Scritto mentre stava allevando draghi da
Battlemad
IdeaG è da sempre fucina di idee e progetti: quando uno di questi si realizza è una grande gioia per tutti. Ho conosciuto Claudio e Dragon in the Hut proprio qui. Sono capitato al suo tavolo attirato dal nome eclettico e me ne sono andato dopo una bella chiacchierata e con una copia del prototipo. Ci tengo a precisare che il prototipo era praticamente definitivo: sono cambiate un paio di grafiche, ma tutto il resto è rimasto intatto. La campagna Kickstarter è appena iniziata (il 23 aprile): dateci un occhio e valutate voi stessi la qualità del prodotto!
Dragon in the Hut è un gioco ideato da Claudio Branca, per 2-8 giocatori, con una durata variabile in base al numero di giocatori: le prime partite saranno più lente, ma poi ci si attesta sui 15-20 minuti di gioco. Giocabile dagli 8 anni in su ma, essendo privo di testo, ritengo possa essere giocato anche dai 5-6 anni.

Dragon in the Hut: contenuto e regolamento
Nel gioco sono presenti 95 carte quadrate: 18 carte Drago e 77 carte Bosco. Di queste ultime, abbiamo carte Pagliaio, Uovo, Trappola e Azione.
Ogni giocatore inizia con cinque carte in mano. Si gioca in senso orario: si pescano due carte dal mazzo Bosco, si giocano tutte le carte che si vogliono dalla propria mano e si passa il turno. Si può giocare solo una carta Pagliaio a turno, ma non c’è limite per le altre carte. L’unico vincolo è avere abbastanza Pagliai per giocare carte Uovo o Trappola: ogni Pagliaio, infatti, ha posto per una sola carta! Non c’è limite alle carte azione che possono essere giocate.
L’obiettivo è riuscire ad avere tre Draghi adulti: per farlo bisogna covare con successo tre uova. Per mettere in covata una carta Uovo la si pone, coperta, appena sotto la carta che la ospita: ad inizio partita avrai a disposizione solo un Pagliaio, ma anche i Draghi possono covare! All’inizio di ogni turno, ricorda di aggiornare i segnaturni delle tue carte, sia Uova che Trappola.
Abbiamo diverse carte Azione (ruba una/due/tre carte, ruba un uovo, distruggi un nuovo) e Trappola (ruba una/due/tre carte, fai scartare due/tre carte) che rendono imprevedibili le giocate.
Se non vuoi giocare carte nel tuo turno, puoi passare e pescare una carta extra!

Impressioni
Come potete notare, il regolamento è immediato: poche righe, con diversi esempi e immagini. L’utilizzo delle carte è molto semplice, anche se qualcuno si confonde e inserisce le carte Azione come Trappola. Una svista che viene fatta una volta sola, poi ci si rende conto dell’errore e si rimedia.
Il gioco è piaciuto fin da subito: è un filler in apparenza senza pensieri, ma che rivela una fine strategia, con un tocco di bluff. Mi è bastata una partita ad IdeaG per apprezzare la semplicità e l’immediatezza del gioco. Al tavolo ero con due amici, di cui un collega docente e subito abbiamo ipotizzato un utilizzo sui banchi di scuola come “defaticante”. L’approccio al gioco varia al variare del numero di giocatori: se in 2 giocatori il timer per schiudere le uova è di tre turni, in 3-4 è di due turni e in 5 o più è di un solo turno. Questo ci obbliga a modificare la strategia e ad adattarci a chi ci circonda. Dalla mia esperienza, 5-6 giocatori è il numero perfetto per goderselo appieno! In 2 giocatori rischia di diventare un’esperienza frustrante, soprattutto quando si usano la azioni che rubano carte dalla mano dell’avversario!
L’artwork mi ha piacevolmente stupito: nella mia mente è subito apparso il drago Smaug disegnato dallo stesso Tolkien!

Come detto in precedenza, ho in mano la copia prototipo del gioco da gennaio (IdeaG Parma): questo mi ha permesso di giocarci in famiglia, con amici e con i miei studenti (triennio delle superiori). Ed è su quest’ultimo gruppo che vorrei soffermarmi e rispondere alla vostra spontanea domanda: ci sono delle caratteristiche che rendono Dragon in the Hut adatto al contesto scolastico? In che modo può aiutare il processo didattico?
Dragon in the Hut a scuola
Fondamentalmente, le funzioni esecutive che il gioco richiama sono due (più mezza): inibizione e pianificazione, con un pizzico di flessibilità cognitiva. Pianificazione significa riuscire a prevedere le conseguenze delle proprie azioni, organizzandole per arrivare ad un risultato sperato: nascondo un uovo o una trappola? L’uovo mi serve per vincere, ma la trappola è utile per fare sprecare carte agli avversari! A questo si può aggiungere la flessibilità cognitiva, che ci permette di modificare le nostre strategie adattandoci al comportamento degli avversari. L’inibizione, invece, è la capacità di selezionare e controllare gli stimoli che possono distrarci: distruggere un uovo avversario è talmente allettante… ma è utile farlo appena possibile?!
Dragon in the Hut, a scuola, è stata una scoperta entusiasmante! Le prime volte l’ho sperimentato durante le ore di recupero pomeridiano, come momento di “pausa dalla didattica”. Dopo sei ore di lezioni al mattino, una pausa pranzo veloce e un’altra ora e quaranta di lezione, serviva un momento defaticante: due minuti di spiegazione, quindici minuti di gioco e la giornata finisce alla grande. È piaciuto tantissimo ai ragazzi, tanto che è diventato “obbligatorio” giocarci al termine di ogni lezione di recupero e, spesso, anche durante il quarto d’ora d’intervallo. Ai miei studenti è piaciuta l’estrema semplicità del regolamento e la rapidità, sia del setup che del gioco in sé. Sono riusciti ad acquisire una velocità di gioco pazzesca, senza avere tempi vuoti tra una giocata e l’altra!
Da un punto di vista esterno, ho notato un miglioramento notevole della strategia e, in generale, della capacità di pianificare le proprie mosse: durante le prime partite le uova venivano distrutte/rubate a tempo zero, spesso risultando in uno spreco enorme di risorse. Con l’andare hanno capito che conservare le carte può essere utile, così come è utile non giocare carte e perdere un turno. Sono tanti piccoli miglioramenti che, magari, non avranno un riscontro diretto sulla didattica, ma che permettono per quei quindici minuti scarsi di gioco di staccare completamente dal mondo scolastico e riposare la mente!

Conclusioni
Dragon in the Hut è un piccolo gioco adatto alle grandi occasioni! La grafica è semplice e accattivante, le regole sono immediate e il tempo di gioco è limitato. In questi quattro mesi è stato il gioco che ho usato di più (seppur indirettamente) ed entra a pieno titolo nella lista dei giochi preferiti dai miei studenti!
Non perdetevi la campagna kickstarter iniziata il 23 aprile!
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