Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli ne abbiamo calate di tutti i colori, abbiamo fatto a portellonate, abbiamo fuggito più di una colpa e ci siamo rinchiusi in una caverna.
Buona lettura!
Pillole
[Antonio-Figlio di Griffin] Chroma Arcana • 2 giocatori • 13+ • 20-40′ • giocato in 2 • 40 minuti con 10 minuti di spiegazione

Antonello porta un bottino da KS molto ricco e uno dei diamanti più pregiati è questo gioco di carte proveniente dalla Francia.
Ha un sistema di gioco molto particolare che prevede un draft di mazzi oltre che di carte, ben otto colori/mazzi tra cui scegliere, con solo il primo colore/mazzo esclusivo.
Il gioco prevede l’utilizzo di sette tipi di carte: burst (attacchi), edict (condizioni), minion (alleati), ward (difese), arcana (pagamenti), potion (risposte) ed ego (personaggi).
Presenta una sequenza di turni molto regolare in cui attivare carte scartandone un numero definito dello stesso colore, col twist di prendere danno ad ogni rimescolamento degli scarti per ripescare carte della propria mano.
È stata una sfida molto ragionata (era la prima partita per entrambi!) e molto attenta per valutare il tipo di carte da calare e da caricare, volta per volta, scartandone altre perdendo quindi le loro possibili abilità.
Molto belle le illustrazioni e in generale l’intero comparto grafico che fa da ciliegina a una solida e sostanziosa torta fatta di draft, abilità e combo, con scelte sofferte e coperte sempre corte per ognuno dei due giocatori.
È piaciuto a tutti e due, anzi a tutti e tre, perché Tore ci ha fatto da Game Master guidandoci nella partita introduttiva, essendosi studiato lui il regolamento e il gameplay del gioco.
Per la ludica cronaca la vittoria è andata ad Antonello che alla fine ha ridotto a zero i miei dieci punti vita nel giro di circa cinque-sei turni, dopo che lo avevo portato ad avere tre punti vita con azioni atte più a offendere che a difendere durante tutta la partita.
Il gioco si presenta come un bel mix di azioni e controazioni da pesare e bilanciare bene, anche in base al fatto che i costi/scarti rappresentano il modo più veloce per assottigliare il mazzo e rischiare di autoinfliggersi un danno in fase di ripristino mano.
Bel prodotto che oltre alla scatola base per la sfida competitiva 1 vs 1 presenta pure un’espansione per trasformare il gioco in un competitivo da 1 a 6 giocatori…e già ne pregustiamo una prova in questa modalità!
[Antonio-Figlio di Griffin] Solar Titans • 1-4 giocatori • 14+ • 30′ • giocato in 2 • 25 minuti con pochi minuti di spiegazione

Dopo la partita a Chroma Arcana provo con Tore un suo secondo KS che le sere precedenti non era riuscito a mostrarmi.
Me lo presenta come un gioco di carte (e piazzamento carte) che sfrutta il sistema del mercato e del deck building già visto in titoli come Clank! e Tiranni dell’Underdark.
Infatti l’approccio al gameplay risulta per me già noto e molto immediato, con la sola attenzione in più da rivolgere al piazzamento dei pezzi della mia astronave e all’obiettivo della distruzione di una carta specifica dell’avversario.
L’esperienza mi ha lasciato un po’ perplesso, anche se non posso scrivere che il gioco mi sia dispiaciuto. Il fatto è che l’ho trovato un filino lungo e ripetitivo per il tipo di gioco e il tipo di ambientazione.
Mi spiego meglio: lo scontro tra due astronavi con l’obiettivo di sparare e riparare di volta in volta i danni lo avrei preferito con un sistema di gioco più veloce.
Fare il deck-building e attenzionare il mercato con le diverse abilità delle diverse carte/ricambi da poter acquistare per puntare alla distruzione dell’avversario me lo ha reso troppo macchinoso.
Una seconda chance comunque gliela concederei, perché è molto immediato da capire e da padroneggiare. È solo lento – e a mio avviso ripetitivo – per il perseguimento dell’obiettivo finale.
[Giorgio-Zaku] Betrayal at House on the Hill • 3-6 giocatori • 12+ • 60’ • giocato in 6 • 60′ minuti più spiegazione di 30′

Chi, come il sottoscritto, ha qualche anno alle spalle, non può non ricordare i racconti della cripta e tutte quelle storie horror. Betrayal at House on the Hill è proprio questo: un generatore di storie dell’orrore. Venerdì sera, in sei, ci apprestiamo a vestire i panni di un gruppo di stereotipi del cinema horror che esplorano una magione infestata. Il gioco si divide in due tempi, pardòn, in due fasi.
La prima fase della partita è un’esperienza cooperativa e quindi andiamo in giro in questa casa a tre piani rilevando stanze che possono attivare eventi, essere piene di oggetti o raccogliendo presagi che serviranno per attivare la fase due e lo scenario corretto. Mi è piaciuto molto l’atmosfera delle singole stanze, si percepisce che è lei la vera protagonista.
Ma ad un certo punto, a seconda del tiro di dado e di quanti presagi ci sono in partita, tutto si trasforma di colpo in uno scontro asimmetrico. È la fase due del gioco: gli eroi contro il mostro, il pazzo o l’entità paranormale. Ed indovinate un po’ chi diventa un pazzo che inizia ad aver paura che gli altri possano portargli via il suo tesoro? Ovviamente io… che mi butto subito alla caccia del più debole del gruppo. Intanto Patrizio e Claudio trovano una bella strategia che mi mette veramente alle strette e abbassa pericolosamente i miei punti vita.
Non mi rimane che sfruttare l’oggetto pescato nella prima fase che mi fa apparire dove voglio e provare a portare qualcuno di loro al creatore. Patrizio si salva all’ultimo tiro di dado!!! Sono stato forgiato dalle estenuanti partite a Risiko dell’infanzia; lì ho imparato che i dadi non mi hanno mai favorito. Un respiro profondo, e torno a dare la caccia. Vedo una bella opportunità di far fuori Andrea e mi ci fiondo, ma finisco i passi che posso compiere per le ferite che ancora porto addosso. Poco male… al prossimo turno sarà mio.
Peccato solo che non avevo calcolato bene Diego che, silenzioso per tutta la partita, aveva accumulato oggetti potentissimi… come un candelotto di dinamite! E così, me lo vedo correre dal fondo a un corridoio, tutto contento che me lo lancia ridendo… ed io… non posso fare altro che ridere insieme a tutti gli altri, mentre ammetto che loro sono i vincitori di questo film-gioco.
Da buon giocatore American, non posso che apprezzare Betrayal at House on the Hill: non vince chi ha la strategia migliore, ma chi sa stare al gioco del caos. Se cercate un’esperienza narrativa imprevedibile e amate i film horror, è un capolavoro. Se invece odiate la fortuna e cercate equilibrio a tutti i costi, forse non fa per voi.
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[F/\B!O P.] Perdition’s Mouth: Abyssal Rift – Witch’s Grotto • 1-6 giocatori • 10+ • 30-180′ • giocato in 6 • 200 minuti senza spiegazione

Finivo la pillola precedente di questa mini-campagna scrivendo: “ci sarà un terzo [scenario]. A un anno da adesso, se va come finora…” 15 mesi dopo, la profezia si è rivelata addirittura ottimistica. Questo la dice lunga anche sulla frequenza – pur trovandoci una volta al mese – con cui riusciamo a essere presenti tutti e sei, vincolo che ci eravamo auto-imposti per portarla avanti.
È difficile sintetizzare le regole di PM in poche righe, per cui vi tratteggio solamente ciò che lo distingue dalla massa dei dungeon crawler. A ogni round gli eroi decidono l’ordine di turno: le loro caratteristiche asimmetriche sono date dalla plancia eroe unita al mazzetto personale (peggiorato dalle ferite in un deck-building al contrario). Le azioni vengono selezionate tramite punti azione su una rondella comune. I dadi sono sostituiti dalle carte responso, la cui distribuzione di valori è nota. Un’altra rondella e degli algoritmi di priorità gestiscono senza master la fase nemici. Le mappe sono fisse e il gioco è punitivo.
Nel primo scenario di Witch’s Grotto abbiamo sottratto la strega Aisha ai suoi carcerieri. Nel secondo abbiamo lasciato la caverna. Per farlo avevamo due possibili uscite: una porta più vicina e un’altra più distante. Ovviamente abbiamo imboccato quella più comoda, ma – indovinate un po’? – ci ha portato allo scenario più difficile. Siamo scesi ancora più in profondità per liberare una vittima e neutralizzare tre nidi insettoidi.
Il party viene confermato: io sono Aisha, il fulcro della trama; Luco è Neshilim, che non eccelle in niente, però è abbastanza bravo in tutto; Gianchi è Raven, forte, ma infame; Gourdo è Olazábal, la nana guaritrice con motosega; Gerry è Elisa, teleporter con attacchi a effetto d’area; infine Dodi è Bastian, il tank con migliore attacco/difesa. Servono una collaborazione e coordinazione perfette sin dall’inizio.
Infatti l’ingresso è largo soltanto tre caselle (noi siamo sei) e sono tutte allagate, dunque richiedono moltissimi punti movimento. Risolviamo il rompicapo e ci distribuiamo sulla ruota del destino in maniera tale da far entrare tutte le miniature, che non possono condividere le caselle né attraversarsi. Di fronte a noi sorge un isolotto con la vittima da recuperare e un nido, mentre gli altri due si trovano rispettivamente lungo la parete destra e sinistra. Verso quest’ultima si dirigono Raven, Olazábal e Bastian.
Riescono a tenersi a distanza di supporto reciproco ed eliminano senza troppi problemi i piccoli insettoidi che si fanno loro incontro. Arrivati all’altezza del nido, trovano una resistenza maggiore, tuttavia con un buon schieramento e un impiego efficace delle carte asimmetriche ne hanno ragione. Cosa fare a questo punto? Raven e Olazábal si dirigono al guado che porta alla vittima, mentre va verso il fondo e i mostri più grossi. Sì, perché di là nel frattempo non è che eravamo rimasti con le mani in mano…
A differenza degli altri tre, Elisa è più veloce, Aisha media e Neshilim lento, per cui il gruppo è un tantino allungato. Appena giunge a portata, la maga lancia un Torrente di Fuoco (un attacco a cono che interessa un’area triangolare). Non ha il successo sperato, inoltre abbiamo oramai esaurito le generazioni piccole e nell’ultima sono entrati i bestioni più grossi. Non hanno apprezzato il gesto e si voltano verso di noi per trebbiarci. A questo punto rivediamo il nostro piano: Neshilim e Raven attuano una manovra a tenaglia verso il centro (nido e vittima), Elisa e Aisha si fanno inseguire da un Tharnix e un Chi’leen per allontanarli dal nido, Bastian va incontro all’altro e Olazábal cala la motosega ovunque capiti.
Per farla breve, con diligenza e qualche ferita di troppo, i vari pezzi del puzzle finiscono al loro posto. Neshilim spacca un nido, Raven si carica la vittima sulle spalle, Bastian e Olazábal calpestano l’ultimo nido dopo aver obliterato il nemico. Elisa e Aisha mostrano le loro gioie e scappano, prendendosi beffe degli avversari per mezza mappa. È stato finora decisamente lo scenario più tosto (e lungo) affrontato, ma non abbiamo subito perdite. Nel prossimo (e ultimo!) sarà gradita la presenza di un chierico taumaturgo. L’appuntamento “a riveder le stelle” è previsto per il 2026!
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana vediamo ancora F/\B!0 P. a disinscatolare.
Nel video ci mostra descrizione dei componenti con apertura della scatola di Stich für Stich, di Markus W. Leon, gioco da tavolo edito da Zoch Verlag.
Nella sezione Podcast abbiamo parlato dell’ottava edizione del ToPlay 2025.
ENIGMI E SALUTI
Purtroppo nessuno di Voi ha capito che stavo parlando del fuoco e, soprattutto, di Flamecraft quando ho scritto nell’indovinello precedente “c’è un solo elemento ad aiutare in più lavori…“
Vi sfido allora in un nuovo indovinello utilizzando un concetto simile, scrivendovi che un solo elemento dà tanto da lavorare…
Giocate, leggete, pensate e rispondete! Alla prossima settimana!
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