scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
Buona domenica a tutti! A chi tornerà a Lucca in appartamenti belli e a
chi tornerà a Lucca in appartamenti brutti.
Questa settimana ci siamo riuniti a valle in un grande e sterminato
prato, puntando montagne alte e innevate. Un volta in cima abbiamo avuto
la visuale di un’isola lontana piena di colonne di fumo, testimoni di
violenti e accesi scontri in corso. Raggiunto il campo di battaglia
abbiamo raccolto, tra le macerie, una serie di strani libri pieni di
simboli e di numeri colorati.
Buona lettura!
[Antonio-Figlio di Griffin] Meadow • 1-4 giocatori • 10+ • 60-90′ • giocato in 3 • 70′ con veloce
spiegazione delle regole agli altri due giocatori
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| Meadow |
Finalmente sono riuscito a intavolare Meadow in una configurazione che
non fosse quella in solitario e – anche stavolta – non posso che dire che
mi ha convinto a pieno. Anche gli altri miei due compagni al tavolo
(giocatori scafati) ha convinto ed è piaciuto parecchio pure a loro. Giocandolo in più
persone ho notato che non esiste una vera e propria interazione, se non
per il “soffiarsi” le carte dal centro del tavolo oppure per l’occupazione
degli spazi bonus della plancia falò. Questa cosa ci è venuta subito di
notarla, perché al tavolo avevamo un
giocatore ipercompetitivo che ha sofferto il fatto
di non avere azioni per “giocarti contro” 😅. Riconfermo le sensazioni
positive già espresse in una precedente pillola e lo consiglio a chi volesse avvicinare neofiti+ al tavolo…
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[Andrea P.-White Winston] Barrage • 1-4 giocatori • 14+ •
60-120′ • giocato in 3 in circa 120′
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| Barrage |
Barrage è un gioco euro immenso, e questo lo sapevo già. Quel che ancora
non sapevo è che il suddetto capolavoro si conferma come tale anche a
distanza di quasi 2 anni dall’ultima partita (gennaio 2020)!!! Appena
reintavolato, mi ha stupito fin da subito per come le regole mi erano
rimaste perfettamente in testa, talmente bene da poterle spiegare a un
giocatore alla prima partita, senza neanche dover consultare il
regolamento. E questo che vuol dire? Che sono una specie di fenomeno da
circo con la memoria di un elefante? No, miei cari… vuol dire che questo è
un gioco fottutamente elegante e questa ne è la dimostrazione. A regole
lineari, intuitive e prive di sbavature, corrisponde una profondità e una
complessità senza limiti. Ottenere il massimo con il meno possibile:
questa è la caratteristica dei capolavori! Pianificazione spinta,
strettezza claustrofobica, interazione diretta e indiretta delle più
cattive del genere (occhio che lasciare a secco l’avversario rovina le
amicizie!), strategia che domina una volta tanto sulla tattica.
L’espansione lo allarga leggermente a favore di un paio di aggiunte che
apparentemente lo completano, facendolo sembrare davvero un tutt’uno:
fortemente consigliata (anche se non obbligatoria). E ora non rimane che
aspettare i prossimi due lavori di quei due fenomeni di Luciani e Battista
(Golem e D.E.I.), con aspettative alle stelle…
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[Antonio-Figlio di Griffin] L’Isola Proibita • 2-4 giocatori • 8+ • 30′ • giocato in 3 • 20′ con rapida
spiegazione (e sconfitta)
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| L’Isola Proibita |
Era tanto che non intavolavo questo, che è uno dei miei titoli “storici”
preferiti, soprattutto per i materiali che ho sempre adorato. Devo dire che
giocarlo a distanza di tempo e di tante partite ad altri giochi (soprattutto
a suoi figli pandemici) mi ha fatto avvertire in partita una
semplicità esagerata del gameplay, che, per giocatori esperti, si percepisce
come un aspetto assolutamente negativo. Ci sono comunque affezionato e posso
solo che consigliarlo, in particolare a chi voglia conoscere il padre di
quel sistema
Pandemic
che tanti successi e tanti estimatori ha avuto poi successivamente.
Materiali top (addirittura con una scatola in metallo!) e semplicità di
gioco ne fanno un acquisto validissimo per chi stia cominciando ad
approcciarsi a giochi da tavolo moderni.
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[F/B!O P.] Waterloo 200 • 1-3 giocatori • 14+ • 60-120′ • giocato in 2 di cui io alla prima partita • 150′ con
spiegazione
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| Waterloo 200 |
Torno dal mio wargamer di fiducia per un’altra interpretazione ludica della battaglia di Waterloo, l’ultima di Napoleone, altissima macelleria. È un gioco a blocchi, per cui ogni parallelepipedo di legno rappresenta una brigata e la figurina su una delle facce riassume forza, movimento e corpo di appartenenza. Il pezzo va ruotato in modo che ci siano verso l’alto (quando è in piedi) o verso di sé (quando è disteso) le statistiche aggiornate. Semplificando molto, un round funziona così: si attiva il proprio leader strategico, che comanda un tot di leader tattici in base alla propria statistica. Questi ultimi possono a loro volta spostare le loro truppe che desiderano, purché siano a portata. Se entrano in contatto con il nemico scatta la battaglia, che viene risolta in modo deterministico tra il valore dei blocchi coinvolti più il terreno. La mappa è a zone e indica quanti pezzi possono accumularsi in ciascuna area e la copertura in difesa. Con due “passo” di fila il round termina, il leader strategico ricarica alcuni leader tattici peggiorando i propri valori, si pescano dei rinforzi. La vittoria va a chi sconfigge 10 blocchi avversari oppure sopraggiunge dopo 5 round a chi controlla la maggioranza tra sette aree contrassegnate. Rispetto a Napoleon Saga: Waterloo ci scambiamo le fazioni: io prendo le truppe francesi di Bonaparte e Werewolf la settima coalizione guidata dal Duca di Wellington e dal feldmaresciallo von Blücher. Il regolamento sta in sei paginette e non è complicato: quello che mi spaventa è la parte di strategia militare. Il mio anfitrione accenna un paio di volte a una decina di regolette aggiuntive, che renderebbero le cose più intriganti, ma io declino gentilmente: già così sento che sarà una battaglia da camicia rossa e pantaloni marroni. Parto cattivissimo a destra, provando a sfondare a Papelotte, ma vengo arginato. Ritento a sinistra su Hougoumont: niente da fare. Carico al centro per far mia La Haie Sainte: stesso risultato. Nel frattempo il nemico colpisce duramente ogni volta che vede una mia unità da sola. I morti si accumulano, tuttavia la situazione non è ancora tragica. Al termine del secondo round il bilancio è in mio sfavore soltanto per 3 a 4 punti vittoria e 0 a 3 perdite. Peccato che in questo lasso di tempo avessi puntato a costruire un esile vantaggio da difendere strenuamente fino alla fine, visto che il gioco prevede al terzo, quarto e quinto round l’ingresso scaglionato delle truppe prussiane. Per carità, son lente, ma comunque temibili. Però chi odio di più è quel lord Uxbridge che con la cavalleria inglese è penetrato nel mio fianco e sta facendo un macello. Penso che ogni round sia l’ultimo, ma i miei morti si fermano a sette e arriviamo alla conclusione del quinto: il punteggio finale è comunque un tennistico 6-1. Nonostante la mia lentezza e impreparazione, devo dire che la partita è stata divertente e le meccaniche interessanti. Ad ogni modo dei tre napoleonici che ho provato, il mio preferito rimane Commands & Colors: Napoleonics.
[Valeria-MeepleOnTheRoad] Rebis • 1-4 giocatori • 14+ •
20′ • giocato in 3 • 30′ con spiegazione
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| Rebis |
Dei cinque giochi contenuti nella
Matchbox Collection della ThunderGryph Games, quello che ha catturato per primo la mia attenzione è stato Rebis.
L’ambientazione di una vecchia biblioteca piena di libri impolverati in
cui apprendisti alchimisti lavorano a qualche strana mistura è troppo
nelle mie corde… anche se naturalmente non si sente, essendo il titolo
un astratto. Poiché Rebis scala da 2 a 4 giocatori, ho voluto
subito fare un po’ di partite per scoprire eventualmente la sua
formazione ideale. Devo dire che si tratta di due giochi completamente
diversi in 2 e in 4. Appena la Bionda è venuta a trovarmi
insieme al Riccio, è scattata subito la proposta della sfida in 3. C’è
la partita in TV e siamo un po’ distratti, ma riesco comunque a spiegare
le regole in modo rapido, come sempre assicurando che “è più facile
giocarlo che spiegarlo”. Il concetto di fondo è elementare: giochi un
libro (o due uguali) sul tuo scaffale o su quello di un avversario: se
lo giochi sul tuo, l’obiettivo è quello di accumulare punti diamante
senza sforare il peso massimo del ripiano, che è pari a 13; se lo giochi
su un ripiano avversario, l’obiettivo è proprio fargli sforare il peso
di 13 per guadagnare segnalini mistura e impedirgli di aumentare i
moltiplicatori per quel ripiano. Il Riccio non è alla sua prima partita
e si confonde spesso con le regole speciali per 2 che consentono di
chiudere i propri scaffali. La Bionda gioca sempre su di sé, non
cogliendo a pieno l’importanza di chiudere gli scaffali altrui per
ottenere i segnalini. Io cerco un equilibrio e riesco anche ad
accaparrarmi due segnalini mistura dorata che posiziono subito su
scaffali chiusi pieni zeppi di diamanti. Osservo la mia libreria: penso
di aver giocato bene, tutto sommato. All’ultimo, però, mi accorgo che il
Riccio ha in mano tantissime carte e si aggiudica il segnalino Rubedo,
arrivando a moltiplicare X5 un ripiano con 8 diamanti. Inutile dire che
grazie a quello ci batte, staccandoci di parecchi punti. È soddisfatto
per la vittoria e concorda con me sul fatto che 3 giocatori è
probabilmente il numero perfetto per questo titolo. La Bionda non è
convinta né di come ha giocato né dell’obiettivo generale. Gli astratti
non le dicono niente, ma li prova sempre per farmi un favore, perché io
devo vedere “come girano”. Che bello avere un’amica così!
Nella sezione video questa settimana abbiamo due disinscatolamenti
dell’inossidabile F/B!O. Nel primo video, ci apre la scatolina di un veloce e
colorato gioco di carte,
Arboretum, che tanto ha entusiasmato il nostro Pinco11 nelle sue
Prime impressioni.
Abbiamo poi, nel secondo video, l’apertura della scatola di
Zombie Kidz Evolution, un gioco che si evolve grazie a 13 buste sigillate per uno sviluppo
continuo di regole e di missioni da affrontare.
Torna il
Podcast
con Matte, LucaCiglione e Davide-Simarillon, che in questa puntata
dissertano – più o meno polemicamente – di premi ludici e giurie.
La scorsa settimana ALDO ha centrato subito la soluzione
all’indovinello, che dietro “il mio regno per un ortaggio” nascondeva il coloratissimo gioco di draft
Bunny Kingdom.
L’indovinello di questa settimana è per
un gioco che ha sia numeri che colori da gestire.
A domenica prossima amici ludici!
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