scritto da Chrys
Questo titolo è uno dei più interessanti usciti nel corso del 2015 ed è firmato Simone Luciani e Daniele Tascini (gli autori di Tzolk’in).
Reduce di un premio Archimede e dopo un parto travagliato è arrivato sugli scaffali ad inizio anno all’estero (edito da Hans im Glück), ma solo da pochissimo lo si trova nell’edizione completamente tradotta in italiano a cura di Giochi Uniti.
In questo gioco NON vestirete i panni di Marco Polo ma di una nutrita schiera di altri personaggi (tutti storicamente esistiti) che lungo quelle rotte hanno commerciato e viaggiato. Il tutto in un gestionale piuttosto cinghialoso e cerebralmente impegnativo. ^__^
LA SCATOLA ITALIANA
Esteticamente è in tutto e per tutto identica a quella tedesca/inglese con la sola eccezione di tutto il materiale cartaceo (manuale base, manuale degli effetti, riepiloghi di gioco e del turno) che sono, ovviamente, tutti in italiano. Le traduzioni sono fatte molto bene.
All’interno troviamo tanta, tantissima roba tra dadi, mazzi di carte, planca di gioco, tantissimi token, risorse di legno (cammelli, oro, seta e spezie), monete, schede personaggi, pagode in legno e plance dei giocatori… su quest’ultime spreco due parole perchè sono veramente belle, con spazi per tutto (monete a parte) e con sopra rappresentata una scrivania (i contratti chiusi vanno nel cassetto, le merci e i cammelli sul libro contabile, i contratti attivi aperti sulla sinistra, ecc.). I componenti sono eccellenti sia per grafica che per solidità.
COME SI GIOCA
Nel suo articolo di 10 mesi fa Agzaroth ha già provveduto a spiegare le regole in maniera eloquente, quindi per chi le vuole nel dettaglio vi rimando al suo vecchio articol (qui). Per chi non ha invece voglia di scendere troppo nel dettaglio a seguire avete una versione compatta ma sufficentemente esaustiva delle regole.
La plancia superiore rappresenta l’oriente dei racconti di Marco Polo, con numerose strade che collegano oasi (tappe internedie), città minori (che danno benefit ogni turno) e città maggiori (che danno accesso ad azioni aggiuntive). Le strade possono avere dei costi aggiuntivi in cammelli o denaro (le tratte di mare). La parte inferiore della plancia presenta le varie azioni fattibili durante il turno tramite il piazzamento dei propri dadi.
Alcune azioni richiedono un solo dado e altre ne richiedono due o tre… quando i benefici sono variabili, questi dipendono dal valore del dado giocato (nel caso di più dadi vale il valore più basso). Le azioni principali pemettono di ottenere denaro, di chiedere il favore del khan (ottenendo 2 cammelli ed una risorsa a scelta), ottenere merci e cammelli, spostarsi sulla mappa in cambio di denaro e acquisire contratti (richiedono delle merci e danno in cambio punti vittoria e/o altre merci e/o bonus vari).
Ad ogni turno i giocatori agiscono facendo un’azione principale a testa finché tutti hanno usato tutti i dadi… è anche possibile piazzare i dadi su uno spazio già occupato da un altro giocatore, ma per farlo si pagano tante monete quanto il valore del dado piazzato. Ad ogni turno è anche possibile effettuare una azione secondaria o più (spendere cammelli per ritirare i dadi o cambiarne il valore, ottenere 3 monete, spendere cammelli per un dado extra e completare contratti).Quando il nostro viaggiatore raggiunge una città, terminando lì il movimento, vi piazza subito un suo avamposto comerciale ricevendo così il bonus (città piccola) o potendo accedere a nuovi spazi in cui piazzare il dado.
A fine partita (dopo 5 turni) si calcolano i punti vittoria, aggiungendo dei punti bonus a chi è arrivato a Pechino e a chi ha completato più contratti.
CONSIDERAZIONI FINALI
Da quando ce l’ho tra le mani ho avuto modo di farci diverse partite in 3 e 4 giocatori, ed il gioco è sempre risultato interessante e profondo. Se non avete voglia di leggervi i pregi in dettaglio e siete pigri, ve la faccio facile qui… compratelo! ^^ Per i meno pigri vediamo assieme perché…
Una cosa che salta subito all’occhio è l’estrema rigiocabilità data dal fatto che non solo ad ogni partita cambierà l’ordine di uscita dei contratti ma soprattutto che in fase di set-up avremo una disposizione sempre diversa di bonus e di effetti/bonus associati alle città della mappa. Come se non bastasse gli effetti delle città principali sono solo 9 pescate da un mazzo di 30 (!!!). Inoltre anche i diversi personaggi usabili aggiungono rigiocabilità.
Parlando dei personaggi, salta immediatamente all’occhio l’estrema asimmetricità di questi che potrebbe far storcere il naso a qualcuno, anche perché a differenza di quanto avviene solitamente, sono tutti caratterizzati da poteri molto forti. Giocando vi renderete però presto conto che non solo sono ben bilanciati ma essendo fortemente impattanti influiscono e determinano la strategia al pari dei dadi o degli altri elementi in gioco. Questo fa anche giocare di nuovo con un personaggio diverso obblighi a rivedere completamente le strategie adottate precedentemente. ^__^
Altro grandissimo pregio è la complessità alta che come nei migliori giochi è completamente slegata dalla complicatezza delle regole: io ritengo infatti che i migliori giochi abbiano un regolamento semplice, spiegabile velocemente e assimilabile subito, ma una complessità di gioco alta per via delle possibili scelte ed interazioni tra gli elementi di gioco. Sulle Tracce di Marco Polo rientra a pieno diritto in questa categoria.
Infatti la semplicità delle regole vi permetterà di spiegarlo in 10-15 minuti, ma vi renderete presto conto di avere molte partite davanti prima di aver realmente esplorato tutte le possibilità di gioco. La semplicità della spiegazione è accentuata dal fatto che tutti gli elementi del gioco sono ambientati e le azioni fanno effettivamente quello che uno si aspetta che facciano, senza mille regolette ed eccezioni. 😀Passando un attimo all’estetica, cosa a cui io da buon grafico faccio attenzione, devo dire che l’illustratore ha fatto un ottimo lavoro. Premetto che amo molto le plance che si fingono un tavolo (come noterete questo simula un tavolo di legno con una mappa dell’oriente aperta e sotto una serie di elemeti (registro merci, lasciapassare del Khan, buste contratto aperte, sacchetto dei soldi, ecc) che contengono i relativi effetti di gioco. Sulle plance dei giocatori ho già detto sopra. Aggiungete poi alcune chicche come il fatto che la valuta da 1 e 5 monete è conio veneziano mentra quella da dieci è una moneta orientale. *__*
In definitiva la grafica è funzionale ma bellissima, rendendo questo gioco appettibile ed invogliante anche per chi se lo trova davanti: difficilmente gli amici ve lo rimbalzeranno perché poco invogliante (come spesso mi è successo ad esempio con Alta Tensione). 😉
Il target di giocatori a cui punta è comunque quello degli amanti di gestionali… se vivete solo di Dixit e Fantascatti questo gioco NON fa per voi. In compenso è quel tipo di gioco che può mettere facilmente assieme al tavolo hardcore dediti al culto del cinghiale e gamer dai gusti meno estremi. ^__^
La durata del gioco è assolutamente accettabile anche visto il genere e si attesta sui circa 25 minuti a persona, naturalmente a meno di avere amici affetti da paralisi di analisi (nel caso questo gioco potrebbe talvolta bloccarli, soprattutto quando le possibili scelte sono tantissime).
Chiudo col prezzo che viaggia sui 45 euro e che è assolutamente giustificato sia dalla qualità del gioco (e a me basta già), sia da quantità e qualità dei materiali che dal fatto che sicuremente lo ammortizzerete. 😀
Come al solito vi segnalo che potete anche trovarlo Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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