[Solo sul mio tavolo] Newton

scritto da White Winston (Andrea P.)

E voi… da che parte state?
Lucca Comics 2018. I miei amici, che non hanno una vescica da bue come la mia, decidono di fare una meritata pausa pipì. Rimango solo nel “Padiglione Games”. A un tratto sento una voce: “Hei! Ragazzo barbuto che cammini solo! Dico a te!” Mi giro e noto che, tra due stand di negozi indipendenti, c’è un piccolo tavolino anonimo con seduto dietro un signore di mezza età, di corporatura robusta, lunghi capelli secchi a coda di granata e occhiali a fondo di bottiglia, che regge un cartello con scritto sopra “Aprite gli occhi!” Mi avvicino con fare circospetto… “Attento ragazzo! Non vedi che siamo circondati?!” Non capendo bene cosa intenda chiedo lumi… “Le multinazionali del gioco da tavolo! Non vedi?! Quegli enormi stand, pieni di sedicenti dimostratori, che in pochi melliflui minuti ti inculcano nel cervello quello che vogliono, riuscendo a vendere scatole piene di cartone e legno senz’anima, col solo scopo di raccogliere banconote fumanti a palate!” “OK” penso… dopo il cosplayer dell’anno scorso che girava mezzo nudo con temperature prossime allo zero, anche quest’anno ho trovato il “matto del Comics”. “E poi” continua “non gli basta vendere. Loro vogliono la nostra noia! Te credi di spendere 50€ per garantire decine di serate di sicuro intrattenimento attorno a un tavolo… loro te ne offrono una, due al massimo, e poi… sbam! Il gioco diventa noioso, ripetitivo e ne devi comprare uno nuovo! E via altro vile danaro! Ma… non dirlo a nessuno… io li ho stanati! Ho scoperto il loro sporco gioco! O meglio… non tutti… ma in tanti dei loro diabolici giochi il problema sono i dadi!!! Giroscopi calamitati radiocomandati al loro interno. Al momento di tirare… sbam! Premono un pulsante, polarizzano e fanno cadere il dado sulla faccia che ammazza il gioco, quella che appiattisce, accorcia, appaga e infine… annoia!” Ormai ipnotizzato lo fisso come affacciato sull’abisso. “Ma io ho trovato la soluzione… li ho smussati tutti! Guarda qui!” E tira fuori un set di dadi grossolanamente smangiucchiati. “I dadi sferici! Impossibili da governare, continuano a rotolare, rotolare, rotolare… imperterriti! Ti interessa provarli? Per 10€ te ne vendo due! Il «Dadosferismo» è la chiave contro i poteri forti dei giochi da tavolo!

NEWTON
È un gioco di Nestore Mangone e Simone Luciani (Tzolk’in, Marco Polo, Grand Austria Hotel, Lorenzo il Magnifico) per 1-4 giocatori, durata media 60-90 minuti, edito nel 2018 da Cranio Creations. Nel gioco dovrete fare i conti con la dura vita di scienziato del diciassettesimo secolo, alle prese con i pellegrinaggi alle varie università europee, le ricerche, la lettura, l’insegnamento, il lavoro per sbarcare il lunario (notoriamente erano tutti squattrinati!) e la lotta “pro-vax”. Ah no… quella non appartiene al diciassettesimo secolo. Ce ne ha già parlato Fabio (Pinco11) in questo articolo qualche mese fa.
Questa volta la modalità solitario era già prevista, quindi non ho scomodato nessun “solitarista temerario d’oltreoceano”. Ma… andiamo per gradi!

GRAFICA E MATERIALI
Viene quasi da piangere ormai quando apri una scatola e trovi dei sani cubetti di legno! Oggidì ci sono batterie intere di falegnami cinesi (o per meglio dire macchine… ma restiamo sul poetico!) pronti a scolpire qualunque forma, dal maialino d’india al cavolo cappuccio, dal cranio di cavallo al piede di porco! E invece no… siamo di fronte a una produzione per così dire “classica”, senza troppi fronzoli, però con le idee chiare. Plance di cartone spesso, carte telate, cubetti e token in legno e cartoncino e… basta! Degno di nota il comparto grafico, affidato al pluricollaudato Franz Klemens. Dall’albero della conoscenza, alla mappa dell’Europa, alle librerie personali, alle carte “maestro” con i ritratti degli scienziati più celebri del secolo scorso, Klemens tira fuori una grafica pulita, ma curata e dettagliata (possiamo dire che è il suo marchio di fabbrica), che aiuta sicuramente nel difficile compito di ambientare un gioco altrimenti molto astratto per meccaniche. In più di un’occasione ho letto delle critiche alla scelta cromatica basata su scale di senape e beige. Ebbene, al di là dei gusti personali, secondo me il tema un po’ monocromatico aiuta tantissimo nella leggibilità di tutte le plance, perché permette agli altri colori di spiccare senza difficoltà alcuna. E, inoltre, apparecchiato sul mio tavolo color marrone scuro, ci sta benissimo. Quindi approvo senza riserve!

REGOLAMENTO
Visto che non sono praticamente previste regole particolari per la modalità solitario, vi farò una rapida (rapidissima!) panoramica delle meccaniche principali. Per approfondimenti vi rimando come sempre all’articolo di Fabio (la bellezza di arrivare sempre secondi!). Il gioco si svolge in 6 round e ogni round è diviso in 5 turni. Ogni turno sarete chiamati a scegliere e giocare una delle vostre carte dalla mano. Ogni carta riporta un simbolo che contraddistingue una delle 5 azioni disponibili (più un simbolo jolly); ogni azione viene quindi svolta con un effetto “proporzionale” al numero di simboli dello stesso tipo già giocati in quel turno. Alla fine di ogni round, una delle carte giocate (a scelta) dovrà essere lasciata sulla plancia e diventerà un potenziamento permanente per le azioni future legate al suo simbolo. Le altre carte invece potranno tornare in mano per essere nuovamente giocate nei round successivi. Questo è un po’ il cuore del gioco e la sua meccanica primaria. Non sto a entrare nel dettaglio delle 5 azioni (lavoro, sperimentazione, studio, lezione, viaggio)… ciascuna ha un suo funzionamento e sono ovviamente strettamente concatenate in vario modo tra di loro.

IMPRESSIONI
Mi ha colpito fin da subito per la sua natura un po’ doppia. Da un lato infatti siamo di fronte a un titolo piuttosto semplice come spiegazione, con un ventaglio di scelte tutto sommato ridotto (sono solo 5 le azioni disponibili), basso downtime e con tempi di gioco veramente contenuti (in 60 minuti si può tranquillamente fare una partita in 3). Dall’altro lato però, alla prova dei fatti, risulta essere un vero bruciacervelli, estremamente strategico, dove la lettura del setup iniziale è importantissima (stile Marco Polo) e dove la pianificazione, per risultare ottimale, deve essere fatta fin dall’inizio del round su tutti e 5 i turni da svolgere. Un altro elemento peculiare è l’interazione… qui siamo veramente ai minimi storici!!! Considerate che delle 5 azioni, solo una prevede la classica interazione indiretta, ovvero l’azione studio: le carte acquistabili con tale azione fanno infatti parte di un pool comune dove chi prima arriva ha più scelta (spendendo poche monete è però possibile rimpinguare il pool per mitigare anche questo aspetto!). Escludendo dei piccoli bonus one-shot, che non spostano assolutamente gli equilibri e che vengono prelevati dal primo segnalino che vi passa sopra, le restanti 4 azioni non prevedono alcuna interazione, neanche indiretta. Si possono visitare gli stessi luoghi, beneficiare degli stessi bonus (mi riferisco alle tessere più grandi), attivare gli stessi bonus di fine partita e gestire a proprio piacimento la plancia personale senza alcun timore di ingerenze. “Ma White Winston, siamo quindi di fronte ai tanto “temuti” solitari multigiocatore?

Promo Stephen Hawking

Ebbene sì, cari i miei bachi della tenia. E questo ci porta al nostro argomento preferito: i solitari. Newton giocato in solitario o giocato in gruppo non presenta differenze così marcate. A meno che non siate degli inguaribili logorroici che riescono a intavolare discussioni anche di fronte a un german duro e puro, il solitario offre la stessa identica esperienza di gioco di una partita “socialmente attiva”! Però, se vi piacciono i rompicapo, il solitario di Newton diventerà uno dei migliori attrezzi della vostra personale palestra della mente. Infatti, prima di cominciare a giocare, dovete leggere attentamente tutte le informazioni che il setup casuale vi metterà di fronte: la disposizione delle tessere sulla plancia dei viaggi, i bonus sull’albero della sperimentazione, i bonus sul tracciato del lavoro e i bonus di fine partita sparsi un po’ ovunque. Incrociate quindi queste informazioni con la vostra plancia giocatore e il colore scelto (entrambi danno una partenza leggermente diversa), procedete con la scelta nel draft delle carte maestro, frullate bene (ma non troppo) il tutto e siete pronti per partire. Come dite? Vi fuma già il cervello anche solo a leggere l’elenco delle cose da fare per cominciare a giocare? Nessun problema. Monopolino vi aspetta al tavolo 2. Passando agli aspetti negativi, fossi stato l’autore, vista la natura molto solitaristica del titolo, avrei sicuramente curato di più questa modalità, introducendo una campagna di gioco con obiettivi progressivi, difficoltà crescente e bonus di inizio partita, stile Kepler-3042. In tal modo la longevità di suddetta modalità sarebbe stata di gran lunga maggiore. Però, complice il setup molto variabile e ricco di intrecci, anche così è un gioco che vi terrà incollati per svariate partite.

NOTA: a conferma della natura molto strategica (e solitaria) di questo titolo, dopo la lettura del setup e l’impostazione della vostra strategia, teoricamente potreste pianificare fin dall’inizio tutte le 30 azioni a disposizione, tenendo come variabile la sola azione studio (dipendente dall’uscita delle varie carte durante la partita) ed eventualmente i piccoli bonus dati dai gettoni. Naturalmente sarebbe un lavoro di memoria immane per i vostri poveri cervellini. Mileva Maric racconta che soleva passare pomeriggi interi distesa nel suo letto insieme al marito (un tale Einstein Albert) a giocare a scacchi… su una scacchiera immaginaria nella loro mente! Le 30 azioni di Newton sarebbero state per loro probabilmente come una passeggiata all’aria aperta…

Newton Deluxe Edition

CONCLUSIONI
Newton è un gioco per cervelli da corsa, ovvero, uno splendido rompicapo in un tempo contenuto. Un pizzico di innovazione misto a sapori più classici fanno di questo italianissimo german un gioco solido, bilanciato e squisitamente strategico. La cornice della scienza è gradevole quanto evanescente, ma per i fanatici del genere sono sicuro che questo non rappresenterà un grosso problema. Il solitario è un’esperienza molto appagante (il mio massimo per il momento è 96 punti!) sebbene, con poco sforzo in più, poteva essere anche più coinvolgente, implementando una campagna di partite concatenate tra loro. Purtroppo il gioco in solitario non è ancora un aspetto che viene trattato da tutti gli autori con la stessa importanza e cura (nonostante sia un autore navigato, questo è il primo gioco a firma Luciani a prevedere una modalità solitario ufficiale. Vediamo cosa avrà pensato per Barrage…). Pur senza lampi di genio e originalità eccezionali, Newton è un gioco capace di catturarvi alla prima partita e lasciarvi in bocca quella fame da “2 partite di fila”. Infatti dopo una rapida prova allo stand a Lucca è finito nel mio zaino tempo zero e l’ho già intavolato con soddisfazione davvero tante volte. Di solito questo è un ottimo segno… o no?

Gli uomini costruiscono troppi muri e mai abbastanza ponti.
Sir Isaac Newton

È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.
Albert Einstein

Le verità scientifiche non si decidono a maggioranza.
Galileo Galilei

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