Scritto da
Pauperon de Pauperoni
Triangle Agency è un gioco di ruolo da tavolo pubblicato da Haunted Table nel 2024. Ideato da Caleb Zane Huett e Sean Ireland e portato in Italia da NessunDove, si presenta come un manuale che imita un regolamento aziendale: clausole, policy e schede operative diventano parte integrante della finzione. Il giocatore veste i panni di un agente incaricato di contenere “Anomalie”, distorsioni della realtà nate da pensieri e ossessioni umane.

L’Ambientazione
L’ambientazione di Triangle Agency è uno degli aspetti più affascinanti e riusciti del gioco. Ci troviamo in un mondo simile al nostro, ma sottoposto a una minaccia costante: l’emergere delle Anomalie, entità nate da accumuli di pensiero e immaginazione tanto intensi da stravolgere la realtà. Possono manifestarsi in forme assurde o inquietanti, dal libro di fotografia che convince un panino a ribellarsi fino a creature cosmiche che incarnano paure ancestrali. La loro logica non è mai umana: sono idee incarnate, prive di compassione e spesso distruttive, ma sempre affascinanti.
La Triangle Agency è una multinazionale che si erge a baluardo contro il caos. Non è un’agenzia governativa, bensì un’impresa privata: questo le consente – almeno nelle intenzioni – di essere libera da vincoli politici e di perseguire esclusivamente la missione di “stabilizzare la realtà”. Nella pratica, però, questa cornice aziendale diventa un elemento satirico potentissimo: l’Agenzia è ossessionata da metriche, rendiconti, mission report e valutazioni di performance. Ogni missione si conclude con schede da compilare, gradi di successo e un sistema di “commendations” e “demerits” che ricorda più una valutazione di risorse umane che un’epica lotta contro l’ignoto.
Personalmente ho trovato questa ambientazione brillante e disturbante allo stesso tempo. Da un lato evoca serie televisive come The Office o Parks and Recreation, con i loro riti aziendali e la burocrazia surreale; dall’altro rimanda a universi cupi e paranoici come Control di Remedy o le storie SCP, dove l’invisibile minaccia di forze anomale si insinua nella quotidianità. L’effetto è straniante: il giocatore non veste solo i panni di un eroe contro l’orrore, ma anche quelli di un lavoratore precario, costretto a barcamenarsi fra ordini contraddittori, rapporti da consegnare e benefit aziendali discutibili (come una “Life Insurance Policy” che permette la resurrezione in ufficio… a fronte però di penalità e clausole ridicole).
Questa satira sul mondo del lavoro contemporaneo mi è sembrata uno degli aspetti più incisivi del gioco: la frustrazione quotidiana diventa materia narrativa tanto quanto i mostri. L’ambientazione funziona perché è familiare: non serve immaginare lontane galassie o terre fantasy, basta guardarsi attorno e riconoscere l’assurdità di riunioni inutili, policy incomprensibili e regolamenti kafkiani.

Le Meccaniche
Dal punto di vista delle regole, Triangle Agency propone un sistema che unisce semplicità di base a una forte caratterizzazione tematica. Il cuore del gioco sono i tiri di dado con i d4: in ogni prova si lanciano sei dadi a quattro facce, e il risultato positivo si ottiene se almeno un dado mostra il numero 3. I “3” rappresentano il successo, mentre gli altri valori generano “Chaos”, energia instabile che gli Anomalie possono sfruttare contro i giocatori. È un meccanismo semplice, ma estremamente coerente con l’idea che ogni tentativo di manipolare la realtà rischi di introdurre nuove distorsioni.
Il sistema non prevede tradizionali prove di abilità, ma si fonda su tre concetti chiave:
- Quality Assurances (QA): risorse che permettono di modificare i risultati dei dadi, riflettendo quanto l’Agenzia sostenga i comportamenti “approvati”.
- Burnout: quando si esauriscono le QA, si entra in una condizione di stress che riduce le probabilità di successo e aumenta il Chaos, simulando il logoramento psicologico del lavoro sul campo.
- Triscendence: ottenere esattamente tre “3” genera un successo perfetto senza Chaos e con effetti aggiuntivi, un momento di esaltazione condivisa da tutta l’Agenzia.
Le missioni sono strutturate in tre fasi: Morning Meetings (una sorta di prologo narrativo che introduce la missione e permette scene di vita quotidiana), Investigation (la ricerca delle tracce lasciate dall’Anomalia), e Encounter (lo scontro finale nel “Domain” dell’entità, dove avviene la cattura o la neutralizzazione). Questo schema favorisce un ritmo narrativo chiaro, con alternanza fra momenti di roleplay leggero e fasi più intense di conflitto.
Interessante è anche l’uso delle ARC (Anomaly, Reality, Competency), tre dimensioni che definiscono il personaggio:
- Anomaly descrive i poteri derivanti dall’entità con cui l’agente è legato (ognuno con abilità uniche e inquietanti).
- Reality rappresenta la vita quotidiana, con legami, vulnerabilità e rapporti sociali.
- Competency definisce il ruolo all’interno dell’Agenzia (PR, Intern, Clown, CEO…), ognuno con direttive e strumenti particolari.
Questa tripartizione spinge i giocatori a vivere il doppio binario dell’esperienza: il potere anomalo da un lato e la banalità lavorativa dall’altro.

Conclusioni
Triangle Agency è un GdR che unisce ironia e inquietudine in modo unico. Trasforma la burocrazia in un orrore tanto potente quanto i mostri, regalando un’esperienza al tempo stesso surreale e attuale.
Non è un titolo per chi cerca epica tradizionale, ma per chi ama i giochi narrativi e vuole sperimentare un mix di satira e orrore contemporaneo è una gemma rara. Breve da apprendere, ricco di spunti e profondamente coerente, è un manuale che sa far ridere, riflettere e inquietare nello stesso momento.
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