Fabio (Pinco11)
IERUSALEM – PRIME IMPRESSIONI
Ierusalem Anno Domini è ambientato, come il nome suggerisce, proprio nell’anno Zero e più precisamente ricostruisce una teorica ultima cena, puntando l’attenzione principale, per una volta, sugli altri commensali che ragionevolmente presenziarono all’evento, idealmente condividendo la stessa sala con il gruppo di Gesù e degli Apostoli.
Ci troviamo così a competere con gli altri giocatori, indirizzando i rispettivi gruppi di seguaci per garantire ad ognuno i posti il più possibile vicino alla ‘prima fila’ per poter diventare in qualche modo protagonisti dell’evento.
Le logiche di fondo sono quelle di un gestione azioni, con pizzichi di deck building e di controllo territorio, con un coefficiente di difficoltà da titolo medio-complesso (apprezzato al momento su BGG con un 3.15 su base 5, quindi di poco sopra, ad esempio, ad un Navegador, che sta a 3.15).

I NUMERI DI IERUSALEM E PREMESSA SUL TEMA
Autore del gioco è Carmen Garcia Jimenez (teologa), autrice alla sua prima pubblicazione (editore è DEVIR), mentre i numeri ci parlano di un gioco che gira idealmente in 90′, per 1-4 giocatori, indipendente dalla lingua (con dentro alla scatola manuali anche in inglese).
Quanto al tema devo dire di essere rimasto io stesso (da credente) perplesso sulla scelta dell’ambientazione, potenzialmente assai delicata, tuttavia devo dire, dopo aver ‘toccato con mano’ (passatemi la battuta) che il tema prescelto è stato declinato piuttosto bene, disseminando richiami qua e là a riferimenti dalle Sacre Scritture (una delle sottoazioni, per esempio, consiste nell’ascoltare parabole, mentre altre meccaniche prevedono di farsi invitare a cena da uno degli apostoli …) e che le meccaniche di gioco sono effettivamente quelle di un gestionale di buon spessore.
In altre parole, potrete confrontarvi tranquillamente con questo titolo senza preoccupazioni di sorta, in quanto l’ambientazione è stata gestita in modo intelligente e con il giusto tatto.

IERUSALEM IN POCO
Siamo di fronte ad un gestione azioni, nel quale il turno di ognuno si svolge seguendo alcuni passaggi prefissati, il primo dei quali (il più importante) consiste nel giocare sulla propria scheda una delle carte azione che si hanno in mano (cinque). Ogni carta reca un simbolo in alto, corrispondente ad una delle 5 aree azione principali del tabellone, potendo grazie a ciò acquisire risorse, spostare omini dalla propria scheda sul tabellone o scambiare risorse per denari. In aggiunta nella parte in basso compaiono icone legate ad azioni secondarie, assai numerose: senza entrare troppo nei dettagli alcune di esse consentono di arricchire il proprio mazzo con nuove carte, altre di raccogliere parabole (punti vittoria immediati e a fine partita), di mandare propri omini all’ultima cena (piazzandoli in una apposita griglia, e via dicendo).
Le carte sono quindi giocate impilandole in tre colonne, cercando, nel farlo, di allineare i tre simboli richiesti da uno dei gruppi di apostoli. Questo consente, restituendo la giusta ‘tripletta’, di collocare uno di essi nella sezione dell’ultima cena, cercando di beneficiare il più possibile dal suo posizionamento ed ottenendo bonus immediati.
Il turno si conclude poi con la possibilità di acquisto di una carta e con il refill della mano.
La partita termina quando un apposito percorso timer (in corrispondenza di alcuni punti del quale scatta l’attribuzione di punti obiettivo) giunge al termine. Si sommano a quel punto alcuni punti finali per determinare il vincitore, tra i quali spiccano quelli legati alla posizione dei seguaci di ognuno alla cena (vicinanza a Gesù o agli apostoli).

COME SI PRESENTA
La componentistica di Ierusalem è davvero buona, soprattutto avendo riguardo all’ottimo rapporto qualità prezzo, in quanto abbiamo abbondanza di componenti in legno per una fascia di costo intorno ai 50 euro.
La grafica è a sua volta azzeccatissima rispetto al tema di fondo prescelto ed il disegnatore è riuscito a riprodurre lo stile di ideali mosaici o icone, con un effetto d’insieme davvero positivo. Sono poi presenti molti adesivi che aiuteranno a dare colore al tutto e si deve notare anche il piccolo tocco di classe di aver proposto anche la traduzione nelle varie lingue dei nomi degli apostoli.
Passando alle piccole lamentele devo dire che alle prime partite si fa un attimo fatica a districarsi tra le icone delle azioni secondarie, ma se si tiene sempre di fronte l’utile aiuto giocatore si riesce rapidamente a metabolizzare anche quello.

COME GIRA IERUSALEM
Ierusalem Anno Domini richiede una prima spiegazione piuttosto corposa, tanto che alla primissima partita anche di chi lo illustra può richiedere anche 45′ buoni per descrivere il tutto. Questo, unitamente ad un manuale di quasi trenta pagine, può trasmettere la sensazione di un livello di difficoltà elevato, ma in verità il gioco, una volta ben descritto, gira agevolmente, anche alla prima esperienza, nell’ambito dei 90′ di cui parla la scatola, risultando alla fine classicamente più difficile da spiegare che da giocare.
Al proprio turno, infatti, ci si trova a scegliere quale delle cinque carte che si possiedono giocare e di sovente, visto che si cerca di costrure le giuste sequenze di carte incolonnate, le opzioni sono abbastanza limitate, riducendo ciò i tempi di riflessione. Nel contempo il deck building è declinato in modo peculiare, in quanto le carte che si acquistano sono destinate ad essere utilizzate una sola volta, per essere poi scartate, per cui anche questo rende il gioco più ‘agile’.
Le sensazioni che trasmette, quindi, sono quelle di un buon peso medio, dotato di una struttura solida e variegata, che punta su diverse meccaniche note, ma espresse con modalità sufficientemente innovative.
Simpatico e peculiare è poi il sottogioco legato al prendere posto intorno al tavolo dell’ultima cena, che sarà premiato a fine partita (ed in occasione dell’arrivo di alcuni degli apostoli) con attribuzione di punti vittoria a scalare a seconda della distanza dal tavolo. Occhio, infine, a non stare troppo vicino a Giuda, cosa che arrecherà comprensibili penalità 🙂

LOGICHE VARIE
Già ai primi turni si comprende come il gioco richieda una certa pianificazione e come ogni scelta possa portare a piccoli vantaggi in termini di punteggio e/o di efficacia nella gestione. Per esempio se la prima azione principale, intuitiva, può essere quella di andare a reperire risorse, si verificherà subito come il proprio magazzino, se non si libererà spazio, sia già pieno per cui sin dalla prima carta prescelta si dovrà porre attenzione al fatto che la sua azione secondaria consenta in qualche modo di utilizzare risorse o di muovere omini (anch’essi occupano lo spazio magazzino sulla propria scheda), onde evitare di trovarsi subito ‘ingolfati’.
Nel contempo si deve tenere conto del fatto che la collezione set richiede di rispettare anche l’ordine di gioco delle carte, per cui anche qui alla prima mossa si cercherà di giocare solo le corrette carte azione, per cui è più che possibile trovarsi in immediato imbarazzo.
Giocando però si comprende come ci siano parecchi modi per rendere il tutto più flessibile (vedi una azione per riordinare le carte o un’altra che fa ricevere appositi gettoni sostitutivi delle carte) e la cosa alleggerirà la prima sensazione di ‘strettezza’ che si avverte.
Parimenti il flusso della partita risulta, di turno in turno, sempre più rapido, mano a mano che si va a metabolizzare la dozzina di azioni secondarie disponibili e nel giro di relativamente pochi turni si verificherà di essere già arrivati a buon punto del match.
Si comprende così come il depotenziamento del deck building grazie all’idea del mono uso delle carte acquistate impedisca i rischi di un running leader e come i diversi momenti di interazione previsti rendano la miscela più che frizzante, con l’effetto finale di poter vivere la partita alla stregua di una corsa con frequenti cambi nella testa del gruppo.

PARAMETRI
L’interazione, come accennavo, è ben avvertita ed è proposta, simpaticamente, in due vesti. Da una parte abbiamo infatti l’azione ‘fare favori’, che prevede di letteralmente regalare ad un avversario un piccolo bonus ed un gettone luogo, ottenendo in cambio una carta azione particolarmente potente. Dall’altra però ci sono azioni che consentono di scambiare il posto di omini alla cena ed anche il collocare nel posto giusto (o sbagliato, a seconda dei punti di vista) Giuda con i suoi punti di penalità può rappresentare una bella cattiveria. Il clima di fondo può quindi essere evangelico, ma due belle sgomitate per avere un posto in prima fila è facile darle e prenderle …

Quanto alla longevità abbiamo a disposizione sia un discreto mix di carte che la possibilità di variare anche le sequenze richieste dagli apostoli e la natura stessa delle meccaniche, studiate per impedire la creazione di motori produttivi troppo potenti, impedisce di studiare strategie sempre vincenti.
Sulla scalabilità devo dire che la buona interazione rende più stuzzicante il multigiocatore. Quanto al solitario non lo ho provato, ma è divertente l’idea di giocare con Barabba e vedo che sono proposti diversi livelli di difficoltà, potendo quindi tale modalità avere stimoli anche per ripetute partite.
Quanto all’accoglienza riservata al titolo annoto come al momento goda su BGG di un entusiastico 8.4 di voto medio, forse financo eccessivo, ma che dimostra come la miscela proposta abbia trovato buon gradimento.

CONCLUSIONI
Ierusalem Anno Domini è un gestionale di peso medio che è riuscito a farsi notare grazie alla propria capacità di confrontarsi in modo intelligente ed adeguato con un tema difficile come quello prescelto, della rievocazione dell’ultima cena. Sotto all’ambientazione, però, pulsa anche il cuore di un titolo che ha un suo carattere ed un suo spessore e che merita quindi la sua attenzione. Buona l’interazione, può lasciare meno soddisfatto chi ama costruire motori produttivi forti, in quanto stimola invece la capacità di impostare in modo tattico la propria partita mossa per mossa, lucrando su ogni occasione che si presenta.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa e si ricorda che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it