Fabio (Pinco11)
L’ANNO DEL CINGHIALE – premessa
Chi segue l’oroscopo cinese sa che ad ogni anno corrisponde un animale, con il loro ordine che idealmente rispetta la classifica del loro arrivo in una ideale corsa alla quale essi parteciparono per andare a salutare il Buddha. Tra i fun fact della storia c’è il motivo della assenza del gatto, che non intervenne in quando avvisato dal topo che la gara avrebbe avuto luogo il giorno seguente.
Nulla si dice, però del cinghiale, animale elettivo degli amanti dei gestionali di peso 😉
Parto da questa premessa simpatica per dire che, elenco dei giochi usciti alla mano, la stagione ludica 2022-23 risulta ai miei occhi in assoluto una delle migliori per quantità e qualità media dei titoli usciti appartenenti alla categoria in questione (titoli gestionali di peso medio intorno o superiore al 3, se vogliamo semplificare).
Per dimostrare questa tesi, passerò in rassegna le uscite dell’annata, inserendo tra di esse anche le localizzazioni, che aumentano la massa critica dei titoli (visto che alcune uscite della stagione precedente son arrivate da noi quest’anno) tra i quali gli appassionati del settore hanno il classico imbarazzo della scelta.

I CINGHIALI ALLO SPIEL
Tradizionalmente gli amanti del genere sono tra gli appassionati che maggiormente ‘studiano’ le uscite della fiera prima di essa, approfondendo la lettura di regolamenti ed annunci stampa alla ricerca dei titoli da inserire nelle wishlist. La conseguenza è che nelle classifiche dei giochi più attesi normalmente c’è una densità altissima di titoli di peso ed a questo giro (Essen 2022) scorrendo i top 25 della classifica di Tabletop Together, trovavo ben 16 giochi catalogati su BGG come di difficoltà superiore al 3.0.
Alcuni di essi si sono poi in qualche modo persi per strada, ma vediamo l’elenco:
Woodcraft
Revive
Starship Captains
Tiletum
Lacrimosa
Atiwa
GWT : Argentina
Autobahn
Terracotta Army
Sabika
Endless Winter
Deal with the Devil
Discordia
Hamlet
Skymines
Planet B
Se togliamo GWT Argentina e Skymines (che considero solo reimplementazioni), abbiamo già 14 titoli di cui parlare.

LE USCITE SUCCESSIVE O NON TOP WISHLIST
Dopo Essen (o comunque che ad Essen erano presenti solo in demo o non erano nella top 25 degli attesi) grosso modo (non ho la pretesa di essere preciso, perchè sono solo alla ricerca di titoli da mettere in elenco) di rilievo escono diverse cosette, tra le quali annoto altri 13 titoli (cinghiali o ‘selvatici’):
Ierusalem Anno Domini
Darwin’s Journey
Cangaceiros
Earth (sotto al 3.0, ma di poco)
Compagnia delle Indie (sotto al 3.0, ma di poco)
Mosaic
Oak
Horseless Carriage
Pampero
Oathsworn
Crescent Moon
Marrakech
Viandanti a sud del Tigri

CINGHIALI IN ITALIANO : LE LOCALIZZAZIONI TARDIVE
Della stagione precedente aggiungo poi i titoli che da noi sono arrivati ora, grazie a localizzazioni (altri 3), come:
Carnegie
Ciarcadians: Chaos Order
Bitoku
Arrivo, quindi, ad un totale di oltre 30 titoli di cui parlare, poco più della metà dei quali ho avuto modo di provare, valutandoli comunque positivamente (altrimenti non li avrei inseriti in lista). Se ci aggiungiamo che di quelli mancanti circa una decina li ho nell’elenco di quelli da comprare o almeno provare, arriviamo ad oltre venti titoli che considero comunque di rilievo agli occhi di un amante del cinghiale.
Scusate se è poco… Soprattutto considerando che in certe stagioni arrivavo all’estate assetato di novità, perchè di titoli ‘da tenere’ della stagione appena conclusa ne avevo davvero pochi.

LA FASCIA “A” – CINGHIALI GIOCATI E PIACIUTI
Ora mi addentro nel campo del soggettivo più spinto, ossia dei cinghiali che A ME sono piaciuti di più e che mi hanno lasciato una voglia di riprovarli, tanto che se mi chiedeste di vederci stasera e intavolarli, vi direi subito di si. Vado in ordine sparso, quindi non date all’ordine di comparizione nessun peso specifico 🙂
DARWIN’S JOURNEY. Compare per primo perchè è quello che ho giocato la sera prima di scrivere questo articolo. Dalla coppia Mangone – Luciani rappresenta una evoluzione dell’idea di crescita in percorsi ‘carriera’ vista in Newton, con dentro una bella idea di miglioramento delle capacità azione dei singoli omini. Range di azioni che va ad aumentare durante la partita e rotelle oliate come un orologio. Sicuramente da tenere per il futuro. Evoluzionistico.
BITOKU. Fu uno dei top attesi del 2021 e se ne parlò poi non moltissimo, complice anche la disponibilità tardiva sul mercato. A prima vista poi mi disorientava per la grafica coloratissima, ma messo sul tavolo ha fatto la sua figura ed è risultato giocabilissimo. Millemila tessere da combinare, dadi che non si rollano e spazi azione da pestarsi i piedi amabilmente. Caleidoscopico.
CARNEGIE. Il tema di fondo, che è quello di assemblare gli impiegati di una azienda, non è dei più attraenti, ma il cuore pulsante del gioco è solidissimo. Azioni di base poche, ma strade da percorrere numerose. Mappa, scheda azioni da costruirsi, motori produttivi da sviluppare, c’è tutto per accattivare il cultore del selvatico. Aziendale.
EARTH. Una sorta di versione limata, semplificata e linearizzata di titoli come Ark Nova e Terraforming Mars. Sta di poco sotto al 3.0 ed infatti alla prima partita l’ho chiuso in poco più di un’oretta in quattro. Solo 4 azioni con effetti per tutti alla Puerto Rico, ha zero tempi di attesa e cascate di effetti. Quasi assente l’interazione, la partita vola via che è un piacere e ti fermi solo quando qualcuno riflette quei dieci secondi in più. Comboso.
WOODCFRAFT. Un Suchy decisamente ben riuscito a base di gestione (e taglio) dadi. Da ritagliare e riprovare ripetutamente (ed è un bel complimento).
REVIVE. Mappa ad esagononi. Esplora. Gestisci azioni. Costruisci edifici di tre tipi diversi. Terramysticheggiante ma con un tocco personale alla Ostby – Svensson (Santa Maria, Trails of Tucana, Magnificent)
VIANDANTI A SUD DEL TIGRI. Eccoci ad avviare la nuova trilogia di Phillips – Mc Donald. Carte personaggio e luogo in quantità. Obiettivi da soddisfare, un percorso centrale in cui avanzare. Una bella tonnellata di iconcine. La solita grafica e logica di fondo che rassicura i fan della serie.

LA FASCIA “B” – QUELLI CHE HANNO QUEL QUALCOSA
Qui ci inserisco i cinghiali che, pur non avendomi stregato in assoluto, secondo me hanno quel qualchecosa per renderli interessanti. Nella scelta sul ‘cosa giocare’ non li metteri tra i primi che intavolerei, ma anche qui non disdegnerei di proporli.
IERUSALEM ANNO DOMINI. Rimasi interdetto per il tema di fondo prescelto, che è la rievocazione dell’ultima cena, ma ammetto che è stato declinato dall’autrice (teologa) in modo assolutamente rispettoso e pertinente. Detto questo sull’impianto di un selezione azioni classicheggiante, con risorse e pizzichi di deck building, ci sono elementi di piazzamento ed altri di interazione anche quasi diretta (facciamo cambio di posto ?) che lo rendono una piacevole sorpresa. Messianico.
HAMLET. Grafica anche qui coloratissima ed icone non gigantesche me lo hanno fatto scendere in fascia B. Resta però un titolo che ricorda alcune logiche di Keyflower che, onestamente, non vedevo da tempo reimplementate. Village People.
DISCORDIA. Classicoso nella grafica e nelle logiche di fondo, sorprende per la logica di liberare spazi per vincere. Meno scontato di quanto possa apparire e poco conosciuto, è però frutto dell’inventiva di un artigiano come Eisenstein. Romanico.
SABIKA. Uno dei favoriti di un paio di miei commensali, propone uno studio ben riuscito a tema ‘rotelle concentriche’. Rondellante.
ATIWA. Rosenberg in versione ‘a questo giro ne faccio uno bello’. La struttura di fondo è tipica dell’autore, quindi si va sul sicuro e la declinazione propone quel qualcosa di abbastanza diverso da non essere un doppione. Ci rigiocherei anche stasera, ma non lo terrei (comunque non lo ho comprato io, per cui il problema non si pone). Rosemberghiano
LACRIMOSA. Gestione carte che si inserisce nel filore di titoli come Newton, Rokoko o Zhanguo. Interessante e dotato di una ambientazione peculiare.

FASCIA “C” – I CINGHIALI IN WISHLIST
CIRCARDIANS CHAOS ORDER. Si propone come un nuovo Scythe (scusate se è poco) con il sui intreccio tra esagoni, gestione e scifi. Sarà distribuito in Italia dallo stesso coautore che vive in Toscana. Ne sono fortemente ingolosito. Fantascientifico (nel frattempo lo ho ordinato)
MARRAKECH. Feld allo stato puro. Millemila trippolini, sezioni e tesserine. Non lo presi ad Essen disincentivato dall’accoppiata prezzo / editore (Queen) e dalla presenza di una torre che mi ricordava Amerigo. Ho poi letto il manuale e sono qui ad attendere che sia disponibile in retail. Insalatoso. (nel frattempo lo ho ordinato)
WEATHER MACHINE. Vale quanto detto per Marrakech, traslato su Lacerda. Pare che anche per fare l’ordine si debba predisporre un bonifico in dieci comodi passaggi, come fosse un sottogioco, giusto per rimanere in tema. Un giorno lo avevo quasi messo nel carrello della spesa, poi mi sono rinvenuto pensando che sono più di 150 euro, con probabilità elevate di farci una partita e poi di non riuscire a riproporlo ai miei commensali.
COMPAGNIA DELLE INDIE. Uscito or ora con Giochi Uniti. Ne so poco ed ho idea che possa anche stare sotto al 3.0 di difficoltà, ma lo segno intanto per ricordarmelo 🙂
STARSHIP CAPTAINS. CGE. Gestionale. Tema Star Trek (senza pagare i diritti). Stuzzica l’attenzione, anche se è rimasto relativamente nascosto nel tamtam di internet.
AUTOBAHN. Mangone e Lopiano. Già questo basterebbe per renderlo interessante. Peccato per la grafica che fa tanto ‘Funkenschlag‘, altrimenti sarebbe già finito in saccoccia, ma non tarderà ad arrivarci 🙂

FASCIA “D” – CINGHIALI OGGETTIVAMENTE INTERESSANTI, MA PROBABILMENTE NON PER ME 😉
CRESCENT MOON. Osprey Games, gente che i gestionali li sa fare. Esagoni vari, risorse, 3.52 di voto medio. Qualcosa però per me non clicca ed aspetto che qualcun altro me lo proponga. Desertico.
HORSELESS CARRIAGE. Splotter. Con tutto ciò che di positivo (idee nuove, spietato, ben studiato) e di negativo (materiali, snob, spietato) che ne consegue. Non Misericordioso.
OATHSWORN. Leggo tra le caratteristiche ‘narrativo’ e ‘cooperativo’ e passo. Per gli amanti delle due categorie può essere però un vero must. Non pervenuto.
PAMPERO. Ne parlano benissimo e dovrebbe essere un titolo che fa per me. Deck, bag e pool bulding. Gestionale. Un voto alto su BGG. 3.83 di voto medio. Non capisco neppure io perchè non è in fascia C. Forse aspetto che lo comprino Sergio o il Berna … Risparmioso.
MOSAIC. Chi me ne ha parlato è entusiasta e mi sembra fosse disponibile anche in versioni deluxe da oreficeria. Gioco di civilizzazione, categoria alla quale appartiene Through the Ages, uno dei miei all time favorites tra i cinghiali. Vale il discorso, probabilmente, di Pampero. Civilizzante.
CANGACEIROS. Pestrin. Ergo Ludo. Una ambientazione che i ricorda Mister No e Litfiba. Non so perchè non mi è ancora cliccato l’acquisto compulsivo. Qui però delle chance di passare in “c” ci sono. Mi riservo di approfondire il manuale … Banditesco
PLANET B. E’ un Hans im Gluck, quindi merita attenzione. Però costava caruccio, è dipendente dalla lingua ed ha una ambientazione poco attraente (sci – fi umoristico, impersoni un governatore corrotto) ed alla fine gode di un 7.2 su BGG, quindi è uscito dal mio orizzonte
TILETUM. Riprova definitiva di quanto questa mia lista sia soggettiva. Di solito solo un fan dell’autore, ma a questo giro proprio non mi è cliccata la passione, nonostante i pareri entusiasti dei miei compari di cordata, che infatti si sono tenuti la scatola approfittando del mio sgradimento 🙂
ENDLESS WINTER. E’ in un sacco di liste di amanti del gestionale made in USA. Ne so però poco ..
DEAL WITH THE DEVIL. Ne so ancora meno e non ha goduto di grande accoglienza ..
TERRACOTTA ARMY. Ben ambientato, con logiche di piazzamento in un griglione centrale. Si sgomita e si fatica per trovare ogni volta l’incastro giusto. Cinese.

QUINDI ?
Bene, avete letto la lista e se vi sforzate un attimo so che potrete trovare altri titoli da aggiungere. Io stesso so di averne reperiti almeno due o tre mentre spippolavo su internet e di essermi dimenticato il nome (che avrei altrimenti inserito).
Ditemi, quindi, dopo che vi ho indicato almeno una trentina di giochi grosso modo di un certo peso o almeno col sapore di selvatico (si va dalla lepre al cinghiale vero e proprio, lo riconosco, ma sempre di selvaggina si parla) se il valore medio dell’annata non sia di quelle eccellenti.
A mio parere a questo giro siamo davvero di fronte ad un raccolto d’eccellenza, di quelli che ci puoi mettere addirittura due o tre anni a consumarli, dedicandoti con calma ad approfondire i giochi che emergono di volta in volta come più meritevoli.
Voi, che ne dite? E quali cinghiali ho lasciato colpevolmente fuori dall’elenco? .. dai che arriviamo a 40!!!
Unico effetto collaterale, forse, è che la prossima stagione difficilmente potrà essere all’altezza di questa 🙂
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