scritto da
FΛB!O P.
Buona domenica a tutti!
Oggi è il World IP Day, la Giornata mondiale della proprietà intellettuale, dal tema “IP and Sports: Ready, Set, Innovate”. Fatalità, nessuno dei giochi nelle pillole qui sotto ne ha una. Ricorrono pure i 40 anni dal Disastro di Černobyl’: come la nube di Pripyat’, le ripercussioni di una mossa sbagliata o di un tradimento inaspettato si propagano per tutto il tabellone…
Buona lettura!
Pillole
[Antonio-Figlio di Griffin] Tag Team • 2 giocatori • 10+ • 15′ • giocato in 2 • 10 minuti

In attesa di un Antonello che non arriverà più, Tore mi fa provare questa novità per 2 giocatori che tanto lo sta appassionando.
Mi spiega che si gioca con due personaggi e due mazzi a testa, con i quali programmare, volta per volta, mosse per parare, attaccare o attivare peculiari azioni speciali. La vittoria la si raggiunge mandando a zero la vita di almeno uno dei personaggi dell’avversario, cosa che riesco a fare relativamente presto, per una buona combinazione di mosse (carte) che mi permettono di difendere bene e di attaccare meglio.
Il gioco è molto veloce e molto carino, però non mi ha scaldato tantissimo. Il fatto è che i giochi in cui bisogna ricordare un minimo le carte non riescono proprio ad appassionarmi. Mi è piaciuta invece la dinamica del botta e risposta tra giocatori e tra relativi personaggi, come anche la bella asimmetria dei mazzi che sicuramente renderà molto longevo e variabile il titolo con future (e certe) espansioni. Non è nelle mie corde di giocatore, ma lo consiglierei a chi ama asimmetrie e veloci schermaglie in 2.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Spectacular • 1-6 giocatori • 10+ • 20-30′ • giocato in 6 • 40 minuti con spiegazione delle regole compresa

Dopo averlo provato in 2 – con una vittoria a testa – Tore lo riporta a casa mia per una partita a 6, cosa che non ci capitava da tanto! Tore rispiega le regole agli altri quattro e io lo aiuto a setuppare e a ribadire qualche concetto a uno o due di loro, distratti dalle scatoline colorate.
Il gioco ha come uno sviluppo non immediato e un po’ (troppo) articolato per il tipo di gioco che è. Facile da gestire, ma non subito da capire. Per dirne una, c’è una prima fase in cui fare punti solo per dadi piazzati collegati (senza soluzione di continuità) all’ingresso del parco, poi una di gestione di piazzamenti per fare punti anche in modo diverso in una seconda e ultima fase.
Un po’ spiazzante questo fatto, perché non fa entrare subito in una gestione consapevole della partita e pure gli altri, come me, hanno avuto l’impressione di giocarlo sempre un po’ col freno a mano tirato, anche dopo aver digerito meglio il tutto.
A onor del vero devo dire che io, come Tore e Antonello, avevo già affrontato (e superato) lo spaesamento da prima partita, ma mai mi sarei aspettato una vittoria tanto schiacciante e tanto distante dagli altri. Sono stato bravo a massimizzare i moltiplicatori dei gruppi di animali e dei cuori, cosa che invece hanno fatto male Giulio e Antonello arrivati ultimi, a causa di amnesie regolamentari e consigli sbagliati (ma in buona fede) di quest’ultimo.
176 punti i miei, contro i 145 di Giovanni, i 131 di Tore e Max, i 119 di Giulio e i 115 di Antonello. Al di là della vittoria, mi è piaciuto e mi ha divertito molto di più giocarlo in tanti che solo in 2 giocatori, anche se il giro dei dadi che ci si passa è molto più lungo e meno scontato e controllabile tra una mossa e l’altra.
[F/\B!O P.] Puerto Rico • 3-5 giocatori • 12+ • 90-150′ • giocato in 5 di cui 1 alla prima partita • 150 minuti con spiegazione

Dopo avergli presentato i miei amici giocatori, stasera tocca a Dario farmi conoscere i suoi e così organizza una partitona presso la sua dimora. Io arrivo per primo e lo osservo mandare a letto i bimbi con l’espresso delle 21:00. Nel mentre, accolgo gli arrivi e organizzo i cibi e le bevande in ingresso. Neanche stasera moriremo di sete. Facciamo una smazzata a Grachtenpand per ambientarci, però poi si parte seriamente.
Ogni giocatore sviluppa un’isola producendo merci dalle piantagioni, costruendo edifici e spedendole per punti vittoria. Il Governatore sceglie un ruolo tra i 7 disponibili: tutti eseguono l’azione associata, ma il giocatore attivo ha un privilegio extra. I ruoli non scelti danno 1 doblone al round successivo. Il Sindaco prende coloni dalla nave e li distribuisce su piantagioni o edifici vuoti (privilegio +1 colono). Il Costruttore costruisce edifici dal tabellone pagando il prezzo (sconti con privilegio). L’Artigiano produce merci dalle piantagioni occupate. Il Commerciante vende 1 merce (non granturco) all’Emporio a prezzi variabili (privilegio vendita extra). Il Capitano carica merci sulle navi e spedisce per punti vittoria (privilegio +1 PV). Il Colonizzatore pianta piantagioni libere dall’offerta. Il Cercatore d’Oro prende 1 doblone per colono. Vince chi ha più PV (spedizioni + edifici) quando sono finiti i coloni, esauriti i gettoni PV o costruiti 12 edifici.
Maaaaamma da quanti anni non giocavo a Puerto Rico!!! Sono veramente grato per questa meravigliosa occasione. Detto ciò, la mia distanza temporale si percepisce anche dalle ragnatele che gravano sui miei turni. Avrei pure una mezza idea di dove dirigermi, però vi giungo troppe volte fuori tempo o in ritardo. Alla fine, sarò l’unico a rimanere sotto la soglia dei 40 punti.
Dario ha avuto l’onere della spiegazione: si vede che ci sta dentro con tutta la testa e non gli manca mai un colono, non si sa come. Si candida sindaco con due liste opposte e vince con entrambe. Probabilmente è l’uomo da battere. Luca lavora più sottotraccia, un po’ perché nella parte iniziale lamenta una certa penuria di dobloni e un po’ per non attirare attenzioni inopportune sulle sue mosse. La sua arma migliore è la battuta di distrazione di massa.
Matteo è il solo a non avere mai provato prima questo capolavoro, tuttavia è stato molto attento e ingrana subito bene. Il tavolo è comunque accogliente e non lesina indicazioni o suggerimenti. Eccessivi o superflui? Una delle due, perché poi vincerà. Alessandro sull’isola sembra un imprenditore veneto: le cave, il tabacco, i dipendenti, i palazzi. Tutto molto bello, ma mancano un paio di punti alla conta.
Nonostante la mia scadente prestazione, la mia plancia pare un giardino e il divertimento non mi è mancato. L’unico ruolo che ho sfruttato davvero efficacemente è stato il Capitano, però chiaramente non è bastato. Ad ogni modo, Puerto Rico non stanca mai, accessibile e profondo allo stesso tempo, come dimostrato dalla partita di stasera. Non che servissero conferme, ma a me ha fatto bene un promemoria.
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[F/\B!O P.] Splito • 3-8 giocatori • 8+ • 15-20′ • giocato in 4 di cui 3 alla prima partita • 25 minuti con spiegazione

Gli eventi migliori sono quelli estemporanei: a Matteo, Arianna e Leonardo salta l’appuntamento del pomeriggio-sera e così tentano la fortuna con un messaggio. “Avete già impegni o possiamo invitarvi per quella famosa partita a Ghost Fightin’ Treasure Hunters espanso?” Io in effetti un’incombenza ce l’ho, però mi smarco per cena e così possiamo unire convivialità e ludicità.
Ci sono due tipi di carte: Numeriche (6 valori × 6 colori) e Obiettivo (37, per punteggio). Disponete 1 carta Obiettivo Luna e 1 Sole al centro. Mescolate il resto e distribuite 13 carte a testa. La partita dura 13 round simultanei. Scegliete 1 carta (Numero o Obiettivo) e zona (sinistra o destra, condivisa con i vicini). Rivelatela, piazzatela e passate la mano di carte a sinistra. Alla fine moltiplicate i punti degli Obiettivi completati a destra per quelli di sinistra: vince il totale più alto.
Solamente Matteo lo conosce già, ma francamente le regole sono talmente stringate e semplici da non impensierire nessuno di noi. Semmai è l’interazione tra numeri, obiettivi e draft a rendere le cose interessanti. A tutti fa pensare a una versione di sole carte di Between Two Cities e in effetti il concetto basilare è quello: “costruire” con equilibrio da un lato e dall’altro.
Con l’aumentare delle carte Obiettivo in tavola (e il diminuire di quelle in mano, quindi delle opzioni), sale anche la pressione di essere costretti a calare una carta Numerica che infranga un requisito. Agli ultimi round facciamo pure i conti di quali potrebbero tornarci e quali sicuramente no. Siamo generalmente tutti abbastanza bravi, tuttavia Monica ed io pareggiamo con 24 punti: vince lei, perché ha meno carte di me.
Adatto a chi ha un grande gruppo di persone (anche non giocatori), tempo limitato (salvo poi chiedere la rivincita), poca sopportazione per i tempi morti (scelte simultanee = costantemente impegnati). Forse l’unica attenzione da avere è verso un ipotetico giocatore scarso in mezzo agli espertoni, poiché i suoi vicini ne risentiranno, nel bene o nel male. Ma ovviamente non era questo il nostro caso ^_^
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CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana ho caricato un tutorial. Si tratta di Tira & Passa, di Andreas Schmidt, gioco da tavolo edito da HABA.
ENIGMI E SALUTI
Il caleidoscopio di questa domenica appare cupo e inquietante…

Giocate, pensate e commentate. Alla prossima!
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