Scitto da:
cogo71
Fan di Star Trek, ho bisogno del vostro aiuto. Oggi infatti vi porto la recensione di Starship Captains (qui trovate la scheda del gioco sul sito dell’editore), un gioco da tavolo a tema esplorazione spaziale portato in Italia da Cranio Creations (che ringrazio per la copia review) e ideato da Peter B. Hoffgaard. Giocabile in 1-4 giocatori per una durata di circa 90 minuti a partita consigliato per un’età minima di 12 anni. Le illustrazioni sono state curate da Jiří Mikovec, Radim Pech, Mergen Erdenebayar, Jakub Politzer e František Sedláček.
Perché invoco l’aiuto degli appassionati di Star Trek? Beh perché l’ambientazione e soprattutto le miniature protagoniste di questa scatola, mi hanno catapultato indietro nel tempo quando guardavo la serie televisiva ideata da Gene Roddenberry, in cui il colore delle uniformi utilizzate dall’equipaggio della nave stellare USS Enterprise identificava immediatamente il ruolo di ciascun personaggio. Ecco, non essendo un fan così accanito della serie, ho scoperto solo in occasione di questa recensione che le cose non sono così semplici e che nelle varie stagioni e nelle diverse trasposizioni cinematografiche che si sono susseguite, i colori hanno subito diverse modifiche (a volte minimali).

Per fortuna in Starship Captains le cose sono più semplici, infatti in qualità di capitano di una nave spaziale, sebbene un po’ malandata e con un equipaggio piuttosto sgangherato, dovrete portate a termine alcune importanti missioni e dimostrare di essere il migliore in questo campo. Le meccaniche principali che si andranno ad utilizzare sono quelle del tableau building, e del piazzamento lavoratori che insieme ad una serie di bonus a fine partita decreteranno il vincitore.
Perciò in attesa che qualcuno mi spieghi nei commenti l’esatto significato dei colori delle uniformi di Star Trek, vi invito a seguirmi in questa recensione che, sono sicuro, vi riserverà più di una sorpresa.
I MATERIALI
Era da diverso tempo che non mi gustavo l’apertura di un gioco come successo con Starship Captains. Nella scatola 30X30X7 dal ragguardevole peso di quasi 2 Kg troviamo:
1 tabellone double face (da girare a seconda del numero di giocatori)
1 plancia tecnologia generale fronte-retro
4 plance nave
3 tracciati fazione fronte-retro
11 carte evento (per i tre diversi tracciati)
4 segnalini nave in cartone (da montare)
4 plancette tecnologia fronte-retro
50 carte missione
62 carte tecnologia
2 carte stazione
54 miniature guardiamarina in plastica (in 3 colori blu, rosso e giallo)
12 cadetti in plastica (di colore grigio)
8 androidi in plastica (di colore oro)
20 anelli promozione in plastica bianca
32 segnalini danno in cartone
30 segnalini nave pirata in cartone
27 segnalini artefatto in cartone
18 segnalini medaglia in cartone
12 segnalini fazione in cartone
16 segnalini triangolari in cartone
1 blocchetto segnapunti
1 gettone primo giocatore
4 schede riassuntive
Per la modalità solitario ci sono:
7 carte azione per il solitario
6 carte passeggero per il solitario
3 carte evento per il solitario

E ovviamente per finire l’immancabile regolamento.
Menzione d’onore per i segnalini delle navi e delle rispettive plance: i primi sono in 3D e li dovrete montare incastrando tre pezzi di cartone e risultano molto carini; le seconde sono a doppio strato e una volta piegate e fissate con delle ingegnose etichette biadesive, rappresentano molto bene il ponte di comando di una nave spaziale, con tanto di corridoio all’interno del quale faremo scorrere le miniature in plastica dei guardiamarina durante i turni e tra un round e l’altro determinando quali avremo a disposizione per compiere le nostre azioni. Questo originale meccanismo è davvero molto d’impatto.
Le miniature in plastica raffigurano i vari “ufficiali” in pose differenti. Tutti i segnalini in cartone sono piuttosto spessi e le carte, seppur non plastificate, sono di buona fattura: la grafica, in stile fumetto è molto colorata, ma grazie ad un’iconografia molto chiara ed immediata non sarà difficile interpretare gli effetti delle singole carte. Nel regolamento ricco di esempi illustrati, troviamo un’appendice con un sommario delle regole, alcune note esplicative su delle carte specifiche, un riassunto delle icone e degli effetti che descrivono e un promemoria delle regole più spesso dimenticate. Troviamo poi un’intera pagina molto originale in cui a seconda del punteggio totalizzato troveremo un giudizio sulla nostra prestazione in partita.

Che dire? Complimenti a CGE (Czech Games Edition) e a Cranio Creations perché dal punto di vista dei materiali Starship Captains è davvero un buon prodotto, se proprio devo muovere una critica, vista la notevole quantità di materiale, sarebbe stato molto utile un inserto sagomato interno alla scatola per tenere il tutto in ordine.
COME SI GIOCA
Cercare di riassumere in breve le regole di Starship Captains non è impresa facile, non perché ci si trovi di fronte a un cinghialone pieno di eccezioni (qualcuno ha detto Lacerda?), ma semplicemente perché è un gestionale molto strategico, che offre un sacco di alternative per poter giungere alla vittoria finale per cui cercherò di darvi una visione d’insieme, lasciando, come al solito, all’attenta lettura del regolamento per l’interpretazione dettagliata delle regole.
Il setup prevede di preparare il tabellone centrale, che riporta la mappa della porzione di universo da esplorare con le diverse rotte possibili che uniscono i pianeti alla stazione base da cui partiranno tutti i giocatori. Dovremo poi piazzare dove indicato i segnalini dei pirati, le carte con le missioni, le stazioni orbitanti e i segnalini triangolari numerati. Si preparano poi i diversi mazzi tecnologia (alpha, beta e omega) e tre tracciati fazione scegliendo casualmente il lato e posizionando su di essi le relative carte evento. Per finire si predispone una riserva comune con i segnalini artefatti, pirati, danni e medaglie ben mescolati e le miniature di androidi, cadetti e guardiamarina a disposizione di ogni giocatore.
Ogni partecipante poi prende una nave e la corrispondente plancia su cui trovano posto sette spazi stiva, che ospiteranno il carico o eventuali segnalini danni, cinque anelli promozione, tre guardiamarina (uno per ogni colore) più un cadetto sul ponte di comando, mentre altri tre guardiamarina (sempre uno per ogni colore) verranno posizionati nella coda (il “corridoio” di cui vi parlavo nel capitolo dei materiali) e saranno considerati “fuori servizio” finché rimarranno in questa porzione di nave. Sempre sulla plancia che rappresenta la nave troviamo quattro slot che rappresentano le quattro stanze attivabili: Timone (rossa) per muovere la nave, Armi (gialla) per combattere i pirati, Scienza (azzurra) per sviluppare le tecnologie e Manutenzione (grigia) per riparare la nave. Per finire ogni giocatore prende una plancetta tecnologia assicurandosi che tutti stiano utilizzando lo stesso lato (anche queste infatti sono double face).

Una volta scelto il primo giocatore, il flusso di gioco procederà in senso orario e al proprio turno ciascuno potrà scegliere tra: attivare una stanza, completare una missione o passare. Di fatto si tratta di assegnare il membro dell’equipaggio corretto (dipende dal colore come avrete intuito) alla stanza corrispondente e dopo aver eseguito l’azione relativa, questi finirà in fondo alla coda. Quando un giocatore passa, per scelta o perché non ha più membri dell’equipaggio a disposizione, non potrà svolgere altri turni durante il round e quando tutti avranno passato il round termina. A questo punto tutti i giocatori spingeranno la propria fila di guardiamarina lasciando in coda gli ultimi tre, in questo modo il ponte di comando si popolerà con i membri a disposizione per il round successivo. Al termine del quarto round il giocatore con più punti sarà il vincitore.
Vediamo meglio come attivare le varie stanze e le relative azioni. Oltre alle quattro stanze disponibili sulla nave, durante la partita potremmo scegliere anche quelle presenti sulle carte tecnologia che riusciremo a sviluppare. Una stanza va attivata con il membro dell’equipaggio del colore corrispondente ad eccezione delle stanze grigie che possono essere attivate da chiunque. Le stanze poi possono essere attivate anche da una coppia di artefatti tra quelli che avremo accumulato nella stiva durante il gioco. Anche in questo caso il colore è discriminante, tenendo presente che ogni artefatto è contraddistinto da due diversi colori e che le stanze grigie possono essere attivate da una qualsiasi coppia di artefatti.

Stanza rossa – Movimento
Quando si attiva questa stanza ci si può muovere lungo una delle rotte disegnate sul tabellone effettuando uno o due movimenti (il secondo è sempre facoltativo). Se lungo la rotta incontriamo un segnalino pirata la nostra nave subirà un danno. Se invece di un normale movimento effettuiamo un salto potremo spostarci su qualsiasi destinazione evitando qualsiasi segnalino pirata. La destinazione finale del movimento può essere un pianeta o una delle stazioni orbitanti. Nel primo caso se presente ci aggiudicheremo una carta missione che potremo completare in un turno successivo; nel secondo invece se ancora presente applicheremo tutti gli effetti segnati nel corrispondente segnalino triangolare che tornerà disponibile soltanto nel round successivo
Stanza gialla – Combattimento
Quando si attiva questa stanza sarà possibile combattere una delle navi pirata presente in una delle rotte connessa alla nostra posizione attuale. Le navi pirata sono di due tipi diversi e differiscono per il tipo di ricompensa che forniscono (artefatto o alieno), ma entrambe infliggeranno un danno alla nostra astronave
Stanza azzurra – Tecnologia
Quando si attiva questa stanza sarà possibile prendere una delle tecnologie tra quelle disponibili nella plancia tecnologia generale e metterla nella nostra plancia tecnologia personale. Queste carte possono avere effetti immediati o assegnare punti a fine partita; inoltre ogni carta presenta delle icone lungo i lati lunghi che possono sbloccare effetti bonus se combaciano con quelle presenti sulla plancia tecnologia personale o su eventuali carte già piazzate in precedenza. È anche possibile riciclare una tecnologia ovvero scartare una di quelle già presenti nella nostra plancia e sostituirla con una nuova.
Stanza grigia – Manutenzione
Questa stanza può essere attivata con un guardiamarina di qualsiasi colore e persino da un cadetto (miniatura grigia) e consente di riparare (ovvero scartare) un danno dalla nostra nave
Le missioni
Per completare una missione dovremo avere disponibili sul ponte di comando i membri dell’equipaggio indicati sulla carta. Si procede quindi risolvendo ogni riga descritta sulla carta dall’alto verso il basso, dopodiché i membri dell’equipaggio vanno fatti scorrere lungo la coda.
L’equipaggio
All’inizio del proprio turno è possibile addestrare o promuovere alcuni membri del nostro equipaggio: è possibile addestrare un cadetto per trasformalo in un guardiamarina di qualsiasi colore o cambiare la specializzazione (cambiandone il colore) di un guardiamarina spendendo una medaglia. Se invece ne spendiamo 3 potremo promuovere un guardiamarina a comandante. Un comandante può eseguire due compiti: il primo è lo stesso di un guardiamarina di quel colore, mentre il secondo consiste nel richiamare un membro dell’equipaggio (sempre dello stesso colore) che si trovi in coda, oppure quello di compiere un lavoro extra attivando un’altra stanza o risolvendo una riga di una missione. Gli effetti di alcune carte possono aggiungere al nostro equipaggio un’androide: questo non può attivare una stanza, ma può essere impiegato per risolvere una missione.
I tracciati fazione
Come detto sono presenti 3 tracciati fazione: l’Unione, Lattine e Ni’an. Ci sono diverse opportunità per avanzare su questi tracciati sulle cui caselle sono disegnate delle icone che rappresentano dei bonus che vanno risolti immediatamente ogni volta che si passa o ci si ferma su tali spazi. Ogni fazione poi ha un proprio mazzetto di carte evento. Quando si raggiunge una precisa casella del tracciato si prende la prima carta evento e la si risolve.
Fine della partita
Alla fine dei quattro round aiutandosi con il blocchetto segnapunti si calcolano i punti per le missioni, quelli derivanti dai tracciati fazione, quelli dati dalle tecnologie di tipo omega a cui si somma un punto per ogni comandante, androide e nave pirata e mezzo punto per ogni artefatto o medaglia ancora presenti sulla nostra nave. Infine si sottrae un punto per ogni danno e a quel punto il giocatore con il punteggio maggiore sarà dichiarato vincitore.

IMPRESSIONI
Comincio col dire che questo Starship Captains fa la sua bella (anzi bellissima) figura quando è intavolato. Tanti materiali tutti di pregevole fattura, grafica colorata, tante miniature, un sacco di carte, insomma è un gran bel colpo d’occhio. Certo vi servirà un bel tavolo grande, soprattutto se lo giocherete in quattro, ma niente di drammatico.
Tutti questi materiali, unitamente alle tante opzioni disponibili per segnare i punti vittoria, potrebbero spaventare e far pensare che si tratti di un gioco corposo; in realtà lo collocherei appena un gradino sopra un gioco di target family, perché alla fine pur trovandoci di fronte ad un ampio ventaglio di scelte, basta familiarizzare un po’ con le icone e tutto apparirà perfettamente chiaro e lineare. Certo per riuscire a realizzare performance importanti in termini di punteggio bisognerà affrontare diverse partite, imparare a conoscere le carte per programmare e ottimizzare le scelte tra un round e l’altro e insomma far girare gli ingranaggi alla perfezione.
A proposito di rigiocabilità, Starship Captains può vantare una grande variabilità data dalla casualità dell’uscita delle carte missione e tecnologia, della disposizione dei pirati lungo le traiettorie spaziali e degli artefatti e anche dalle carte poste sui tracciati delle fazioni che ricordo essere a loro volta double face: insomma, le variabili in gioco sono davvero tante e quindi ogni volta sarà una nuova sfida.
Le meccaniche di Starship Captains non sono certo innovative, ma ci sono alcuni spunti originali che conferiscono al gioco una buona freschezza: non ho mai avuto la sensazione di già visto e anzi ho particolarmente apprezzato il gimmick della fila con cui vengono gestiti i membri dell’equipaggio, compreso il fatto che gli androidi hanno una base diversa dai guardiamarina (che fisicamente non entra nel “corridoio”) e non possono essere messi in fila perché vanno scartati dopo essere stati usati.

Anche il meccanismo che i comandanti permettono di raddoppiare le ricompense o di fare turni extra è un sistema molto interessante, ma bisogna solo assicurarsi di non “promuovere” tutti i guardiamarina o ci si potrebbe ritrovare senza nessuno da comandare. Persino l’ordine in cui le unità finiscono in coda è importante e prima lo si impara a gestire maggiormente proficui saranno i nostri turni.
L’ambientazione è tradotta molto bene nel gameplay e nel flusso di gioco: viaggiare nella galassia, vivere avventure respingendo pirati o impegnandosi in una missione, riparare o migliorare la propria nave, il tutto senza dover seguire una pista predeterminata, ma rimanendo liberi di scegliere la propria strategia restituisce una grande soddisfazione. Con l’avanzare della partita le strategie si differenziano sempre di più rendendo il gioco asimmetrico.
Dopo una prima partita d’ambientamento Starship Captains gira piuttosto velocemente e senza intoppi: nonostante le tante possibilità di scelta, il flusso di gioco rimane lineare e il downtime ridotto al minimo, anche perché l’interazione è indiretta e limitata alla scelta delle carte tecnologia o delle missioni, ma proprio questa versatilità consente ai giocatori di trovare in fretta un’alternativa anche se al proprio turno viene a mancare la carta che era stata “puntata”. Non ho provato il solitario, ma nelle altre configurazioni in 2,3, o 4 giocatori il gioco scala bene con qualche rallentamento in più all’aumentare degli avversari, ma senza che questo incremento di durata della partita diventi fastidioso. In certi casi ho avuto la sensazione che se avessi avuto un turno in più avrei potuto realizzare chissà che combo, ma forse è proprio questa sensazione quasi di incompiuto che ti spinge a volerlo rigiocare ancora.
Per queste sue caratteristiche Starship Captains è adatto ad un vasto pubblico: dai neofiti che vogliono alzare l’asticella con qualcosa di più impegnativo, ai giocatori più esperti che non hanno tanto tempo a disposizione, ma che possono trovare soddisfazione nell’ottimizzazione delle risorse. Nella mia esperienza devo dire che in tutti rimane il desiderio di affrontare subito una nuova partita per cercare di migliorare la propria performance e questo credo sia una caratteristica importante per questo titolo, anche se i giocatori più esperti, alla lunga potrebbero perdere un po’ di interesse, in quanto il livello di sfida rimane più o meno identico.

CONSIDERAZIONI FINALI
Ammetto che prima dell’annuncio della localizzazione da parte di Cranio Creations, non avevo mai sentito parlare di questo titolo (confesso che mi era sfuggita persino l’anteprima di Yuri in occasione di UK Games Expo 2022) per cui l’approccio è stato piuttosto freddo e distaccato.
È palese che Starship Captains traspira Star Trek da ogni poro, e personalmente trovo questo aspetto un rispettoso omaggio di un grande fan della serie, più che un voler aggirare le eventuali spese per acquisirne i diritti. La produzione è eccellente: i componenti sono di alta qualità e contribuiscono a rendere il gioco divertente.
La grafica “fumettosa” è adeguata al target cui si rivolge il titolo e benché sia molto colorata non influisce negativamente sulla leggibilità e l’ergonomia delle carte grazie anche ad un’iconografia chiara e di facile interpretazione.
Il regolamento è chiaro e ricco di esempi e anche il lavoro di traduzione mi sembra ben fatto; ci sono diverse cose da tenere a mente, ma questo non complica il flusso delle partite, che invece rimane molto fluido e anzi è un importante punto a favore di Starship Captains perché consente ai giocatori di tentare di raggiungere la vittoria percorrendo strade sempre diverse.

Il gioco scala piuttosto bene con qualsiasi numero di giocatori al tavolo e l’eventuale downtime sarà determinato solo ed esclusivamente da quanto rifletteranno i giocatori prima di effettuare le mosse, in ogni caso una volta familiarizzato con le meccaniche la durata di una partita varia tra i 25-30 minuti a giocatore per cui anche in quattro dovrebbe al massimo superare di poco i 90 minuti.
Sebbene non si tratti del gioco più originale presente sul mercato, siamo di fronte ad un titolo che presenta meccaniche conosciute, ma impreziosite da qualche twist piuttosto interessante che ho apprezzato e le numerose opzioni nella fase di setup e la casualità data dall’uscita delle carte, garantiscono variabilità e rigiocabilità.
L’interazione è esclusivamente indiretta e si limita al sottrarre agli avversari carte che avrebbero potuto interessare anche loro, si tratta più che altro di capire come sfruttare al meglio la situazione contingente e variare la propria strategia in base alla situazione che si viene a creare senza tentare di seguire una tattica predeterminata.
Mi sono divertito molto a giocare Starship Captains e con me, tutti quelli che lo hanno provato. Certamente i fan dell’ambientazioni sci-fi (anche i vecchietti come me, che hanno trovato qualche richiamo anche a Spazio 1999, oltre che a Star Tek) lo hanno gradito molto più degli altri, ma nessuno si è mai alzato dal tavolo annoiato. Un buon gioco che mi ha sorpreso molto positivamente e che può far sedere allo stesso tavolo giocatori più o meno esperti regalando il giusto livello di sfida.
Ringrazio ancora Cranio Creations per la copia di review concessa e ricordo che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.

SOMIGLIANZE LUDICHE
Afternova | Afternova – Gioco di carte per 3-6 giocatori di Andrew Merger e Jeffrey Chin del 2020 basato sulla gestione della mano, e sul commercio e la negoziazione a tema spaziale. Lo considero un gateway nel suo genere, molto veloce in cui dovremo raccogliere minerali preziosi per concludere progetti che ci consentono di migliorare la nostra nave spaziale. Anche in questo titolo ci sono lavoratori specializzati ma a differenza di Starship Captains l’interazione tra i giocatori è più presente anche se non cattiva. Approfondisci su GSNT |
![]() Galaxy Trucker | Galaxy Trucker – Per 2-4 giocatori, 60 minuti, 10+, un gioco dell’acclamato Vlaada Chvátil anch’esso edito da CGE e portato in Italia da Cranio Creations. Ha avuto nel 2021 una riedizione che ne ha snellito alcuni aspetti accorciando la durata media delle partite. Pure qui saremo a capo di un cargo sgangherato e dovremo affrontare i pirati spaziali lungo il percorso, ma questo titolo si contraddistingue per una prima fase (che avviene in contemporanea) in cui dovremo costruire la nostra nave. Proprio la frenesia di questa sua meccanica lo rende originale ed unico nel suo genere. Approfondisci su GSNT Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it |
Eminent Domain | Eminent Domain – Un gioco per 2-4 giocatori, di Seth Jafee sempre ambientato nello spazio che unisce meccaniche di deck building e gestione ruoli alla Puerto Rico. Purtroppo questo titolo non ha mai visto un’edizione in italiano nonstaante abbia riscosso negli anni un certo successo. É possibile “farci un giro” collegandosi alla piattaforma di Board Game Arena prima di decidere per l’acquisto anche se potrebbe essere difficoltoso reperirlo visto che la sua edizione risale al 2011. Approfondisci su GSNT Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it |
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