Il Poker degli Scarafaggi Royal – copertina

Il Poker degli Scarafaggi Royal [nonsolograndi]

Un mesetto fa vi abbiamo parlato di Biss 20, che – insieme a Insalata di Scarafaggi, Zuppa con Scarafaggi, La Tarma Imbrogliona e Poker delle Cavallette – fa parte della serie Ugly Animals della casa editrice Drei Magier. Oggi ampliamo ulteriormente questa lista, introducendo Il Poker degli Scarafaggi Royal, un titolo del 2012 che galleggia intorno alla 70ª posizione della classifica Party Games di BGG di tutti i tempi. Non male per un mazzetto di carte!

Conosciuto anche come Cockroach Poker Royal o Kakerlakenpoker Royal (tanto è indipendente dalla lingua), se togliamo la parte “regale” possiamo risalire al gioco del 2004 di cui questo è la reimplementazione. L’autore è sempre Jacques Zeimet e pure la sua scheda tecnica è invariata: 20 minuti, 2-6 giocatori, età 8+. La sua meccanica principale è il bluff e si deve evitare di collezionare set, per non essere l’unico perdente della partita…

Per saltare direttamente alla sezione MMDC seguite questo collegamento.

Ringrazio l’editore per la copia recensore.

Cercate di appiopparvi le carte a vicenda. In questo gioco bisogna essere bravi nei bluff e valutare bene gli avversari. Alla fine, perde chi incassa troppo carte!

Il Poker degli Scarafaggi Royal – materiali
Dentro la scatola

I COMPONENTI

La scatola de Il Poker degli Scarafaggi Royal, di dimensioni 110×110×35mm, contiene:

  • il regolamento (DE, EN, FR, IT);
  • 56 carte animale (8 × cimice, scarafaggio, pipistrello, mosca, rospo, ratto, scorpione);
  • 7 carte Royal (1 × specie);
  • 1 carta speciale Suddito;
  • 1 carta speciale Nero.

Rolf Vogt è il pennello che dà coerenza non soltanto a questa serie, ma a tutta la produzione della Drei Magier. Apprezzo la cura estetica infusa in un semplice mazzo di carte, riscontrabile nella scelta di realizzate tutti disegni diversi, anche all’interno della stessa specie. Le carte non sono telate e, se le passate – come facciamo noi – strisciandole sul tavolo, è probabile che compariranno dei piccoli segnetti. Le dinamiche sono comunque salve, poiché sono i dorsi a dover essere indistinguibili.

Altro dettaglio interessante, su ogni retro sono riportati i simboli dei “semi”: i sette animali più la corona e le due speciali. Icone si trovano pure agli angoli dei fronti, così chi avesse qualche difficoltà coi colori può avere un riferimento indubbio. Al netto di qualche errore di digitazione, il regolamento italiano spiega bene tutti gli aspetti. I materiali sono adeguati allo scopo.

Ho girato anche un video di unboxing:

Il Poker degli Scarafaggi Royal – preparazione
Preparazione per 4 giocatori

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?

Preparazione: Mescolate tutte le carte, poi formate un mazzo punizione di 7 carte coperte, lasciando visibile solo la prima. Distribuite le altre in parti uguali: se ne avanza qualcuna, il primo giocatore ne prende una in più e le rimanenti entrano nel mazzo punizione.

Svolgimento: Nel vostro turno posate una carta coperta davanti a un avversario e annunciate cosa dovrebbe rappresentare: cimice, scarafaggio, pipistrello, mosca, rospo, ratto, scorpione oppure Royal. Chi riceve la carta può dichiarare di credervi o meno e rivelarla. Se la dichiarazione è corretta, la colloca davanti a sé chi l’ha passata; se è sbagliata, la colleziona chi l’ha ricevuta. Il “perdente” riprende il turno. La terza opzione è sbirciarla e passarla a un nuovo giocatore, confermando o cambiando la dichiarazione. L’ultimo deve per forza scoprirla.

Le carte speciali funzionano in modo diverso: una è un jolly per tutti gli animali senza corona, quindi è sempre corretta tranne se viene dichiarato Royal; l’altra è vuota e quindi è sempre sbagliata. Chi prende una carta speciale la tiene in mano. In cambio deve mettere davanti a sé una carta corrispondente all’ultima dichiarazione fatta oppure, se non può o non vuole, due a scelta.

Le carte Royal hanno due risposte giuste: si può dichiarare sia l’animale raffigurato sia “Royal”. Chi incassa una carta Royal, deve prendere anche la prima carta del mazzo punizione; se pure quella è Royal, ne pesca un’altra. La partita finisce quando un giocatore ha davanti a sé 4 animali dello stesso tipo (comprese le versioni Royal di quella specie) oppure quando deve giocare, ma non ha più carte in mano. In entrambi i casi, costui perde e tutti gli altri vincono.

Il regolamento completo de Il Poker degli Scarafaggi Royal lo potete trovare qui.

Partita in corso

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI

Per chi ha saltato la sezione delle regole e si è precipitato a leggere cosa ne penso, ribadisco che il poker non c’entra sostanzialmente nulla con Il Poker degli Scarafaggi Royal: “Il Bluff degli Scarafaggi” sarebbe stato un titolo più onesto. Ad ogni modo, questa meccanica, seppur semplice, è molto divertente e il suo segreto non sta tanto nelle carte in sé, quanto nell’osservare il comportamento degli avversari e nel cercare di controllare le proprie emozioni.

Alice inizialmente non era un granché nel fingere, spesso tradita da un sorrisetto sospetto. Dopo alcune partite, esternamente non è cambiata per niente, ma ha iniziato a sfruttare il fatto che noi riconoscessimo i suoi segnali di “bugia” per rifilarci delle fregature clamorose. A ruoli invertiti, si sente un fenomeno quando azzecca le dichiarazioni. Ammesso che non tocchi a lei, le piace un sacco che ci sia un unico perdente da sbeffeggiare, soprattutto se sono io…

In quanto a semplicità, l’originale ne ha ancora di più rispetto a Il Poker degli Scarafaggi Royal, tuttavia per ritrovarla è sufficiente tralasciare le carte Royal, Suddito e Nera (le 7 specie restanti sono comunque abbastanza) oppure considerare le Royal più il Suddito come se fossero i ragni (che qui sono assenti). Vista così, è una buona maniera per introdurre nuovi giocatori al base, recuperando le carte speciali in seconda battuta.

Queste donano qualche opzione tattica in più, senza complicare eccessivamente le regole. Ad esempio, se io ho tre rospi e in cima al mazzo punizione ce n’è un altro, i miei avversari possono provare a rifilarmi direttamente un quarto oppure un Royal, cosicché io prenda quello fatale dal mazzo. Addirittura, se la carta Royal è un ratto e come punizione c’è un ratto, è a rischio pure chi ha “solamente” due ratti.

Ma spingiamo l’esempio ancora oltre: poniamo che ho tre mosche. Alice mi allunga una carta, sostenendo che è una mosca. Per me è meno pericoloso dire che ha ragione, perché in quel caso la mosca assassina le tornerebbe indietro. Tuttavia, se si tratta della carta Nera (sempre errata), la mia condotta sicura mi porta a sbagliare. L’estrema conseguenza è che ora devo calare proprio la mosca che è stata dichiarata (o due carte a scelta).

Ho beccato uno scarafaggio Royal e mi sono dovuto prendere anche lo scorpione-punizione

Il Poker degli Scarafaggi Royal esalta pertanto l’interazione sociale: ogni mossa spinge gli altri a credere, dubitare o rilanciare la carta. Sì, perché pure lo sbirciare e mandarla avanti (azione che può sembrare di far evitare il rischio), in realtà ti mette nelle mani (e nella testa) del giocatore successivo. Per assurdo, se voglio far arrivare una carta a qualcuno, non gliela devo passare, ma sperare che resti per ultimo: quello costretto a rivelare la bestiaccia.

La fortuna pesa limitatamente alla distribuzione iniziale e al mazzo punizione, che può far accumulare carte indesiderate in modo davvero fastidioso. Però non basta da sola, perché ogni turno richiede di leggere gli avversari, decidere se fidarsi o passare e scegliere quando innalzare la pressione. Quindi il gioco premia soprattutto memoria, due conti con le carte visibili, faccia di bronzo e capacità di bluff. In pratica, un buon uso delle dichiarazioni riduce efficacemente lo svantaggio.

Il Poker degli Scarafaggi Royal ha una struttura elementare, ma con parecchia variabilità: carte diverse, dichiarazioni differenti, passaggi tra giocatori e carte speciali/Royal che cambiano spesso l’esito di un turno. Questo fa sì che le partite non si assomiglino troppo, anche se il cuore del gioco resta lo stesso. La rigiocabilità tuttavia dipende molto dal gruppo: se i giocatori bluffano sempre nella stessa maniera, dopo un po’ si legge il tavolo più facilmente e la sorpresa scema.

Per quel che riguarda la scalabilità, partiamo malino: nella variante per 2 giocatori non è possibile (ovviamente) passare le carte: è quasi un altro gioco. Il minimo sindacale per funzionare è dunque 3. In 4-5 le dinamiche migliori emergono maggiormente, perché la carta può essere rilanciata da un giocatore all’altro e la tensione cresce lungo la catena. In 6 può capitare qualche turno ogni tanto in cui si resta un attimino tagliati fuori, perché il giro si chiude prima.

Lati negativi?

La variante a 2 è il punto meno forte, poiché viene meno una parte importante dell’interazione: non compratelo per giocarci in coppia.

Una seconda mancanza evidente è che non offre grande profondità strategica: la brillantezza sta nella socialità, non su qualche albero tecnologico. Se il gruppo ama il bluff e accetta una spruzzata di fortuna, ciò va in secondo piano; se invece cerca controllo e determinismo, non ci siamo.

Tre mosche: rischiooooooo

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO

Ecco qui in elenco le cose che Alice (7 anni e 7 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Il Poker degli Scarafaggi Royal:

  • a leggere gli altri, a gestire il bluff e a capire quando fidarsi o dubitare;
  • la gestione del rischio, perché devo decidere se prendere la carta o passarla, sapendo che la scelta può ritorcersi contro di me;
  • a sopportare un pochina di incertezza e a reagire rapidamente quando la situazione cambia.
Il Poker degli Scarafaggi Royal – carte speciali
Le carte speciali Nera e Suddito

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI

Sulla scatola de Il Poker degli Scarafaggi Royal è stampigliato 8+. L’indicazione è perfetta come età in cui i nongrandi hanno già iniziato a gestire bluff e lettura sociale. Il gioco richiede di capire dichiarazioni, dubbi, passaggi di carte e conseguenze delle proprie scelte, quindi per i più piccoli può essere troppo astratto o frustrante. Alice ha cominciato qualche mese prima, però abbiamo festeggiato in settimana le 1000 partite insieme, quindi è ben allenata.

Con gli anni aumenta anche l’autocontrollo e pertanto risulta un ottimo party game in famiglia e tra soli adulti, perché cresce la componente psicologica. Vorrei citarvi tutto il monologo di Vizzini, ma tanto so che non è necessario e ci siamo capiti (per tutti gli altri c’è questo link). I nonni hanno apprezzato il fatto che ci sia un unico sconfitto, di conseguenza le loro probabilità di essere tra i vincitori sono maggiori ^_^

Un tappeto di carte

MIA MOGLIE DICE COSE

«Un gioco di carte semplice, che riprende il bluff del poker, per cui la famosa faccia da poker, che in famiglia mi sa che ha solo Alice e un pochino Fabio.
Alice potrebbe convincerci di aver bisogno di ghiaccio in Alaska, per cui fondamentalmente non ci fidiamo per principio. Qui però non è facile decidere se credere o no all’avversario. Dato che si può dire la verità, come no, non è detto che chi conosciamo come un contaballe lo sia necessariamente anche in partita.
Per niente chiaro.
Come tipo di gioco, non incontra i miei gusti. Odio bluffare, Alice non ha preso da me in questo, e in genere non amo dovermi chiedere in continuo chi cavolo ha mentito.
Nonostante ciò, qualche partita l’ho fatta volentieri, soprattutto perché mi intrigavano le carte speciali, che regalano quel brivido d’inaspettato in più.»

MIA FIGLIA DICE COSE

«Gli animaletti sono molto cute. È bello trovare dei trucchetti per far perdere il mio papo. Le carte speciali sono divertenti e mi piace quella nera. La mia bestia preferita è il pipistrello.»

Per tornare su seguite questo collegamento.

— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —

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