Scritto gustandosi le illustrazioni da
Costruire un mondo partendo da una manciata di carte potrebbe sembrare un’idea piuttosto ambiziosa per un gioco che, una volta aperta la scatola, si presenta invece in maniera estremamente essenziale: è proprio da questa dicotomia che prende forma Paper World, gioco di carte firmato da Alexandre Aguilar e Benoit Turpin, con le illustrazioni di Olivier Derouetteau, pubblicato in Italia da GateOnGames.
L’idea alla base del gioco è quella di ricreare un paesaggio attraverso una griglia 3×3, sovrapponendo progressivamente carte numerate e colorate. Ogni partita mette a disposizione alcuni obiettivi comuni, mentre la disposizione delle carte determina quali configurazioni sia possibile ottenere e, di conseguenza, quali punti portare a casa.
Il percorso per arrivare alla propria composizione passa però soprattutto dalla gestione della mano. Durante il proprio turno bisogna scegliere se raccogliere nuove carte oppure giocare quelle già possedute, decidendo di volta in volta se sia più utile cercare un determinato valore, accumulare un colore oppure iniziare a costruire la propria area: le regole sono poche e si apprendono rapidamente, mentre le conseguenze delle scelte diventano più evidenti man mano che la griglia si riempie e la fine della partita si avvicina.

Componenti e materiali
Partiamo dalla scatola: forse una delle più belle che ho in collezione? I tre strati sovrapposti creano un panorama che attira subito chiunque: i colori catturano l’occhio, la tridimensionalità obbliga anche a toccare con mano!
I componenti sono pochi: tante carte quadrate (paesaggi e obiettivi), qualche gettone punteggio e un gettone forbici. Ovviamente Paper World punta molto sull’aspetto delle proprie carte, che costituiscono praticamente l’intera esperienza visiva del gioco. I diversi colori e valori sono immediatamente riconoscibili e la griglia 3×3 permette di creare una sorta di piccolo paesaggio stratificato di carte sovrapposte.
Il resto della dotazione segue la stessa impostazione essenziale. Sul tavolo trovano posto gli obiettivi, che indicano le configurazioni da cercare nella propria griglia, i relativi segnalini per tenere traccia delle conquiste e l’unico gettone delle forbici, utilizzato per ottenere una possibilità aggiuntiva durante la costruzione.

Meccaniche e regolamento
Nel proprio turno si deve scegliere una tra queste due azioni: raccogliere carte oppure giocarle.
Per raccogliere, bisogna dichiarare un colore o un valore e prendere tutte le carte disponibili che corrispondono alla scelta. Durante le prime mani ci può essere poca differenza, ma diventa sempre più impattante col passare del tempo, soprattutto considerato il fatto che si possono avere massimo nove carte in mano! In ogni caso, un colore può permettere di ottenere diverse carte insieme, mentre scegliere un numero specifico può essere utile per ottenere una determinata carta della sequenza.
Giocare le carte segue una logica simile: si sceglie colore o numero e si giocano davanti a sé le carte del tipo scelto. Le carte vengono aggiunte alla propria area seguendo una progressione numerica e possono essere organizzate fino a formare una griglia 3×3 di nove elementi. Gli 1 possono essere piazzati in ogni spazio vuoto della griglia, mentre gli altri numeri vanno posizionati in ordine crescente rispettando il colore già presente. Un 2 nero deve quindi seguire obbligatoriamente un 1 nero e potrà essere seguito solo da un 3 nero!
Fortunatamente durante il proprio turno si può scegliere di scartare una carta dalla propria mano per saltare un numero durante il posizionamento. Ho un 1 nero? Posso scartare una carta e posizionare direttamente un 3 nero! Questo sarà fondamentale durante tutta la partita: permette di sbloccare situazioni critiche!
Le forbici si possono trovare su determinate carte e aggiungono una piccola possibilità di forzare le regole della costruzione: il relativo gettone permette di ottenere un “salto” gratuito, ma contemporaneamente non permette di giocare carte sul paesaggio con le forbici.
In ultimo, abbiamo gli obiettivi: le condizioni da soddisfare richiedono determinate configurazioni della griglia, per esempio sequenze o particolari disposizioni di valori e colori. Gli obiettivi vengono conquistati dai giocatori che riescono a costruire le configurazioni richieste e assegnano un numero diverso di punti a seconda dell’ordine di conquista.
La partita termina quando rimangono soltanto due pile di paesaggi delle quattro iniziali, dopodiché si passa al conteggio. I punti vengono determinati dalle stelle visibili nella propria area e dagli obiettivi conquistati, mentre le carte rimaste in mano e quelle scartate rappresentano contano in negativo (1 punto per carta).

Impressioni
A conti fatti, Paper World si concentra in un’unica grande scelta: quali carte devo prendere? Punto sulla quantità o sulla qualità? La differenza diventa evidente quando la propria area comincia a riempirsi e una mano ricca di possibilità si trasforma in una serie di carte inutilizzabili.
La costruzione della griglia porta poi a un secondo livello di ragionamento: le carte devono rispettare una progressione e non possono essere sistemate liberamente. Gli obiettivi complicano ulteriormente la situazione, perché spesso obbligano a guardare alla configurazione complessiva della propria area invece che alla singola carta.
La scelta di quali carte pescare è quindi fondamentale su più livelli e altrettanto importante è scegliere quando NON pescare! Riuscire a giocare le carte quando non ci sono pescate ottimali è più importante di quanto si possa pensare. Avere una mano ricca di carte è appagante, ma bisogna anche ricordare che il numero di carte in mano è limitato. Il gioco, inoltre, premia chi riesce a costruire il proprio paesaggio senza accumulare troppe carte che alla fine diventeranno penalità.
La presenza degli obiettivi introduce un altro elemento molto apprezzato: è molto difficile vincere la partita senza considerare gli obiettivi! Questi daranno una direzione alle nostre partite: le carte scelte saranno dipendenti dall’obiettivo a cui stiamo puntando e sarà inevitabile giocare dando uno sguardo ai paesaggi degli altri giocatori… sia mai arrivino all’obiettivo prima di noi! Questa è l’unica forma di interazione con gli avversari: controllare cosa stanno costruendo e cercare di bloccarli o rallentarli il più possibile. Non sarà sempre semplice e, anzi, a volte sarà inutile o controproducente! Però fa anche questo parte del gioco: capire quando una strategia può funzionare e quando invece ci limita inutilmente.
La modalità avanzata permette di effettuare più scarti nello stesso turno ed è una piacevole aggiunta: offre maggiore libertà e rende più semplice liberarsi delle carte che non servono, ma allo stesso tempo riduce quella necessità di aspettare che caratterizza la versione standard. Personalmente trovo quasi più interessante il gioco base, proprio perché più vincolante!

Commenti finali
Paper World è uno di quei giochi che si possono spiegare velocemente e che, proprio per questo, rischiano di sembrare più semplici di quanto siano! Il regolamento è striminzito, ma il gioco ha una profondità inaspettata! Le poche scelte disponibili regolano l’andamento di tutta la partita: c’è la possibilità di fare scelte non ottimali, ovviamente, ma si può tornare rapidamente in carreggiata!
La durata molto contenuta e la natura astratta possono lasciare qualcuno con la sensazione che ci sarebbe stato spazio per qualche turno in più, ma, allo stesso tempo, allungare troppo la partita avrebbe probabilmente tolto il piacere di fare tre o quattro partite di fila!
Il risultato è un filler compatto, gradevole e facilmente proponibile anche a chi non frequenta abitualmente il mondo dei giochi da tavolo: poche regole da ricordare, una manciata di obiettivi da inseguire e una griglia 3×3 che, per tutta la partita, sembra sempre essere troppo piccola per le nostre carte!
Si ringrazia l’editore per la copia review
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