Fabio (Pinco11)
TIANXIA PRIME IMPRESSIONI
Eccoci catapultati nella Cina del 260 Avanti Cristo, per ricoprire, in Tianxia (ideato dal duo Tascini – Petrelli ed edito da Board and Dice e per l’Italia da Ghenos Games, per 1-4 giocatori, 60′-120′, 14+), il ruolo di famiglie nobiliari in competizione tra loro per acquisire la maggior influenza possibile, dovendo però, nel farlo, fare almeno occasionalmente fronte comune contro i ‘barbari’ che premono da nord.
Siamo di fronte ad un gestionale dalla struttura sufficientemente classica, che è stato ripulito e reso lineare il giusto, proponendo così un livello di difficoltà da ‘peso medio‘, percepito dagli utenti di BGG in un 3.43 (su base 5) che lo appaia, grosso modo a Marco Polo II (3.37). Tra le meccaniche abbiamo la selezione azioni, la gestione risorse ed una spruzzata di maggioranze.

TIANXIA IN POCO
L’idea del gioco, come accennavo, è piuttosto lineare, in quanto al proprio turno il giocatore ha la scelta di dove piazzare una dei propri tre gettoni azioni, scegliendo tra gli spazi a disposizione nei sette reami raffigurati nella mappa (se sono già occupati si paga un costo in denaro). La peculiarità è quella che sarà possibile svolgere tutte le azioni (normalmente due) e raccogliere i bonus riconosciuti: le azioni consentono di costruire fortificazioni, di arruolare soldati, di vendere merci (grazie alle navi che attraccano ai porti) e di scambiarle e di installare propri governatori, acquisendo così rendite o ‘poteri’ per il prosieguo del gioco. In alternativa, sempre pagando, è possibile inviare propri uomini a raccogliere risorse.

Dopo la fase azioni di ogni round ha luogo anche la verifica di dove siano arrivati barbari (mossi durante la fase di preparazione del turno) ed eventualmente si procede a verificare se i giocatori siano riusciti o meno a fermare quelli che sono giunti alle porte della muraglia, attribuendo i punti vittoria per chi si è impegnato nel farlo e/o le penalità per non averli fermati.
Alla fine del quarto turno si procede con l’attribuzione dei punti di fine partita (in larga parte grazie agli obiettivi) e si verifica il vincitore.

COME SI PRESENTA TIANXIA
La componentistica si assesta su di un classico ‘adatto allo scopo‘. Tra gli aspetti più positivi segnalo il tabellone di dimensione generosa, le chiatte tridimensionali ed i numerosi segnalini giocatore in legno, il tutto corredato da una grafica azzeccata. Le mie piccole doglianze si appuntano così praticamente solo sull’uso di risorse in cartonino (e non, quindi, nei soliti segnalini in legno) ed un paio di icone che si possono confondere a primissima vista (governatori e soldati).
Il manuale richiede un paio di letture, ma la logica di gioco è sufficientemente lineare da non sollevare poi dubbi insormontabili e gli effetti della carte (e non solo), generalmente comprensibili, sono comunque tutti spiegati singolarmente.
L’ambientazione è resa adeguatamente dalla grafica e dal tema dei ‘barbari’ invasori, pur rimanendo su di un piano di mera cosmesi.

COME GIRA
Il principale pregio di Tianxia, che si percepisce sin da subito, è quello di proporre un gameplay lineare, unito ad una solidità delle meccaniche ed ad una ‘strettezza’ di risorse che risulta evidente sin dal primo giro di gioco.
Un gestionale, insomma, ben strutturato e che gira bene, senza che il motore dia mai segno di andare ‘fuori giri’ o di poter essere ‘rotto’ grazie a giocate furbe o a qualche piccolo bug del sistema.
Nel contempo il tutto è proposto come ben ripulito, resistendo alla tentazione, nella quale molti gestionali medio pesanti cadono, di inserire qua e là complicazioni inutili, che aumentano il livello di difficoltà, facendo diventare il gioco un vero e proprio cinghiale, ma al prezzo di perdere in eleganza.

Qui, invece, le mosse si ‘pesano’ cercando di programmare i sacrifici delle poche monete disponibili e di capire in che misura possa o meno convenire il formare qualche alleanza temporanea per scongiurare l’invasione dei nomadi del nord.
SENSAZIONI
Non arriviamo qui ai limiti di una claustrofobia (tipo quella avvertivo, per esempio, in Lorenzo il Magnifico), ma comunque la percezione di essere come in quattro in ascensore il gioco la restituisce eccome (per il gioco a 1-3 il tabellone è stato opportunamente ristretto) e questo è ragionevolmente ciò che molti cercano.
Chiaramente, come contrappasso che si paga, se appartenete alla categoria dei giocatori che amano, invece, sviluppare un proprio motore cogliendo le opportunità che il gioco offre, ma senza sgomitare troppo, Tianxia ragionevolmente non sarà la vostra classica ‘cup of tea‘, perché l’interazione, pur indiretta, si sente, se non altro nel gioco di maggioranze nel contrastare i nomadi, così come nel gioco dello ‘spingersi fuori’ dalle chiatte a centro tavolo.

Qualche piccola combo si può aprire grazie alla sinergia tra un paio di azioni che si possono compiere nella stessa regione, ma in larga parte l’idea è quella di dover programmare ogni cosa passo dopo passo, scegliendo quale strada per i punti perseguire maggiormente. Una delle scelte è sicuramente quella tra il concentrarsi sulla scalata nei percorsi delle ‘gilde’ (e negli obiettivi) o se puntare molto, invece, sulla difesa delle mura.

PERCORSI
Per il resto, invece, ricompare qui la corsa alla salita in alcuni percorsi, che tanto ricorda un classico come Tzolk’in ed abbiamo diversi obiettivi da perseguire e piccole rendite da conquistare, che qualche spazio per una strategia più ‘autonoma’ lo conserva. Nel contempo l’arrivo dei nomadi e la sfida che essi pongono (anche sotto forma di potenziali malus) tanto ricorda i disastri tipici dei Feld d’annata.
L’accoglienza ricevuta ad oggi è più che buona, con un 7.8 di voto medio su BGG, ben figurando sul tavolo ed offrendo una valida sfida. L’unico aspetto forse potenzialmente meno convincente è quello legato alla sua natura decisamente classica, con un coefficiente di innovazione ridotto.

CONCLUSIONI
Tianxia è un valido gestionale di peso medio. Solido, ripulito e lineare, richiede una forte attenzione ed un costante sforzo di ottimizzazione di azioni e risorse. Tascini (qui affiancato da Petrelli) certamente non si smentisce nella sua qualità di designer esperto.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it