scritto da MeepleOnTheRoad (Valeria)
“Vietato salire, sedersi o sporgersi sulle recinzioni delle gabbie. Se cadete, gli animali potrebbero mangiarvi e questo potrebbe farli star male. Grazie.” [Cartello posto all’ingresso dello Zoo di Dublino, Irlanda]
Non è mia abitudine, ma questa volta mi sento di fare una doverosa premessa. Al giorno d’oggi gli zoo sono un argomento controverso. Gli amanti degli animali li condannano per le condizioni disumane in cui gli esemplari sono costretti a vivere. Nei miei viaggi in giro per il mondo ho visto zoo terribili. Ma ho anche visto riserve meravigliosamente tenute che rappresentano l’unica speranza di sopravvivenza per specie a rischio e dove il “pubblico umano” è l’unica fonte di introito per il mantenimento di tali strutture. Be’, io non sono né pro né contro gli zoo: sono semplicemente pro rispetto di tutte le creature viventi e contro il maltrattamento. C’è chi si indignerà per un gioco a tema zoo, ma siamo dinanzi a un semplice gioco in scatola: suvvia, prendiamolo e prendiamoci un po’ alla leggera.
NEW YORK ZOO è un gioco creato dal buon vecchio Uwe Rosenberg, illustrato da Felix Wermke, edito da Feuerland Spiele e portato quest’anno in Italia da Cranio Creations, che ringrazio subito per la copia review.
Titolo di spicco dello SPIEL.digital 2020, è un gioco per 1-5 progettisti / gestori di zoo dai 10 anni in su che si contendono il titolo del parco faunistico più bello in un tempo che va dai 30 ai 60 minuti a partita in base al numero di giocatori. Rosenberg ci ha ormai abituati ai polimini dalle mille forme e alla meccanica del Tetris applicata nei modi più disparati. NEW YORK ZOO non fa eccezione: la meccanica principale del piazzamento tessere su griglia si accompagna a un simpatico motore di crescita automatica delle risorse che il giocatore deve gestire compiendo scelte oculate sulla propria plancia e cercando di massimizzare le mosse degli avversari su un tabellone comune.
Siamo davanti a un titolo decisamente dal taglio family adatto a tutti, non solo per la presenza dei “126 cucciolosi animali in legno” (giuro che è la scatola a definirli così!), ma anche per la familiarità delle meccaniche e la rapidità con cui si impara a giocare. Per una descrizione più dettagliata dei materiali vi rimando al mio unboxing.
Lo scopo del gioco di NEW YORK ZOO è quello di riempire per primi la propria plancia zoo con recinti di forme diverse (i polimini di 4 sfumature di verde differenti corrispondenti a diverse grandezze) e attrazioni di vario genere. Si tratta sostanzialmente di una gara a chi copre per intero il proprio terreno più velocemente: nessun conteggio di punti, nessun calcolo astronomico. I giocatori eseguono un’azione principale a turno con la possibilità di innescarne una opzionale per tutti i giocatori al tavolo. Quello che dovremo fare è semplicemente decidere ogni volta se costruire nuovi recinti o acquisire nuovi animali, cercando di sfruttare il momento della riproduzione per riempire più in fretta i recinti e avere così la possibilità di costruire le attrazioni tipiche di un parco faunistico, dalla bancarella di hot-dog al roller coaster a tema. Per una spiegazione approfondita del setup e delle regole, vi consiglio di vedere il mio tutorial appena uscito sul nostro canale YouTube.
CONSIDERAZIONI GENERALI
Come potete notare anche voi dai vari video, i materiali sono estremamente curati: i polimini sono di un bel cartone liscio e spesso, la striscia delle azioni è chiara e funzionale per poter essere messa al centro del tavolo e gli animeeple di legno sono davvero carini. Avrei qualcosa da obiettare solo sulle plance dei giocatori – un po’ sottili – e sulle scelte cromatiche: gli spazi riproduzione arancioni si perdono un po’ nel rosa dello sfondo del tabellone così come le 4 sfumature di verde sono davvero troppo simili tra loro, ma una volta che ci si fa l’occhio, non siamo davanti a un problema così insormontabile.
Gioco prettamente tattico in cui ci troviamo a dover reagire di volta in volta alle mosse degli altri, visto che il nostro movimento dipende da dove finisce quello degli avversari. Sfruttare al massimo quello che ci hanno lasciato a disposizione è tutto. Un po’ di strategia è presente nel modo in cui disponiamo i polimini sulla plancia e negli animali che decidiamo di mettere nei vari recinti per sfruttarne la riproduzione a breve e medio termine.
Siamo davanti a un peso leggero che può soddisfare palati giovani (ludicamente e anagraficamente parlando) così come giocatori dai gusti più sofisticati, che si troveranno a dover integrare il classico puzzle alla Tetris per cui Rosenberg è diventato famoso con un bel motore per cui il tempismo è fondamentale. Niente di così trascendentale, ma un po’ di cervello bisogna pur usarlo.
L’unico appunto negativo che posso fare al gioco è un regolamento inutilmente complicato in alcuni punti. La scelta di introdurre regole e regolette generali per poi approfondirle in seguito quando si parla delle diverse azioni forse non è così funzionale.
CONCLUSIONI
Partiamo dal presupposto che mi aspettavo un titolo più semplice, nel senso di “più immediato da giocare”. Un po’ alla Patchwork, per intenderci. Per questo mi ha piacevolmente sorpreso. Il fatto che alla meccanica del Tetris (che io personalmente adoro) sia affiancata quella di un mini-motore generativo basato sul tempismo delle scelte me lo fa preferire ad altri titoli simili. Gli animeeple sono davvero carini e garantiscono quel minimo di “scena sul tavolo” che ormai tutti cerchiamo nei giochi moderni. Apprezzo anche il tentativo di scegliere animali diversi dai soliti leoni e giraffe che troviamo negli zoo. Questo NEW YORK ZOO ha superato le mie aspettative per il suo target di riferimento e si è guadagnato, in questo 2020 privo di nuove uscite sensazionali, un posto sul mio scaffale per il genere di appartenenza.
Da parte mia per quest’anno ludico è tutto! Buon inizio di 2021 e GAME ON!
Come sempre, vi ricordo che il gioco è disponibile sullo Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
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