Scritto da
LucaCiglione
Carnival Of Sins è un gioco di carte e dadi tematizzato a tema sette peccati capitali nel quale dovremo cercare di raccogliere i dadi con il punteggio più alto. Edito nel 2025 da Tranjis Games, questo gioco creato da Alex Nogués ed illustrato da Vicente Cifuentes è pensato per 2-5 giocatori dai 10 anni e ha una durata di circa 15-20 minuti.
“Libera il tuo lato più selvaggio nel cuore di New Orleans! Le maschere nascondono le vere intenzioni dei più grandi peccati della città. Astuzia e strategia sono essenziali per trionfare in questo gioco di tentazione e fortuna. Chi meglio di te può immergersi in questo gioco di dadi e inganni, dove ogni Peccato ti avvicina o ti allontana dalla vittoria?“

COMPONENTI E MATERIALI
Carnival of Sins si presenta in un astuccio compatto ed elegante a scorrimento, dalle dimensioni di circa 15 × 11 × 6 cm.
All’interno troviamo:
- un set di 7 dadi tutti diversi: un d4, due d6 (uno bianco e uno nero), un d8, un d10, un d12 e un d20
- 5 mazzi di carte dedicati ai sette peccati capitali, per un totale di 35 carte
- La carta Diavolo, utilizzata per determinare il primo giocatore
- Un libretto segnapunti
La qualità generale è sorprendente: le carte sono splendidamente illustrate, con rilievi dorati che donano un effetto premium immediato, e lo stesso vale per la scatola, decorata con una ricercata parte visiva che la rende riconoscibile e scenografica.
Anche i dadi, con numeri dorati su fondo nero, si integrano perfettamente con il tema oscuro e raffinato del gioco, creando un colpo d’occhio coerente e davvero affascinante.


AMBIENTAZIONE
Carnival of Sins è ambientato nel Mardi Gras, il celebre Martedì Grasso di New Orleans, quando la città si trasforma in un turbine di colori, musica jazz e maschere scintillanti.
Durante questa notte unica, il French Quarter diventa un palcoscenico vivissimo in cui festa e caos si intrecciano, e dove ogni vicolo nasconde una tentazione. In mezzo ai coriandoli e alle risate dei festanti, emergono anche ombre e inganni: è il terreno perfetto per i sette peccati capitali, che prendono forma tra sguardi dietro maschere dorate e brindisi senza fine.
È in questa atmosfera febbrile e seducente che il Diavolo decide di unirsi alla festa, sfidando i giocatori a mettere alla prova la loro fortuna.

COME SI GIOCA
In Carnival of Sins, ogni giocatore dispone di un mazzo identico composto da 7 carte, una per ciascuno dei Sette Peccati Capitali. Il giocatore di turno, colui che possiede la carta Diavolo, tira tutti e sette i dadi e, dopo averli osservati, tutti i partecipanti scelgono una carta da giocare coperta.
Una volta che tutti hanno deciso, le carte vengono rivelate contemporaneamente. Il punto cruciale è che ogni carta può essere giocata una sola volta per tutta la partita, quindi la scelta del momento giusto diventa fondamentale.
Ogni Peccato ha un effetto unico e perfettamente coerente con il suo significato tematico. Avarizia permette di prendere due dadi con lo stesso valore (e se non ci sono coppie, non prende nulla). Gola garantisce il dado col valore più alto sul tavolo. Invidia assegna tanti punti quanti ne otterrà il giocatore che ha il Diavolo.
Lussuria consente di prendere un dado pari e uno dispari, uno dal tavolo e l’altro da un avversario. Superbia garantisce tutti i dadi rimasti alla fine del turno, oltre alla carta del primo giocatore per il round successivo. Pigrizia, probabilmente la più simpatica, assegna semplicemente il dado più vicino al giocatore. Infine Ira permette di prendere il dado nero e ritirarlo, con la possibilità di colpire fisicamente il dado di un avversario per fargli cambiare risultato.
Al termine di ogni round il giocatore con il punteggio inferiore prende anche i risultati del dado bianco, cosa che cerca di bilanciare le corsa verso la fine del gioco.
Dopo sette turni, i giocatori sommano i valori dei dadi conquistati: chi totalizza più punti vince la partita.


OPINIONI e DINAMICHE
Carnival of Sins è un gioco rapido e divertente, ma nasconde più profondità di quanto si percepisca a un primo sguardo.
Il fatto che tutti i giocatori abbiano le stesse sette carte, utilizzabili una sola volta nell’intera partita, introduce una serie di dinamiche interessanti: bisogna osservare attentamente le scelte degli altri, ricordarsi quali carte hanno già impiegato e capire quando è il momento ideale per giocare la propria.
La prima metà della partita è quella più tesa da questo punto di vista, perché bisogna “leggere” le intenzioni degli avversari senza punti di riferimento: se sul tavolo c’è un 20, per esempio, è altamente probabile che qualcuno giochi Gola. Se non si è il primo giocatore, usarla sarebbe inutile; molto meglio puntare su Invidia, sperando di copiare il punteggio di chi la userà.
Man mano che i turni avanzano, la deduzione diventa più semplice: sapendo quali carte sono già state giocate, è più immediato intuire cosa stiano per fare gli altri. Questo crea un bel mix di intuizione, memoria e tattica, reso ancora più gustoso da qualche momento di ilarità quando le carte con interazione diretta, come Lussuria o Ira, strappano via i dadi agli avversari nel momento meno opportuno.
L’unico effetto meno riuscito è forse Ira, che include la possibilità di far rimbalzare il proprio dado contro quello degli altri per modificarne il risultato: un’idea simpatica ma difficile da applicare, soprattutto con certe forme di dadi (con un d6, ad esempio, è quasi impossibile ottenere un effetto controllabile).
Nel complesso, però, il gioco funziona molto bene: le azioni sono tematiche, l’atmosfera è coerente, e il fatto che tutti vedano gli stessi dadi e abbiano gli stessi strumenti rende la sfida molto più strategica che fortunosa. Un titolo leggero, ma sorprendentemente intelligente.

IN QUANTI CI GIOCO
Carnival of Sins può essere giocato in qualunque numero previsto dal regolamento, ma dà il meglio di sé più si è al tavolo. Il motivo è semplice: il pool di dadi è sempre lo stesso, indipendentemente dal numero di partecipanti, e questo rende la partita più stretta, più imprevedibile e decisamente più divertente con un gruppo numeroso.
Ogni scelta pesa di più, perché i dadi contesi sono pochi rispetto ai giocatori, e gli effetti delle carte, soprattutto quelle che rubano, copiano o sottraggono dadi, diventano molto più dinamici e caotici. In due funziona e rimane piacevole, ma è nelle partite a quattro o cinque che il gioco sprigiona il suo lato migliore: ritmo veloce, lettura continua degli avversari e un livello di tensione che si alimenta turno dopo turno.

LE ETÀ PER GIOCARCI
Nonostante la grafica di Carnival of Sins abbia un aspetto particolarmente adulto, non per immagini esplicite, ma per l’eleganza dei materiali, i toni scuri e i dettagli dorati, il gioco in sé è estremamente semplice.
Le regole sono immediate, gli effetti delle carte molto chiari e i turni scorrono veloci, rendendolo tranquillamente affrontabile anche dai bambini dagli 8 anni in su, rendendo il 10+ fin troppo prudente.
In famiglia funziona benissimo: gli adulti apprezzano l’estetica raffinata, mentre i giovani possono divertirsi senza alcuna difficoltà di comprensione.
Funzioni Esecutive
Carnival of Sins attiva diverse funzioni esecutive in modo leggero ma continuo. Serve memoria di lavoro per ricordare quali carte hanno già usato gli avversari, pianificazione per scegliere il momento giusto in cui giocare le proprie e flessibilità cognitiva per adattarsi ai risultati dei dadi e ai colpi di scena delle carte rivelate. Entra in gioco anche un filo di inibizione: a volte bisogna trattenersi dal giocare subito la carta più forte, aspettando il turno in cui potrà davvero fare la differenza. Tutte queste micro-decisioni rendono il gioco sorprendentemente stimolante senza appesantirlo.

CONCLUSIONI
Tranjis Games si conferma sicuramente una delle sorprese più interessanti di Essen, e Carnival of Sins ne è un esempio perfetto.
Il gioco unisce divertimento immediato a una produzione curata, elegante e scenografica, che cattura l’attenzione già al primo sguardo. La combinazione di dadi, carte e bluff crea un’esperienza dinamica e interattiva, adatta sia ai gruppi di amici sia a famiglie con bambini.
Nonostante la semplicità delle regole, il gioco offre profondità strategica, richiedendo memoria, osservazione e pianificazione, senza mai risultare pesante. Con la sua atmosfera tematica, i materiali di qualità e il ritmo incalzante, Carnival of Sins è un titolo che intrattiene e coinvolge, dimostrando come un piccolo gioco possa avere grande personalità e lasciare il segno sulle serate.
Ringraziamo Tranjis Games per la copia Review.
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