Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo messo quattrocento carte, dodici principesse, cinque dadi e ben venticinque gettoni.
Buona lettura!
Pillole
[Antonio-Figlio di Griffin] The Game Extreme • 1-5 giocatori • 8+ • 20′ • giocato in 2 • 35 minuti con spiegazione regole

Domenica con un po’ di sole infonde fiducia per una passeggiata al mare. Il leggero vento mi spaventa un pochino ma poi decido comunque di portarmi dietro un paio di giochi di carte in quel di Vietri sul Mare.
Fortunatamente le partite reggono nonostante un paio di voli di carte! Porto due giochi della linea The Game: Quick & Easy ed Extreme.
Vi parlo del secondo perché erano anni che non lo giocavo a differenza del primo che tiro fuori spesso e volentieri per partite veloci con neofiti.
Spiego velocemente le regole “estreme” alla mia compagna che non assimila immediatamente i due “versi” con cui calare le carte sui quattro possibili mazzetti, ma che si concentra e appassiona nel modo giusto per portare avanti una partita buona e ragionata per cercare di sconfiggere il gioco.
Alla fine riusciamo a finire il mazzo di pesca ma non le carte delle nostre mani. Lei resta con cinque carte che non riesce a calare sopra alcun mazzetto centrale e perdiamo la partita.
Il gioco le è piaciuto e lo ha trovato (giustamente) più lungo, impegnativo – e quindi più stimolante – di Quick & Easy.
Lo abbiamo giocato però nella versione base senza utilizzare i poteri delle icone delle carte che avrebbero dato un impegno mentale (e controintuitivo) in più a lei giocatrice non abituale.
La bella partita fatta, con relativa sconfitta, me lo farà sicuramente reintavolare in solitaria con applicazione dei poteri per poter esultare in faccia a una scatolina che dà sempre del filo da torcere a ogni partita!
Se non lo conoscete sappiate che ha dei poteri che limitano o impongono condizioni diverse di giocate più le regole base di The Game, col solito twist di ignorare il verso dettato dai mazzetti grazie all’utilizzo di numeri distanti esattamente da decine (con un 27 sul mazzetto che richiederebbe giocate crescenti dal 28 al 99 potrei giocare invece un 17, distante esattamente 10).
Bella e sfidante scatolina da utilizzare sia in compagnia che in “concentrata solitudine”…
[Antonio-Figlio di Griffin] Rebel Princess • 3-6 giocatori • 8+ • 40′ • giocato in 5 • 45 minuti con spiegazione delle regole

Fresco fresco di acquisto (e di recensione letta) porto questo gioco in un fine serata a casa di Tore.
Il gioco riprende le meccaniche del famoso gioco Windows Hearts e dell’ancora più famoso italico tressette.
Ogni round è reso diverso da una carta che determina direzione/numero di carte da passare e regole aggiuntive alle normali.
In più ci sono i poteri asimmetrici delle principesse da poter utilizzare una volta per round e per più turni (o tutti i turni) all’interno dei round.
La partita è stata molto lineare e spedita nonostante la lettura, a ogni round, delle diverse regole da applicare in base alla carta girata.
Il vincitore è stato Antonello che ha terminato la partita con sole 8 proposte di matrimonio (se non ricordo male) alla fine dei 5 round.
Il gioco è piaciuto alla maggioranza dei giocatori impegnati, con Antonello scettico e Tore proprio annoiato invece.
Io sono contento dell’acquisto per la fluidità del sistema di gioco in partita (da poter proporre anche a neofiti per questo) e per la bellezza dell’artwork delle carte, davvero accattivante.
Mi sento quindi di consigliarlo a pieni voti tra le novità uscite da poco.
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[F/\B!O P.] Sushizock • 2-5 giocatori • 8+ • 20′ • giocato in 2 di cui 1 alla prima partita • 15 minuti con spiegazione

Siamo al secondo appuntamento organizzato dalla nostra biblioteca comunale, ottimamente supportata dalla tana dei goblin di Treviso. Dal precedente ci sono rimasti due impegni: provare Kingdomino 7×7 e passare al livello avanzato di Ghost Fightin’ Treasure Hunters. Purtroppo realizzeremo solamente il primo, perché questa volta la seconda scatola non è stata inserita nei borsoni associativi. Ci consoliamo con del cibo giapponese.
Al centro del tavolo c’è una doppia fila di tessere, una di Sushi (punti positivi) e una di Lische (punti negativi). Tirate i dadi e la tessera che ottenete dipende dal numero di facce corrispondenti che sono uscite (con 1 faccia la prima, con 2 la seconda, eccetera). Perché uno dovrebbe prendere Lische? Perché a fine partita (quando il tavolo è vuoto) la vostra pila del Sushi conta soltanto fino all’altezza della pila delle Lische. Infine potete anche rubare le tessere agli altri, se sui dadi vi escono abbastanza bacchette di colore appropriato (3 permettono di prendere la tessera in cima alla pila, 4 o 5 di chiedere quella che volete).
La bellezza del gioco, semplice e geniale, sta tutta nel vincolo di sommare le tessere considerando le altezze. L’idea generale quindi è quella di portarle avanti di pari passo, magari raccogliendo tessere Sushi di valore alto e tessere Lisca di valore basso. Il dado ovviamente ha un peso significativo, però si possono fare fino a tre tiri, accantonando almeno un dado ogni volta. Nella parte iniziale della partita ci concentriamo quasi esclusivamente sul guadagnare tessere. Non sto contando i punti, ma ho la presunzione di essere un pochino in vantaggio.
Ad un certo punto Ambra comincia a tenere in maggior conto le bacchette, per tentare furti più o meno abili. Sul tavolo in effetti rimangono quasi esclusivamente le tessere che finora nessuno ha voluto. Riesce a portarmi via la Lisca visibile quando il malus è piccolo e addirittura a richiedermi un Sushi da 6. Non sono più così certo del mio successo e infatti il punteggio finale mi vedrà dietro di un misero punticino. Il susseguirsi dei round è stato comunque avvincente e possiamo dire di esserci divertiti entrambi. Non lo intavolavo da quasi una decade e mi ha fatto piacere farlo conoscere a mia figlia.
[F/\B!O P.] Splendor Duel • 2 giocatori • 10+ • 30′ • giocato in 2 alla prima partita • 40 minuti con spiegazione

Quando torniamo al banco dei prestiti, la dimostratrice ci propone la versione per 2 giocatori di Splendor. Mi vede un attimo titubante e così mi dice che a lei piace più questo del capostipite. Io forse sono tra i pochi che non è rimasto folgorato dal gioco di Marc André, pertanto mi lascio convincere. In effetti preferisco pure 7 Wonders Duel a 7 Wonders, dunque non ci sarebbe nulla di cui stupirsi…
Al vostro turno potete: 1) prelevare fino a tre gettoni allineati dal tabellone; 2) comprare una delle carte gioiello dall’offerta; 3) riservarvi una carta gioiello e ottenere un gettone oro. A inizio turno c’è la possibilità di riempire il tabellone (dando una pergamena all’avversario, che è spendibile per prelevare un gettone non oro). Le carte forniscono sconti per acquisti futuri e attribuiscono punti vittoria. Alcune garantiscono un piccolo effetto immediato. La partita finisce quando un giocatore totalizza 10 punti in un colore o 20 complessivi o carte gioiello con almeno 10 corone.
Il riconoscere e spremere il massimo dagli schemi di colore (gioielli) che si formano sul tabellone è una meccanica che mi attiva subito le sinapsi. Ambra, che non ha mai visto il gioco da cui deriva questo, è gradevolmente colpita dalle fiches e dalle splendide illustrazioni sulle carte. Insomma, partenza col piede giusto per entrambi. Dei tre criteri di vittoria, decido di buttarmi a capo fitto sulle corone, ritenendolo probabilmente quello più rapido. Noto invece che la mia bimbella tende a calare più in verticale per colore. Ad ogni modo, dopo qualche round ci ritroviamo con un tabellone sguarnito e la necessità di crearci quei motorini da sconto. Il primo tiro alla fune per il riempimento dei gettoni lo perde lei, ma il secondo e il terzo li attiverò io.
Sfruttiamo opportunamente la prenotazione, sia per non lasciarci sfuggire le carte a cui puntiamo (seppur debba ammettere che le nostre strategie non sembrano avere granché in comune) sia per raggranellare dei preziosissimi jolly oro. Infatti prepararsi per l’acquisto di carte costose implica il conservare davanti a sé parecchie fiches, con potenziale situazione di scarsità indotta. Ciò rende dolci-amari gli acquisti dell’avversario: amari, perché si avvicina alla vittoria; dolci, perché rimette in circolo i gioielli. Dopo una mezz’oretta intensa la mia intuizione iniziale mi accorda il trionfo: 11 corone mie contro 7 PV blu suoi. Ci ha convinti e temo che se ci fosse stato lo stand di un negozio ne avremmo presa una copia ^_^
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CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana F/\B!O ci ripresenta un unboxing.
Nel video apertura della scatola di Hispania, di Miguel Marqués, gioco da tavolo edito da Draco Ideas e localizzato da Giochix.
Un podcast pieno di nostalgia questa settimana (soprattutto per il nostro BLOG) con un tuffo nei ricordi dell’anno ludico 2009!
ENIGMI E SALUTI
Settimana scorsa è stato PierrePaciugo a “trovare” Abyss in “perle ai p…esci!“.
Ecco invece il nuovo indovinello di questa settimana:
“viaggio, studio, scrivo, spedisco
e d’ogni scoperta ancor mi stupisco…“
Giocate, pensate, esplorate e commentate. Alla prossima domenica ludica!
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