Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo avuto pochissime risorse da spendere, abbiamo studiato trattati e trattati di Medicina, abbiamo cabotato le coste evitando nemici, abbiamo cercato di trovare i giusti numeri ma anche del colore giusto, abbiamo occupato campi quasi infiniti e abbiamo cercato di farci baciare dal sole.
Buona lettura.
[Antonio-Figlio di Griffin] Everdell • 1-4 giocatori • 13+ • 60-120′ • giocato in 2 • 60′ con veloce rilettura del regolamento

Antonello non aveva mai giocato ad Everdell e una improvvisatissima serata ludica è riuscita, ieri sera, finalmente a colmare questo vuoto. All’inizio è rimasto (come tutti) spiazzato dai soli due lavoratori iniziali, dall’assenza di risorse iniziali e, soprattutto, dalla possibilità di poter calare fino a 15 carte nella propria città. Ripresosi dallo “shock” iniziale ha subito capito come sfruttare le costruzioni per giocare gratuitamente alcuni animali e come massimizzare le combo date dalle abilità delle carte.
La prima partita è finita 45 a 44 per lui. La seconda pure era in vantaggio ma è stata viziata da una cattiva applicazione dell’abilità del Cimitero che doveva far rivelare e non scegliere carte dal mazzo degli scarti che, proprio io che ci avevo già giocato, avevo dimenticato andasse a faccia in giù.
Al netto di queste sfumature il gioco gli è piaciuto moltissimo e posso dire di preferirlo a due giocatori, massimo in tre, per evitare un’ attesa troppo lunga. Sempre promosso e sempre spiazzante alla prima mossa 😅
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[Antonio-Figlio di Griffin] Pandemic: Iberia • 2-5 giocatori • 10+ • 45′ • giocato in 2 • 40′ con lettura regolamento e sconfitta abbastanza rapida

Avevo ancora sullo scaffale della vergogna questa scatola “pandemica” e la serata con Antonello mi ha permesso di aprirla finalmente. Io avevo già esperienze sul sistema di gioco grazie ad Alta Marea e a La Caduta di Roma, mentre Antonello non aveva avuto modo mai di intavolare un Pandemic.
Ci siamo messi a leggere il regolamento che, al netto delle facili sequenze di turno ben illustrate, presentava comunque parecchie azioni da tenere in considerazione. La particolarità in questo titolo sta nella possibilità di costruire reti ferroviarie per facilitare gli spostamenti su mappa. Dopo aver acquisito i concetti necessari per giocare ci siamo buttati sulla penisola iberica cercando di studiare le quattro malattie per vincere la partita. Abbiamo giocato a un livello abbastanza difficile e infatti non siamo riusciti a porre freno ai contagi. Purtroppo lo abbiamo giocato a fine serata senza poter fare una seconda partita (come abbiamo fatto invece per Everdell di cui avete letto qualche capoverso più in su).
È piaciuto a entrambi ma ancora non riesco a classificarlo come preferenza su gli altri due che ho in collezione. Sicuramente lo reintavolerò, anche da solo, per gustarne appieno la struttura di gioco. Un plauso devo farlo alle illustrazioni e, in particolare, alla presenza di un piccolo fascicolo di artwork presente nella scatola…davvero un gradito plus!
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[F/\B!O P.] Jamaica • 2-6 giocatori • 8+ • 30-60′ • giocato in 3 • 40′ con ripasso delle regole

La nostra passione si sta diffondendo veramente in ogni dove. I giochi da tavolo sono arrivati ufficialmente perfino nella nostra parrocchia. Una o due volte al mese, generalmente di sabato, viene organizzato un pomeriggio di gioco libero con spiegatori e scatole demo. Così, mentre Ambra è al coro, entro a curiosare e non resisto a un tavolo con ancora dei posti…
Il capitano di turno tira due dadi standard e li abbina alla fase “giorno” e alla “notte”. Ogni giocatore quindi sceglie una delle tre carte in mano: il simbolo a sinistra corrisponde al “giorno” e quello a destra alla “notte”. I simboli indicano o il movimento della nave (avanti o indietro) o il caricamento di un tipo di merce (cibo, oro, polvere da sparo). Il giocatore di turno risolve prima il simbolo di sinistra e poi quello di destra: le quantità sono vincolate ai dadi. In alcune caselle si raccolgono tesori, in altre si paga in cibo o in oro. Scoppia una battaglia quando due giocatori occupano lo stesso spazio, da risolvere mediante un dado combattimento e la polvere da sparo come modificatore (il vincitore ruba al perdente). Alla fine vince chi ha più oro, ottenuto in partita e in base all’ordine di arrivo della circumnavigazione dell’isola.
Non c’era alcun bisogno che ci giocassi fuori casa, perché ne possiedo anch’io una copia. Questo però mi ha ricordato quanto mi piace e soprattuto del suo 8+, quindi è ora di farlo provare ad Ambra. La partita è stata un po’ strana, costellata da un numero anomalo di lanci doppi: spesso le carte con entrambi i simboli avanti-indietro risultavano inutili. Di conseguenza abbiamo ripiegato sui carichi, costringendoci a scegliere continuamente cosa sacrificare nelle nostre cinque stive, che non possono essere riempite per aggiunta, ma per sostituzione. Giuseppe si butta sulla polvere da sparo, aggirandosi minacciosissimo per le acque costiere (oro di rapina). Luca prende rotte più lunghe, per visitare i promettenti covi dei pirati (oro dei tesori). Io mi do alla velocità e punto tutto sui bonus per i piazzamenti finali (oro del traguardo). E così la mia Anne Bonny – per tutti i bucanieri! – è la pirata più ricca dei sette mari. Sempre bello.
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[Davide-Simarillon] Il Re dei Dadi • 2-5 giocatori • 8+ • 30’ • giocato in 4 • 30 minuti

Fanatici del Lancio del Dado? Questo titolo non vi deluderà. Ne Il Re dei Dadi i giocatori posso provare a selezionare una delle 5 carte disponibili compatibilmente con i valori (da 1 a 6) o i colori (rosso, verde, blu) presenti sulle facce dei dadi, nel caso non si riesca a soddisfare nulla ecco una carta nasone punti negativi al conteggio finale se si fa il pattern corretto si sceglie la carta abitante coerente.
Pronti via e i primi due giri scorrono tranquilli, poi è papà a non trovare nessuna combinazione valida e prendersi un -2. Letizia punta alle Fatine e al loro punteggio che cresce esponenzialmente, la mamma sembra la formica delle favole di Esopo e lenta e sicura incamera qualche punto al suo turno ad ogni passaggio di dadi, Lorenzo prova le combinazioni impossibili o quasi e ne esce spesso vincitore: compreso la carta nano con cinque ‘1’ sui dadi e anche proprio nella Miniera Officina.
Dodici punti assicurati, non rimane che provare a vincere ‘regalandogli’ qualche drago con i vari punteggi negativi, che, puntualmente, arrivano prima da Letizia e poi da mamma, ma questa sera Lorenzo è amico dei dadi; papà invece, come al solito con i dadi ci litiga.
Si arriva in fretta a concludere le carte abitante e sarà stata più premiante la strategia ‘me la rischio’ di Lorenzo (che ha dalla sua anche diverse carte Nasone) o la strategia ‘conservativa’ di mamma? 28 e 23 rispettivamente i punti … alla fine la formica non ha potuto gioire, anche Letizia sale sul podio con i suoi 20 punti, mentre papà i dadi proprio non riesce a digerirli con i suoi mesti 17 punti!!!
[Valeria-MeepleOnTheRoad] Bunny Kingdom • 2-4 giocatori • 12+ • 40-60′ • giocato in 4 • 80′ con spiegazione regole

Il Riccio stasera non c’è. La Bionda mi ha invitata a cena, non tollera che io stia a casa da sola il sabato sera. Decido di portare un gioco che il Riccio non mi fa mai tirare giù dallo scaffale, ma che a me piace molto: Bunny Kingdom, di quell’autore… quello lì, che non conosce nessuno… non mi ricordo mai il nome, uno sconosciuto… Ah sì, Richard Garfield. Doh.
Quando apro la porta di casa della mia amica, oltre a Big G, mi trovo davanti anche Sporty, la sorella della Bionda. Sono contenta che ci sia, era un po’ che non giocavamo insieme. Le sisters si ricordano le regole del “gioco dei conigli”, lo avevano già provato. Mi metto quindi a spiegare il regolamento a Big G, che apprende in fretta. Bravo ragazzo, così non perdiamo tempo. Dieci carte a testa, al primo round si sceglie una carta e si passa il mazzo in un senso, al prossimo round lo passeremo nell’altro. Prendi una carta che ti piace e piazzi sul tabellone un coniglio, una città, un terreno speciale e poco altro, e poi scegli dal mazzo che ti arriva. Così, per quattro round e tre conteggi intermedi prima di quello finale.
Partita molto strana. Sporty e Big G sparpagliano i loro conigli un po’ ovunque, ma poi fanno entrambi una mossa strana: uniscono dei feudi con un accampamento prima e con una Skytower dopo, cosa che credo li penalizzi invece di aumentare il loro punteggio, perché così hanno tutte risorse doppie, che al contrario dovrebbero fruttare solo in singola copia. La Bionda si impossessa della parte alta del regno: un infinito mare di coniglietti rosa che le fanno guadagnare tanti punti a ogni round. Io sono parecchio sfortunata con le carte: conosco bene il gioco, sono quella con più esperienza, e non riesco a mettere giù un feudo decente.
Decido di puntare su due strategie. La prima, raccogliere i terreni speciali per differenziare un po’ le colture: perle, acciaio e funghi sono solo alcuni. La seconda, puntare sulle pergamene-tesoro. Non lo faccio mai, ma i miei tre avversari al primo round, nel susseguirsi dello scambio di carte, mi lasciano sia il guanto destro che il guanto sinistro sia la carta che raddoppia i punti dei tesori. Non me la sento di non puntare su una cosa che mi è capitata per caso.
E così giochiamo l’intera partita, rubandoci terreni occupati da accampamenti e piazzandoci a volte in terreni quasi inutili per noi ma utilissimi a dare fastidio agli altri. Bunny Kingdom è anche questo. Dopo quattro round la bionda mi stacca di una ventina di punti, mentre Big G e Sporty sono indietro. Dobbiamo solo contare le pergamene. Lei ha il coniglio che le fa riconteggiare di nuovo i feudi, che fortuna. Io però ho messo insieme diciotto punti di carte tesoro che raddoppiano a 36. Partita finita, termino a 156 punti. La Bionda si ferma a 119, gli altri due più indietro. Mi guardano come se fossi un’aliena. Cerco di spiegare che sono stati loro a lasciarmi tutti i tesori e che in realtà non ho fatto tanti punti sul tabellone, ma si vince anche così.
Big G non è entusiasta del punteggio, ma dice che da quando gioca con noi questo è il titolo più bello che gli abbia fatto provare. Io super contenta, almeno so con chi intavolarlo in futuro e il Riccio può stare sereno per un po’. Fino al prossimo gioco che non sopporta.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Evergreen • 1-4 giocatori • 8+ • 45-60′ • giocato in 2 • 40 minuti a partita con 5′ in più per la spiegazione delle regole alla prima

Responsabile (e orgoglioso) di questa pillola è il nostro fedele lettore Vinniesse che in un commento precedente aveva chiesto le nostre impressioni su questo titolo rispetto a Photosynthesis. Bene, sono andato a comprare Evergreen ispirato da quel commento e dalla curiosità (anche mia) di paragonarlo proprio al suo papà dotato di alberi in cartoncino. Che dire, sono due giochi e due esperienze totalmente diverse, con l’unico punto in comune dato dal twist del sole che gira a illuminare di punti gli alberi piantati in plancia. In Evergreen ognuno ha una propria plancia e non ne esiste una centrale e l’esperienza di gioco risulta essere da solitario di gruppo per massimizzare le scelte in plancia grazie all’utilizzo di azioni e di carte (altra cosa che lo differenzia dall’altro che non ne aveva alcuna).
La cosa bella è che a Photosynthesis in passato avevo giocato solo in 2 e mi era sembrato un gioco molto piatto e con spazi (in 2) troppo larghi e quindi quando ne avevo letto di una versione “migliorata” o “upgradata” che dir si voglia, mi si erano accesi subito i radar per un possibile acquisto. Avendo poi giocato Photosynthesis in 4 e avendolo trovato eccezionalmente divertente, i radar si sono trasformati in programmazione d’acquisto. Dopo tre partite fatte ieri sera con il fido Antonello – passato a casa proprio per provarlo – non posso assolutamente dire che abbia soddisfatto le mie aspettative, nel senso che non mi è piaciuto più del suo ispiratore.
A me e ad Antonello Photosynthesis ha divertito di più, grazie alla bella interazione diretta con cui poter limitare i piani avversari facendo ombra coi propri alberi. Evergreen è un bel puzzle-game da massimizzazione punti con materiali bellissimi, funzionali e solidi, ma che diverte meno per la totale assenza di interazione diretta (che non è un difetto in assoluto, capiamoci, è solo un difetto se paragonato all’altro titolo citato).
Per la cronaca, abbiamo fatto tre partite di cui solo la prima andata a me…e almeno non ho perso a tutto come altre sere ^_^.
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CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Anche questa settimana sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo un disinscatolamento fatto dalle (ancora più) instancabili mani del nostro buon F/\B!O P.
Nel video F/\B!O apre la scatola di Clash of the Ardennes, di Elwin Klappe, gioco da tavolo per 2 giocatori ambientato durante l’Offensiva delle Ardenne, l’ultima grande iniziativa strategica tedesca sul fronte occidentale durante la seconda guerra mondiale.
Questa settimana ai microfoni del podcast Davide e Simone che litigano sui migliori titoli ispirati al mondo di Star Wars (o Guerre stellari che dir si voglia).
SONDAGGIO TELEGRAM
Eccoci al sondaggio proposto in settimana sui nostri due canali Telegram: quello generale e quello del podcast.
Nella scatola piccola (20×20 circa) c’è il gioco buono. Quale aprireste a tavola?
Tra Kanagawa, Kingdomino, Otto Minuti Per Un Impero – Leggende, Topiary e Wild Space?
In entrambi i gruppi ha prevalso per distacco Kingdomino!
Aggregando le preferenze dei sondaggi i risultati finali sono stati: Kanagawa (16%), Kingdomino (54%), Otto Minuti Per Un Impero – Leggende (23%), Topiary (3%), Wild Space (4%).
Io ho votato per quello che – per me – è una perla di gioco contenuta in una “conchiglia” dalle misure 20×20: Otto Minuti Per Un Impero – Leggende… recuperatelo se possibile e non ve ne pentirete.
ENIGMI E SALUTI
L’indovinello molto breve della scorsa settimana – quindi guarda e suggerisci – l’ha risolto LOg1: mi riferivo proprio ad Hanabi!
Questa settimana, invece, nella stanza ci sono un giocatore, uno scrittore, uno sportivo, un fioraio, un veterinario e un fotografo… a cosa stanno giocando?
Alla prossima, giocatori e giocatrici!
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