Fabio (Pinco11)
ENCYCLOPEDIA – PRIME IMPRESSIONI
Dal duo di autori Dubus – Melison (Museum, Dominations) e dalla editrice francese Holy Grail Games (con localizzazione italiana ad opera della Asmodee) proviene Enclyclopedia, un titolo che mette i giocatori negli ideali panni di altrettanti studiosi impegnati, nel XVIII secolo, a svolgere e ricerche necessarie per pubblicare una enciclopedia di storia naturale.
Dietro ai numeri del gioco (1-4 giocatori, 60′-120′, 14+) che ci portano anche un coefficiente di difficoltà stimato su BGG in 2.93/5, quindi una spanna in più di Wingspan (2.45) e qualcosa di meno di un Marco Polo (3.19), troviamo un titolo che si propone la missione di coniugare le logiche tipiche dei puzzle game che vanno tanto di moda in questo periodo con quelle quelle dei classici gestionali.

ENCYCLOPEDIA IN BREVE
La struttura di base del gioco è quella tipica di un gestione azione con drafting di dadi, che si sviluppa in sei round, nel corso di ciascuno dei quali ogni giocatore utilizzerà complessivamente 4 dadi per svolgere azioni.
All’inizio del round ognuno pesca dalla sacca quattro dadi, li rolla e li colloca in 4 caselle della propria plancia. Al proprio turno il giocatore seleziona un dado di fronte a se o di fronte ad uno degli altri giocatori (in questo caso quest’ultimo riceverà in genere un ‘regalino’ – soldi, prestigio o punti vittoria – dalla riserva) e lo utilizza per compiere una delle sei azioni disponibili sul tabellone.
Le azioni vanno dall’acquisire monete (servono per aumentare il valore del dado) o gettoni ‘spedizione’ (utili anche per cambiare colore al dado), passando per il prelevare carte collaboratore (che attribuiscono vantaggi, permanenti o immediati o punti a fine partita). Le altre tre aree, invece, costituiscono il fulcro del gioco, in quanto in esse è possibile prelevare carte animali, svolgere teoriche missioni di esplorazione ed infine ‘pubblicare’ le ricerche effettuate.
La maggior parte dei punti vittoria si ottiene appunto svolgendo quest’ultima attività, oltre che nel classico conteggio di fine match.

COME SI PRESENTA
Sin dalla apertura della scatola si percepisce il fatto di essere di fronte ad una produzione sicuramente ricca. Partiamo dalla grafica, che è assai curata ed affidata ad un team di illustratori che hanno saputo riprodurre con bravura lo stile tipico delle illustrazioni dell’epoca, facendo (a mio parere) un ottimo lavoro, sia nella copertina, quasi da fumetto, che nelle carte animale, che attraggono sicuramente l’attenzione.
Abbiamo poi un tabellone ampio (che poteva essere di dimensione meno generosa, visto che ospita in larga parte carte (che spesso sono semplicemente allineate sui bordi dello stesso, per risparmiare), una bella manciata di dadi, una sacchetta in tela personalizzata e perfino degli scatolini assemblabili in cartoncino spesso per ospitare i vari gettoni. Il tutto dà l’idea di una componentistica ai confini del deluxe, studiata per impressionare.
Le uniche piccole doglianze che ho, tipicamente da ‘vecchio’, sono quelle legate alle caselle ‘caratteristiche’ degli animali (che contengono le informazioni vitali per il gioco), che alla fine risultano relativamente piccole (come lo sono i dadini in legno), per dare spazio alle illustrazioni, molto belle, ma non focali ai fini del gameplay.

LE IDEE ED IL TARGET DI ENCYCLOPEDIA
Come accennavo Encyclopedia è un ibrido tra il gestionale classico ed i puzzle game moderni (alla Cascadia, Calico e compagnia, ma con un livello di complessità molto più elevato di essi). Dal primo genere mutua la struttura di base, fatta di gestione azione a base di dadi, mentre dai secondi la logica del punteggio e della ‘collezione set’ di caratteristiche degli animali ‘studiati’. Siccome il target dei due generi tende a sovrapporsi (almeno in buona parte), il pubblico di riferimento risulta abbastanza ampio, partendo comunque da giocatori almeno un pelo abituali.

COME GIRA ENCYCLOPEDIA
La spiegazione del gioco risulta piuttosto lineare, grazie all’impianto pulito che caratterizza la parte ‘gestionale’, per cui il flusso del turno non è difficile da capire, consentendo a tutti di svolgere le prime azioni con una certa celerità e senza grossi dubbi. I rallentamenti arrivano invece intorno al secondo round, quando tutti sono impegnati nel primo vero giro di ‘pubblicazione’ dei propri studi, cosa che richiede una certa attenzione e risulta nei primi passaggi delicata e complessa, con diverse cose da prendere in considerazione.
L’idea di fondo è infatti quella che i punti si ottengano ad esito di una procedura che si articola in tre distinti passaggi. Si devono infatti per prima cosa collezionare carte animale, cercando di mettere insieme 2-3 animali dello stesso colore – continente e/o che condividano le stesse qualità, poi, con l’azione ‘esplorazione’ si vanno a collocare dadi su alcune caselle ‘caratteristiche’ ed infine, con la ‘pubblicazione’ si vanno a restituire i cubetti collocati, ottenendo punti.
Detta così, in sintesi, sembra di essere di fronte ad un tradizionale processo di conversione risorse, ma entrando nel gioco si verifica come invece l’attenzione sia focalizzata su aspetti più tipici dei puzzle game, richiedendo uno sforzo di massimizzazione delle singole azioni, facendo collimare adeguatamente colori e qualità delle singole carte.

LE SCELTE OPERATIVE
Nella fase di collezione della carte animale, così, si deve cercare di prelevare quelle che condividono il più possibile le medesime caratteristiche (in quanto nel punteggio finale è premiata la raccolta di ‘cubetti ricerca’ nei medesimi spazi), così come in quella di ‘pubblicazione’ si deve cercare di interessare il maggior numero di carte possibile, senza perdere cubetti per strada.
Questa è la parte del gioco che più ricorda i puzzle game e che darà soddisfazione ai fan del genere.
Meno significativa è invece, alla fine, la parte gestionale, in quanto è difficile costruire veri e propri motori produttivi, considerando pure che certe carte ‘personaggio’ forniscono bonus su determinati colori di animali, ma non è detto che poi questi escano con la frequenza desiderata (e non ci sono modi per ottenere un ‘refresh’ dell’offerta). Una sola è, coerentemente con ciò, la risorsa utilizzata (ossia il potere di incidere sul valore dei dadi).
Parimenti il minigioco dei dadi alla fine tende a premiare solo chi ottenga risultati elevati, senza che vi siano forme di compensazione per i tiri bassi, per cui direi che la sezione ‘economica’ del gioco resta decisamente in secondo piano.

ALTRI PARAMETRI DI ENCYLOPEDIA
Passando agli altri parametri che di solito prendiamo in considerazione, direi che l’interazione risulta bassa, limitandosi alla classica corsa a prelevare cose dall’offerta, senza che la logica di selezione dei dadi (che consente di prendere dadi ‘altrui’) porti alla fine penalità (anzi, ti danno un regalino …).
La scalabilità è discreta, in quanto le logiche di gioco restano identiche, ma l’offerta tende a diventare sempre meno ricca con il crescere dei giocanti ed i tempi di attesa (legati soprattutto alla azione di pubblicazione, nelle prime partite) crescono, per cui direi che forse il 2-3 giocatori sia preferibile.

CONCLUSIONI
Encyclopedia è un peso medio che punta a rappresentare una sorta di anello di congiunzione tra i gestionali (con drafting di dadi azione) ed i puzzle game.
La prima parte resta sullo sfondo, mentre l’attribuzione dei punti è legata appunto ad un attento ‘incastro’ tra le numerose diverse qualità degli animali che si vanno idealmente a studiare. Eccellente la componentistica, impreziosita da una grafica davvero azzeccata. Più soggettivo è il gradimento della miscela di meccaniche proposte (dipende da cosa cercate), ma tra i gamers dovrebbe trovare buona accoglienza (del resto su BGG è al momento un 7.7).
Ricordo che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e ringrazio l’editore per la copia di review concessa.
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