Scritto durante il banchetto reale da
Battlemad
Siamo al banchetto annuale di Sua Maestà la regina. Tutte le famiglie più importanti presenziano all’evento: Carpe blu, Cervi verde scuro, Rospi verde chiaro, Lepri gialle, Farfalle bianche e Usignoli rossi. Non manca nessuno all’appello e tutti cercano di farsi belli agli occhi, e orecchie, della regina. L’obiettivo di ogni famiglia, infatti, è elevarsi il più possibile e ottenere il favore della Regina, facendo cadere in disgrazia tutte le altre famiglie!
Un gioco di Romaric Galonnier (Splito) e Anthony Perone, con le stupende illustrazioni di Noëmie Chevalier, edito in Italia da GateOnGames, ha una durata stimata di 20-30 minuti, per 2-5 giocatori dagli 8 anni in su.

A CHI PUO’ PIACERE?
Domanda di rito: ma Intrighi a Corte a chi potrebbe piacere?
Se adorate i giochi con una grafica impeccabile, fermatevi pure: avete trovato il vostro candidato!
Se amate i giochi di collezione set, con un leggero twist, allora Intrighi a Corte saprà ammaliarvi!
Se vi appassionano i filler veloci ma profondi, ecco un giochino veloce da spiegare e da giocare, che saprà conquistarvi fin dalla prima partita!

CONTENUTO E MATERIALI
Le carte di Intrighi a Corte sono così belle che secondo me vanno imbustate, senza se e senza ma! Ogni carta, infatti, è impreziosita da un leggera lamina d’oro che evidenzia determinati particolari. Proprio per questo sarebbe un torto rovinarle! La scatola contiene 90 carte Cortigiano, 20 carte Missione Segreta e il tappetino da gioco in tela.
Tutte le illustrazioni sono veramente favolose: Noëmie Chevalier ha fatto un ottimo lavoro di caratterizzazione! Le famiglie sono facilmente distinguibili e ognuna rispecchia in qualche modo le caratteristiche dello stemma familiare. Le carte speciali, inoltre, aggiungono una variazione al tema di base: ogni Spia indossa una maschera caratteristica, ogni Nobile una corona specifica, ogni Guardia imbraccia uno scudo differente, ogni Assassino impugna un pugnale diverso.
Grande scalpore (ndr: qualcuno sui social già si lamenta) ha fatto il tappetino in tela: non si stende bene, rimane qualche piega e durante la partita non risulta ben disteso. Io stesso mi sono fatto la domanda: “perché un tappetino da gioco in tela e non uno consueto in pvc o simile?”.
Subito dopo, l’illuminazione: siamo nel medioevo! Un tappetino diverso avrebbe sicuramente stonato!
Non posso ovviamente essere sicuro che la motivazione sia questa, ma personalmente mi ritengo soddisfatto della scelta.

COME SI GIOCA
Ogni giocatore pesca tre carte e, nel proprio turno, deve giocarle in tre zone differenti: una posizionata al tavolo della regina, una nel vostro dominio (di fronte a voi) e l’ultima nel dominio di un avversario. Dopo questo passaggio, pescate tre carte e tocca al giocatore successivo. Quando giocate la carta al tavolo della regina, potete scegliere se giocarla sopra o sotto al tappetino. Ovviamente, ogni carta dovrà essere posizionata nella colonna del proprio colore: sono divise, infatti, per famiglie aristocratiche. A fine turno, si torna a pescare tre carte.
A fine partita, le famiglie con più carte sopra al tavolo della regina saranno stimate, viceversa saranno cadute in disgrazia. Contemporaneamente si contano i punteggi del proprio dominio: ogni carta appartenente ad una famiglia stimata vale un punto, ogni carta di una famiglia caduta in disgrazia vi farà perdere un punto. Se non c’è una netta maggioranza, allora la famiglia è considerata neutrale e non darà alcun bonus o malus.
Ad aggiungere un po’ di suspence, ad inizio partita ad ogni giocatore sono state consegnate due carte missione segreta: portarle a termine vi darà 3 punti ognuna!

CARTE SPECIALI
In Intrighi a Corte abbiamo 6 famiglie, con 15 carte ognuna. Ovviamente le carte non sono tutte uguali, altrimenti si perderebbe parte della profondità del gioco. Per ogni famiglia, infatti, abbiamo quattro ruoli speciali: i Nobili, le Spie, gli Assassini e le Guardie.
I Nobili, identificati con una corona, contano come due carte: per ogni effetto che chiede il conteggio, quindi, loro valgono doppio! Ottimi punti bonus se la famiglia è stimata… ma attenzione ai punti negativi! Ogni famiglia ha quattro nobili.

Le Spie, due per famiglia, identificate dalla maschera, non vengono mai giocate a faccia in su: verranno sempre giocate coperte, sia al tavolo della regina sia nel dominio. Questo comporta ribaltoni finali e aleatorietà fino al termine della partita!

Gli Assassini, identificati con un pugnale, eliminano una carta nella zona in cui si trovano: per modificare rapidamente le sorti di una famiglia, basta eliminarne i membri, no? Anche gli assassini si trovano in duplice copia.

In ultimo, le Guardie! Identificabili grazie ad uno scudo, non possono mai essere eliminate dagli assassini! Tre guardie per famiglia: sono una sicurezza!

BILANCIAMENTO, SCALABILITA’ E ALEATORIETA’
Il gioco è da 2 a 5 giocatori e la differenza tra il minimo e il massimo si sente veramente tanto. Personalmente l’ho adorato moltissimo in due giocatori: estremamente tattico e bilanciato, l’interazione è alle stelle! Non bisogna lasciar trapelare le proprie missioni e contemporaneamente sabotare il più possibile l’avversario. Le spie, inoltre, diventano qualcosa di assolutamente ingestibile e fonte di grandi punti negativi! Veramente, veramente apprezzato!
Le partite in tre giocatori sono in assoluto le mie preferite: ci si guarda in cagnesco e ci si bastona vicendevolmente. C’è un perfetto bilanciamento perché nessuno dei tre riuscirà mai a staccare gli altri due, arrivando sempre a punteggi molto vicini l’uno all’altro. La “fortuna” nelle pescate non sarà così impattante, risultando in un set-up molto strategico.
In quattro e cinque giocatori diventa più caotico: si perde parte della strategia, ma aumentano i colpi bassi! Non si riuscirà ad aver ben chiaro chi è il giocatore che sta vincendo, anche perché da un turno all’altro ogni famiglia può passare dalle stelle alle stalle! Riderete al tavolo, visti i numerosi colpi di scena e i tiri mancini non mancheranno!
Considerando che, in base al numero dei giocatori, alcune carte vengono rimosse casualmente, è importante capire quanti round si abbiano singolarmente a disposizione. In due giocatori si giocheranno 10 round a testa, in tre abbiamo 8 round, in quattro 7 round e in cinque 6 round. Al netto degli omicidi degli assassini, quindi, al tavolo della regina avremo 20, 24, 28 o 30 carte, a seconda del numero di giocatori: questo influenzerà notevolmente anche i punteggi delle carte nel nostro dominio! Bisogna anche tenere in considerazione il fatto che ogni famiglia ha solo 15 carte personaggio: più ce ne sono al tavolo della regina, meno ce ne saranno nei domini dei giocatori!

IMPRESSIONI CONCLUSIVE
Intrighi a Corte è un bellissimo gioco di carte: veloce da spiegare, veloce da giocare, saprà intrattenervi a lungo! La fortuna, abbondantemente presente nella pescata, viene mitigata da un minimo di pianificazione e strategia: capire dove giocare una carta sarà infatti fondamentale. Scoprirete che non è così semplice assicurarsi punteggi positivi: nel giro di un attimo un assassino o una spia possono letteralmente cambiare le sorti della partita!
Pur non presentando un sistema di negoziazioni, il gioco ci obbligherà in qualche modo a negoziare con gli avversari, sperando in un accorto silente contro l’avversario che pare essere più avanti nei punti.
Ritengo che Intrighi a Corte abbia la stoffa per diventare uno dei giochi preferiti di quest’anno!
Si ringrazia GateOnGames per la copia review
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