scritto da Erika
Pronti a vedere gufi con la testa di un gatto o pecore con la testa di un topo? Tutta colpa della polvere magica del Mixalotl, un mostriciattolo che ha mescolato tutti gli animali. Il più veloce a risistemare tutti gli animali vince: dura circa 10 minuti. Un gioco dai 4 anni per 2-4 giocatori, edito da HABA, che ringrazio per la copia recensore, e creato da Olivier Mahi.
Cosa sta succedendo qui? C’è un cane-mucca che fa “muu” e “bau”? E accanto a lui un topo-pecora, che squittisce e fa “bee”? Con tutti questi bizzarri animali e i loro tanti versi mantenere uno sguardo d’insieme non è per niente semplice. E in mezzo agli animali ecco il Mixalotl, che se la ride sotto i baffi con la sua polvere magica. Sicuramente c’è lui dietro tutte queste metamorfosi… presto, afferratelo prima che combini altri guai!

I COMPONENTI
La scatola di Mixalotl, di dimensioni 15×15×5 cm, contiene:
- il regolamento (CN, NL, EN, FR, IT, ES);
- 1 figura del Mixalotl in legno;
- 20 tessere animale (10 tessere testa e 10 tessere corpo) in cartone;
- 24 carte (12 carte sasso e 12 carte nuvola) in cartoncino.
La scatolina è facile da portarsi in giro. Le tessere sono spesse e facilmente manipolabili, anche dai più piccoli. Metà rappresentano il corpo degli animali e le altre la testa, con disegni simpatici e molto chiari di Anne Pätzke. Il Mixalotl è grosso e robusto, con colori vivaci. Le 24 carte sono più fine delle tessere, ma adeguate.
I materiali, come già accennato, sono davvero facili da maneggiare e della dimensione giusta per essere agilmente gestiti dalle manine dei più piccoli. Infine si trova il libretto del regolamento, con immagini che chiariscono le spiegazioni, già molto semplici.
Abbiamo pure girato un video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Per prima cosa bisogna comporre 10 animali unendo la tessera corpo di una specie con la tessera testa di un altro, a nostro piacimento o semplicemente a caso. Si dispongono gli animali creati su due file, lasciando spazio tra esse per posizionare al centro il Mixalotl. Dopo vanno suddivise le carte in base al disegno che hanno sul retro, mettendo le carte sasso sopra a quelle nuvola.
Svolgimento: Si inizia scoprendo la prima carta e posizionandola in modo tale che tutti la vedano, poi si gioca tutti contemporaneamente. Se la carta mostra il corpo dell’animale, bisogna cercare la stessa figura e poi riprodurre il verso dell’animale la cui testa è attaccata all’animale che abbiamo appena trovato. Viceversa se si scopre una carta testa, bisogna cercarla e poi riprodurre il verso del corpo che le è attaccato. Se esce il Mixalotl, vince chi per primo prende in mano la sua pedina.
Il primo che esegue l’azione corretta prende quella carta come punto. La partita finisce quando terminano le carte: vince chi ne ha collezionate di più. Il gioco può essere reso più difficile se si decide di mescolare le carte sasso e le carte nuvola.
Il regolamento completo di Mixalotl lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
È un gioco semplice, però non banale, poiché mette in campo una buona dose di inibizione alla risposta, visto che bisogna fare il verso non dell’animale trovato, ma del resto del corpo. Serve una buona conoscenza degli animali e dei loro versi, ma questo rende tutto più divertente e sicuramente si ride tanto.
In generale mi sembra un titolo riuscito e molto centrato sul suo target: è rapido, caotico il giusto e ha un’idea forte e immediata, cioè riconoscere al volo testa/corpo e fare il verso corretto. L’aggancio visivo/sonoro funziona bene con i nongrandi, sia come attenzione sia come divertimento.
Il fatto che tutti giochino insieme evita tempi morti e rende le partite molto dinamiche: invita a rimanere vigili senza essere troppo punitivo. Preparatevi alla confusione, perché la simultaneità e i versi fanno parte proprio del suo rumore di fondo.
Lo vedo come un buon gioco da famiglia con bambini piccoli, pensato per far ridere, reagire e imparare senza far percepire l’esperienza come “didattica”.

Non serve molta fortuna, piuttosto una buona capacità di osservazione e di velocità.
È rigiocabile all’infinito, poiché gli animali sono modificabili tantissime volte e non sai mai cosa troverai.
A livello di scalabilità, si gioca bene sia in 2 che in 4 e non ci sono grandi differenze né come tempistiche, né come giocabilità. Dura 10 minuti esattamente come scritto sulla scatola: se si è particolarmente veloci anche qualcosa meno, soprattutto quando i giocatori sono un po’ più grandi.
C’è una buona interazione tra i bambini, di certo è tutt’altro che collaborativo: una grande sfida tra i più piccoli.

Lati negativi?
Forse per i più piccoli i corpi mescolati rendono un pochino difficile la comprensione del gioco e viene più facile fare l’animale che si vede nella carta girata, più che quello che è attaccato, ma è una bella sfida per imparare. Un limite per i bambini come il mio, che hanno difficoltà ad accettare che si possano mescolare corpi e teste di animali diversi: il suo primo gioco è stato risistemare ogni testa con il suo corpo.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Cristiano (4 anni) e gli altri bambini che hanno giocato con lui hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Mixalotl:
- a distinguere al volo tra testa, corpo e figura del Mixalotl, senza confondersi;
- ad associare le parti dell’animale e il verso corrispondente, perché a seconda della carta bisogna produrre il suono dell’animale giusto;
- a imitare dei versi e correggerti rapidamente se sbagli il suono;
- a rispettare regole semplici, ma precise, come fermarsi quando qualcuno afferra il Mixalotl o rimettere la carta nel mazzo in caso di parità.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Sulla scatola di Mixalotl è stampigliato 4+ ed è un’indicazione perfetta. Secondo me è bello fino agli 8 anni, ma giocabile anche da più grandi, si imparano benissimo i versi degli animali e anche ad avere una certa attenzione verso le immagini, perché solo quella permette di essere veloce. Essendo legato ad emettere dei suoni, l’età non risulta pregiudicare la vittoria.
Probabilmente gli unici che non lo apprezzerebbero sono i ragazzi in età adolescenziale, perché lo troverebbero un po’ demenziale per la loro età, che è invece il motivo per il quale degli adulti potrebbero divertirsi un sacco. Chiaro che per i grandi è facile, però è abbastanza simpatico.

CRISTIANO DICE:
«Non è la testa dell’anatra.»
AGATA DICE:
«Giochiamo ancora che è divertente.»
— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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