simarillon (Davide)
Splito, di Studio Supernova, interessantissimo gioco da 3 a 8 giocatori, intavolabile a partire dagli 8 anni in partite con un tempo variabile tra i 15 e i 20 minuti; autori del gioco Romaric Galonnier e Luc Rémond; mentre le illustrazioni sono di Maud Chalmel
Collabora con i tuoi vicini, per completare gli obiettivi condivisi…ma alla fine uno solo ne uscirà vincitore!
I materiali
La piccola scatola di Splito contiene:
- centonove Carte da gioco, divise in:
- Carte Numero, con valore da e 1 a 6 in sei diversi colori;
- Carte Obiettivo, a loro volta divise tra obiettivi di inizio gioco e obiettivi generali.
Il formato delle carte è particolare, sono, infatti, leggermente più strette di carte standard; ottima la grammatura ed anche il Font usato per determinare l’obiettivo è perfettamente funzionale al gioco. Non c’è mai troppo da dire quando si parla di un mazzo di carte, ma mi sento sicuramente di promuovere Splito per quanto riguarda il reparto materiali.

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Prima di iniziare a giocare vengono scelte due carte obiettivo comuni (una con la luna e una con il sole) e posizionate al centro del tavolo. Poi vengono mischiate tutte le carte numero ed obiettivo in unico mazzo e vengono distribuite tredici carte a ciascun giocatore. Tutti i giocatori, al proprio turno scelgono una carta, o Numero oppure Obiettivo e la giocano o alla destra o alla sinistra; infatti, ogni giocatore ha due aree comuni di gioco con i propri vicini. Giocata la carta tutti i giocatori passano le carte rimanenti alla propria sinistra. Si continua così sino a che non sono state giocate tutte e tredici le carte. A questo punto si calcola il punteggio che viene dato dalla risoluzione delle carte obiettivo e, per ogni giocatore, moltiplica i punti fatti tra l’area a destra e l’area a sinistra. Chi ha il maggior numero si punti sarà il vincitore.

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “quando piove divido il mio ombrello, se non ho l’ombrello, divido la pioggia”, dallo scrittore e musicista argentino Enrique Ernesto Febbraro.
Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Splito:
- a giocare in modo bilanciato tra due aree differenti;
- a valorizzare al meglio i propri punteggi;
- a comunicare in modo implicito con i compagni di gioco;
- a variare la propria tattica (e le proprie giocate) in base a come si sviluppa la partita.

Considerazioni Personali / Impressioni
Splito è un gioco di carte molto interessante perché permette di far giocare al tavolo sino a 8 giocatori e non è per nulla un gioco banale, mi sbilancio e lo definisco il perfetto filler per giocatori, soprattutto se si è in un numero compreso tra i 4 e i 6 giocatori.
Un Filler da Giocatori
In Splito il punteggio è demandato al giocatore che, ad ogni turno, dovrà valutare quale carta giocare tra la carta numero e la carta obiettivo e valutare in quale area giocarla. La scelta va ponderata con attenzione di modo da massimizzare i punti che si otterranno a fine turno. Bisogna anche valutare le carte che andranno ai nostri avversari, considerando che al giocatore che passiamo le carte si possono lasciare dei messaggi impliciti su quale carta vorremmo giocare … sperando poi che questo suggerimento sia colto e, soprattutto, sperando che chi ci segue giochi quella carta che ci aspettiamo che giochi.
Bilanciamento
I giocatori devono stare particolarmente attenti a giocare in modo bilanciato su entrambe le aree di gioco; è necessario, infatti, porre un occhio sempre attento su entrambi i punteggi, certo la speranza e che giochino i nostri compagni sulle aree comuni più deboli, ma è la stessa speranza anche che ripongono i nostri compagni di gioco in noi. C’è poi da fare molta attenzione a potenziali obiettivi che entrano in combo ed ottimizzano i punteggi sulle aree comuni di gioco … e non dimenticandoci che l’ultimo turno (e magari anche gli ultimi due) avremo mosse quasi obbligate che saranno, potenzialmente, più dannose che utili.

Draft
La meccanica del draft (che a me piace sempre molto) si sviluppa in modo interessante, c’è un buon ricircolo di carte e permette, soprattutto se si è in cinque o sei giocatori, di fare delle scelte strategiche, oltre che tattiche. I giocatori possono infatti provare a valutare se e quali carte ritorneranno ad avere in mano. Inoltre, in certi momenti si può provare a valutare di giocare una carta per non farla finire nell’area di gioco di due avversari.
Interazione
In Splito l’interazione è mega super extra presente, in ogni aspetto del gioco. La meccanica del draft porta naturalmente con sé l’interazione diretta tra i giocatori, il fatto di costruire il proprio punteggio su due aree condivise implica ovviamente una forte interazione diretta con i giocatori che sono seduti a fianco a noi al tavolo. Da ultimo i punteggi si fanno spesso in relazione alle altre aree di gioco, soprattutto giocando sulle maggioranze. Il gioco trasuda interazione e questo aspetto è per me uno dei punti di forza del gioco.
MetaGioco
Durante la partita, soprattutto da metà gioco in poi, si dovrà cercare di dedurre su cosa puntano gli avversari e provare a ragionare su quale può essere la giocata che effettuerà il nostro vicino, di cui magari conosciamo anche le carte: così da poter ottimizzare la nostra mossa. C’è un’interessantissima parte di MetaGioco in cui si dovrà provare a convincere gli avversari a giocare nella ‘nostra area’. Il gioco vieta, ovviamente, di parlare di quale sarà la carta da giocare, ma non vieta, esplicitamente, di parlare con gli altri giocatori per cercare di persuaderli a giocare nell’area comune. Per finire se il gruppo lo permette e si lascia coinvolgere c’è una costante comunicazione non verbale fatta di sottointesi e di sguardi per cercare di posizionare la carta giusta nell’area giusta. Bisogna essere predisposti a questo MetaGioco, ma se lo si è questo è un aspetto in cui Splito eccelle (anche in considerazione del numero di giocatori) e che a me piace sempre particolarmente.

Tradimenti
Aggiungo questo paragrafo in qualche modo si suggerimento di Lorenzo, che al mio chiedergli un giudizio su Splito, mi ha detto che gli piaceva perché potevi decidere di giocare insieme ai tuoi vicini e poi, dopo, giocare in un modo diverso per ‘fregarli’. In qualche modo gli sgambetti devono essere fatti al momento giusto, e nel modo giusto, così da non lasciar trasparire fino in fondo il ‘tradimento’, ma farlo apparire quasi come una giocata obbligata. Anche questa parte si innesta perfettamente nel MetaGioco di cui parlavo sopra; aggiungendo anche un pizzico di cattiveria.
I miei dubbi
Splito mi è piaciuto davvero molto e i dubbi che mi lascia sono pochissimi. Forse l’unica pecca è che il gioco può essere in realtà più difficile di quanto sembri e possa esserci un po’ di disparità tra giocatori che conoscono il gioco e giocatori alle prime partire; faccio mio il consiglio nel regolamento e evidenzio come sia buona norma intervallare giocatori più preparati ad altri alle prime armi. Proprio in ragione di quanto appena scritto decisamente ottimistico l’8+ sulla scatola … o meglio la partita funzionerà bene se ci sono giocatori di quell’età, ma se ci sarà un adulto al tavolo avrà, quasi sicuramente, una strada facile verso la vittoria.
Nota un po’ stonata la variabile a due giocatori che, personalmente, non mi ha convinto per nulla. Vengono meno molti dei punti di forza del gioco e … c’è molto di meglio se volete giocare in soli due giocatori. [qui trovate il regolamento completo]

In Conclusione
Splito si è rivelato una piacevole sorpresa. Si basa su un concetto di cooperazione (molto simile a quanto già visto in Between Two Cities, gioco che tra l’altro personalmente trovo sempre molto gradevole da giocare), ha una fase di draft ad ogni turno, che permette di fare delle speculazioni su come giocheranno i nostri avversari sia strategicamente sia, soprattutto, tatticamente; per finire una costante attenzione alle giocate dei compagni di gioco (tutti) crea un MetaGioco con i vicini nella speranza di giocare e far giocare la carta giusta nell’area condivisa. Sicuramente un gioco che consiglio di provare per le serate tra giocatori e che rende al meglio in 5/6 al tavolo, ma che si lascia piacevolmente giocare in tutte le altre configurazioni.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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