scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
tavoli brutti!
Questa settimana ci siamo mossi poco, ma siamo partiti
addirittura dalle stelle per passare su delle isole piene d’animali e
addentrarci poi nelle profondità del sottosuolo, risalendo infine con molta
più conoscenza e con una lancia fra le mani una volta a casa.
compresa la spiegazione
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| Stellar Leap |
Le illustrazioni alla “mio cugino” possono svilire un titolo altrimenti ben
congegnato, anche perché per certi aspetti – in primis le plance a due strati
con aree recesse e le pedine di ogni razza sagomate in maniera differente – i
materiali sono sopra la media. Sul tavolo abbiamo un gioco 4X in cui i pianeti
sono carte, i sistemi solari righe e le colonne sono contrassegnate in testa
da un valore del dado, in modo che tirando due D6 a inizio turno vengano
generate le risorse. Dal momento che i tiri di dado premiano chi è presente
nelle colonne, a prescindere dal giocatore attivo che lancia, imposto la
partita con un atteggiamento espansionistico e da un certo punto in poi son
sempre sicuro di avere introiti, aiutato pure da un uso accorto dei poteri
asimmetrici della mia razza. Monica invece preferisce meno pianeti, ma più
popolosi, rimanendo indietro di qualche punto. A dir la verità pensavo di
averla staccata molto di più e la conta finale mi ha riservato qualche
brivido. Come prima partita l’abbiamo provato con la variante Easy Event, che
fa girare una carta evento a turno invece che in base a degli eventi
scatenanti, per cui sicuramente c’è la curiosità di riprenderlo in una
configurazione più standard.
giocatori • 14+ • 60-120′ • giocato in 2 • 120′ con spiegazione
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| Darwin’s Journey |
Dopo mesi di reticenza, mi sono deciso a provare Tabletop Simulator e come
primo esperimento ho subito intavolato Darwin’s Journey, attualmente in
fase di produzione dopo il termine della campagna Kickstarter, ultimo lavoro
di Simone Luciani e Nestore Mangone, che provano a confermarsi dopo l’ottimo
Newton. Il gioco è un cinghiale dal peso medio-alto, basato su
meccaniche di piazzamento lavoratori, collezione set e movimento su mappa. Il
gameplay gira davvero a meraviglia, le combo tra i vari persorsi
fioccano come neve e la soddisfazione a fine partita è stata davvero notevole,
nonostante abbia perso per 2 miseri punti su 200+. Ho apprezzato molto la
meccanica di specializzazione dei lavoratori, che obbliga a pianificare bene
ogni piazzamento. Luciani e Mangone si confermano una coppia davvero di alto
livello, confezionando un gioco dal sapore Newtoniano, ma anche Marcopoliano
(due giochi che adoro), tosto come quantità di regole, ma fluido nel flusso di
gioco ed estremamente profondo. Insomma, il gioco non ha tradito le mie
aspettative e mi ha lasciato la voglia di riprovarlo quanto prima. Unico
rammarico è dovuto al fatto che, nonostante Tabletop Simulator abbia
funzionato a meraviglia, mi è mancata la componente fisica-tattile. Poco
male… mi rifarò sicuramente entro la fine del 2021, quando il gioco
sbarcherà in retail.
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in 3 • tempo 45′
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| Clank! |
In un tardo pomeriggio domenicale, con un occhio
all’orologio per non sforare e arrivare verso l’inizio del coprifuoco, ecco
che tre eroi cercano di sfidare l’ira del drago nel dungeon e riportare al
castello gli artefatti di valore maggiore. Il giocatore giallo ha effettuato
la strategia pressoché perfetta: con i movimenti giusti e con l’acquisto di
carte effettivamente molto utili ai movimenti, afferra un ottimo artefatto e
scappa per tornare in tutta fretta al castello costringendo gli altri ad
affrettarsi verso l’uscita. Il blu è rimasto in balia di pescate non ottimali
e nonostante tutto ha chiuso la partita fuori dal dungeon, ma non al sicuro
sulle mura. Il verde ha invece scelto un modo diverso di giocare, creando
un’efficace combo di carte che premiano l’acquisto dei Tomi Segreti e che a
fine partite li valorizzano ulteriormente. Riesce a uscire dal dungeon, non
riesce a salire sulle mura, ma comunque viene salvato e con la somma dei punti
delle carte e degli artefatti riesce a conquistare la vittoria. Come potete
aver capito, il gioco si presta a diversi approcci e diverse strategie, anche
se tutto è ovviamente soggetto alla pesca delle carte. La meccanica della fuga
prima degli avversari è molto divertente e deve essere sempre valutata
attentamente, altrimenti gli avversari che sono rimasti in gioco (come nella
partita raccontata sopra) possono aver la meglio!
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| Newton |
Darwin’s Journey mi ha riacceso la voglia di reintavolare
Newton, dato che ci ho visto molte analogie, soprattutto per i diversi
tracciati presenti in entrambi i giochi. Quello che vi troverete davanti,
anche in solitario, è un gioco non immediato, ma molto rapido da gestire una
volta capite le potenzialità delle diverse azioni e dei diversi tracciati in
cui progredire o far avanzare le nostre scoperte e la nostra conoscenza. La
gestione della mano di carte per cui, ad ogni turno, dovrete sacrificare una
carta per poter potenziare le vostre abilità (asimmetriche) di base nei turni
successivi, vi regalerà un’esperienza tanto appagante, restituendovi un senso
di crescita sulle azioni che pochi titoli vi daranno. Praticamente ogni
partita sarà sempre differente dalle altre, perché sceglierete – ogni volta –
cosa mantenere in mano (per il tipo di azioni da svolgere) e cosa mettere
sotto la plancia (per potenziare le azioni disponibili). Un grosso solitario
di gruppo per abitanti de “la valle degli orti“. (^-^)
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10+ • 30′ • 40′ con spiegazione
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| 7 Wonders Duel |
Lo ammetto: ho voluto giocare facile. Mi
serviva un titolo per stimolare il mio avversario e ho tirato fuori IL gioco
per due. Il migliore, senza se e senza ma. Un 17° posto nella classifica
generale di BGG che merita a mani basse. Ho detto al mio amico: “Questo ti
piace di sicuro, fidati” e non ho sbagliato. Tanto che ha voluto subito fare
un’altra partita dopo aver capito bene le regole. Solitamente non punto mai
alla supremazia militare, né a quella scientifica, e me la gioco ai punti. Ma
stavolta lui sembrava ignorare quello scudo rosso che inesorabile avanzava
verso il suo lato del percorso e allora ho affondato. Siamo comunque arrivati
alla terza epoca, ma poi è bastata una carta con tre scudi per infliggere il
colpo finale. La seconda partita non è stata altrettanto semplice ed è finita
in parità, risolta a suo vantaggio di 2 punti. Inutile, non trovo un singolo
difetto a questo gioco: rapido, lineare, stimolante e la scelta di come usare
ogni carta può essere la più facile di questo mondo o la più difficile della
vita. A chi si avvicina oggi al mondo dei board game lo consiglio
ancora nonostante i suoi 6 anni (che sono un’infinità in questo ambito),
perché non ha eguali. Ha tutto quello cerco in un gioco e rimane un caposaldo
della mia libreria.
Nella parte video di questa settimana è tornata Valeria con un suo
[Gioca con me], poi abbiamo avuto il mio contributo con l’apertura di un’altra scatola
localizzata in italiano e infine un delizioso
nonsolograndi
aperto da Fabio.
Cominciamo – come d’abitudine quando è presente – da Valeria, che ci spiega
come entrare nella campagna legacy di My City, ultima novità del
famoso Knizia, il quale con un sistema simil-R&W ci porterà al piazzamento
di polimini/edifici per la costruzione delle nostre città.
Continuiamo con un disinscatolamento con cravatta fatto da me, Figlio di
Griffin, che vi apro la ricca scatola di AuZtralia, dell’altrettanto
famoso e prolifico Wallace il quale, stavolta, ci porta a costruire reti
ferroviare per combattere i Grandi Antichi.
Terminiano con una certezza chiamata F/B!O, che ci mostra il contenuto di
Babacadabra, un gioco di abilità, precisione e concentrazione veloce e
divertente, da fare ovunque e in pochi minuti.
E Voi cosa avete intavolato questa settimana e con chi lo avete fatto?
Saremo curiosi di leggere anche le Vostre “impressioni a caldo” post
partita!
Alla prossima…
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