White Winston
Anno 1996. Castiglioncello.
Come ogni mattina, arrivo in spiaggia con mamma, sorella e amici vari al seguito. È fondamentale arrivare presto sulla spiaggia per prendere il posto. Così, appena metto piede nello stabilimento balneare, saluto tutti, mi tolgo t-shirt e zaino, e mi siedo sul solito sgabello di legno. Seduta in vimini, graffiata e consumata fino al midollo, gomme da masticare incrostate in ogni dove, ma comoda come la poltrona della nonna. Mi sistemo perfettamente in asse al cabinato e tiro fuori dalla tasca l’unico oggetto fondamentale per la giornata: una moneta bordo argento e cuore d’oro, da 500 L. Pronti, attenti e… Metal Slug.
La regola è una sola: finire il gioco con un solo gettone. Il fine è chiaro: battere il record e imprimere il proprio nome in cima alla classifica generale dei migliori punteggi. Per l’eternità. (o fino al prossimo reset tecnico…)
Ovviamente, vietato accettare qualsiasi aiuto. Si gioca in single player. Punto.
Non faccio a tempo a terminare il primo livello, che cominciano ad arrivare i primi spettatori (non paganti).
– “Ma secondo te è lui? Io dico di sì…”
– “Chi… Luca?? Quello in cima alla classifica generale?? Non è possibile…”
– “Ti dico di sì!! Lo vedi come gioca?!”
No, miei cari videodrogati. Io non sono Luca. Io sono colui che ne prenderà il posto. Io sono White Winston.
3 semplici cose: liberare tutti i prigionieri (anche quelli nascosti), uccidere i neo-nazi,… e non morire.
Il gioco ormai lo conosco a memoria e potrei avanzare (quasi) a occhi chiusi. Però l’attenzione va tenuta sempre alta, altissima, perché basta un singolo errore per rimetterci subito una vita. E una vita persa nei primi 3-4 livelli vuol dire probabilità ridotte al lumicino di arrivare in fondo.
Livello 5, quello urbano. Il gioco comincia a farsi serio. Il pubblico ormai è stratificato in 2-3 file, con i più piccoli dietro che si sono attrezzati in piedi sulle sedie. Passano le mamme per richiamare all’ordine e rastrellare i loro figli, ma niente. Il mare può attendere quando c’è un fenomeno che sta tentando la grande scalata.
Livello 6, ultimo. Un tripudio di soldati che arrivano da ogni dove, addirittura lanciati dal cielo a manciate, come una semina. Gioco praticamente di pancia, senza neanche passare dal cervello, in uno slalom bidimensionale tra missili, proiettili ed esplosioni di pixel. Sono sudato fradicio, meno male che ho il costume “da bagno”. Il pubblico è al suo massimo storico, in religioso silenzio e incollati come Big Babol allo schermo. Arrivo al boss finale, il bastardo con l’elicottero, con una sola vita rimasta. Durissima. Tensione alle stelle, cuore che a momenti sfonda il torace, sudore addosso, in terra, nell’aria, ovunque. Gli occhi sono ormai di carta vetrata, tutt’uno con quei lampi di luce, sull’orlo di una crisi epilettica. Le dita viaggiano come formiche e il joystick non è altro che una protesi in plastica, saldata alla mia mano.
Il bastardo va in pezzi. Parte la conta finale dei prigionieri. 1-5-9-11-… boom… sono primo. Cazzo. Sono primo. Tutt’intorno scatta un boato da stadio.
Il re è morto, White Winston è il nuovo re. Lunga vita al RE, DEI NERD!!!

AUTOBAHN
Autobahn è un gioco euro competitivo di Fabio Lopiano (Merv, Calimala, Ragusa) e Nestore Mangone (Newton, Darwin’s Journey), per 1-4 giocatori, durata 90-150 minuti, edito nel 2022 da Alley Cat Games e localizzato da Cranio Creations nel 2023. A questo link trovate la scheda del gioco sul sito dell’editore.
In Autobahn, attraverso meccaniche di costruzione reti, gestione mano e pick-up and deliver, vi calerete direttamente al controllo della società tedesca BundesAutobahn, responsabile dello sviluppo della rete autostradale, nella Germania che va dal periodo dopoguerra, fino ai giorni nostri. In qualità di manager, il vostro ruolo sarà quello di contribuire alla crescita dell’azienda, costruendo autostrade e consentendo il loro utilizzo per l’esportazione di merci fuori dal paese. Parallelamente, il vostro obiettivo sarà quello di accumulare più soldi e punti possibili e di piazzare i vostri sottoposti ai piani alti degli uffici aziendali.

GRAFICA E MATERIALI
Per valutare in maniera corretta la grafica di Autobahn, è necessario dividere la qualità grafica dalla sua resa in termini di gioco. Infatti, se da una parte il gioco si distingue per una grafica davvero molto ricca, dettagliata e curata (la plancia di gioco principale è davvero superba!), dall’altra tutta questa ricchezza, rischia talvolta di non garantire la piena leggibilità durante il gioco. Sia chiaro, niente di catastrofico… però vi basterà dare un’occhiata alla foto della plancia guarnita con tutti i vari segnalini, token e pezzi in legno, per capire che, oltre al colpo d’occhio clamoroso, avete di fronte un quadro dalla leggibilità non sempre immediata.
Dal lato dei materiali, sia che abbiate la versione retail che quella Kickstarter (con i pezzi in legno disegnati), avrete tra le mani un prodotto davvero ricco, con tantissimi componenti. La qualità della produzione è buona, ma non raggiunge comunque livelli di eccellenza, tralasciando la cura di tutti quei particolari che, per fare un esempio, trovereste in un Lacerda (scomparti interni alla scatola, plance double layer, etc.).
A conti fatti, parliamo comunque complessivamente di una bella produzione, che vi lascerà certamente appagati, anche senza raggiungere le vette delle produzioni extra lusso.

REGOLAMENTO
Visto che l’ho già citato, lo ricito anche qui: Autobahn non ha niente da invidiare a livello di complessità a un Lacerda.
Dal punto di vista regolistico, parliamo infatti di un gioco molto articolato, che richiederà più di una lettura approfondita del regolamento, oltre che una sana partita di prova, prima di poterlo capire a fondo.
Il cuore del gioco (similmente ai giochi di Lacerda) è comunque molto semplice: giocare una carta dalla mano e svolgere un’azione principale. Ogni carta in mano (non esiste un mazzo da cui pescare, sono tutte disponibili) è caratterizzata da un colore, da un tipo di merce ed, eventualmente, da un effetto bonus. La meccanica principale di Autobahn consiste nel fare il match tra il colore/merce della carta giocata e uno tra i 5 slot azione (con altrettante azioni differenti associate) a disposizione.
Le azioni possibili, come dicevo, sono 5:
- costruire una tratta stradale secondo il colore della carta giocata;
- migliorare un collegamento esistente (raddoppiandone le corsie), seguendo sempre il colore della carta;
- caricare un camion con la merce indicata nella carta;
- costruire una stazione di servizio su un’autostrada del colore della carta;
- sbloccare una tecnologia (classici bonus permanenti o istantanei), sempre del colore della carta giocata.

In alternativa all’azione con la carta, vi è la possibilità di recuperare tutte le carte giocate per rimetterle in mano. Altrimenti, questa azione può diventare gratuita (e quindi non più alternativa) nel momento in cui doveste riuscire a finire tutte le carte in mano. Tenete conto che ogni slot azione ha un numero massimo di carte giocabili (che può essere incrementato durante la partita); quindi non sarà sempre facile o conveniente giocare necessariamente tutte le carte della propria mano per usufruire del refill gratuito.
Secondo e ultimo aspetto importante delle meccaniche è rappresentato dalla plancia amministrazione. Costruendo strade e sfruttando vari bonus a disposizione, potrete inserire i vostri impiegati all’interno degli uffici aziendali, facendoli crescere per occupare posizioni sempre più importanti e remunerative (in termini di punti). Anche in questo caso il colore delle carte giocate svolgerà un ruolo fondamentale, inserendo i vostri impiegati negli uffici edilizia del colore corrispondente.
Il gioco si svolge su 3 periodi, scanditi dal timer delle tratte stradali costruibili (un certo numero per ogni periodo). La partita termina alla fine del terzo periodo, quando avviene la conta finale dei punti che, principalmente, dipenderà dall’importanza delle posizioni assunte dai vostri impiegati.

IMPRESSIONI
Avevo grandi aspettative su questo gioco in quanto nutro molta stima (dal punto di vista professionale) verso l’autore Nestore Mangone (Lopiano lo conosco di meno), grazie a Newton e Darwin’s Journey (del quale vi parlerò tra 1-2 mesi), giochi che ho letteralmente adorato.
Ebbene, Autobahn è un gioco molto più complicato e complesso dei sopra citati. Si avvicina molto più a un Lacerda come game design, in quanto, al pari dei giochi dell’autore portoghese, prevede un ventaglio limitato di scelte principali, alle quali si legano un ventaglio ampio di effetti e bonus secondari.
Nonostante un setup iniziale abbastanza lungo, il gioco si rivela successivamente comunque piuttosto fluido, in quanto all’avanzare dei turni, le scelte si fanno sempre più limitate, grazie al limite sul numero di ciascuna azione e alla necessità di trovare sempre il match tra colore e azione (spesso sarete nella condizione di avere l’azione giusta ma senza la carta del colore ottimale, già usata in precedenza). Questo aspetto risulta molto importante perché garantisce un ritmo abbastanza dinamico, invitando a focalizzare ogni volta l’attenzione su un numero tutto sommato limitato di scelte. Ovviamente, più saranno i giocatori al tavolo e i pensatori tra loro, e più che il downtime tenderà ad aumentare.
Interessante la scelta di mantenere la rete autostradale “neutra”, indipendentemente da chi la costruisce. Questo consente di avere un senso di crescita comune, che vi permetterà di sfruttare le mosse avversarie adattandovi di conseguenza. Chiaramente questo aspetto rende il gioco piuttosto tattico e interattivo (interazione sempre indiretta).
Mi è piaciuto anche il timer di ogni periodo, scandito dal numero limitato di tratte stradali costruibili, con annesso bonus a chi costruisce l’ultima disponibile. Questo aspetto costringe a tenere sempre sott’occhio il numero di tratte rimanenti, per pianificare bene la propria strategia di breve periodo.
Autobahn non risulta particolarmente stretto perché troverete sempre qualcosa di utile da fare; ciò nonostante necessita di attenta pianificazione tattica e di timing ottimale, per non rischiare di vedersi soffiare i token bonus sparsi sulla plancia.
A valle di quanto descritto, dove si delinea un buon gioco, che funziona e che garantisce tanta carne al fuoco, rimane un aspetto per me indiscutibile quando si parla di giochi di costruzione reti: il confronto con i mostri sacri del genere. Più che in altre meccaniche, secondo me è sempre più difficile trovare in questa qualcosa che riesca ancora a colpire nel segno e alzare l’asticella, rispetto a capolavori come alcuni titoli della Splotter Spellen (Bus, The Great Zimbabwe), Tramways ma, soprattutto, l’immortale e imperituro Brass (Birmingham). Ecco, in questi termini, Autobahn ne esce sicuramente con le ossa un po’ rotte, sviluppando nell’aggiunta di elementi, rispetto ai sopra citati, il suo potenziale punto di forza, perdendo così di eleganza.
Un’ultima nota sulle espansioni dell’edizione Kickstarter. Nonostante siano tutte e tre piuttosto delicate come impatto sulle regole, vi consiglio di non prenderle neanche in considerazione, se non dopo svariate partite, che vi consentano di dire che Autobahn è davvero il gioco che fa per voi e che “ne volete di più”. Altrimenti, lasciate perdere, che il base è già abbastanza ricco di suo (in tutti i sensi).

IL SOLITARIO
Ecco, qui forse Autobahn tira fuori davvero il suo asso nella manica, presentando un solitario con automa di gestione abbastanza fluida e rapida, rispetto alla mole di regole del gioco stesso. Parliamo comunque di 6 pagine di regolamento dedicate… ma la loro applicazione pratica vi risulterà molto più facile del previsto.
La gestione è affidata a una plancetta dedicata, da associare a uno dei mazzi base inutilizzati tra gli altri colori e a un mazzetto dedicato al solitario. Ogni turno l’automa pescherà due carte (una per ogni mazzetto) che determinerà quale azione svolgere e quale colore associare, seguendo i tipici diagrammi di scelta ad albero (non troppo articolati).
La presenza dell’automa al tavolo si sente, e parecchio, e non sarà per niente facile riuscire a stargli dietro, vista la facilità con la quale macinerà punti. Parallelamente, dopo qualche turno imparerete a gestirlo molto velocemente e questo vi consentirà di pensare unicamente alla vostra partita, potendo così gustare al 100% la sfida che Autobahn vi mette davanti.

CONCLUSIONI
Autobahn è il gioco di costruzione reti che avrebbe potuto progettare Lacerda, se questa meccanica fosse stata nelle sue corde. Infatti, è un gioco articolato, complesso e denso, che restituisce un’esperienza altrettanto piena. Il tocco degli autori italiani si nota comunque nella fluidità di gioco, garantita da scelte che vanno assottigliandosi ogni turno, per accompagnare il focus dei giocatori verse ventagli più limitati di opportunità.
Il solitario è davvero un buon prodotto, che riesce nell’impresa di coniugare un comparto regolistico corposo con la necessità di rendere i turni dell’automa più rapidi e immediati possibile.
Personalmente, nei giochi euro prediligo sempre l’eleganza; in ogni caso, Autobahn è comunque un buon gioco, in grado di appagare le vostre aspettative, da appassionati di giochi euro corposi (e magari portoghesi…), articolati e anche interattivi. Se poi siete anche amanti della costruzione reti, associata al pick-up and deliver e arricchita da una meccanica di gestione mano davvero interessante, con ricerca del match perfetto tra azione e colore di ogni carta, allora Autobahn potrebbe essere il gioco che centra esattamente il vostro target.
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Si ringrazia l’editore per la copia recensore, fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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