Fabio (Pinco11)
TERMINUS PRIME IMPRESSIONI
Terminus, ideato dal duo Aspiras – Volpe (esordienti) e prodotto dalla Inside Up Games (per 1-5 giocatori, tempo a partita dai 90′ ai 180′, 14+), con versione italiana recentemente proposta da Giochix, è un gestionale incentrato su un meccanismo di selezione azioni a rondella e su logiche di costruzione reti.
In esso ci troviamo ad impersonare dei responsabili della costruzione di linee della metropolitana, in competizione tra loro per dar vita ai percorsi più redditizi e più coerenti con le richieste della committenza.
Il livello di difficoltà complessivo è tale da renderlo un cinghiale di piccola taglia, con una complessità stimata dagli utenti di BGG in 3.69, quindi poco sotto, per capirci, un Brass Birmingham (3.87).

TERMINUS IN POCO
L’idea di base è sufficientemente semplice, in quanto al proprio turno il giocatore deve scegliere liberamente di quanti passi muoversi all’interno della ‘rondella’ a 6 spicchi delle azioni, svolgendo, nello ‘spicchio’ di arrivo, una delle azioni ivi consentite. Una parte di esse vertono sull’approvvigionamento di risorse (energia, autorizzazioni e blueprints, oltre ai binari), mentre le altre consentono di costruire porzioni delle proprie reti, piazzare stazioni e/o creare ‘hub‘, interagire con gli obiettivi e costruire quelli che ho definito nelle mie spiegazioni come ‘edifici’ (sviluppi), i quali consentono di svolgere doversi tipi di azioni quando si termina sul corrispondente spicchio.

La partita si articola in tre ‘anni’, in ciascuno dei quali i giocatori ricevono una rendita iniziale da spendere e potranno svolgere azioni fino a compiere tre giri completi della rondella.
A fine partita si calcolano i punti, in larga parte legati agli obiettivi raggiunti, così come ad alcuni parametri ulteriori.
COME SI PRESENTA TERMINUS
La presenza sul tavolo del gioco non rappresenta, a mio modesto parere, il suo punto di forza, rientrando i materiali, nel complesso, nel contesto di un classico ‘adatti allo scopo’. Ciò però è frutto di una sorta di media tra i binari in legno, che sono di buona dimensione e colorati il giusto per garantire un bel colpo d’occhio a partita avanzata e la grafica prescelta per le tessere ‘sviluppo-edificio’ e per le icone, che non è troppo ispirata.

A livello pratico, comunque, preciso che tutti i materiali il loro lavoro lo svolgono adeguatamente, visto che già verso metà della primissima partita tutti i giocatori, in genere, arrivano a metabolizzare i significati delle icone, per cui le mie doglianze sono solo generali e di gusto.
L’ambientazione, infine, risulta abbastanza sentita, come è tipico dei titoli dedicati alla costruzione reti, vista l’attinenza delle cose che si fanno con la logica di fondo prescelta (di dar vita a reti ferroviarie o simili).
PRIMISSIME SENSAZIONI
Terminus, come ho premesso, è in radice un piccolo cinghiale, per cui un certo livello di complessità corrispondente. Soccorre, nella fase di spiegazione delle regole a chi al tavolo sia alla prima partita, il fatto di godere di una struttura di base piuttosto lineare e di proporre una scelta delle azioni basata sul movimento su di una classica rondella ma, nel contempo, il fatto che ogni spicchio consenta di svolgere più azioni crea una buona dose di imbarazzi.

Nel contempo la distribuzione delle cose che si possono fare è stata idoneamente studiata per non consentire di muoversi di un passo alla volta (altrimenti nel corso della partita ognuno svolgerebbe 54 azioni!), costringendo i giocatori a svolgere compromessi tra il desiderio di muoversi il più lentamente possibile (+ azioni) ed il raggiungere più rapidamente degli altri determinati obiettivi e/o occupare spazio sulla mappa.
Le prime sensazioni che il tutto restituisce sono quelle di un livello di complessità significativo, soprattutto se si considera che intorno al tabellone si assiepano una manata di carte obiettivo, tessere miglioramento e tessere sviluppo (edifici), i cui significati, ad inizio partita, non possono essere nemmeno lontanamente chiari a chi si confronti per la prima volta con il gioco.

PROCEDENDO ..
Mano a mano che si procede, però, si comprende come la difficoltà inizialmente percepita sia in realtà sovrastimata, in quanto tutto, un poco per volta, può essere ricondotto ad unità. Le 15 tessere sviluppo, per esempio, le quali consentono di aprirsi a nuove azioni, che però in buona parte rappresentano solo versioni più potenti delle azioni base e solo alcune di esse offrono effetti realmente complessi.
Nel contempo, per quanto gli obiettivi comuni offrano solo spazi limitati, potendosi aprire una piccola corsa per occuparli, nel contempo privano i giocatori dei meeple utilizzati allo scopo, per cui vi sono anche incentivi ad occuparsi di quel settore solo in una fase più avanzata del gioco.
In sintesi già ad esito della prima partita si riesce normalmente a raggiungere una comprensione del gioco assai significativa, facendolo rimanere nel campo dei titoli di peso e di buon spessore, ma senza cadere in inutili complicazioni od in sotto regole barocche.

PARAMETRI VARI
L’interazione in Terminus risulta abbastanza sentita, sia nel tabellone, dove in bene o male nello stendere i propri binari si tolgono opzioni agli avversari, sia nella corsa agli obiettivi comuni. Parimenti vi sono anche forme di interazione indiretta, legata all’approvvigionamento di risorse, il cui costo sale al diminuire della loro disponibilità sul mercato, per cui di sovente si è costretti a studiare il timing delle proprie iniziative, per poter acquistare a prezzi accettabili (tenendo conto che nei primi due ‘anni’ le monete sono risorsa veramente limitata).

La scalabilità è buona, grazie al tabellone double face, ma le versioni migliori probabilmente sono quelle a 3-4 giocatori, dove la presenza di più persona al tavolo vivacizza il gameplay il giusto. In due forse si perde qualcosa in termini di interazione, mentre in 5 si può avere la sensazione come di essere in troppi nella stessa cabina dell’ascensore (il solo play non lo ho provato, in quanto non nelle mie corde).
L’ACCOGLIENZA RISERVATA A TERMINUS
Propongo questo piccolo paragrafo dedicandolo agli amici che, quando leggono di un titolo, vanno subito a vedere quanto ha su BGG. Lo faccio perché Terminus gode, mentre scrivo, di un assai risicato 7.2, voto che a mio parere non rispecchia minimamente il suo valore.
A mio parere il gioco è infatti ben strutturato ed offre un buon spessore e complessità, senza cadere nella tentazione (che i più cattivi imputano, per esempio, a diversi titoli di Lacerda) di inserire regolette fini a se stesse. Qui, se amate i giochi a base di reti e la gestione azioni a rondella, sarete nel vostro habitat naturale e non rimarrete delusi.

La grafica, probabilmente, non è suo il punto forte, ma so anche che gli amici gamers non si focalizzano mai troppo su questo aspetto, prediligendo piuttosto titoli che assicurino un buon colpo d’occhio.
In definitiva, invito i potenziali interessati (per meccaniche, difficoltà e logiche di fondo) a riservargli maggiore attenzione rispetto al voto secco di cui gode su BGG, perché Terminus la merita.
CONCLUSIONI
Terminus è un valido gestionale incentrato su logiche di costruzioni reti (metropolitana) e selezione azioni su rondella azioni, il tutto condito da diverse idee utili a donargli profondità e spessore.
Si ringrazia l’editore italiano (Giochix) per la copia di review concessa.
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