“Che cos’è un disegno?
Un’idea con intorno una linea.”
Bruno Bozzetto
Trovo particolarmente adatta la frase di Bozzetto utilizzata come ispirazione per questa recensione. Four Against Darkness è un gioco con una solida idea di fondo e ciò che otteniamo disegnando nelle sessioni di gioco sono proprio le molteplici rappresentazioni di quell’idea. Le nostre doti con una matita in mano passano in secondo piano, l’importante è l’immaginazione e ciò che sta dietro quell’insieme di linee che formano stanze e corridoi.
Con la nuova Expanded Edition pubblicata da MS Edizioni, il gioco compie ancora un passo avanti. Non si tratta semplicemente di una ristampa del manuale base, ma di una vera e propria riorganizzazione e ampliamento dei contenuti pubblicati nel corso degli anni, pensata sia per chi si avvicina per la prima volta al sistema sia per coloro che hanno già consumato matite e gomme in centinaia di dungeon.
La domanda quindi non è solo “com’è Four Against Darkness?”, ma soprattutto: questa nuova edizione vale l’aggiornamento per chi possiede già la precedente?
Componenti e primo approccio
La prima differenza rispetto alla vecchia edizione italiana è evidente appena si prende in mano il volume.
La Expanded Edition passa da circa 102 pagine in brossura a un manuale cartonato da 244 pagine, con rilegatura più solida e un’organizzazione decisamente più moderna. Il formato scelto rimane compatto, ma la sensazione al tavolo è quella di avere tra le mani un prodotto molto più corposo e definitivo.

Dal punto di vista grafico il salto è notevole. Le illustrazioni del manuale donano al gioco un’identità visiva più coerente e più vicina al fantasy old school oscuro e sporco che il sistema vuole evocare. Non siamo di fronte a un manuale patinato in stile D&D moderno: il bianco e nero resta dominante, ma viene sfruttato molto meglio rispetto al passato.
Anche l’impaginazione è stata ripensata. Tabelle, regole e riferimenti sono più facili da consultare durante la partita, e questo in un gioco che vive di continui rimandi al manuale è un miglioramento tutt’altro che secondario.
Cos’è Four Against Darkness?
Per chi non lo conoscesse, Four Against Darkness è un dungeon crawler procedurale giocabile in solitario o in cooperativa senza master.
I giocatori controllano un gruppo di quattro eroi che esplora un sotterraneo generato casualmente stanza dopo stanza. Ogni porta aperta, corridoio percorso o evento incontrato viene determinato da tabelle e lanci di dado. Il risultato è un’esperienza a metà strada tra librogame e gioco di ruolo old school. L’obiettivo principale non è raccontare una grande trama epica, ma sopravvivere, accumulare tesori, far crescere i personaggi e vedere fin dove riesce ad arrivare la compagnia.
È un gioco che riesce in qualcosa di raro: trasformare la generazione casuale in una forma di narrazione emergente.

Gli aspetti salienti dell’Expanded Edition
Venti classi nel manuale base
La precedente edizione offriva il nucleo classico del gioco. La Expanded Edition porta il totale a 20 classi, includendo diverse opzioni che in passato erano distribuite in supplementi o materiali successivi. Il manuale consiglia un gruppo con classi standard a chi si approccia al gioco per la prima volta. Ma, senza dubbio, è un bel vantaggio avere a disposizione in un solo manuale questa varietà di classi.

Il mondo di Norindaal entra nel gioco
La vecchia edizione era volutamente generica: un dungeon crawl fantasy quasi astratto. La Expanded Edition punta i riflettori su Norindaal, un’ambientazione ufficiale con mappa, riferimenti geografici e un minimo di contesto narrativo. Sia ben chiaro, non si parla di un’ambientazione dettagliata come Forgotten Realms. Norindaal serve soprattutto a dare un’identità comune alle avventure e ai futuri supplementi. Personalmente ho apprezzato questa scelta perché aggiunge un po’ di sapore senza tradire la natura leggera e modulare del sistema.

Caverne e grotte fungine
Un elemento che garantisce varietà nelle sessioni e dinamicità è l’introduzione di caverne e grotte fungine come alternative al dungeon classico. Non è solo un cambiamento estetico: cambiano anche tabelle, eventi e incontri. Inoltre le porte segrete acquistano finalmente un ruolo più interessante nella struttura dell’esplorazione. In questo modo i dungeon generati difficilmente tenderanno a ripetersi e questi cambi di setting offrono anche espedienti narrativi interessanti.
Regole chiarite e riorganizzate
Il lavoro di raccolta e organizzazione svolto per questa edizione ha coinvolto anche la parte meccanica e regolistica. L’Expanded Edition non rivoluziona il sistema, ma lo rende più chiaro e coerente. Non emergono dubbi nell’interpretazione delle regole ed è semplice e veloce orientarsi tra le varie tabelle e sezioni durante le sessioni di gioco. Anche durante le prime giocate il tempo di consultazione del manuale è decisamente ridotto e l’esperienza complessiva di gioco ne trae giovamento.
Le meccaniche
Non mi dilungherò nelle spiegazioni delle regole, in quanto credo che la maggior parte di voi giocatori sappia già tutto quello che c’è da sapere. Il cuore del gioco anche nella Expanded Edition resta invariato.
L’esplorazione del dungeon si svolge tirando 2d6, che servono per generare una nuova area del dungeon. Mostri, eventi e trappole vengono determinati proceduralmente confrontando i risultati dei dadi con apposite tabelle
I combattimenti sono rapidi, ogni personaggio dispone di abilità differenti che il giocatore deve riuscire a far emergere duranti gli scontri. Si deve far attenzione alla posizione dei personaggi, al loro equipaggiamento, alla abilità in mischia o a distanza, alla capacità di incassare colpi e via dicendo. Nel corso del combattimento si effettuano tiri per colpire e tiri per difendersi, non essendoci un master non vengono mai effettuati tiri “diretti” per i nemici.

Man mano che i personaggi attraversano i dungeon e risolvono quest, guadagnano livelli, oggetti magici ed equipaggiamenti da poter utilizzare.
Le due avventure incluse
La Expanded Edition include due avventure complete: Razzia nel dungeon dei goblin e I vermi del sottosuolo. La prima utilizza la generazione procedurale classica con tabelle dedicate a goblin, eventi e tesori. La seconda, ambientata nelle rovine di Castel Marrath, mescola mappa pregenerata e moduli speciali, aggiungendo anche nuovi incantesimi, oggetti magici e nemici.
Sono contenuti molto più interessanti del semplice dungeon introduttivo della vecchia edizione e mostrano meglio le potenzialità del sistema. La seconda avventura inoltre dona ai giocatori anche spunti narrativi interessanti come le descrizioni dei nobili che popolano il castello.
Solitario o cooperativo?
Four Against Darkness continua a essere uno dei migliori esempi di gioco che funziona davvero in entrambe le modalità. In solitario è quasi terapeutico. Disegnare il dungeon, lanciare i dadi, prendere decisioni e vedere la compagnia sopravvivere per un’altra stanza ha qualcosa di profondamente rilassante.

In modalità cooperativa funziona come un puzzle condiviso. I giocatori discutono le scelte tattiche e gestiscono insieme il gruppo. Inoltre l’Expanded Edition aggiunge anche alcuni suggerimenti più espliciti su come interpretare i personaggi e dare un taglio maggiormente ruolistico alla partita. Per il mio modo di giocare trovo che la parte narrativa/ruolistica sia fondamentale nelle sessioni di Four Against Darkness.
Considerazioni personali
Four Against Darkness mi ha sempre affascinato perché riesce a catturare l’essenza dell’avventura fantasy con una quantità minima di componenti. L’Expanded Edition rappresenta probabilmente il punto d’ingresso migliore mai esistito per questo sistema. Non è una rivoluzione, ma una evoluzione intelligente: prende un gioco brillante e lo rende più completo, più leggibile, più vario e più accogliente.
Credo che questo titolo sia perfetto per giocatori solitari alla ricerca di una esperienza di dungeon crawler. Inoltre Four Against Darkness è ottimo anche per gli amanti dell’old school e per i gruppi che cercano qualcosa per divertirsi qualche sera senza preparazione. Invece non lo consiglierei sicuramente a quei giocatori che prediligono l’interpretazione e la narrazione, che amano sessioni di gioco introspettive e profonde. Allo stesso modo lo sconsiglierei a chi ama cesellare il proprio personaggio spulciando una gran mole di regole e opzioni, oppure a chi ama avventure e scontri basati su tattica e strategia.

Per i nuovi giocatori è la scelta obbligata. Per i veterani è un upgrade che punta più alla qualità dell’esperienza che alla quantità di regole inedite. E forse è proprio questo il suo merito più grande: ricordare che, a volte, per vivere un’avventura fantasy memorabile non servono miniature, app companion o campagne da cento ore.
Bastano quattro eroi, un foglio a quadretti e il coraggio di aprire un’altra porta nel buio.
Si ringrazia MS Edizioni per la copia review.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it