STUDIOSI A SUD DEL TIGRI – PRIME IMPRESSIONI
Stesso team creativo (Macdonald – Phillips), stesso editore (Garphill e per l’Italia Fever Games), stesso illustratore (Mihajlo Dimitrievski) sono riuniti per Studiosi a Sud del Tigri, secondo capitolo della trilogia che segue quella del Regno Occidentale, ma una esperienza di gioco, lo anticipo, decisamente peculiare per un titolo che mi ha restituito, sin dalla prima partita, eccellenti sensazioni.
Il mio disclaimer l’ho fatto, quindi non vi lascio, stavolta, nessuna dubbio sul fatto che leggerete una recensione positiva e passo a dirvi che siamo di fronte ad un cinghiale setoloso, come confermano del resto già i numeri, che lo vedono adatto per 1-4 giocatori e 12+, ma soprattutto che parlano di 60-90′ (ottimisti!!) a partita e di una difficoltà percepita di 3.95/5, che lo rende il titolo più di spessore ideato dal buon Shem, di poco sopra a Viandanti (3.81) e Paladini (3.72) ed una spanna più di Visconti (3.46).
Sullo sfondo abbiamo l’obiettivo di darci alla traduzione di pergamene tra le diverse lingue diffuse nell’area geografica in questione, ma per il resto l’esperienza è quella di un bel pranzone simil natalizio a base di carne ben speziata. Target? Utenti esperti.

STUDIOSI IN POCO
Vado qui per gran sintesi, rinviando al manuale per chi volesse approfondire. L’idea è quella che al proprio turno il giocatore svolga una delle sole quattro azioni disponibili, sfruttando allo scopo dadi colorati e lavoratori, che devono essere scelti e combinati al meglio per ottenere effetti il più potenti possibile. Tra le cose da fare segnalo l’acquisizione di risorse e pergamene, il progresso in sei appositi tracciati ricerca, la traduzione delle pergamene stesse (acquisendo così anche obiettivi) e la dinamica di interazione con i personaggi, ovvero gli interpreti – studiosi che fungono da protagonisti.
I vari settori sono interconnessi tra loro e la sfida è quella di riuscire a bilanciare gli sforzi compiuti per la costruzione di un motore produttivo, con la classica corsa a far punti, il tutto tenendo presenti le logiche proprie dei vari ‘sottogiochi’ proposti.

COME SI PRESENTA STUDIOSI
La (e di conseguenza la Fever per l’Italia) ha una propria impostazione editoriale, che è in tutto mantenuta anche in questo caso. A meno che non vi risulti sgradito il buon The Mico, la grafica è come sempre ispirata e la iconografia si memorizza (soprattutto se avete già giocato qualcosa della casa) rapidamente, per cui il gioco, messo sul tavolo, ha la sua ergonomia e fa la sua bella figura (ancor di più se riutilizzerete le monete metalliche, una delle due risorse presenti, che potreste aver acquisito in una delle precedenti uscite della serie). Eccellente anche il rapporto qualità prezzo, visto che Studiosi si mantiene entro i 50 euro, cosa che lo pone ai limiti bassi di costo della categoria.
L’ambientazione, infine, per quanto resti in buona parte cosmetica, risulta in questo caso più azzeccata di altri titoli, in quanto alcune dinamiche di gioco effettivamente restituiscono la sensazione di essere alle prese con la traduzione di scritti.

CINQUE GIOCHI IN UNO
Leggendo il paragrafino che ho dedicato alle regole, potreste aver pensato ad un mio ‘errore di valutazione’ sulla complessità di Studiosi, visto che vi ho parlato di sole quattro azioni tra le quali scegliere, ma in realtà, oltre ad essere tutte interconnesse, ognuna di esse presuppone una serie di considerazioni tali da poter parlare, qui, di almeno cinque ‘sottogiochi’, che giustificano quindi appieno la valutazione di complessità vicina al 4 su 5.
Andando in ordine il primo impatto è quello con i dadi, visto che la potenza delle azioni è disciplinata sulla base di una logica di ‘bag building‘, che ci vede attribuire ad inizio partita quasi solo dadi bianchi (generici) e che ci vedrà poi ambire a sostituirli e ad arricchire il nostro sacchetto con più validi dadi rossi, blu e gialli o con i preziosi dadi viola, verdi ed arancioni.
Qui si dovrà essere bravi ad entrare nella logica dell’utilizzo di due dadi al massimo per azione, che possono essere però potenziati e cambiati colore sfruttando appositi lavoratori, nonchè combinati tra loro per poter attribuire all’azione gli effetti propri di un colore ‘secondario’. Ammetto di aver avuto un attimo di smarrimento alla lettura delle regole, dopo aver intuito che avrei dovuto combinare rosso e blu per avere il viola o giallo e blu per il verde, ma già al secondo giro si capisce come questo sia solo la punta dell’iceberg 🙂

I SOTTOGIOCHI – CONTINUA
Appena capito come girano i dadi eccoci poi ad interagire (azione RECLUTARE) con i personaggi, che dobbiamo ancora (uno dei tratti distintivi dell’autore) decidere se assoldare (mettendoli però a ‘disposizione’ di tutti sulla plancia) o se sfruttare per gli effetti immediati scartandoli subito. Ove siano lasciati in gioco essi potranno poi, svolta la propria funzione di traduttore, ‘andare in pensione’, dandoci punti a fine partita e potenziando anche le nostre azioni, per cui la loro scelta non potrà certo essere lasciata al caso, tralasciando qui la necessità anche di verificare bene quali lingue conoscano e come se coprano in qualche modo le esigenze di conoscenza di determinate lingue al momento non coperte da altri traduttori.
ANCORA SOTTOGIOCHI …
Nell’andare poi a VIAGGIARE eccoci a prelevare pergamene da inserire nelle tre ‘case della sapienza’, cosa che richiede un certo dispendio di denaro e che ci propone una logica di maggioranze e di controllo dei tre settori in cui si articola questo ambito, cosa che consente l’accesso a benefici in corso di partita (le carte califfo), mentre se RICERCHIAMO andremo a progredire nei sei tracciati, ottenendo risorse immediate ma anche potenziali rendite, da incrociare però con l’utilizzo delle carte azione, che dovremo scegliere con attenzione per fruire dell’accesso alle giuste rendite (e nel giusto ordine) nel turno in cui si decide di ‘PASSARE’.
Da ultimo la TRADUZIONE delle pergamene postula a sua volta la costruzione di una catena che conduca dalla lingua originaria in cui è scritta all’arabo (la lingua dei califfi che vi hanno idealmente commissionato il lavoro di studio), costruita spendendo le necessarie risorse e ponendo attenzione alle lingue conosciute dai singoli interpreti disponibili. Una volta tradotta la pergamena poi fungerà da carta obiettivo, dando anche qui ulteriore spessore al tutto.

SENSAZIONI
Ho voluto delineare rapidamente le peculiarità dei vari ambiti nei quali si articola Studiosi a sud del Tigri per poter trasmettere la percezione di come il gameplay sia effettivamente profondo e di come sia necessario, per ottenere buoni risultati, pianificare molte cose in contemporanea.
Lo spessore restituito è evidente ed il tutto è ben amalgamato, cosicché è difficile pensare di dedicarsi seccamente ‘solo ad una cosa‘, dovendo invece ogni giocatore capire come indirizzare i propri sforzi per massimizzare alcuni risultati, senza perdere però di vista il quadro d’insieme.
Essenziale è anche il timing delle cose, ossia il comprendere siano a che momento sia opportuno investire sul ‘motore’ e da quando invece concentrarsi sui punti anche se la capacità degli autori è stata qui quella di consentire in un certo modo (vedi le tracce ‘progresso’) di perseguire insieme entrambe le finalità.
Peso, profondità, spessore, il tutto mescolato nel classico orologio a ruote dentate, tra loro interconnesse. Qualcosina (come i segnalini influenza sulle carte pergamena od un paio di cosette qui e là) poteva essere forse, ad essere pignoli, un attimo ripulito e sintetizzato, ma nell’insieme non ho davvero molte critiche da rivolgere.
CAUTELE
Che sia un bel gioco è indiscutibile, ma devo comunque precisare che richiedere un approccio decisamente impegnato ed una forte motivazione dei commensali. Tenete conto che nelle prime 3-4 partite (nel multi giocatore, in 4 o al limite in 3) non siamo ancora scesi sotto ai 150′ di durata e le spiegazioni ai neofiti hanno sempre preso almeno una quarantina di minuti.
Per il resto, nonostante la durata, il gioco non ha avuto mai cali di tensione, visto che ognuno di noi durante il turno altrui in genere programmava le proprie mosse ed abbiamo anche cercato di procedere con il turno seguente senza attendere la fine del ‘refresh‘ di chi sceglieva di ‘riposare’ (ci siamo organizzati che uno di noi seguiva le operazioni di chi riposava e l’altro del giocatore successivo). Tenete presente che, se invece siete un gruppo di quelli più precisi, che vogliono vedere ogni singolo passaggio svolto davanti a tutti e magari con qualche pensatore seriale al tavolo, potreste far fatica, nelle prime esperienze, a levarci le gambe.
Traduzione: è un piatto pesante e speziato, per cui non è adatto a chi sia a dieta.

PARAMETRI VARI
La rigiocabilità appare buona, grazie alle numerose carte personaggio, così come la scalabilità, anche se qualcosina in termini di interazione in due si perde (a beneficio di un tempo di gioco piacevolmente ridotto). Quanto all’interazione devo dire che è presente, non sovrabbondante e mai diretta, ma avvertibile, grazie alla lotta per l’influenza nella casa della sapienza e nella presenza degli immancabili segnalini influenza.

TIRANDO LE SOMME?
Studiosi mi è piaciuto da subito. Più complesso di quanto la presenza di sole quattro azioni lasciasse percepire, più lungo del previsto da spiegare, ma decisamente corposo nel sapore e, soprattutto, dotato un una spiccata personalità, che lo differenzia nettamente dai suoi predecessori, occidentali od orientali che siano.
Ha rappresentato per me, come avrete intuito, una piacevole sorpresa, visto che temevo che potesse prima o poi subentrare una certa stanchezza dell’autore, mentre Studiosi a sud del Tigri rappresenta, invece, un vero e proprio ‘colpo di coda’.

CONCLUSIONI
Studiosi a Sud del Tigri è un ottimo gestionale, incentrato su selezione azioni, gestione risorse e bag building. Cinghiale di buon peso, ha un ottimo spessore e profondità ed il pregio di proporre diverse idee ben amalgamate, dando una sensazione di freschezza al tutto. Lo raccomando quindi alla vostra attenzione, con l’unica avvertenza di proporlo ad utenti un minimo scafati.
Ringrazio l’editore per la copia di review concessa e segnalo che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it