Fabio (Pinco11)
PICK A PEN: GARDENS PRIME IMPRESSIONI
Pick a Pen: Gardens (Tuinen) è il primo dei titoli della serie “Pick a Pen” edita dalla olandese 999 Games (e dalla Amigo) e ideata dal noto master mind Reiner Knizia. Siamo di fronte ad un classico roll and write (ecco il link alla mia guida per approfondire), privo di ambientazione (salvo l’idea di riempire di fiori le aiuole di un teorico giardino), incentrato sulla trovata di sostituire i dadi con le stesse matite colorate, sui lati delle quali compare indicazione del numero di caselle che possono essere colorate con quella matita.
Semplice e sufficientemente immediato, è un prodotto indirizzato ad un pubblico assai ampio e quanto alla difficoltà è apprezzato come un 1.5/5, che lo appaia a Next Station London (1.49).

PICK A PEN: GARDENS IN POCO
Ognuno riceve una scheda esagonata, all’interno della quale sono presenti diversi raggruppamenti di caselle (di diverse dimensioni) delimitati da bordi, a rappresentare ideali aiuole. Si procede, quindi, a far ‘rollare’ le 5 matite in dotazione ed ogni giocatore, a turno, ne seleziona una, utilizzandola per colorare l’esatto numero di caselle indicato dalla matita stessa (sui 6 lati sono scritti 6 numeri, da 1 a 5 con l’1 presente due volte).
Le regole di piazzamento sono che le caselle colorate nel turno devono essere adiacenti tra loro ed almeno una di esse ad una casella già colorata (salvo il primo turno). I punti si ottengono colorando tutte le caselle di ogni aiuola dello stesso colore o (per le aiuole più grandi) con tutti i colori e ci sono bonus per chi finisce per primo la scheda, il suo bordo e per chi ottiene la striscia colore più lunga. Sono presenti, poi, tre tipi diversi di schede, che introducono variazioni nel punteggio.
COME SI PRESENTA PICK A PEN: GARDENS
La trovata delle matite che fungono anche da dadi rappresenta l’indubbio punto di forza e di attrazione di questo titolo, che infatti ho notato, nella marea delle uscite di rolla e scrivi recenti, grazie a questo twist. Metterlo sul tavolo, almeno la prima volta, genera allegria quasi solo per questo, per cui direi che l’idea ha avuto successo (tanto che sono già presenti, mentre scrivo, già tre varianti sul tema, ossia scatole dotate delle stesse matite, ma con modi del tutto diversi di utilizzarle).
Giocando, però, l’effetto wow tende a scomparire rapidamente, tanto che i giocatori ragionevolmente preferiranno utilizzare poi pennarelli per colorare, visto che se non si preme e non si gioca in condizioni di luce ottimale un paio di colori possono apparire simili. Gli annerimenti delle caselle punteggio, a loro volta, non si vedono perfettamente se si usano solo le matitone.

Abbiamo girato anche un video di unboxing:
PRIMO APPROCCIO
Diciamo che la semplicità delle regole di partenza è il punto forte di Pick a Pen, perché in pratica rolli le matite, ne scegli una e devi solo colorare con quel colore il numero di caselle indicate. Come si gioca, quindi, lo spieghi in meno di 60″. Per come si fanno punti, invece, quei 4 minuti aggiuntivi ce li devi mettere tutti, perché si deve far capire bene come funzionano bonus e mini obiettivi, anche perché è lì che si deve concentrare l’attenzione.
I primi turni filano poi piuttosto rapidi ed i tempi di attesa sono ridotti, visto che ad ogni turno la scelta si riduce di una matita e l’ultimo non ha che da prendere quella rimasta, quindi sotto questo profilo il ritmo è serrato. Nel contempo, però, soprattutto se si gioca in 4, il fattore alea diventa decisamente importante, considerato che le scelte a disposizione sono spesso talmente limitate da diventare quasi obbligate, facendo calare un attimo lo spessore del tutto.

COME GIRA
Siamo di fronte ad una sorta di Giano, ovvero ad un titolino che si presenta come simpatico e sbarazzino e che promette, grazie alla presenza anche di tre diverse mappe (e modalità di punteggio) una bella sfida ma che, nel contempo, ha compiuto una decisa scelta di campo verso la semplicità, incidendo questo sulla controllabilità del tutto, soprattutto con l’aumentare dei giocatori.
I punteggi tendono, infatti, a rimanere vicini e di sovente potreste trovarvi a vincere o perdere a seconda della varietà di colori che vi sarà restituita negli ultimi turni, considerando che il riempimento di aiuole con 5 colori diversi paga molto di più rispetto a quello omogeneo (e se per diversi turni non ti resta mai da scegliere il colore desiderato, non hai nulla da fare). Stiamo anche sperimentando, per dare maggior profondità, in due, piccole house rules, tipo quella di scartare la quinta matita non scelta e rirollare.

CONCLUSIONI
Alla fine della giornata, Pick a Pen: Gardens è un simpatico rolla e scrivi, incentrato sulla novità dell’utilizzo delle matite colorate anche come ‘dadi’ (sfruttando i loro sei lati) e sulla semplicità delle regole di partenza. Approfondendo, forse, manca di quel pizzico di spessore che titoli della sua stessa fascia (come Next Station) offrono, ma risulta gradevole il giusto per dargli una occasione (almeno se si è appassionati del genere).
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