Daniele Sanna
“Alice è scomparsa” è un gioco di ruolo one-shot e senza master di Spenser Starke. E’ stato portato in Italia da Raven Distribution per la Play Modena di quest’anno dopo una fortunatissima campagna Kickstarter del 2020.

Premesse del gioco
Nord della California, oggi. Nella tranquilla cittadina di Silent Falls è improvvisamente scomparsa Alice Briarwood, una giovane liceale. Allarmati, alcuni suoi amici iniziano a cercarla, tenendosi aggiornati sugli sviluppi tramite una chat comune. La vertiginosa escalation di eventi ed emozioni li porterà sulle sue drammatiche tracce, ma anche alla scoperta di se stessi e dei propri amici.
Segreti vengono svelati e relazioni esplorate, mentre lo scorrere inesorabile del tempo rende la ricerca sempre più disperata…che ne è stato di Alice? E che ne sarà di voi?
Durata
“Alice è scomparsa” è un gioco one-shot, pensato per una singola sessione di 2/3 ore con un singolo gruppo. Questo non vuol dire che non sia rigiocabile, anzi la variabilità del setup iniziale ne incoraggia run successive. Lo stesso autore tuttavia consiglia di ri-giocarlo con persone differenti, un pò per preservare l’unicità dell’esperienza e un pò perché è più facile che gruppi diversi portino la storia verso direzioni inaspettate. Vedremo di capire meglio tale aspetto più avanti.
Manuale
Piccolo formato, spillato, una 50ina di pagine. Ottimamente impostato dal punto di vista grafico, chiaro e accessibile, il manuale di “Alice è scomparsa” è contenuto di misura nella scatolina che custodisce il mazzo di 72 carte formato tarocco, vero e proprio cuore pulsante del gioco. Esse sono divise in 9 mazzetti a seconda del loro ruolo durante la partita, e presentano splendide illustrazioni sia sul dorso che (ove necessario) sul fronte.

Le carte si presentano di medio spessore, non telate per contenere i costi di produzioni: personalmente consiglio di imbustarle perché la maggior parte di esse andranno ben mischiate, nonché per aumentarne il peso e migliorarne il feeling.
Un’ultima parola sul manuale, diviso in due parti: la prima metà contiene una overview generale del gioco, la seconda metà invece la guida vera e propria, scritta per essere letta passo passo dal Facilitatore agli altri giocatori durante il set-up del gioco.
Accessibilità
Eccellente, tanto da poter quasi essere definito plug & play. Dico “quasi” perché effettivamente una prima lettura preventiva del manuale da parte del facilitatore è consigliata, soprattutto per prendere confidenza con la peculiare struttura di “Alice è scomparsa” e allestire l’area di gioco.
Tale allestimento ricopre però un ruolo determinante e fondamentale per la buona riuscita di una partita: oltre al mazzo di carte è infatti fondamentale un ambiente tranquillo e chiuso – scordatevi di poterlo giocare tra i tavoli di una convention, di una fiera o in un pub. E il perché è presto detto: “Alice è scomparsa” richiede tassativamente l’uso di un tablet o di un portatile per proiettare il video che fa da countdown e da colonna sonora per il gioco – vederne l’immagine (splendidamente animata) e ascoltarne la musica (meravigliosa, segue passo passo la partita) sono coordinate essenziali per poter giocare. Oltre ovviamente al fatto che ogni giocatore deve possedere uno smartphone, in quanto la giocata vera e propria si svolge scrivendo su una chat comune, in silenzio, accompagnati dalla colonna sonora del gioco.
Ecco che quel “quasi” plug&play acquista un nuovo significato. Se infatti complessità, lunghezza e accessibilità del regolamento sono super, le coordinate di cui sopra rendono “Alice è scomparsa” un gioco decisamente situazionale e non intavolatile ovunque. Il che – si badi bene – non è assolutamente un difetto, ma semplicemente una sua caratteristica, nonchè (spoiler!) Il prezzo da pagare per vivere appieno questa straordinaria esperienza ludica.
Temi
Qui siamo dalle parti sicuramente del 16+ indicato sulla confezione, ma anche del 18+ aggiungo io. Dipendenza da droghe/alcool, situazioni familiari molto difficili, disagio e malattia mentale, violenza sulle donne sono solo alcuni dei temi esplorati durante una partita ad “Alice è scomparsa”. Essi ne costituiscono l’ossatura profonda e drammatica – impossibili da evitare anche se sicuramente ben gestibili grazie a dei buoni (seppur non originali) strumenti di sicurezza. Insomma, se cercate un gioco serio avete trovato pane per i vostri denti.
Meccaniche
Come accennavamo prima, tutto il gioco è interamente gestito dal mazzo di carte. La creazione dei personaggi avviene scegliendo una delle 5 carte Personaggio e unendola casualmente ad una carta Focus, che ne riporta la Motivazione e una Relazione che lo legherà ad un altro. Così facendo si crea una sorta di ragnatela tra i vari protagonisti, che viene esplorata in gioco grazie a Background e Segreti (contenuti nelle carte Personaggio). Tali due elementi vengono infatti mantenuti nascosti duranti la creazione dei personaggi, e sono rispettivamente un qualcosa che vi lega ad Alice e un qualche segreto tra voi due.


Abbiamo inizialmente accennato che Alice è una liceale che vive a Silent Falls, Nord California, e che è scomparsa: ecco, questo è realmente tutto ciò che sanno i giocatori all’inizio della partita. Poche, rapide pennellate iniziali in fase di set-up, tramite le carte Sospettato e Luogo, ci danno un idea della situazione di partenza, ma il fulcro del gioco sarà scoprire chi è la “vostra” Alice e chi siete veramente voi, incrociando le risposte alle domande di Background e Segreti tra di voi, mixandole con Luoghi, Sospettati e soprattutto Indizi durante i 90 tesissimi minuti della giocata. Il tutto senza parlare, ma scrivendo in chat – siete infatti divisi in varie parti della città sulle tracce di Alice, con la chat come unico punto di incontro.


Manzionavamo prima il timer contenuto nel video: esso è un vero proprio countdown a doppia cifra (minuti : secondi) che parte dai 90 minuti fino ad arrivare a 0. In fase di setup ad ognuno vengono date delle carte Indizio, a faccia in giù, con un numero sul dorso. Ogni numero è unico e rimanda ad un minutaggio raggiunto il quale il giocatore girerà e risolverà (in silenzio!) quanto indicato sulla carta, comunicando gli effetti o i risultati di tale evento in chat.

Crunch level
Nullo.
Vogliamo essere molto chiari su un aspetto di questo gioco: qualunque cosa i personaggi facciano, non c’è modo di modificare gli eventi di una partita ad “Alice è scomparsa”. Essi sono riportati nelle varie carte Indizio, rivelati mano a mano che il countdown scende e accompagnati da una sempre più incalzante e drammatica colonna sonora. Se a fine partita Alice sarà salva, scomparsa o peggio, chi sia il colpevole, dove sia avvenuto (o avvenga) il tutto, non è nelle mani dei personaggi. Si potrebbe quasi dire che essi sono spettatori di una storia il cui intreccio è già stato scritto, e che non possono modificare.
Coerenza
Totale.
Come abbiamo visto, sarebbe sbagliatissimo pensare ad “Alice è scomparsa” come ad un gioco investigativo. Qui non sei padrone degli eventi che accadono, non scolpisci tu la tua storia, non la guidi.
Ma farai di tutto per provarci ugualmente, pur sapendo che non è possibile. E il vivere tutto ciò dietro al filtro di una chat, con la colonna sonora che ti pompa nelle orecchie e gli eventi che ti piovono addosso è una delle esperienze ludiche più potenti attualmente in circolazione.

Ludiche perché sui tu tramite il tuo personaggio che le stai vivendo in quel determinato momento, ludiche perché non puoi scegliere cosa ti accade ma devi prendere posizione sul come vivi ciò che ti accade, ludiche perché chi sia Alice e chi siano gli altri personaggi emergerà dalle risposte che ognuno ha dato o darà al Background e al Segreto mixate alle risposte degli altri, nella creazione di un puzzle che sarà assieme unico e già visto, così come lo sono molte cose delle nostre vite.
Dicevamo o no che “Alice è scomparsa” è un gioco serio? 🙂
Sistemi di sicurezza
Vengono ripresi strumenti già esistenti come x-card, linee, veli e porte aperte, dunque dall’efficacia già collaudata, e declinati per poter essere usati in chat. Il risultato è molto buono, merito anche della ottima spiegazione e contestualizzazione di tali strumenti relativamente alla specificità dei temi trattati (su tutti la violenza sulle donne). Chiude la giocata una fase di debriefing, utile a smaltire un pò della tensione accumulata durante il gioco e a focalizzarsi sui take-away personali emersi nella partita.

Cosa fa bene…
“Alice è scomparsa” è un’esperienza ludica di ruolo totalizzante ed incredibilmente efficace grazie alla sinergia di chat, colonna sonora e video. Chiede naturalmente un ambiente dedicato e tranquillo per poter essere giocato, ma ripaga con un grado di coinvolgimento di rara potenza – la stoccata finale è l’ascolto collettivo degli ultimi messaggi vocali che ogni personaggio ha mandato ad Alice, registrati in segreto in base alle direttive presenti sulle varie carte Personaggio in fase di set-up della partita.
…e cosa potrebbe fare meglio
Onestamente poco e niente. Come avrete intuito la scarsa rigiocabilità è legata a doppio filo alla specificità dell’esperienza, anche se variabilità di set-up e una buona varietà di indizi (se ne hanno diversi per ogni minutaggio, selezionati casualmente ad ogni partita) muovono un minimo le carte in tavola. E’ un po come guardare di nuovo un film: perderai sicuramente l’effetto wow della prima visione, ma potresti guadagnarne in profondità e “gusto”.

Questo gioco fa per te se:
Hai sempre pensato che i giochi di ruolo non possano trattare temi seri e reali.
Vuoi giocare un’esperienza forte, contemporaneamente personale e comunitaria, della durata di un film.
Cerchi un gioco serio, dai materiali ben fatti e decisamente accessibile sia in termini di fruizione che di apprendimento.
Vuoi provare un gioco di ruolo con materiali storicamente non tipici dei giochi di ruolo.
Hai lo spazio (o sai dove) giocarlo (importante!)
PS: se non lo hai trovalo, fidati di me 😉

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