Scritto da
LucaCiglione
Gloomies è un gioco di Set Collection in due fasi edito nel 2025 da Ravensburger. Questo gioco creato da Filippo Landini ed illustrato da Justin Chan è pensato per 2-4 giocatori dagli 8 anni e ha una durata di circa 45-60 minuti.
“Incontra i Gloomies, piccole creature provenienti dallo spazio che amano adornarsi con splendidi fiori galattici. Il tuo obiettivo è coltivare questi fiori radiosi nella prima metà del gioco, per poi raccoglierli nella seconda.“

COMPONENTI E MATERIALI
Abbiamo una scatola quadrata sottile al cui interno troviamo:
- 1 tabellone di gioco, composto dalla scatola con inserto e 2 livelli
- 1 vassoio per le riserve dei fiori, composto da 3 parti
- 60 fiori in legno18 gigli lunari (azzurro),15 fiori orbitanti (blu),15 cardi solari (arancioni), 12 papaveri galattici (rosa)
- 60 carte fiore: 14 gigli lunari, 12 fiori orbitanti, 12 cardi solari, 12 papaveri galattici, 10 jolly (ciascuno raffigura 2 fiori diversi)
- 16 carte obiettivo
- 24 segnalini bonus rotondi a doppia faccia (lilla/turchese)
- 20 segnalini aiutanti
- 12 segnalini “polvere di stelle”
- 48 gettoni punti vittoria (con valori di 1, 3, 5, 10, 25 e 50)
- 4 schede riassuntive a doppia faccia (lilla/turchese)
La componentistica di Gloomies colpisce fin da subito per l’aspetto visivo: è colorata, vivace e trasmette perfettamente l’atmosfera spaziale giocosa e leggera del gioco. I fiori in legno sono ben realizzati e piacevoli da maneggiare, mentre le illustrazioni delle carte e degli aiutanti risultano simpatiche e coerenti con il tema.Il vassoio interno della scatola (che funge anche da parte del tabellone) è una bella idea in teoria, ma in pratica presenta qualche incertezza: solo le carte e i fiori hanno spazi chiaramente assegnati, mentre per il resto del materiale manca una suddivisione chiara. Nulla di grave, ma un’organizzazione più guidata avrebbe reso il setup e il riposizionamento dei componenti ancora più pratico.Nel complesso, comunque, la produzione è di buon livello e il gioco risulta accattivante già dal primo sguardo.

COME SI GIOCA
Gloomies è strutturato in due fasi principali: nella prima si semina, nella seconda si raccolgono i fiori precedentemente piazzati. Le fasi pur avendo ognuna un proprio punteggio, sono connesse l’una all’altra, e la strategia prende forma turno dopo turno.
Prima Fase Semina
Nella prima fase, ogni giocatore ha una mano di quattro carte e deve giocare sequenze che corrispondano ai pattern disegnati sul tabellone, per piantare i fiori nei rispettivi spazi. Ad esempio, se il tabellone richiede una sequenza rosso-blu-blu, il giocatore dovrà giocare esattamente quelle carte. Si possono giocare da una a tre carte per volta, ma usando gli aiutanti si può estendere la sequenza fino a quanto vogliamo (se abbiamo le carte giuste in mano ovviamente).
Una volta giocata una sequenza, le carte non vengono scartate, bensì conservate sotto la propria plancia: saranno il mazzo del giocatore nella seconda fase. Ogni carta varrà un punto, ma se si riesce ad accumulare almeno quattro carte dello stesso colore, ciascuna di esse raddoppierà il suo valore.
Al momento della semina, l’ultimo fiore piazzato su una fila fa ottenere un bonus (se presente nella pila corrispondente), che può variare: nuovi aiutanti, polvere di stelle (molto preziosa per il punteggio finale) o carte obiettivo, utili nella seconda parte del gioco.
Dopo ogni turno si rimpolpa la mano pescando dal mercato comune: due carte normali, oppure un jolly (che è come se valesse doppio). Anche in questa fase gli aiutanti possono essere usati per ottenere più carte.
Si continua a giocare finché tutta la parte di plancia identificata da una linea tratteggiata è stata seminata. A quel punto si effettua un primo conteggio dei punti, dato dalle carte conservate sotto la plancia e dalla polvere di stelle, che segue una progressione a incremento crescente.
Seconda Fase Raccolta
La seconda fase è incentrata sulla raccolta: i giocatori tornano ad agire sulla stessa plancia, questa volta per prelevare i fiori che avevano piantato nella prima metà della partita.
La dinamica è identica: si gioca una sequenza di carte per soddisfare un pattern e si raccolgono i fiori corrispondenti, ottenendo un bonus se presente in corrispondenza dell’ultimo fiore raccolto.
La differenza fondamentale è che non si pesca più dal mercato: le carte giocate nella prima fase da ogni giocatore diventano ora il mazzo da cui pescare.
In questa fase ogni fiore ha un valore in punti, crescente in base alla rarità (ad esempio i fiori rossi valgono di più). I bonus che si ottengono ora possono anche permettere di raccogliere fiori direttamente dalla riserva, oltre che a fornire polvere di stelle. I fiori raccolti possono essere posizionati sulle carte obiettivo ottenute in precedenza, il che ne aumenta il valore finale, ma con un rischio: se non si completa una carta obiettivo, questa non darà alcun punto e tutti i fiori lì piazzati saranno sprecati.
Anche in questa fase è possibile usare gli aiutanti per ampliare la lunghezza delle sequenze o aumentare le carte pescate.
Al termine della raccolta si procede al conteggio finale: si sommano i punti ottenuti dalle carte obiettivo completate, dai fiori raccolti e dalla polvere di stelle, che ancora una volta ha un peso importante grazie al suo sistema di punteggio progressivo.
Sommando questi valori a quelli già ottenuti nella prima fase, si determina il punteggio finale del giocatore.

OPINIONI e DINAMICHE
Gloomies si presenta come un gioco accessibile e piuttosto leggero nelle meccaniche di base, ma capace di offrire una sorprendente profondità strategica. È facile da imparare e giocare, ma richiede attenzione e una buona pianificazione per essere padroneggiato.
Già nella prima fase, apparentemente semplice, si nasconde un livello di strategia non banale: non si tratta solo di costruire un set di carte dello stesso colore per massimizzare i punti, ma anche di pianificare quali fiori si andranno a raccogliere successivamente. Le carte obiettivo raccolte durante questa fase, infatti, indirizzeranno le scelte della seconda parte del gioco, rendendo ogni azione interconnessa.
Il gioco riesce bene a premiare i giocatori più attenti e strategici senza però penalizzare eccessivamente chi gioca in modo più istintivo o poco pianificato. Questo lo rende un titolo adatto a gruppi eterogenei, in cui ci si può divertire anche senza giocare “alla perfezione”, pur sapendo che la vittoria andrà con ogni probabilità al giocatore che ha saputo tessere la sua strategia fin dall’inizio.
Un elemento particolarmente interessante è la polvere di stelle, che rappresenta non solo una preziosa fonte di punti, ma anche un meccanismo che stimola l’interazione indiretta tra i giocatori. Lasciare che un avversario ne accumuli troppa può portarlo facilmente alla vittoria, motivo per cui è spesso necessario sacrificare mosse ottimali per contrastare l’avanzata degli altri. È una forma di controllo sottile ma efficace, che impedisce a ciascuno di “giocare per conto proprio” e spinge a tenere d’occhio gli avversari.
A rendere ogni turno interessante è anche la continua tensione tra scelte differenti: conviene puntare a una sequenza lunga per ottenere più carte, oppure a una combinazione precisa per sbloccare un bonus? È meglio prepararsi al futuro o ottimizzare il turno presente? E cosa succede se un altro giocatore si inserisce nei nostri piani, rubando proprio il bonus o il pattern che avevamo in mente?
Gloomies invita a essere reattivi, a leggere la partita turno per turno e adattarsi, senza mai offrire soluzioni ovvie o automatiche.

IN QUANTI CI GIOCO
Gloomies scala in modo molto efficace da 2 a 4 giocatori. Il numero di turni a disposizione per ciascun giocatore varia in base al numero di partecipanti, ma la durata complessiva della partita resta sostanzialmente invariata. Questo avviene perché l’obiettivo della prima fase, completare la semina sul tabellone, è sempre lo stesso, indipendentemente dal numero di giocatori.
In pochi si faranno più turni, in tanti meno, ma il ritmo rimane bilanciato e coerente, ne risulta un gioco che mantiene la propria piacevolezza e fluidità in ogni configurazione, offrendo un’esperienza soddisfacente in qualsiasi configurazione.

LE ETA’ PER GIOCARCI
Gloomies è un gioco sorprendentemente versatile, capace di adattarsi bene a diversi tipi di pubblico.
Nonostante sulla scatola sia indicato un 10+, che appare corretto per un pieno controllo delle strategie, il gioco si presta ad essere giocato anche in contesti familiari con bambini più piccoli, intorno ai 7-8 anni.La chiave sta nel fatto che Gloomies non è mai eccessivamente punitivo: anche chi non riesce a pianificare con precisione può comunque divertirsi e ottenere soddisfazioni. I più piccoli potrebbero non cogliere subito tutte le sottostrategie o le sinergie tra le due fasi, ma potranno comunque godersi l’esperienza e, nel tempo, imparare a migliorare.
In questo senso, Gloomies può essere anche una piccola palestra per lo sviluppo della flessibilità cognitiva: l’adattabilità è fondamentale, poiché i turni degli altri giocatori possono modificare radicalmente la situazione sul tabellone e costringere a rivedere le proprie scelte. Saper reagire, ricalcolare e trovare alternative è parte integrante dell’esperienza, rendendolo un gioco non solo divertente ma anche stimolante dal punto di vista cognitivo.

CONCLUSIONI
Gloomies è un gioco colorato, accessibile e ben strutturato, capace di offrire un’esperienza ludica appagante e sorprendentemente ricca di dinamiche strategiche.
La divisione in due fasi,semina e raccolta, è il cuore pulsante del gioco: ogni scelta fatta nella prima parte ha un impatto diretto sulla seconda, creando un filo logico che premia la pianificazione e la capacità di adattamento.
Le meccaniche di deck-building nascosto, l’uso intelligente degli aiutanti e la possibilità di scegliere tra diversi bonus rendono ogni turno denso di decisioni significative, senza mai diventare troppo complesso o paralizzante.
Molto interessante anche la dinamica di interazione indiretta introdotta dalla polvere di stelle, un elemento di raccolta che impone ai giocatori di osservare attentamente gli altri tavoli per evitare che uno prenda troppo vantaggio. Questo spinge spesso a scelte subottimali per sé, ma strategiche per mantenere l’equilibrio generale, aggiungendo una dimensione tattica che arricchisce il gameplay.
Il gioco è anche un ottimo esempio di accessibilità intelligente: può essere affrontato in modo più leggero, perfetto per un pubblico familiare, oppure con maggiore attenzione strategica, premiando i giocatori più esperti.
Non a caso, Gloomies ha radici importanti: il gioco ha ottenuto il secondo posto al Premio Archimede, uno dei più prestigiosi concorsi italiani per autori di giochi da tavolo, con il titolo originale Garden Time. Questo risultato conferma la solidità e l’originalità del progetto firmato da Filippo Landini, autore che si sta affermando sempre più nel panorama ludico italiano e internazionale.
In definitiva, Gloomies è un gioco che riesce a coniugare immediatezza e profondità, leggerezza e strategia e che a Play ha conquistato il pubblico piazzandosi nella TOP5 del nostro Best of Play.
Ringraziamo Ravensburger per la copia Review.

BONUS TRACK: DUE PAROLE CON L’AUTORE
L’ambientazione di Gloomies è nata dopo il gioco o era già prevista fin dall’inizio? Come è stata scelta?
L’ambientazione di Gloomies è stata creata appositamente da Ravensburger per il gioco. Il prototipo con cui ho partecipato al Premio Archimede si chiamava Garden Time ed era ambientato in un orto. È stata una scelta dell’editore cambiare l’ambientazione.
Nei tuoi giochi si notano spesso fasi distinte. È una tua scelta progettuale o solo una coincidenza? E se è voluta, perché ti piace questo approccio?
In realtà è una cosa a cui non avevo mai pensato in questi termini, ma hai ragione. Nei tre giochi che ho pubblicato, la suddivisione in fasi è effettivamente importante per la struttura complessiva. Non è stata una scelta consapevole fin dall’inizio, ma un risultato del processo di sviluppo. Penso che le fasi siano interessanti perché le decisioni prese nelle prime influenzano quelle successive, creando una sorta di programmazione e un filo narrativo coerente. È un elemento che trovo molto stimolante.
Qual è stata la meccanica più difficile da inserire in Gloomies? Come l’hai bilanciata?
Non parlerei di una meccanica “inserita” a posteriori: il sistema di gioco si è evoluto durante i playtest. L’idea di riutilizzare le carte giocate nella prima fase per raccogliere fiori nella seconda è nata proprio nel corso dello sviluppo. Trovare un modo per rendere questo meccanismo significativo ma non banale è stata la sfida più grande. In origine, avevo pensato a carte divise in due parti: una per seminare e l’altra per raccogliere. Così, ogni scelta aveva un doppio valore. Per molto tempo ho giocato con questo sistema. Poi ho provato una semplificazione, un solo colore per entrambe le fasi, e mi sono accorto che il gioco funzionava benissimo, rimanendo intuitivo ma comunque profondo.
Nella seconda fase di Gloomies si riutilizzano le carte usate nella prima. Quanto impatta questa scelta sul gameplay?
Moltissimo. È proprio questo riuso delle carte che crea connessioni forti tra le due fasi e impone di pianificare bene fin dall’inizio. Le azioni nella prima metà della partita condizionano profondamente ciò che potrai fare nella seconda.
Quali sono le strategie migliori per vincere?
Non credo ci siano strategie dominanti. Tuttavia, raccogliere molta Polvere di Stelle sicuramente aiuta a vincere. Se un giocatore comincia ad accumularne, gli altri devono intervenire per impedirglielo. Questo crea una forma di interazione indiretta ma significativa: non puoi concentrarti solo sulla tua plancia, devi tenere d’occhio anche gli avversari.
Ringraziamo Filippo per la disponibilità e se avete altre domande per lui scrivetele nei commenti e cercheremo di fargliele avere.
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