedenza nella scelta delle ricompense.

È un filler da pochi minuti, ma l’idea di trasformare il classico meccanismo “gioco la carta più alta” in un sistema nel quale anche giocare deliberatamente basso può essere vantaggioso, gli conferisce quel piccolo twist che può fare la differenza. (BoardGameGeek)


Aquarium Festival

Editore: Korea Boardgames
Stand: 5H400
Giocatori: 2-5
Durata: circa 20 minuti

Gli acquari sono evidentemente un tema che sta vivendo una piccola stagione d’oro nel boardgaming. In Aquarium Festival ci troviamo nel bel mezzo di una competizione tra negozi specializzati, tutti intenzionati a presentare la collezione migliore durante il grande festival annuale.

Il gioco ruota attorno alla gestione della propria mano: bisogna liberarsi delle carte giocandole per superare quelle precedentemente calate, ma per farlo è possibile ricorrere anche ai dadi presenti al centro del tavolo.

La combinazione tra gestione della mano e utilizzo opportunistico dei dadi lo rende un titolo particolarmente interessante per chi cerca un gioco leggero, immediato ma con una componente tattica. (BoardGameGeek)


Bean to Bar

Editore: analog lunchbox / Spielefaible
Stand: 3G515
Giocatori: 2-4
Durata: 90-180 minuti

In Bean to Bar, Masaki Suga costruisce un eurogame decisamente corposo, nel quale i giocatori seguono la filiera artigianale del cioccolato: reperire cacao di qualità, sviluppare nuove ricette, vendere i prodotti, aprire negozi, assumere specialisti e partecipare a competizioni.

Il sistema di movimento del lavoratore lungo una griglia di azioni introduce una forte componente di programmazione e timing. È proprio questa combinazione a renderlo curioso: un tema estremamente concreto applicato a un eurogame di peso medio-alto, con worker placement, gestione delle risorse e sviluppo della propria attività. (BoardGameGeek)


Big or Bang

Editore: Korea Boardgames
Stand: 5A300
Giocatori: 2-7
Durata: 15-20 minuti

Altro titolo che punta tutto sulla immediatezza: Big or Bang è una corsa spaziale nella quale bisogna continuamente decidere quanto rischiare.

Il cuore dell’esperienza è il “push your luck”: continuare a lanciare dadi permette di far avanzare un unicorno e quindi di accumulare progressi, ma aumenta anche il rischio di “sballare”. La particolarità è che persino il fallimento può trasformarsi in un vantaggio.

Materiali accattivanti, poche regole, scalabilità notevole (ma da verificare) e una decisione ricorrente molto semplice da capire: rischio ancora o mi fermo? (BoardGameGeek)


Blood Hunt

Editore: Mandoo Games
Stand: 6B201
Giocatori: 2-4
Durata: 30 minuti

Con Blood Hunt cambiamo completamente atmosfera. Si tratta di uno spin-off di Dracula vs Van Helsing con cui condivide autori e illustratore (Weberson Santiago). In questo caso alcune famiglie di creature della notte si contendono l’influenza su una cittadina.

Il gioco ricalca le meccaniche del predecessore utilizzando carte, maggioranze e gestione della mano. Quando un distretto raggiunge quattro carte, si risolve il confronto e i giocatori ottengono i cittadini in base al risultato. Questa volta però il numero di giocatori non è limitato a 2, ma sarà possibile dare vita a sfide anche in 4 giocatori. (BoardGameGeek)


Brushwood

Editore: Korea Boardgames
Stand: 5A300
Giocatori: 2-4
Durata: 30 minuti

Non potevo non includere il titolo di un autore italiano, Filippo Landini, già noto al pubblico per giochi come Gloomies e Overbooking. In Brushwood, una semplice passeggiata nel bosco diventa una piccola competizione: i giocatori raccolgono funghi, bacche e osservano animali, costruendo progressivamente il proprio percorso personale.

Le maggioranze sulle bacche, i funghi raccolti, gli animali osservati e l’utilizzo di binocoli e casette per gli uccelli, contribuiscono al punteggio finale; è un titolo interessante soprattutto per il modo in cui riesce a costruire un’esperienza dall’aspetto tranquillo attorno a una serie di piccole competizioni per le risorse. (BoardGameGeek)


Can’t Win

Editore: Engames
Stand: n.d.
Giocatori: 3-4
Durata: 30-45 minuti

Il titolo dice già molto: Can’t Win è un gioco di trick-taking nel quale, oltre a dichiarare quante prese vogliamo vincere, dobbiamo accettare una limitazione personale che rende più difficile raggiungere proprio quell’obiettivo.

La restrizione viene scelta all’inizio del round e può trasformarsi in un aiuto o in un ostacolo. Il risultato è un trick-taking nel quale non basta prevedere quante prese faremo: dobbiamo anche capire quanto la nostra stessa limitazione influenzerà le carte che riusciremo effettivamente a vincere.

Firmato da Taiki Shinzawa, autore di numerosi giochi di carte giapponesi, è un titolo particolarmente interessante per gli appassionati del genere, ma io l’ho messo nella mia lista soprattutto per la grafica 8-bit della scatola. (BoardGameGeek)


Dice of Madness

Editore: Brekeke Games
Stand: n.d.
Giocatori: 2-4
Durata: circa 40 minuti

Per chi preferisce qualcosa di decisamente più “folle”, ecco Dice of Madness, titolo giapponese nel quale i giocatori devono scalare una montagna utilizzando cinque dadi. La particolarità è il dado della follia, che passa al giocatore con il maggior numero di dadi lanciati e può annullare alcuni risultati. Più dadi si utilizzano, maggiore è la possibilità di riuscire nell’obiettivo, ma anche quella di attirare su di sé la follia.

Un gioco semplice da spiegare ma potenzialmente ricco di decisioni, con un’ambientazione decisamente sopra le righe. Per chi ha avuto la fortuna di provarlo un paio di anni fa, segnalo che mi ha ricordato da vicino CubeMelt: Getting Dicey.


Dicey Devices

Editore: Origami Whale
Stand: n.d.
Giocatori: 1-4
Durata: 45-90 minuti

In Dicey Devices, da 1 a 4 giocatori interpretano scienziati pazzi impegnati a costruire il proprio laboratorio, sfruttare robot e assistenti e arrivare alla costruzione dell’immancabile raggio della morte. Sotto un tema volutamente sopra le righe troviamo un mix di engine building, set collection, controllo del territorio e draft di dadi.

La cosa interessante è l’interazione diretta: infatti essere colpiti dal raggio degli avversari non significa necessariamente essere eliminati: si può continuare a giocare, pur perdendo temporaneamente alcune possibilità. (BoardGameGeek)


Dino Garden

Editore: uchibacoya
Stand: 5K400
Giocatori: 1-4
Durata: 60-90 minuti

Dino Garden è il terzo tassello di una famiglia di giochi dedicati alla costruzione di ambienti naturali, insieme a Aqua Garden e Sky Garden (che trovate più avanti). L’idea è semplice da capire: ogni giocatore gestisce un parco di dinosauri e deve costruire un ecosistema nel quale collocare correttamente le diverse specie.

Il tema della catena alimentare introduce però un elemento strategico: bisogna organizzare il proprio parco tenendo conto del terreno e delle necessità alimentari dei dinosauri. È anche uno dei titoli nei quali componentistica e tema lavorano meglio insieme, grazie agli splendidi elementi in legno che caratterizzano la produzione dell’editore uchibacoya. (BoardGameGeek)


A Dream of Splendor in Song Dynasty

Editore: Yaofish Games
Stand: 5G215
Giocatori: 2-4
Durata: 45-60 minuti

Uno dei titoli più interessanti, anche se non nuovissimo, per chi vuole trovare giochi capaci di portare al tavolo un’ambientazione storica asiatica senza limitarsi a utilizzarla come semplice decorazione.

A Dream of Splendor in Song Dynasty trasporta i giocatori nella Cina della dinastia Song, nella città di Bianjing. L’obiettivo è risollevare un quartiere in difficoltà attraverso la gestione di negozi, risorse e attività commerciali, cercando contemporaneamente di far fronte a un debito. Il gioco combina elementi di sviluppo economico e gestione delle attività, con una forte caratterizzazione tematica. (BoardGameGeek)


Eldertide: A Thousand Lights

Editore: Esper Game Studio
Stand: 5K325
Giocatori: 1-5
Durata: 60-120 minuti

Eldertide: A Thousand Lights è ambientato in un mondo fantasy marittimo nel quale cinque casate cercano di sviluppare i propri territori mentre affrontano una misteriosa tempesta spirituale. Le navi si muovono su una griglia 4×3 e permettono di compiere azioni economiche e sviluppare le proprie isole.

La componente di gestione delle risorse e dei contratti costituisce il cuore dell’esperienza. Il progetto è inoltre particolarmente interessante sul piano artistico, con illustrazioni di Gou Eisuke e Thomas Romain, e dovrebbe essere il primo capitolo di una trilogia. (BoardGameGeek)


Jisogi: Anime Studio Tycoon

Editore: Esper Game Studio / Good Games Publishing
Stand: 5K325 (Esper) / 4G315 (Good Games)
Giocatori: 1-4
Durata: 60-120 minuti

Uno dei titoli che più facilmente potrebbe attirare il pubblico occidentale è Jisogi, perché prende un tema particolarmente riconoscibile anche fuori dall’Asia: la produzione di anime. Si tratta dal punto di vista dell’ambientazione, della versione asiatica di Age of Comics, infatti i giocatori dovranno dirigere uno studio di animazione assumendo personale, gestendo le diverse fasi produttive e realizzando anime composti da ambientazione, trama e twist.

Sotto il tema, troviamo un piazzamento lavoratori, con le carte Staff che determinano le azioni disponibili. A rendere il titolo particolarmente attraente contribuisce anche il cast artistico, nel quale figurano Gou Eisuke, Thomas Romain e Senkawa Teien. (BoardGameGeek)


Mercurial: Alchemia

Editore: Hyperlixir
Stand: n.d.
Giocatori: 1-4
Durata: 90-120 minuti

Mercurial: Alchemia è probabilmente uno dei titoli più ambiziosi di questa rassegna. Pubblicato da Hyperlixir, mette da 1 a 4 alchimisti alle prese con flora fantastica, ingredienti ed elisir.

Il gioco combina deck building e worker placement, ma la sua particolarità è soprattutto nella struttura del turno: una fase diurna permette di interagire con il mercato e con gli altri giocatori, mentre durante la notte tutti agiscono simultaneamente, utilizzando le carte per raccogliere ingredienti e preparare pozioni. La struttura asimmetrica, il mercato variabile e gli obiettivi alternativi dovrebbero garantire una notevole variabilità tra le partite. (BoardGameGeek)


Orapa Space

Editore: Playte
Stand: 6D310
Giocatori: 2-5
Durata: 20-25 minuti

Per gli amanti dei puzzle logici è difficile ignorare Orapa Space, evoluzione di Orapa Mine. L’idea è tanto semplice quanto intrigante: alcuni pianeti sono nascosti e bisogna determinarne posizione, orientamento e colore utilizzando dei raggi laser e osservando come questi vengono riflessi.

Il gioco dura circa 20 minuti, ha dipendenza linguistica praticamente nulla e utilizza pochissimi componenti. Il risultato è un puzzle deduttivo particolarmente adatto a una fiera internazionale: si può spiegare rapidamente e il problema da risolvere è immediatamente visibile sul tavolo. (BoardGameGeek)


Ostia: Mariner Edition

Editore: uchibacoya
Stand: 3C300
Giocatori: 1-4
Durata: 100-120 minuti

Non è una novità assoluta (Ostia è del 2022) ma questa edizione è una sorta di “big box” che contiene quasi tutte le espansioni del gioco originale (manca solo la Pirates Expansion) oltre ad una serie di miglioramenti sia dal punto di vista dei materiali che da quello del regolamento.

I giocatori guidano flotte nel Mediterraneo, sviluppano il porto e costruiscono rotte commerciali utilizzando la meccanica del mancala. La scelta di uno spazio della propria plancia determina la produzione di risorse; le navi vengono poi redistribuite una per una e la posizione finale determina l’azione disponibile. (BoardGameGeek)


Restoration

Editore: Ngũ Hành Games
Stand: n.d.
Giocatori: 2-4
Durata: 45-60 minuti

Con Restoration ci spostiamo in Vietnam. Il gioco è ambientato durante la ricostruzione del Kiến Trung Palace di Huế, uno dei monumenti storici più importanti del paese. I giocatori rappresentano squadre di artigiani che devono contribuire alla ricostruzione attraverso piazzamento lavoratori, maggioranza e la realizzazione di contratti.

Particolarmente interessante pur non essendo una reale novità è il sistema che consente agli altri giocatori di seguire parzialmente l’azione effettuata, riducendo i tempi morti e mantenendo tutti coinvolti durante il turno altrui. (BoardGameGeek)


Shimoda: Perry Road

Editore: Mandoo Games / Punch Board
Stand: 6B201
Giocatori: 2
Durata: 10-15 minuti

Un piccolo gioiello da due giocatori potrebbe essere Shimoda: Perry Road. L’ambientazione è particolarmente affascinante: la Perry Road è una strada storica di Shimoda, nella prefettura di Shizuoka, legata alle trattative condotte dal commodoro statunitense Matthew Perry nel XIX secolo.

I giocatori assumono il ruolo di mercanti che cercano di attirare turisti collocando negozi lungo la strada. Il gioco dura appena un quarto d’ora e utilizza una combinazione di draft, maggioranze, set collection e pick-up & deliver. È quindi un titolo estremamente compatto, ma con un’ambientazione storica decisamente insolita per il mercato occidentale. (BoardGameGeek)


Sky Garden

Editore: uchibacoya
Stand: 5K400
Giocatori: 1-4
Durata: 60-90 minuti

Se in Dino Garden (di cui vi ho parlato poco sopra) si costruisce un parco per dinosauri, con Sky Garden il focus si sposta verso una riserva per uccelli. I giocatori portano gli uccelli sulla propria plancia e devono collocarli considerando spazio, alberi, laghi e obiettivi. Quando trovano l’ambiente adatto, gli uccelli possono deporre uova, elemento centrale del punteggio.

Il titolo conserva quindi la filosofia della serie Garden: componenti in legno, regole relativamente accessibili e una forte componente puzzle. (BoardGameGeek)


Upside Town

Editore: Box and Brew / PlayByDesign
Stand: n.d.
Giocatori: 1-4
Durata: 25-40 minuti

Se c’è un titolo nel quale il componente non è soltanto un mezzo per applicare le regole, ma diventa la regola stessa, è probabilmente Upside Town. In questo gioco dovrete costruire una città attraverso unità modulari dotate di polarità magnetiche. Alcuni elementi si attraggono, altri si respingono: orientamento e altezza degli edifici diventano quindi parte integrante del puzzle.

I giocatori devono costruire lo skyline cercando contemporaneamente di soddisfare contratti e sfruttare le proprie costruzioni. È uno dei progetti più curiosi e interessanti e ve ne abbiamo già parlato in una recensione approfondita a cura di LucaCiglione. (BoardGameGeek)


Uno sguardo a Oriente sempre più interessante

Questa carrellata di ben 20 titoli dimostra che parlare genericamente di “giochi asiatici” rischia ormai di essere riduttivo. Si tratta di un elenco chiaramente filtrato e influenzato dai miei gusti personali, ma racchiude una buona varietà di titoli sia per tipologia sia per meccaniche e spazia da produzioni fortemente tematiche fino a giochi che fanno della storia e della cultura locale il proprio principale elemento distintivo.

Come spesso accade a Essen, il rischio concreto è quello di tornare a casa con un bottino di giochi molto più ampio dell’elenco con cui si era entrati in fiera. Non odiatemi se ho contribuito ad allungare la lista.

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