Scritto da:
cogo71
Solo pochi giorni fa vi ho presentato il Sig. Fapos ed eccomi oggi a presentarvi un altro “nuovo” redattore che avete già imparato a conoscere soprattutto se siete amanti dei giochi di ruolo: Daniele Sanna. Anche lui fa parte della nutrita schiera dei redattori liguri e non è un caso che si è unito alla redazione di GSNT grazie ad amicizie (poco raccomandabili) comuni con Luca Ciglione.
Grande conoscitore di giochi di ruolo, la sua presenza ha colmato una lacuna nel nostro gruppo, che è rimasta tale per troppo tempo, ma la sua verve e la sua passione per questo tipo di media ludico, sono davvero trascinanti e coinvolgenti. Se non l’avete ancora fatto andate subito ad ascoltare le puntate del podcast cui ha partecipato: io sono corso ad informarmi su tutti i titoli che ha citato.
Senza ulteriori indugi vi lascio alle risposte di Daniele alle mie “ficcanti” domande, ma se avete altre curiosità su di lui, approfittate dei commenti per rivolgervi al diretto interessato.

Presentati ai nostri lettori, parlaci un po’ di te: dove sei nato, dove vivi, e qualsiasi altra informazione tu abbia voglia di condividere
Sono nato 42 anni fa nella ridente Recco, amena cittadina sulla riviera levante genovese. Vivo da sempre a Genova e per quanto io possa mugugnare (https://www.treccani.it/vocabolario/mugugno/) ogni giorno, sotto sotto amo la mia città e la cambierei solo con un appartamento vista Central Park a Manhattan (non scherzo, se ne siete in possesso e volete liberarvene per un pò di mare ligure non esitate a contattarmi). Sono sposato da 3 lustri che però mi sembrano sempre 3 lune, e da quasi 10 estati vengo sopportato da una (ormai non più così) piccola giocatrice che sta venendo su giusto un pelo competitiva e innamorata delle storie.
Come sei arrivato a far parte della redazione di GSNT?
Totalmente per caso…un amico storico con cui condivido più di 20 anni di GdR (ciao Devo! Se passate per Genova andate a trovarlo al Dado Errante Ludpub in C.so Galiera, mi raccomando!) era venuto in contatto con LucaCiglione quando tale losco figuro stava giusto cercando qualche fesso giovane talentuoso per potenziare un po la parte dedicata al gioco di ruolo di GSNT, ha fatto il mio nome, da cosa nasce cosa, una cena romantica a due e poi via, novelli sposi in viaggio di nozze…
Quali sono al momento i tuoi 5 giochi di ruolo preferiti?
Difficile questa…posso splittarla in due?
Mettiamo questi 5 come miei giochi di ruolo preferiti in assoluto: Fate, Fiasco, Lovecraftesque, Cani nella Vigna e On Mighty Thews.
E questi 5 come miei giochi preferiti al momento: L’Unico Anello, Quietus, Bleak Spirit, Knights of the Round: Academy e Green Oaks










… ed eventualmente i 5 giochi da tavolo?
Ma tu mi vuoi vedere morto!!! Solo 5? Allora, con estrema difficoltà e lasciando fuori nomi eccellentissimi, diciamo: Tainted Grail, Gloomhaven, Nemesis, High Frontier 4All, Lewis & Clark: the Expedition. Ma davvero, stiamo lasciando robe come Barrage, Puerto Rico, Alta Tensione, Marvel Champion, Arkham Horror LCG, Unsettled, etc, etc, etc…
Ed invece quali sono i titoli che ti rifiuti di giocare a prescindere?
Flamme Rouge. Mi spiace, ma davvero, detesto quel titolo al di la di ogni possibile redenzione. Per il resto sono un giocatore decisamente eterogeneo, basta che ci sia del buon design dietro e digerisco con amore qualunque gioco di ruolo o da tavolo, di qualunque peso.
Ah giusto! I giochi di ruolo in solitario. Tranne due eccezioni eccellenti, non li sopporto davvero: ho smesso di scrivere pensierini alle elementari, e odio i diari!
Oltre ai giochi di ruolo (e da tavolo), quali altri interessi coltivi assiduamente?
Allora…grazie all conformazione del territorio in cui vivo adoro praticare assiduamente ma super amatorialmente trail e nuoto in acque libere (ma quando il mare è troppo mosso si va piscina), sto riprendendo in mano la bici e non disdegno assolutamente il trekking.
Per il resto direi: in primis i fumetti (specialmente comics, ma ben vengano manga, italiani / europei e indie in generale se di qualità), poi libri, videogiochi (ma vorrei davvero leggere e giocare di più…), serie TV, cinema e tutto ciò che ruota attorno a Star Wars, a Tolkien e al Marvel Cinematic Universe.
Ah si, il metal estremo!

Preferisci partecipare ai grandi appuntamenti fieristici o alle convention ristrette dove si gioca e basta?
Convention tutta la vita. I grandi appuntamenti fieristici sono mio malgrado immancabili per motivi di networking (nonché per riabbracciare vecchi amici!), ma nulla nulla nulla batte le (piccole) con!
GSNT a parte, quali altri siti o media di informazione ludica consulti regolarmente?
GSNT sul serio! Seguo il sito da un botto, ero alla prima CON di Pegli (e a tutte le altre) e ne ho sempre stimato molto la serietà.
Per il resto non molto altro – generalmente la rete di amici e giocatori esperti che ho intorno basta e avanza a tenermi informato a sufficienza.
Menzione di onore per La Tana dei Goblin – oltre a farne attivamente parte (sono parte del direttivo della Tana di Genova), trovo che il coverage degli articoli sia molto eterogeneo, e per questo interessante.
Mai pensato di creare un tuo gioco?
Sì! Qualche anno fa creai un GdR (ispirato al ciclo “La Locanda alla Fine dei Mondi” di Sandman) per partecipare ad un concorso molto bello e stimolante di game design, il Game Chef Pummarola Edition. Fatto sta che non vinse, ma arrivò in finale…lo feci giocare a qualche addetto ai lavori, piacque e si stava aprendo la strada per una possibile pubblicazione…per poi ingolfarsi poco dopo anche a causa del fatto che allora non riuscivo a dedicare al progetto il tempo che avrebbe meritato. Lo rifarei in futuro? Forse, ma al momento ho capito che preferisco impegnare il tempo che posso dedicare al mondo ludico giocando, e non facendo giocare e limando a nastro un mio gioco – sempre lo stesso…mi annoio! 😀

Qual è la tua storia di giocatore, a prescindere dall’essere diventato un recensore?
L’atto di giocare fa da sempre parte del mio DNA ed è sempre stato una componente fondamentale della mia vita, tanto da dedicarci la mia tesi di laurea anni fa.
Iniziò tutto con alcuni giochi da tavola di mio padre – ero piccolo, intorno ai 6/7 anni…uno mi sembra si chiamasse Carriere. Da li booom…si giocava in famiglia e ogni natale/compleanno ne arrivava uno, dal Giro del Mondo in 80 Giorni, all’Isola di Fuoco, a Detective & Co. alla Dark Tower. E poi, intorno ai 9/10 anni, Hero Quest e la scatola rossa di D&D mi aprirono un mondo…
Crescendo non ho mai smesso di giocare da tavola, ma per i successivi 25 anni fu il GdR la mia passione ludica numero 1: D&D in tutte le salse fino alla 3.5, Vampiri, Cyberpunk 2020, Stormbringer, Il Richiamo di Cthulhu, Star Wars, Toons, Kenshiro…tutto ciò che veniva pubblicato in Italia, io e il mio gruppo di amici lo giocavamo almeno una volta.
Nel frattempo mi sposo, e con lei si ricomincia a giocare da tavola un pò più seriamente, specialmente ai giochi da 2 – mi aggiorno quindi su dove era andato a parare il design dei boardgames negli anni in cui giocavo solo a Risiko a Monopoli.
Passa qualche tempo, e dopo un Kickstarter consegnato nei termini dei 9 mesi promessi, arriva la nana. Cerchiamo giochi per bimbi dai 2 anni in su, quando inizia ad arrivare sui 3/4 anni cerchiamo occasioni per farla giocare con bambini che non conosce di modo da iniziare a spostare il focus sull’atto di giocare in se, e, per caso, ci imbattiamo nella Tana dei Goblin di Genova… Scatta l’amore. Mi viene fatto scoprire un universo di titoli che mi ero perso perché magari non giravano bene in 2, e si (ri)sveglia in me il gene della divulgazione.
E il GdR? Si continua a giocare, ma scavallando gli enta tra lavoro, famiglia e altri impegni il tempo si riduce, la fatica si accumula e inizio a chiedermi se esistano titoli che non prevedano tutto quel lavoro enorme di preparazione che una volta i giochi di ruolo tradizionali richiedevano al master…cerca che ti cerca, arrivo alla mai troppo rimpianta piattaforma di Google+, dove trovo una community italiana magnifica dedicata ai GdR indie e scopro i giochi di Coyote Press, Narrattiva, Janus Design – giochi in cui, con tutti i passi falsi, le esagerazioni e alcuni estremismi tipici del tempo, si cerca di rendere il design delle meccaniche tutt’uno con la fiction di riferimento e con l’esperienza che l’autore vuole portare al tavolo dei giocatori. E inizia una liaison che dura ancora oggi – periodo in cui la lezione di quel tipo di giochi è stata (in parte) assimilata anche dai grandi nomi.
Ed eccoci qua!
Perché recensisci giochi?
Mmmmh…perchè no? No vabbeh: sicuramente mi piace scrivere, e mi ritengo una persona che ha giocato tanto e cerca di giocare il più possibile e a cose tanto diverse tra loro. Mi piace divulgare il buon design anche associativamente, quindi perché non provare a farlo con una cassa di risonanza mediatica maggiore?
C’è qualche tua recensione di cui sei particolarmente orgoglioso o che ti è piaciuto maggiormente scrivere?
Dai ne ho scritte troppo poche fino ad ora 😀
In generale sono un maniaco del controllo e cerco di curare molto ogni cosa che scrivo…no, direi che al momento non ho figlioli prediletti.
Quali titoli hai sul tuo tavolo in questo momento? Ci puoi anticipare cosa recensirai nel 2023?
Ieri sera abbiamo giocato a Bleak Spirit (Lovecraftesque in salsa Dark Souls), una bomba! Lo troverete su questi lidi a Marzo, dopo ancora qualche partita. In programma da qui alla Play ho ancora Terror Target Gemini e Nel Frattempo in Metrò, e dopo chissà…
Abbiamo inoltre iniziato con il mio gruppo una campagna a L’Unico Anello, tra qualche mese potrei parlarvene in maniera più approfondita.

Quante partite fai prima di recensire un gioco? Quanto ti prende scrivere un articolo?
Allora, molti dei titoli che recensisco li ho già giocati in originale ai tempi della loro uscita, quindi me li rispolvero con un paio di partite e via. Se invece sono giochi che assolutamente non conosco serve qualche partita in più, anche se ormai in genere già la lettura del manuale mi dice molto su molti aspetti.
Per scrivere un articolo di solito ci metto dalle 3 alle 5 ore. Scrivo di getto, ma poi rileggo e limo molto.
A cosa stai giocando di più in questo periodo NON per motivi redazionali?
Tainted Grail: l’Ultimo Cavaliere e Stars of Akarios a livello di giochi da tavolo a campagna. Gli ultimi giochi one shot intavolati invece sono stati Cthulhu Death May Die, Italy 1943-1945, Pax Transumanity, The Hunger, My Little Scythe, Atiwa, Paranormal Detective, Brass: Birmingham, The Goonies: Never Say Die. Un minestrone di generi micidiale!
Shelf of Shame: quanti titoli hai a ZeroPartite™? E quante ne possiedi in totale?
Un disastro: 27 titoli mai intavolati (e 5/6 in arrivo), per la maggior parte Kickstarter enormi (come massa, peso, impegno, durata, etc…). Infatti sto cercando di darmi una regolata limitando le new entries a robe che ritengo davvero davvero immancabili… Titoli in totale? In famiglia tra me e le due ragazze abbiamo sui 250 boardgames (le espansioni non si contano), e la mia libreria di GdR conta circa 500 titoli tra cartacei e digitali, più una 70ina di librigames. Non ho più spazio, davvero. E non se ne parla di toglierne ai fumetti. Punto.
È ancora possibile trovare tematiche innovative? Quali ti piacerebbe venissero esplorate, variate, smontate e rimontate?
Sempre. Sul serio, sono convinto che siamo ancora lontanissimi dall’aver esplorato ogni tema / meccanica possibile, o quanto meno averla implementata al massimo del suo splendore.
Lato GdR, nonostante un sottobosco indie attivo da anni, si sta solamente ora iniziando a digerire mainstream che è possibile giocare a giochi seri (vedi i vari Alice è Scomparsa, Little Katy’s Tea Party e ancor di più Prima Vennero, ad esempio) in cui sono le meccaniche a portare al tavolo le tematiche, e non una fantomatica “interpretazione” che non è misurabile, quantificabile o riproducibile. Idem molto attuale è la ricerca di design cross-genere, che quindi tanga la commistione con altri media (in primis il gioco da tavolo).

Lato GdT le frontiere narrative sono ancora tutte da esplorare, specie quelle che mi piace chiamare “a narrativa emergente” stile Nemesis, in cui la partita diventa un racconto senza che venga mai letto alcun testo. E lato meccanico idem – se non con meccaniche brand new (ma arriveranno, ne sono certo) quantomeno con twist a meccaniche già esistenti, vedi le carte di Gloomhaven giusto per citare qualcosa di profondamente impattante nell’ambiente e relativamente recente (quantomeno in idioma italico)
Sarebbe incredibilmente sciocco e arrogante da parte mia dire o pensare che abbiamo già visto tutto, anche perché nel suo piccolo qualcosa che mi sorprende lo trovo sempre: per fare esempi concreti, ieri sera il come è stato declinato lo “show not tell” in Bleak Spirit, qualche giorno fa i ragionamenti 3D spaccacervello coding-style in Globe Twister).
Ti capita di playtestare? Ti piace o, potendo, eviti?
A. D. O. R. O. Mi capita meno di quanto vorrei ahimè…
RAFFICA FINALE
Autore preferito?
GdT: Phil Eklund
GdR: Vincent e Meguey Baker (lavorano quasi sempre assieme)
Illustratore preferito?
Chiunque si integri bene con il graphic design di un gioco, o quantomeno non lo danneggi.
Meccanica preferita?
Non saprei davvero…ma adoro le combo di ogni genere!
German o American?
Bei giochi :-p
Interazione diretta o indiretta?
Buon design :-p
Narrativi o tradizionali?
Coerenti :-p
Indie o Tripla A?
Meccanicamente interessanti :-p
Astratto o ambientato?
Ambientato
Ambientazione preferita?
Almeno due: Star Wars e Terra di Mezzo. Non chiedetemi di scegliere tra queste due. Mai.
One Shot, o campagna di almeno un lustro?
One Shot (per praticità)
Avventura in solitario, o party di almeno 5 elementi?
Dipende dal gioco, ma sempre e comunque sweet spot
Wargame, o gioco di ruolo?
GdR, ma solo perché non conosco i wargame puri e mi sono affacciato da poco nel modo dei COIN / GMT (se valgono)
Cooperativo o competitivo?
Ambedue
Dadi o controllo totale?
Design di qualità :-p
PnP o Deluxe Edition?
Deluxe Edition
Espansioni sì o no?
“Always” (cit.)

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