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Ark Nova – terraformiamo gli animali!!!

I NUMERI DI ARK NOVA

Era da qualche anno che nella top10 di BGG non arrivavano titoli davvero nuovi, tenendo conto che Gloomhaven è del 2017 e dopo di esso sono arrivati solo Brass (riedizione del classicone) e Gaia Project (reimplementazione di Terra Mystica), per cui il cammino trionfale di Ark Nova attira attenzione, eccome.
Uscito ad Essen 2021 per i tipi della Feuerland in una stampa (inglese) assai limitata (quella tedesca era più diffusa, ma non altrettanto numerosi sono i parlanti in tale lingua), con il tempo ha goduto del tamtam di internet di chi lo aveva, raccogliendo commenti via via più entusiasti, per poi dilagare con l’arrivo delle edizioni localizzate (come quella italiana, a cura della Cranio Creations) totalizzando (mentre scrivo) un lusinghiero 8.6 di voto medio su BGG e raggiungendo al momento la 4a posizione di sempre nella classifica del popolare sito americano.

setup
1-4 giocatori, 90-150′, 14+ ed un bel 3.70 di peso medio, danno l’idea della natura adeguatamente cinghialosa del tutto, con una consistenza e profondità che lo rendono adattissimo al palato dei core gamers.

Ark Nova: IL GIOCO IN POCO

Una recensione del gioco già la trovate sul blog (qui il link) e ad essa rinvio per maggiori info sulle meccaniche: se vi chiedete perchè ne stia scrivendo un’altra tenete conto che la prima era del nostro White Winston, campione del solo play e quindi pensavo ci stesse bene l’opinione anche di un classico giocatore in multiplayer 🙂 Eccovi, inoltre, i link alla pagina del gioco sul sito dell’editore inglese (Capstone) e di quello italiano.
Venendo al gioco l’idea è quella che ad ogni turno si scelga una delle cinque azioni disponibili, svolgendo quanto da essa previsto ed il ‘sottogioco’ che sta dietro a ciò prevede che la FORZA dell’azione dipenda dalla posizione che essa ha nella scala da 1 a 5 delle slot che abbiamo disponibili nella nostra plancia. La carta segnaposto dell’azione compiuta, una volta terminata, andrà ad occupare lo spazio 1, facendo crescere il valore delle altre azioni che gli stavano dietro.

azioni1
Le azioni vanno dal PESCARE CARTE, utili per ampliare le nostre potenzialità, passando per il COSTRUIRE, andando a piazzare sulla nostra plancia esagonale dei recinti che idealmente serviranno per ospitare gli animali che collezioneremo, per il COLLEZIONARE ANIMALI, giocando le loro carte che abbiamo in mano, per arrivare a RECUPERARE DENARI o giocare speciali carte sponsor ed a STRINGERE ACCORDI con ideali partner, indicendo sulle nostre statistiche generali (ossia migliorando il nostro ideale motore produttivo).
Ci aggiungiamo che le carte contengono abbondante testo, vari prerequisiti e costi e che devono essere necessariamente giocate in modo sinergico, avendo a mente la presenza, sullo sfondo, di obiettivi personali, obiettivi comuni, con il contorno di quanto normalmente vi aspettate da un gestionale stratificato, con la classica costante penuria di risorse.

azioni2

COME SI PRESENTA

La vera furbata dell’editore è stata quella di proporre, per quello che si presenta chiaramente come un successore spirituale di Terraforming Mars, il tema di fondo degli animali, che è di quelli azzeccati perchè essi, grosso modo, piacciono a tutti e perchè così non si tagliano fuori i detrattori dello sci-fi. I componenti per il resto sono quelli che ci si aspetta, con un mazzotto di carte di qualità standard e con illustrazioni curate ma non da strapparsi i capelli e con manciate di tesserine che sono state intelligentemente proposte con degli appositi contenitori in plastica sagomati, assai utili.

Abbiamo poi i classici, anonimi ma efficienti, cubetti in legno, che ricordano che il gioco è per gamers e plance giocatori sottili, ma idonee all’uso. Alla fine dei conti sul tavolo di posto il tutto ne porta via perecchio, ma il tutto risulta funzionale ed adeguato (anche se non siamo assolutamente nel deluxe, tanto che diversi fan hanno iniziato a personalizzare il tutto con meeple ed altri aggeggi), per cui direi che il loro lavoro editore e grafici lo hanno fatto.

tavolo

COME GIRA ARK NOVA

La versione rapida è che il gioco è ben oliato e gira bene, proponendo ai presenti un set di regole di adeguato spessore tale da richiedere una pianificazione idonea ed una riflessione continua, senza cadere nel ‘barocco’ e nelle eccezioni multiple e precisazioni tipiche dei titoli un poco più ‘regolosi’.
Alla fine Ark Nova gira intorno ad un set di idee di base sufficientemente lineare, con giusto 5 macroazioni di da memorizzare ed il suo pregio è proprio quello di affidare alle carte il secondo strato di complessità, esattamente come accadeva, per esempio, nell’ispiratore Terraforming Mars.

Questo non vuol dire che il gioco sia sempliciotto e facile da spiegare a chiunque: per capirci alla Play, dove l’ho provato per la prima volta, allo stand dimostrativo dove ho potuto intavolarlo non erano riusciti, nel caos fieristico, a capire bene le regole, per cui dovetti io stesso leggermele per provarlo e questo rende l’idea di come esse non siano poi ultrabasiche. Nel contempo, però, una volta capiti i capisaldi del ciclo delle azioni, che il vostro Cicerone di casa deve illustrarvi bene, poi il resto entrare nel gioco sta nel capire su quali carte puntare.

plancia giocatore

ENTRARE NEL FLUSSO DEL GIOCO

Alla prima partita, dunque, si deve cercare soprattutto di entrare nella logica del giusto ‘timing’ delle azioni e di come alternarle, nel tentativo di arrivare a massimizzare gli effetti di ciascuna di esse e, magari, di potenziare quelle giuste al momento idoneo. Per le carte, invece, la prima sensazione è sempre quella di ‘smarrimento’, visto che la presenza dei prerequisiti multipli tipici di numerose di esse richiederebbe di impostare, già sulla base della prima mano pescata, una sorta di ‘scaletta’ che magari richiede anche 5-6 azioni successive per arrivare al piazzamento.
Capirete che se mi metto in testa dal primo turno di voler piazzare “il maledetto elefante, che richiede una gabbia di dimensione 5, ben 33 soldi” e di aver previamente upgradato l’azione ‘animali’, questo vuol dire doversi mettere a pianificare un sacco di cose, dovendo in bene o male asservire a quell’obiettivo una parte significativa della prima fase della partita.

Questo lo potete fare anche alle prime esperienze, ma ragionevolmente finirete irrimediabilmente indietro, visto che gli altri, invece, partiranno con la classica fase di miglioramento del motore produttivo, che qui si avverte di meno che in altri contesti, ma che è ben presente.
Anche qui le cose sono state studiate a modo e, se una parte di questo obiettivo la potete coltivare indirizzando risorse nel collezionare carte sponsor e/o nello stringere accordi con zoo ed università (migliorano le vostre statistiche, utili per i prerequisiti delle carte), in parte esso migliorerà anche muovendovi nella scala del punteggio che, sempre per rendere il tutto più ‘piccante’, procede tenendo conto di due classi di punti, con due indicatori che partono dai due capi del percorso punteggio e che vanno poi ad incontrarsi (come in Raja del Gange).

zoo

CARATTERISTICHE VARIE

Strato su strato, quindi, e tutto ben amalgamato, come una lasagna di quelle davvero ‘cariche’, dove però gli ingredienti si mescolano in bocca tutti insieme, restituendo le sensazioni ‘giuste’ che il vostro palato si aspetta.
Molto della rigiocabilità, naturalmente, risiede nella varietà delle carte che compongono il mazzo e l’idea è quella che di partita in partita si andranno a memorizzare i loro effetti, diminuendo radicalmente i tempi di gioco, un poco come accade in tutti i giochi con carte ad effetti e come succede, mutatis mutandis, per un Magic così come per un Android Netrunner.

Lo smarrimento delle prime partite, così, andrà attenuandosi progressivamente e, prima di stufarsi potenzialmente del set presente nella scatola dovreste avere di fronte decine di match, prima di arrivare alla necessità di desiderare i classici pacchetti di espansione (i criceti, gli animali del Bangladesh, le 69 varietà di pecore, …) tipici di questa classi di prodotti.

INTERAZIONE E SCALABILITA’

Parlando invece della interazione lo sforzo compiuto è palesemente quello di tenerla bassa, con la possibilità di settarla a livello ‘quasi zero’. Il mazzo, infatti, contiene solo un limitato numero di carte che consentono in qualche modo di ‘aggredire’ l’avversario (con effetti veleno, ipnosi, costrizione, furto) ed è possibile anche toglierle, per aumentare l’effetto ‘coltivare in pace il proprio giardino’ amato da molti. Se vi piace il lato ‘bastard inside‘ lascerete sicuramente quelle carte, ma piena soddisfazione non la troverete certo in Ark Nova, perchè gestire degli zoo una certa competizione la può sottendere, ma certo non state colonizzando un pianeta, quindi le battaglie vere e proprie scordatevele.

animali
Scalabilità? Direi buona, ma ragionevolmente consiglierei di contenere il numero di giocatori a 2-3 per le prima partite, per evitare di arrivare ben oltre i 150′ suggeriti, aprendosi alla versione a 4 una volta che i presenti siano già scafati o richiedendo un poco a tutti di lasciar perdere l’optimum e di giocare un poco più ‘agili’ alle prime esperienze.

cover backCONCLUSIONI

Ark Nova è effettivamente un ottimo cinghiale, che prende idealmente il testimone di Terraforming Mars, titolo al quale è generalmente apparentato, costruendo intorno alla logica delle carte ad effetto un bel sostrato di regole, che dona al tutto la giusta profondità. Il tema animali aiuta a renderlo adatto ad un pubblico relativamente più ampio, ma resta a tutti gli effetti un prodotto per core gamers, assai poco fruibile a giocatori meno che assidui.

Meritato il successo ottenuto, più soggettivo invece il suo entrare o meno tra i vostri preferiti, cosa che accadrà se la logica delle ‘carte concatenate con effetti multipli’ sia tra quelle a voi più gradita.

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