Scritto da
Figlio di Griffin
Buona domenica!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo puntato alla Luna, abbiamo gestito risorse da animali, abbiamo spostato stanze in cerca di monete e abbiamo riempito di libri le nostre carte.
Buona lettura!
Pillole
[F/\B!O P.] Rocketmen • 1-4 giocatori • 14+ • 30-90′ • giocato in 4 di cui 3 alla prima partita • 180 minuti con spiegazione

Rimetto insieme la squadra che ha costruito piramidi precolombiane in Zapotec ed esportato tè in Dadaocheng, questa volta con un obiettivo ancora più distante e ambizioso: ora è giunto il momento di intraprendere un secondo passo da gigante per l’umanità, per rendere i confini esterni del sistema solare la nostra casa.
Ogni turno avrete 6 carte in mano e potrete giocarne quante ne volete, principalmente per acquistare nuove carte e abilità per il vostro mazzo o per preparare la vostra astronave al lancio. Una volta costruita la rampa di lancio, si parte in missione per creare strutture spaziali sulla Terra, sulla Luna e su Marte. Dopo il lancio pescate un numero prestabilito di carte, con valori da 0 a 4, e avanzate di conseguenza lungo il percorso. Potete interrompere la missione dopo ogni carta, pagando una piccola penalità; se continuate e raggiungete l’obiettivo ottenete PV e una abilità bonus (in base al tipo di missione). La partita finisce al termine del turno in cui qualcuno raggiunge una soglia specifica di PV (in base al numero di giocatori).
La parte di deck-building gira oliatissima nella sua semplicità. Il gioco mi ha messo addosso una certa voglia di esplorare, per cui mi butto per primo a provare le varie meccaniche: arrivo per primo sulla Terra e mi prendo un razzo extra, ci torno una seconda volta per avere 20$ disponibili ogni turno, sbarco sulla Luna per avere altri razzie e una mano da 7 carte. Al lato opposto, Daniele è arrivato un po’ in ritardo su alcune carte del mercato e i suoi primi lanci falliscono tutti. Nel mezzo a questo estremi, MattiaPas e il redelcamuffo sembrano preparare con missioni tranquille un ipotetico exploit finale. Provo la missione su Marte: se va, chiudo la partita e vinco. Purtroppo mi sono costruito bene il mazzo per Terra e Luna, ma non a sufficienza per il pianeta rosso e così vado incontro al mio primo fallimento. Il redelcamuffo ne approfitta e piazza il sorpassone finale che non lascia scampo.
Posso dare la colpa alla sfortuna? Onestamente mi pare più di aver costruito un mazzo sbilanciato, che mi ha fatto decollare inizialmente e infine schiantare. Come deck-building mi è un po’ mancata la possibilità di ripulire il mazzo dalle carte non più desiderate. Come gioco di Wallace, mi è parso un po’ strano non aver modo di indebitarmi. Comunque sia, posso dire di aver sentito la pressione della corsa allo spazio e che la componente di tenta-la-fortuna non mi è dispiaciuta. Citius, altius, fortius!
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[Antonio-Figlio di Griffin] Everdell (con espansione Bellfaire) • 1-5/6 giocatori • 13+ • 40-80′ • giocato in 5 • 160′ con spiegazione regole all’unico che non aveva mai giocato a Everdell

Dopo tanto tempo ci siamo riuniti a casa di Max per qualche partita a giochi più o meno corposi. Abbiamo intavolato subito Everdell con espansione Bellfaire, perché Tore e Domenico non lo avevano mai intavolato (anche se Tore se l’era già studiato a dovere).
La partita è stata abbastanza lunga, cosa che ci è sempre capitata – al di là dell’espansione – ogni volta che lo abbiamo intavolato in più di tre giocatori.
L’espansione Bellfaire alla fine aggiunge soltanto uno spazio azione in più e delle condizioni bonus di punteggio aggiuntive, non snaturando il flusso di gioco appreso nel base.
Per ingranare “i novizi” ci hanno messo un po’ e a metà della partita era già chiaro che avrebbero vinto quelli che avevano calato più carte in città. Infatti la vittoria se la sono giocata Max e Antonello (ribattezzato Re Combo): il secondo ha inanellato una serie di combo che lo hanno portato, sul finale, a chiudere con oltre 55 punti!
Il gioco è sempre uno spettacolo da vedere intavolato e i materiali fanno sempre sbrilluccicare gli occhi e sono sempre una goduria per il tatto. La partita lunga però annoia parecchio e appesantisce l’esperienza di gioco che (giustamente) per Domenico è stata un po’ frustrante.
Continuo a reputarlo – dopo più di una decina di partite alle spalle – un titolo valido e divertente fino a un massimo di tre giocatori (esperti) al tavolo.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Drakon • 2-6 giocatori • 14+ • 20-60′ • giocato in 4 • 40′ compresa veloce spiegazione delle regole

Perso Domenico per raggiunti limiti d’orario dopo Everdell, io, Max, Tore e Antonello siamo rimasti a sfidarci con qualcosa di più veloce e meno impegnativo.
Abbiamo quindi intavolato quel Drakon che da anni, Antonello e Giovanni, mi decantavano quale titolo rovinamicizie con bastardate annesse alle azioni e alle scelte di gioco.
Effettivamente lo spostare tessere e l’attivazione dei diversi poteri-tessera, anche in base alla posizione e alla vicinanza con altre, ha dato vita a qualche imprecazione da giocatore ferito o derubato.
La partita si è poi messa sul fronte “tutticontroAntoniochehapiùmoneteditutti” ma, per fortuna, anche se ero alla prima partita, sono riuscito, con fortuna e furbizia, a togliermi dalla parte del percorso in cui volevano stringermi con la minaccia del Drago incombente.
Sono riuscito, sul finale, a spostarmi con tessera e segnalino lontano dai “nemici”, portando a casa l’ultima moneta (al buio) che mi ha permesso di superare il limite di valore 10 necessario alla vittoria.
Gioco divertente, un po’ “datato”, ma semplice da spiegare e intavolare, soprattutto alla fine di una serata più impegnativa.
[Antonio-Figlio di Griffin] Rebis • 1-4 giocatori • 14+ • 20′ • giocato in 4 • 20′ compresa spiegazione

Per chiudere la piacevole seratona a casa di Max, lui e Tore (ormai fan sfegatati delle scatoline di “The Matchbox Collection” della Thundergryph) ci fanno intavolare Rebis.
Un gioiellino di filler che, in partita, ha dato da ragionare ad ogni scelta/giocata. Il sistema di gioco è molto semplice: giocare carte sulla propria carta-libreria o giocare (e chiudere) una carta sulla carta-libreria di un avversario, guadagnando un segnalino per attivare moltiplicatori di punti-gemma.
Un gioco molto più facile da intavolare e padroneggiare che da spiegare. Un titolo veloce, che ti mette di fronte a scelte combattute, grazie anche a limitazioni nelle giocate (non potendo giocare somme di carte più alte di 13 punti).
Una bellissima scoperta per cui ringrazio sinceramente Max e Tore. Per la cronaca, ha vinto Max (anche perché Antonello non aveva possibilità di giocare alcuna combo a sto giro… ^_^).
Un plauso finale lo dedico all’illustratore Paolo Voto, già apprezzato artista di Hats e Tuned.
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana F/\B!O ci propone un unboxing, un tutorial e un playthrough.
Nel primo video: descrizione dei componenti con apertura della scatola di Donky Pong, di Anna Oppolzer e Stefan Kloß, gioco da tavolo edito da LOGIS.
Il secondo e il terzo video riguardano invece lo stesso gioco da tavolo, Iron Made, edito da Polterdice e ideato da Kristoff Lagarto. È un roll-and-write o – per meglio dire – un roll-and-color. La sua campagna su Kickstarter termina domani!
Nel podcast di questa settimana un bellissimo report LIVE con la raccolta di tutti gli audio Telegram in cui raccontavamo quanto provato a Lucca 2023!
ENIGMI E SALUTI
Settimana scorsa l’indovinello “siamo tornati indietro su questo pianeta” è stato risolto quasi immediatamente da Spip74 con After Us quale risposta esatta.
Oggi, invece, ditemi a cosa sto giocando se posso rispondere a maledizioni con maledizioni…
Giocate, pensate bene e commentate meglio. Alla prossima puntata!
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