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Il report di Essen di Pinco11

ESSEN 2026 – IL REPORT DI PINCO11

Eccomi ancora qui a parlarvi, anno dopo anno, delle mie esperienze allo Spiel di Essen, che per chi mi leggesse su questo tema per la prima volta è LA fiera mondiale del gioco da tavolo.
A questo giro, così come era già però accaduto gli anni scorsi, sono stati ancora superati i record dell’evento, per cui contiamo 230.000 visitatori ed oltre 1400 novità proposte, il tutto occupando, per la prima volta, l’intero enorme spazio del centro fiere di Essen (parliamo di una struttura con 110.000 mq). Se ci aggiungiamo che è stato fissato un tetto per la vendita di biglietti e che essi sono andati di nuovo soldout prima dell’evento, forse ho dato l’idea del successone che la manifestazione continua ad ottenere nel tempo.

Si inizia anche a dubitare che il centro fiere di Essen possa assorbire una eventuale ulteriore crescita, ma l’organizzazione ha chiarito che non intende muoversi dall’oramai iconica sede ospitante.

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ESSEN 2026 – VIVIBILITA’

Per gli standard di chi ha vissuto le Lucca Comics di qualche anno fa (quelle con i mitici pigia pigia alle porte della città), direi che l’affollamento dello Spiel è inesistente, nel senso che ovviamente le vie di camminamento sono piene di gente, ma tutto scorreva abbastanza rapido e solo in galleria ho trovato dei momenti di vero ingorgo.
Gli stand restano vivibili e chi desidera giocare può sbizzarrirsi senza troppi problemi ed il mio conto dei giochi provati, che è arrivato ad una trentina (con arrivo giovedì alle 12 e partenza alle 15 di domenica) vi rende l’idea di come sia facile sedersi a giocare. E’ chiaro che se volete provare le novità di punta della fiera e/o diversi cinghiali da 60′ di spiegazione, il numero delle prove calerà, ma se siete di quelli che amano sperimentare anche cose che sembrano carine a vederle, anche di sabato si trovava da sedersi senza attendere più di pochi minuti.

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I SOLDOUT E GLI ACQUISTI IN FIERA

Alcuni amici si sono lamentati per i soldout, ossia per il fatto che di sabato pomeriggio i titoli più ricercati erano esauriti, ma questa è una costante della fiera, tanto che mi ricordo che una decina di anni fa gli stand dei giapponesi potevano tranquillamente smontare tutto già giovedì, perché esaurivano le scorte nel giro di poche ore dall’apertura.
Questa volta sugli scudi è stato in particolare Queen Alice, cinghiale sulla bocca di tutti, per il quale ho visto code lunghissime. Personalmente lo avrei comprato, ma di buttare via in fila tempo che può essere utilmente dedicato a giocare non ne ho voglia ed ho passato.
Per altro il prezzo ‘fiera’ era di 70 euro, a fronte dei 69 di catalogo, per cui ho pensato meglio attendere di ritrovarlo più avanti in qualche negozio online. La stessa considerazione l’ho fatta in larga parte per i miei acquisti, tanto che, per la prima volta, ho acquistato solo pochi dei titoli nella top ten dei più desiderati della fiera, perchè di affari sulle novità oramai se ne fanno pochi, come avrete intuito dal prezzo di Alice.

Miniature

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ESSEN 2026 – TANTE COSE DA VEDERE E LA NOSTRA PERSONALE ‘ESCAPE ROOM’

I centri di interesse erano, ovviamente, moltissimi. Per esempio c’era l’intera Hall 1 dedicata ai giochi di miniature, che ho visto solo di passaggio e dove ho avuto un fuggevole pensiero di fermarmi per provare i ‘nuovi’ pennarelli speciali ideati per sostituire la pitturazione a pennello, così come c’era lo stand del Golden Demon con un sacco di cose da vedere.
C’erano diversi stand dedicati ai giochi in saldo degli anni scorsi ed ogni tanto anche qualcuno con gli usati, a simpatici prezzi da nuovo (“perchè l’usato è meglio del nuovo, visto che è già stato testato”).
C’era anche un’area dedicata a conferenze sul tema giochi da tavolo e c’erano numerosi standisti con i quali nel corso degli anni si sviluppano piccole ‘amicizie da fiera’. Per esempio a questo giro mi avvicino ad uno stand indiano (Mozaic Games) ed il proprietario si ricorda che ci siamo incontrati alcuni anni fa (qui il report 2022 nel quale lo citavo) e cosa giocai all’epoca e scambiamo due chiacchiere, raccontandomi lui di essere stato invitato a parlare nell’area conferenze della diffusione dei boardgames in India.

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Nel capitolo delle curiosità, poi, vi parlo brevemente della nostra disavventura di quest’anno (chi mi segue ricorderà quella del fallimento della compagnia aerea proprio la mattina della partenza o dei vari scioperi o dell’anno in cui i treni non si fermavano ad Essen per un guasto ..), che paragono ad una piccola ‘Escape’. In sintesi a ‘sto giro abbiamo perso, di giovedì, le chiavi dell’auto a noleggio (dentro alla quale c’erano le valigie). Voi risparmio le preoccupazioni (e gli incubi di chi le aveva perse, pensando alle conseguenze) e vi dico solo che il ‘lost and found‘ della fiera ha funzionato e le abbiamo riavute venerdì pomeriggio. A margine all’aeroporto poi, giusto per tenere viva una abitudine inveterata negli anni, mi hanno aperto la valigia per testare un gioco da tavolo con l’antiesplosivi, ma questa è ordinaria amministrazione (vedono cose ‘strane’ insieme in scatolina e la vogliono aprire …).

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SUGLI SCUDI

La prima tendenza che ho notato è quella del genere cooperativo. Ho visto ovunque titoli di questa categoria e ne ho provati numerosi, tanto da averne giocati più in questa fiera che negli ultimi 2-3 anni insieme. In effetti la fantasia dei designer si è scatenata e se ne trovano di tutti i pesi e numero di giocatori.
Se arriverete a leggere la sezione dedicata ai titoli che ho provato avrete qualche indicazioni su alcuni di essi.
Per il resto, per puro divertimento e per darvi qualche spunto, eccovi la lista dei top 10 giochi per esperti e per famiglie indicati dallo stand di Fairplay Magazine, che da anni cura un poll fatto in fiera tra i visitatori. Il caveat è quello usuale, ossia che le classifiche derivano da poche decine di voti su di una base di oltre 200.000 visitatori, con un valore statistico, quindi, pressoché nullo, ma è sempre simpatico vedere chi è votato e spesso in passato mi sono trovato a passare per raccogliere idee su titoli da andare a provare.

Fairplay

Lista dei titoli di peso (diciamo medio e cinghiali mescolati):

1. Nokosu Dice – Yusuke Matsumoto – Pegasus Spiele 4.4
2. Greenwood – Christos Giannakoulas·Manolis Zachariadis – Feuerland Spiele 4.2
3. Gibberers – Keisei – Hobby Japan -4.1
4. Tea & Rum – Fabien Gridel – Captain Games SRL – 4.1
5. Vantage – Jamey Stegmaier – Feuerland Spiele 4.1
6. Drillers – Roman Bednár·Adam Španel – Czech Games Edition (CGE) 4
7. Eternal Decks – Hiroken – Strohmann Games 4
8. Mischwald: Smoky Mountains – Kosch 4
9. Moon Colony Bloodbath – Donald X. Vaccarino – Ravensburger AG 4
10. Night at the Zoo – Tomáš Holek – Albi 4

Family:

Vroom – Antonin Boccara – Big Moustache Games
Die Magische Bibliothek – Michael Luu – PD-Verlag
Space Lab – Johannes Goupy·Corentin Lebrat – Frosted Games
Amarok Charlène Chaps HUCH!
Cozy Stickerville – Corey Konieczka – Unexpected Games
Frosted Blooms – Bruno Cathala·Ludovic Maublanc – Synapses Games
Minikin City – Simone Luciani·Matthieu Verdier – Cranio Creations
Wuselige Wiesen – Trevor Benjamin·Brett J. Gilbert – Frosted Games
Flixo – Friedemann Friese – 2F-Spiele
La Cuenta – Carles Carreras – Pegasus Spiele

offerte

ESSEN 2026 – CINGHIALI?

Nelle liste dei sondaggi in fiera i cinghiali, ovviamente, sono fortemente penalizzati, perchè ci sono pochi tavoli per provarli (nel caso di Alice nemmeno uno ..) e perchè, quando ci sono, si riesce a giocarli in pochi. In ogni caso, siccome chi mi legge mi segue anche per la mia passione per i titoli di peso, eccovi una lista dei titoli più chiacchierati della fiera, per i quali ho raccolto da miei sodali positive indicazioni.
Il primo è ovviamente Kingdom Come Deliverance, una sorta di mostro nella sua scatola da 150 euro, che propone di essere una versione pimpata e più narrativa del vecchio Mage Knight, uno dei titoli di maggior successo di Chvatil, qui aiutato dall’astro nascente Holek. Il titolo uscirà in italiano con Cranio, quindi avremo tempo per provarlo a casa.

Panopticon
Panopticon

Al suo fianco tutti parlavano di Alice: come sempre, quando le copie non sono abbastanza, chi lo compra ne dice sempre un gran bene, per fare invidia agli altri, ma poi la prova dei tavoli ci dirà se erano solo voci al vento o meno. Ricordo ancora quando lo scorso anno i pochi possessori delle Paludi di Freya lo descrivevano coma un capolavoro indiscusso, mentre ora è (a mio avviso ingiustamente) criticato da molti.
Altri cinghiali da battaglia? Abbiamo Pfister con il suo – 60° del quale si dice un gran bene (io, scottato dagli ultimi non entusiasmanti Pfister, ho preferito attendere), poi la Pink Trobadour (quella di Galieo e Forestry) con Carl von Linnee e la Feuerland con Greenwood. Degli italiani (cranio in testa, ma anche Horrible) non vi dico nulla perché tanto ne parleremo con le recensioni che andranno online prima di fine anno.

In lista ne ho diversi da cercare nel dopo fiera, mentre in saccoccia già ho Medico (Feld ..), Ashes, Green Gold ed altri ancora ..

Kalypso
Kalypso

ESSEN 2026 – COSA E’ PASSATO SUL MIO TAVOLO

Eccovi arrivati al punto in cui vi propongo una rapida carrellata dei titoli che ho provato, con brevi impressioni (in grassetto i titoli che ai miei occhi hanno spiccato). Per diversi di loro, acquistati, seguirà la recensione.
KORI MEIRO Frenchy Kuma  Simpatico gioco di piazzamento e connessione reti con dadoni di legno che propone l’idea di poter far punti su due lati, fruendo allo scopo di uno specchio sul fondo del tavolo da gioco. Interessante, anche se un pelo caotico. Speculare.
PERANAKAN (Genie Games) – Gioco di piazzamento nel quale si cerca di collocare i propri omini nel modo migliore per ottenere punti sulla base delle tessere del giusto colore adiacenti o nella stessa riga o colonna. Altamente interattivo, grazie alla possibilità (per una volta) di ‘sovrascrivere’ le tessere. Bastad Inside.
BRUSHWOOD (Mandoo Games) – Raccolta set ambientato nel bosco, con spunti da puzzle game. Silvano

CWALI
LANDIS (Ludicatessen) – Primo cooperativo della fiera, che ci spinge a programmare una esplorazione spaziale. Diciamo che abbiamo scaldato i motori, senza sentire troppo il brivido della velocità. Lo spazio è freddo ..

TOSHI: DIE BLUENDE STADT (Arsedition) – Leggo Friese sulla scatola e provo questo titolo a base di piazzamento tessere edificio che acquistiamo nel corso del gioco e che attiviamo tirando i due dadi in dotazione (la griglia e 6×6) producendo effetti. Diciamo che otteniamo una sorta di Machi Koro su griglia con effetti speciali. Alla fine della fiera forse un pelo troppo family.
THE JAILBREAK (Adam’s Apple) – Secondo cooperativo della fiera, nel quale si cerca di fuggire dalla prigione azzeccando le giuste giocate. Ognuno tiene in mano tessere double face delle quali vede però un solo lato (alla Hanabi) e si devono completare le missioni giocando quelle idonee a soddisfare i requisiti sul tavolo. DI questo abbiamo fatto una ventina di scenari la prima sera della fiera, per cui ha il nostro marchio di approvazione e seguirà recensione. Fuga da Alcatraz.
POTEMKIN VILLAGES (Albi) – Altro cooperativo a base di trick taking nel quale si cerca di far prendere ogni volta il giocatore che può attivare il giusto effetto per tenere aperta la partita, evitando che l’imperatrice navighi via dal villaggio. Abbiamo provato due volte, ma proprio non ci siamo entrati dentro. 

Isabella
ABAKU (ALBI) – Lo scarabeo incontra la calcolatrice, visto che si devono piazzare tessere numero sul tabellone quadrettato, costruendo equazioni grazie ad essi. A scuola era quasi più divertente. A settembre.
KINSOKUCHI (Sugorokuya) – Altro cooperativo, nel quale si deve scoprire il giusto ordine per scoprire una serie di carte, ciascuna delle quali contiene requisiti utili a costruire l’ordine corretto. Il trick sta nel fatto che ognuno svolge il suo tentativo senza essere visto dagli altri e può comunicare solo scrivendo su di un foglio con la propria mano non dominante. Stuzzicante, ma alla fine il mix tra logica e disegno può non soddisfare tutti. Oscuro
BIRDS (Adam’s Apple) – Ennesimo cooperativo, stavolta nel quale si sollecita la capacità di tenere la mano ferma, in quanto si devono posizionare alcune simpatici uccellini in plastica nelle posizioni indicate dalle carte. Gradevole con spunti da party game.

Ladybug
Ladybird

BELLA VISTA (Studio H) – scenografico (grazie ai palazzi 3d in cartone in dotazione) piazzamento ‘tessere’ (o meglio palazzi) in un panorama a griglia quadrettata. Non complesso, ma con spunti da puzzle game. Una ottima implementazione per un titolo dal target ampio che non ho dubbi che potrà vendere parecchio. Architetturale.
THE DREAM (Studio H) – Piazzamento tessere cooperativo con possibile traditore/i nascosto. L’idea è quella di chiudere una sorta di panorama ‘infernale’ piazzando le tessere esagonali in dotazione, ma è possibile che qualcuno remi contro e deve farlo senza farnese troppo accorgere. Mini scatola e prezzo contenuto lo hanno reso un instant buy in fiera.
TRAVELUENCER (Broadway Toys) – Un altro trick taking game. Anche no.

Bella Vista
Bella vista

FRAGMENTS (IELLO) – Cooperativo che parte dalla idea, geniale, di proporre una versione boardgame dei classici giochi di avventura ‘punta e clicca’ di una volta. Propone libretti con una componente narrativa e funziona grazie a tessere ad incastro tipo puzzle. E’ un qualcosa di davvero innovativo. Il gradimento è però legato in buona parte all’apprezzamento della componente di racconto ed il caveat è che le avventure sono usa e getta tipo Escape.
DUAT (Unphazed Games) – Astrattino compatto che si gioca su di una scacchiera 4×4 con tre pezzi a testa che cercano di spingersi fuori dal tavolo. Ultra scenografico, visto che la scacchiera è in pietra. Qualche dubbio sulla longevità.
SAN (Blue Cocker Games) – Scontro tra due giocatori a base di deck building. Ben oliato ed accattivante, per quanto non esageratamente innovativo.

Jail Break
BLOOOOOM (Cwali) – Ci muoviamo su di una griglia prelevando tessere di turno in turno. Una idea, semplice. Una grafica basilare, ma che non confonde. Giocato con soddisfazione con l’autore ed acquistato, a conferma che l’artigianato ancora ha un senso nel mondo dei boardgame.
EVENGLOW (The OP Games) – Piazzamento tessere in salsa puzzle game che propone l’idea di piazzare due tessere a turno nei due ‘campi’ simmetrici presenti sul proprio tabellone, cercando di costruire forme e massimizzare gli effetti, con il vincolo di mettere entrambe le tessere sullo stesso numero. Interessante e simpatico. Qualche riserva minore sui materiali (tessere in fogli di schiuma e cartoncino), ma lo riproverei.
DUNGEON CUBE (Red Glove) – Praticamente un cubo di Rubik nel quale compaiono, in ogni casella, personaggi, armi, nemici o altro. Lo scopo è, nelle varie missioni, di far comparire con un paio di mosse i giusti oggetti utili a completare le quest. Il coefficiente novità c’è tutto.

Fadenfroh
Fadenfroh

PANOPTICON (Pick’n Roll Games Lab) – Giocato con l’autore che ce lo ha spiegato in italiano. Cooperativo dal sapore di selvatico (diciamo che sa più di lepre che di cinghiale) nel quale si devono pianificare i passi necessari per architettare la fuga dal carcere, muovendosi nelle varie location della prigione, ciascuna delle quali consente azioni diverse. Ci aggiungiamo una ruota centrale che evidenzia le ‘linee di vista’ tra i giocatori ed una manciata di altre regole ed ecco una sfida interessante. Lo abbiamo provato con piacere. Ritorno ad Alcatraz.
LADYBIRD (Skjald) – Puzzle game a base di carte e raccolta set. Ben ideato. Ben illustrato (al netto di una certa fatica nella prima partita a distinguere alcuni tipi di coccinelle). Molto molto simpatico. Una perla nascosta della quale vi proporrò recensione.
SEVEN PROPHECIES (Capstone) – Trick taking nel quale si deve scommettere segretamente ad inizio partita su quante mani si vinceranno, ma anche in quante si arriverà secondo, terzo o quarto. Idea stuzzicante, ma ho il timore che in pratica tutto si chiuda in modo meno controllabile del voluto.

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KALYPSO (Pegasus) – Praticamente una adattamento in salsa polimini del film Waterworld (quello con Kevin Kostner del 1995) nel quale si costruisce sull’acqua. Componente polimini unita ad edifici ad effetto ed obiettivi. Tutto scenografico il giusto e divertente. Non l’ho preso in fiera perchè era solo in tedesco e ci sono alcue carte con del testo, ma è in lista dei desideri.
THE SAFE (Happy Meeple Games) – Altro cooperativo, nel quale dobbiamo aprire cassaforti, riuscendo a scartare più carte possibili, senza parlare tra di noi, ordinandone il alcune pile. Diventa una sorta di variante di The Mind. Stavolta passiamo.
THE TRAVELS OF ISABELLA LUCY BIRD (Dotakusha) – Rolla e scrivi a base di scelta di coppie di dadi azione che rievoca, efficacemente, le esplorazioni del Giappone di una viaggiatrice britannica della fine dell’800. L’ambientazione è davvero ben resa ed il tutto risulta gradevole ed intrigante. Seguirà recensione.

Bird
Bird – Adam’s Apple

FEDERLEICHT! (Allgo) – Gioco di carte a base di raccolta set nel quale su di una strattura di base alla Sushi Go inseriamo un ulteriore elemento puzzle (le isole nelle quali accogliere gli uccelli ritratti sulle carte). Diciamo che è un pò come se doveste tenere conto anche dei piatti nel raccogliere le vostre pietanze. Altro acquisto di fiera del quale vi parlerò.
JURASSIC ZOO (Frechverlag) – Gira e scrivi molto basilare nel quale dobbiamo racchiudere dinosauri di una sorta di Jurassic Park in recinti. Pubblico ampio ed introduttivo.
FADENFROH (1 more time games) – Puzzle game a base di carte made in Pfister, che ci ricorda come l’autore (qui coautore) sia partito efficacemente da un gioco leggero come Port Royale. Ben fatto in scatolino, con i componenti giusto, altro instant buy, del quale vi riparlerò.

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GOT WHAT IT BAKES (Myam Games) – Rolla e scrivi nel quale andiamo a raccogliere ingredienti per realizzare piatti ungheresi. Mi è sfuggita la sfida nel gameplay (un poco ‘telefonato’), ma ho avuto uno scorcio della cucina di quel paese.
WEAVE (T – Tower Games) – lo scorso anno qualcuno di noi aveva trovato gli autori alla ricerca di un editore ed ora ecco la scatola pubblicata e soldout. Si tratta in realtà di un piazzamento nel quale si cercano di attivare gli effetti delle gemme per creare file da 4 di tessere con la gemma del giusto colore. Simpatiche le combo da realizzare, ma qualche dubbio sulla controllabilità sul finale del tutto mi resta.

Bene, sono arrivato anche questa volta alla fine del mio report. Suvvia, ora sono curioso di sentire qualcosa da chi ci è andato e/o domande da chi avrebbe voluto esserci!!

Breve nota di chiusura: i tempi sono cambiati. Una quindicina di anni fa pubblicai una guida per chi voleva andare ad Essen ed ora, rileggendola (è oramai datata e da anni andiamo in appartamento, invece che albergo), ho trovato un bello scambio di opinioni con i lettori nei commenti. Allora era abitudine e dava un tocco più ‘personale’ al tutto. Nostalgia ..

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