Fabio (Pinco11)
RIPARLIAMONE – NEW YORK ZOO
Circa tre anni fa esce New York Zoo, ennesima creazione del prolifico Uwe (Rosenberg), edito dalla Feuerland e per l’Italia dalla Cranio Creations. Ne proponeva una recensione, con video (anche tutorial) allegati, la nostra Valeria ed ora, a distanza di due anni e mezzo eccomi a ‘riscoprirlo’ insieme, per capire se il tempo passato ne abbia fatto o meno un classico.
30-60′ a partita, 1-5 giocatori, 10+ ed una difficoltà di 1.96/5 percepita dagli utenti di BGG (grosso modo come Carcassonne, che ha 1.9) lo rendono, unitamente alla componentistica lussureggiante (bella la manata di animali in legno), un titolo palesemente indirizzato verso un pubblico familiare.

NEW YORK ZOO IN POCO
Siamo di fronte alla ennesima iterazione del tema, tanto caro al notissimo designer tedesco, del Tetris, in quanto obiettivo del gioco è quello di essere i primi a completare il riempimento di una griglia quadrettata, utilizzando allo scopo i classici polimini (composti da 1 a 7 quadretti).
Al centro del tavolo si dispone una striscia, la quale identifica i 15 spazi nei quali si andranno a collocare le 45 tessere ‘recinto’ (polimini da 4 a 7 spazi) fruibili nel corso della partita ed ognuno riceve la sua scheda – griglia personale con due animali e si parte.
Al proprio turno il giocatore sceglie di quanti passi far avanzare il pedone ‘elefante’ (scegliendo nel range da 0 a 4 passi a seconda del numero di giocatori) ed esegue l’azione corrispondente alla casella di arrivo, che può consentire di: 1) prelevare un polimino (piazzandolo nella propria griglia, inserendoci sopra 1-2 animali di un unico tipo) o 2) prelevare 1-2 animali ed inserirli in recinti o in apposite casette ‘monoposto’. Se si completa un recinto di animali, si procede a svuotarlo, tenendone uno da parte e si ottiene una tessera ‘attrazione’ omaggio (da 1 a 8 spazi occupati). Quando si superano certi ‘marker’ si ottiene (tutti i giocatori) la possibilità di far ‘procreare’ animali di un certo tipo, se si hanno almeno due di essi nei propri recinti.
Il gioco termina quando un giocatore completa il proprio recinto per primo, vincendo secca la partita.

COME SI PRESENTA NEW YORK ZOO
I materiali rappresentano indubbiamente il punto forte del gioco, essendo stata compiuta, chiaramente, una scelta di marketing di fondo, inserendo tra i materiali le 127 pedine in legno a forma di animale (6 diversi, contando l’elefante), che contribuiscono a dare un bel colpo d’occhio al tutto, una volta srotolato sul tavolo.
Meno lussureggianti gli altri componenti, visto che le plance giocatori sono sottiline (tipo Ark Nova) ed i polimini sono del giusto spessore, anche se non troppo pesanti.
Il tutto funziona, al netto di un certo ‘affollamento’ di pedine sulla plancia, che può creare difficoltà ai meno abili a destreggiarsi nel piazzarli senza fare casini 🙂

COME GIRA
New York Zoo gira bene, come era facile prevedere, visto che l’autore ha una certa esperienza in questo tipo di gioco e di meccaniche, essendo il Tetris in assoluto uno dei suoi temi preferiti. Si deve cercare quindi di incastrare al meglio i recinti degli animali (prima logica del gioco), per lasciare meno spazi possibili, in quanto essi dovranno essere riempiti fruendo delle tessere bonus ‘attrazione’, che si ottengono attraverso la seconda chiave di sviluppo della partita, che è quella di saper gestire al meglio il flusso degli animali in entrata ed uscita ed il timing con il quale alternare i prelievi di recinti a quelli degli animali.
Non ci sono grosse ‘combo’ (salvo quando si cumula un prelievo di animali con la riproduzione), per cui flusso della partita è lineare, ma la natura di ‘corsa’ del gioco rende il tutto sufficientemente ‘teso’, visto che il guadagnare un paio di ‘tempi di gioco’ può essere sufficiente per assicurarsi la vittoria.

SENSAZIONI
La valutazione di questo titolo è intimamente legata al fatto che New York Zoo sia il vostro primo Rosenberg di questo tipo o meno.
Il riempimento grazie ad una abile scelta di polimini da assemblare è stata infatti resa in modo magistrale in Patchwork, titolo che tuttora gode di un bel 7.6 su BGG (ed è poco oltre la 100a posizione di sempre nella classifica del popolare sito ed alla 55a della nostra top 100), mentre la corsa, unita al twist’ delle tessere col buco, era presente in Indian Summer (titolo che pare essere piaciuto a me ed a pochi altri, visto che ha un misero 6.8).
Qui alla logica, già un pelo trita e ritrita, dell’accorto assemblaggio di polimini si unisce quella della gestione del flusso di animali, con i quali si devono popolare i polimini, per poter ottenere più tesserine bonus possibili ed è intorno a questa meccanica che si sviluppa la peculiarità di NYZ. Purtroppo, però, questa ‘gestione’ non è di particolare spessore, nè dà la sensazione di richiedere una particolare maestria, per cui nel complesso il tutto resta simpatico, gradevole e fruibile ad un pubblico assai ampio, anche e soprattutto grazie ai bei materiali, ma non dà quella ventata di novità che vi fa pensare di dover per forza sostituire Patchwork (che resta più elegante ed originale) con questo nella vostra collezione.
Se invece non avete mai giocato a nessuno dei citati predecessori e/o avete in casa dei bimbi o bimbotti, che potrebbero essere attratti dalla presenza degli animeeples, ecco che potreste rialutare NYZ, per la sua maggiore potenzialità di colpire l’occhio.

FLUSSO DELLA PARTITA
Il gioco si spiega veloce, fin troppo, per cui suggerisco di fermarsi a fare 2-3 esempi, anche per evitare di perdere per strada le due o tre sotto regole (ce ne sono pochissime, tranquilli) che presiedono al prelievo e piazzamento degli animali. Fatto quello, si va come un fulmine, procedendo un poco tutti, nella prime mosse, a prelevare un paio di polimini, assemblandoli al meglio. Poi si passa ad una fase di alternanza tra il prelievo di animali e di polimini, cercando i giocatori di trovare la giusta via di mezzo tra il raccogliere recinti a go-go ed il curare anche la raccolta e piazzamento di animali, da distribuire accuratamente per poter massimizzare gli effetti delle ‘riproduzioni’.
Il giocatore più accorto saprà così distribuire i propri animali senza avere troppa fretta di chiudere i primi recinti, per ottenere più riproduzioni gratuite possibile, ma esagerare è sconsigliato, in quanto può avvantaggiare chi si concentri sul chiudere rapido i primi recinti, ottenendo così le (poche) tessere attrazione più grandi.
Un certo margine per elaborare tattiche è quindi presente, così come per far valere la propria capacità di combinare le forme nello spazio, per cui chi si impegna un premio, rispetto al classico fruitore più occasionale (che magari si limiterà all’incastro) lo avrà.

PARAMETRI VARI
Partiamo dall’alea, per dire che qui è piuttosto bassa, visto che le informazioni sono visibili e procediamo con l’interazione, per dire che è sempre e solo indiretta, aggiungendo che i danni maggiori di solito si arrecano in modo involontario, prelevando tessere che risultavano essere ‘chiave’ per qualcuno o facendo più passi del previsto. La presenza altrui si sente, però, data la natura di ‘corsa’, per cui un’occhiata a come stanno messo gli altri la dovreste dare ..
Sulla scalabilità direi che in due probabilmente il tutto gira al meglio, garantendo anche un certo controllo sull’approvvigionamento di tessere, mentre in 3-4-5 il controllo cala ed il tempo di gioco e di attesa sale. La modalità solitario è simpatica ed utile ad imparare il gioco, ma non ha spessore adeguato per spingere a farci chissà quante partite.
Il coefficiente di innovazione del gioco, infine, è vicino allo zero.

CONCLUSIONI
New York Zoo rappresenta l’ennesimo piccolo passo nel percorso evolutivo del concetto rosenberghiano di Tetris. Evidentemente il designer è un darwiniano convinto, perchè non crede nei ‘salti’ evolutivi, ma solo nel lento progresso, con minime aggiunte ad ogni step 😉
In se il gioco gira bene, le regole sono digeribili in poco ed i materiali sono di livello superiore ad altri titolo dello stesso tipo, per cui potreste farci più di un pensierino (soprattutto ora, che il prezzo è sceso a livelli da liquidazione delle scorte). Se avete già in casa altri titoli simili, invece, e soffrite (come molti appassionati) di cronica mancanza di spazio non è che NYZ sia poi un grosso candidato ad occupare i vostri prezioso centrimetri cubi liberi e passerete oltre senza troppi rimpianti.
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