Pick a Pen: Reefs [Rolla e scrivi]

Siamo al terzo capitolo della serie Pick a Pen. In realtà non credo ci sia un ordinamento vero e proprio, ma ho lasciato per ultimo quello che è il mio preferito ^_^ La recensione di Pick a Pen: Reefs (Riffen, in originale) arriva infatti dopo quelle di Gardens e Crypts, giochi classificati come roll-and-write, però senza dadi, sostituiti da matitone colorate a sezione esagonale, che riportano sulle facce laterali i simboli da utilizzare per spostarsi sui fondali lungo il reef.

Tutti i titoli della serie, cominciata nel 2023 e che attualmente ne prevede un quarto, sono firmati dal prolificissimo Reiner Knizia e pubblicati da 999 Games. Condividono pure le icone sul coperchio (2-4 giocatori, dagli 8 anni, durata 30 minuti), oltre a un impianto simile, basato appunto su matite e fogli con tre livelli di difficoltà. Nel momento in cui scrivo, Reefs è l’unico con le schede orizzontali.

Per saltare direttamente alla sezione MMDC seguite questo collegamento.

Ringrazio l’editore per la copia recensore.

Fate rotolare le matite e andate a caccia di tesori!

IL GIOCO IN UNA FRASE

Ogni round il giocatore attivo tira le cinque matite colorate, poi a turno ne scegliete una (fino a esaurimento matite) e sul vostro foglio proseguite il percorso del sub di quel colore in base a cosa è uscito sulla faccia laterale della stessa: segnate punti raccogliendo tesori e monete, poi vince chi ne ha di più quando qualcuno completa certe caselle.

Dentro la scatola

COMPONENTI

La scatola di Pick a Pen: Reefs (178×128×40mm) contiene il regolamento (NL, EN), un blocco di 100 fogli 12×17cm a doppia faccia (40 del livello 1, 30 del 2 e 30 del 3) e 5 matite colorate di diametro 1 cm (rosso, arancione, verde, blu e viola).

Le matitone sono decisamente le protagoniste di questa scatolina: sulle facce laterali mostrano da 1 a 4 pallini, eventualmente intervallati da triangoli se potete cambiare direzione tra un “passo” e l’altro. I fogli, illustrati da Marlies Barends a tema sottomarino, mostrano una griglia di triangoli equilateri con i punti da cui partono i sub sui bordi e monete/tesori agli incroci. Con otto pagine, le istruzioni risultano molto complete: una per i materiali, quattro per le regole, una per il punteggio e una per le regole speciali dei livelli successivi. L’ultima dimostra grande attenzione per tutte le categorie di giocatori: raccoglie alcuni consigli per chi ha difficoltà a distinguere i colori.

Ho anche girato un video di unboxing:

Preparazione per 4 giocatori

COME SI GIOCA

Stavolta sarò più esaustivo con il regolamento, perché non ho trovato nessun file da linkarvi.

La preparazione è molto semplice: si seleziona un livello, si prendono i relativi fogli dal blocco e si decide chi inizia per primo. Costui lancia o fa rotolare tutte le matite. Al vostro turno, scegliete una matita e sulla griglia proseguite il percorso dell’unico sub di quel colore. Di quanti spazi? Esattamente quelli mostrati sulla faccia in su della matita: da 1 a 4. Anzi, il quarto pallino ha un “+”, a significare che potete farne 4 o anche di più. Dovete procedere in linea retta, a meno che sulla matita ci siano pure dei triangolini, nel qual caso siete liberi di cambiare direzione a ogni passo. Chiamerò “spazi” gli incroci e “collegamenti” i segmenti tra di loro. La prima volta che selezionate ciascun colore, scegliete un sub di partenza dal bordo della griglia. Se non potete/volete usare una matita, annunciatelo agli altri.

Fate rotolare le matite!

È consentito transitare più volte per lo stesso spazio, tuttavia i collegamenti sono monouso. Se passate attraverso uno spazio con una moneta, la segnate da sinistra a destra sul tracciato dedicato; stessa cosa quando attraversate un tesoro (un numero da 2 a 4) con il sub del suo colore. I livelli 2 e 3 presentano tesori grigi, che possono essere raccolti dal primo sub di passaggio, indipendentemente dal colore. Al livello 2 ci sono spazi “vortice”, che danno subito tre passi aggiuntivi con cambio di direzione opzionale. Al livello 3 ci sono i “propulsori”, simili ai vortici, ma spendibili quando si vuole al posto di una matita. Il round termina quando viene prelevata la quinta matita, per cui alcuni giocatori ne useranno più di altri. Il primo ad averne una in meno le raccoglie tutte e le lancia per il prossimo round.

Uno arancione, due rosso (con scelta), tre blu (con scelta), tre verde (dritto), due viola (dritto) e si intravede la faccia 4+

Non appena qualcuno ha colorato l’ultima casella delle monete o tutte le seste/settime (dipende dal livello) caselle dei tesori, la partita finisce immediatamente e viene calcolato il punteggio. Entrambe queste condizioni valgono 5 PV bonus. Stesso premio per il primo a riempire tutte le seconde caselle dei tesori o l’ultima casella di un colore qualunque. A livello 3, i bonus salgono a 10 punti. Infine, si sommano tutti i punti ottenuti e si stabilisce chi ne ha di più: tale persona vince.

Livello 1: griglia più piccola e niente spazi speciali. Le stelle ci ricordano i punti bonus, i “!” le condizioni di fine partita.

CONSIDERAZIONI

Herr Knizia, partendo dalle stesse 5 matitone colorate, è riucito a creare tre esperienze ludiche distinte. In comune hanno il divertimento di “tirare questi dadi”. Noi abbiamo visto utilizzare sostanzialmente due tecniche: o le matitone vengono fatte scendere giù dalla mano inclinata (vedi tre foto fa) o la mano, appoggiata di piatto sulle stesse, le fa rotolare via. Sostituire i dadi con le matite è sicuramente ciò che ha fatto notare questa serie rispetto alle altre centinaia di uscite roll-and-write.

Se aggiungiamo a questa meccanica quella di costruzione reti, il primo gioco che mi viene in mente è Le strade d’inchiostro. Teniamolo presente, perché se vi piace, è probabile che sia lo stesso con Pick a Pen: Reefs. La sfida con quest’ultimo è quella di riempire una griglia con cinque percorsi che non devono incrociarsi, riuscendo nel contempo ad attraversare spazi utili a incrementare il punteggio finale.

Le regole sono semplici da comprendere, non richiede quasi alcuna preparazione e si svolge in modo fluido. Questo lo rende affrontabile da chiunque e un ottimo filler quando si ha poco tempo. È apprezzato anche dai bambini e perfetto per tutta la famiglia, poiché, per non trovarsi incastrati, bisogna assolutamente cercare di far proseguire i percorsi in maniera strategica, fin dalla scelta del punto di partenza.

Livello 2: griglia media, tesori grigi e vortici.

Proprio per la sua ampia proponibilità (nonché compattezza), Pick a Pen: Reefs è stato un fedele compagno delle nostre vacanze estive. Per minimizzare il volume e massimizzare i giochi, in preparazione alle ferie avevo preso Gardens, Crypts e Reefs e fatto in modo di ridurli a una scatola, in pratica prendendo le 3×5 matitone più una manciata di fogli per titolo. In questa ottimizzazione è stata d’aiuto pure la stampa a doppia faccia realizzata dall’editore.

La scalabilità è un po’ strana, derivante dalla regola che le matite a turno vanno sempre prese tutte. In 2 giocatori, alla fine il primo ne sceglie tre e il secondo due (i round si alternano); in 3, al primo e al secondo ne vanno due e al terzo una (il round passa al terzo); in 4, il primo ne seleziona due e gli altri una (il round passa al secondo). Ne consegue che in meno partecipanti dura meno minuti e c’è un controllo leggermente maggiore.

Sui fogli personali non c’è possibilità di intralciarsi tra avversari, tuttavia i bonus dedicati al primo che li soddisfa (contrassegnati da un 1 giallo accanto alla stella) costringono a una corsa contro gli altri. Il grosso dell’interazione, invece, sta nella selezione delle matite: le più desiderate sono quelle con cambio di direzione. Le facce con 3 o 4+ passi diritti hanno un livello di complicazione maggiore da gestire, soprattutto nei round in cui ne prendo due o tre.

Livello 3: griglia massima, tesori grigi, propulsori e tracciati più lunghi.

Ci viene in soccorso la facoltà di non usare la matita selezionata: da un lato ci ritarda un pochino, dall’altro ci evita di compromettere una griglia che stavamo riempiendo bene. Questo aspetto mitiga l’incidenza della fortuna sul rotolamento casuale delle matitone. Ai livelli 2 e 3 il peso dell’alea cala ulteriormente, grazie alla versatilità offerta da tesori grigi, vortici e specialmente propulsori.

È proprio la presenza dei tre livelli, di complessità crescente, che aumenta la longevità di Pick a Pen: Reefs. Magari però li avrei proporzionati in maniera diversa nel blocchetto: al posto di 40-30-30, magari 15-20-65. La successione dei colori e delle lunghezze genera partite sempre differenti e non è possibile l’applicazione di uno “schema standard” per la costruzione della rete subacquea.

Lati negativi?

Al tavolo non è mancata qualche critica, poiché le matite cambiano faccia più facilmente di un dado (attenzione quindi a non urtare il tavolo o le altre matite mentre ne prendete una) e sono ovviamente un materiale consumabile, discorso che si fa più vivo quando, a forza di temperate, si resta coi mozziconi in mano. Volendo, ciò è ovviabile usando le matite come dadi e dei pennarelli per la scrittura, il che migliora notevolmente pure la visibilità in condizione di luce non ottimale.

WHICH PICK A PEN SHOULD I PICK?

In Cripts, si cerca di decifrare le iscrizioni combinando i colori direttamente sui tracciati coi simboli. Manca totalmente dello strato di “mappa”. È quello più abbordabile e facile da giocare, ma anche il più asettico in quanto ad ambientazione. L’atmosfera è più tesa, dal momento che lo spazio decisionale è minore e le facce uscite sulle matite sono più vincolanti.

In Gardens, si colorano i giardini e si prova a formare gruppi dello stesso o di tutti i colori. Piuttosto rilassante e visivamente piacevole grazie alle campiture di colore. Le loro disposizioni sono fondamentali e ci sono molte opportunità tattiche. Forse è il meno originale, però è quello di maggior peso. È quello più facile da spiegare pure ai babbani che non giocano mai.

In Reefs, si disegnano linee colorate alla ricerca di tesori e monete. Sempre accessibile, tuttavia richiede un occhio per gli schemi e le reti. Perfetto per chi ama l’idea di una progettazione spaziale e strategie più visive. È il mio preferito, perché ha la rigiocabilità migliore, l’aleatorietà più bassa e la sfida più stimolante. Bisogna pianificare attentamente fin dall’immersione.

Quale dunque? Se devo consigliarne uno solo, come avrete intuito è Reefs. Tutti e tre insieme li raccomando solamente a chi non ne ha mai abbastanza di questa meccanica. Se ne volete due, a Reefs potete affiancare Gardens se desiderate mantenere la competizione più elevata oppure Crypts se può tornarvi utile un titolo spendibile veramente con chiunque.

Partita quasi finita

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?

Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Pick a Pen: Reefs?

  • , perché è divertente far rotolare le matite in quel modo.
  • , perché infilare ogni volta in quella griglia cinque percorsi non intersecanti è soddisfacente.
  • , perché i punteggi finali non erano così distanti e magari la prossima volta potrei stare più attento a cosa fanno gli altri.
Schede a tappeto

MIA MOGLIE DICE COSE

«Dei tre giochi con le matite-dadi è quello che mi è piaciuto meno. Probabilmente l’ho anche sottovalutato, perché quando ho visto che si trattava di un percorso, ho pensato fosse facilissimo, invece non è facilissimo per niente e alla prima partita ho subito una sconfitta clamorosa. Infatti scegliere i punti di partenza non è banale come sembra. Prendetevi un secondo in più per considerare la strada che vi permette di raccogliere più punti. Allo stesso tempo, considerate che non si possono incrociare i percorsi.
Qui la mia incapacità di orientarmi nello spazio, credo, si sia fatta sentire forte e chiara. Per quanto, ripeto, mi sembrasse molto banale, non lo è stato affatto.
Ribadisco però la mia preferenza per costruire giardini e dissotterrare reperti.
Oh, sono gusti!»

Per tornare su seguite questo collegamento.

— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —

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