Fabio (Pinco11)
INVENTORS OF THE SOUTH TIGRIS – RECENSIONE
Eccoci arrivati, con Inventors (per 1-4 giocatori, 90-120′, 12+), al termine dell’ennesima trilogia di gestionali proposta dal prolifico Shem Phillips (in coppia con S J Macdonald) e la sua Garphill Games (con disegni di Mihajlo Dimitrievski), concludendo così il ciclo dei titoli ambientati nel IX secolo A.C.
Il coefficiente di difficoltà è stavolta andato crescendo in modo significativo, passando dal 3.81 di Wayfarers – Viandanti al 4.09 di Scholars – Studiosi, per giungere al 4.36 di Inventors, coefficiente (sempre frutto dei voti degli utenti di BGG) che lo pone non granchè lontano dal 4.58 di un Lisboa, per capirci.

INVENTORS IN POCO
Vado qui davvero per estrema sintesi dicendo che al proprio turno è possibile scegliere, qui, tra diverse opzioni, giocando uno dei propri ‘lavoratori’, oppure una combinazione di dadi, oppure ancora una ‘tenda’. Ogni opzione porta con se regole e restrizioni e propone, oltre alla possibilità di acquisire una delle numerose categorie di risorse, anche quella di interagire con la realizzazione di invenzioni, le quali richiedono, prima di essere completate, il passaggio tra tre diversi step (ideazione, assemblaggio del prototipo e costruzione), che possono essere realizzati da diversi giocatori.
E’ presente una sezione ‘influenza’, che serve sia ai fini di un gioco di maggioranze, sia quale risorsa di gioco e sono presenti, sia in mappa che nelle schede giocatori, diversi sotto giochi, così da donare al tutto uno spessore davvero significativo.
Chiudo dicendo che la partita si può articolare in 3 o 4 macro turni, a seconda delle scelte dei giocatori.

COME SI PRESENTA INVENTORS
A livello di materiali direi che siamo nello standard, piuttosto elevato, proposto dalla Garphill da anni. Vi potete quindi aspettare una scatola compatta, piena zeppa di materiali e con pochissima ‘aria’, una quantità di componenti in legno sagomati, nonchè manciate di dadi. La grafica è sempre d’impatto, con le matite affidate al talentuoso Mico (al quale potreste anche, però, esservi nel tempo più che abituati).
L’ambientazione è di quelle cosmetiche, ma gradevole e resa dalle illustrazioni.
DIFFICOLTA?
Il primo caveat che vi devo proporre è quello che siamo di fronte, per distacco, all’opera più cinghialosa proposta dalla coppia di autori. Prima della trilogia del Tigri, infatti, il più complesso prodotto del duo era Paladini, con un coefficiente di 3.72, che qui è stato assolutamente sbriciolato arrivando a valori che fanno percepire Inventors come più difficile rispetto ad alcuni Lacerda (per esempio, The Gallerist, è ‘solo’ un 4.22).

Il secondo avviso è che, per contro, chi ha giocato ai primi due titoli può godere della familiarità che deriva dall’aver già visto al loro interno alcune delle idee qui proposte, come, per esempio, l’influenza delle gilde o i vari step necessari per completare una invenzione (che ricordano le traduzioni di ‘Studiosi’).
Direi che, quindi, se è il vostro primo ‘Tigri’, l’approccio deve essere quello di un cinghiale a tutto tondo, con un’oretta di spiegazione introduttiva e con diverse regole, sottoregole e sottogiochi da capire. Altrimenti, un pelo di attenzione ed una certa disponibilità di tempo per la serata è sicuramente necessaria.
COME GIRA INVENTORS
Il gioco gode al momento di un validissimo 7.9 di voto medio su BGG, cosa che rende l’idea di come Inventors sia sicuramente più che meritevole e senza dubbio una delle uscite di spicco dell’annata, nell’ambito dei cinghiali.
Di cose da tenere in considerazione ce ne sono davvero tante e si deve riconosce come il tutto giri bene, dando la chiara idea di come il tutto sia stato adeguatamente studiato e bilanciato, legando le varie sezioni di tabellone e schede personali tra loro.

Una delle peculiarità è poi quella delle risorse, che sono state declinate qui in modo intelligente e vario. Accanto a quelle classiche (monete), abbiamo qui infatti l’influenza, ma anche sei diversi gettoni ‘artigiani’, che vengono utilizzati (e girati) e poi riattivati, intorno ai quali è stato costruito un sotto gioco legato alla loro crescita personale.
Lo stesso teorico punto centrale, ossia le invenzioni, è oggetto di un apposito sotto gioco, accessibile, per altro solo fruendo di specifici e limitati spazi nelle proprie schede.
SOTTOGIOCHI ..
Di essi ne abbiamo davvero per tutti i gusti ed i dettagli, in ciascuno di essi, tendono a fare la differenza. Abbiamo, per esempio, la proposta della costruzione di motori produttivi, sotto forma di tessere da piazzare nella propria scheda per costruire catene di effetti prodotti. Abbiamo poi i dadi multicolori, che possono essere sacrificati per avanzare nel percorso delle navi (altro sotto gioco ..), ma che tornano utili per diverse azioni specifiche.
Al loro fianco ecco poi gli ‘asterischi’ influenza, che a fine partita possono dare bei puntazzi per maggioranza, ma che si spendono come se non ci fosse un domani durante la partita. Gli stessi lavoratori classici, pur in presenza di diversi spazi ‘azione’ tradizionali, tendono a passare in secondo piano.
La mole di cose da gestire dona sicuramente al piatto una consistenza davvero ben percepibile, con una certa tendenza al surriscaldamento delle CPU dei presenti.

SENSAZIONI
“Bello, bello”, mi hanno detto alcuni dei compari di gioco. “Forse un pelo troppo complesso”, altri.
Questa la sintesi estrema dei pareri che ho raccolto. In definitiva Inventors può essere una sorta di amore a prima vista per la quantità e varietà di cose da fare che propore. Nel contempo la gran quantità di particolari che emergono ad ogni passaggio è un qualcosa che nella linea della Garphill non si era mai vista sino a Scholars e che qui è ancora più estremizzata.
Stiamo andando, quindi, nel barocco – lacerdiano, per capirci. Per alcuni la cosa può rappresentare una illuminazione. Per altri no. Partite da qui per capire, quindi, se possiate essere o meno il pubblico adatto per gradire appieno questa proposta culinaria.

CONCLUSIONI
Inventors conclude la trilogia del Tigri con il botto, rappresentando l’apice, a livello di difficoltà (percepita in 4.36!) della produzione dell’editore. Profondo e complesso, è un gestionale che può dare gran soddisfazione. Nel contempo, richiede un bel livello di applicazione e porta con se anche qualche ‘complicazione’ meno elegante. Nel valutare quale sia il livello di hype che Inventors rappresenta per voi, quindi, dovete quindi chiedervi se siete pronti (e se vi sembra il caso) a fare un ulteriore step dopo aver giocato a Scholars – Studiosi
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