[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Ark Nova, River Dragons e altri 2! (+ indovinello)

Buona domenica a tutti!

Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo pulito gabbie, abbiamo programmato percorsi, abbiamo esplorato e riesplorato e, infine, ci è passato tutto dalla mente.

Buona lettura.


[Antonio-Figlio di Griffin] Ark Nova1-4 giocatori • 14+ • 90-150′ • giocato in 4 • 180′ compreso 45 minuti di spiegazione

Ieri sera Ark Nova

Giocato nella configurazione massima, con una spiegazione durata tre quarti d’ora… impegnativo per tempo e sviluppo di gioco, non per le meccaniche che si acquisiscono dopo pochi giri. Ero curiosissimo di provarlo, tant’è che avevo chiesto al solito (santo) dimostratore Francesco di portarlo in ludoteca. Alla prova sul tavolo mi sono trovato davanti un gioco di carte da puzzle-game in salsa combo. Cinque le macro azioni da poter attivare, con una specifica “potenza” in base alla posizione sulla, anzi sotto la propria plancia giocatore.

Come scrivevo, giocarlo non è affatto difficile, scelgo un’azione per posizionare carte, pezzi di recinto, miglioramenti, finanziamenti, facendo attenzione all’eventuale innesco delle abilità delle carte animale/sponsor/struttura giocate. Un gioco molto appagante con un sistema di punteggio e vittoria finale che mi ha ricordato, alla lontana, Wendake per il fatto che bisogna incrociare il percorso di due tracciati opposti con due nostri segnalini.

Il punteggio viene calcolato poi contando le caselle di distanza dopo che i segnalini si saranno incrociati e avranno proseguito per la loro strada (ciò vuol dire che potrà terminare la partita anche senza punteggio nel caso i segnalini non siano riusciti a incrociarsi, basta infatti che un giocatore lo faccia per dar via al conteggio finale dei punti e all’attivazione dei bonus di fine partita delle carte giocate che faranno avanzare ancora i nostri segnalini).

Decisamente più facile da giocare che da spiegare (soprattutto il conteggio finale). Che dire, come già espresso ai miei amici redattori ho lasciato il gioco curioso di reintavolarlo (per magari battere qualche strada diversa di sviluppo punteggi) ma non voglioso di reintavolarlo. Credo, come riferito da molti, che sia un gioco eccessivamente lungo.

La posizione che ha ottenuto su BGG capisco che sia frutto dell’entusiasmo di giocatori duri e puri ma Ark Nova credo non sia un gioco adatto ai nostri tempi, nel senso che è proprio il tempo la risorsa che non tutti sono in grado di spendere attorno a un tavolo. I giochi da 45-90 anche 120, ti permettono approfondimenti diversi, maggior numero di partite e maggiori confronti. Tre ore che possono dilatarsi, in quattro, anche a causa del “pensamento seriale” degli altri giocatori, affaticano e non poco, rischiando di avvilire la comunque valida esperienza di gioco.

Faccio un parallelo con un titolo che non c’entra nulla, Alta Tensione. Bene, in Alta Tensione gioco due ore piene senza accorgermene perché tutto procede come un orologio svizzero. In Ark Nova gioco tre ore soffrendo l’attesa delle scelte degli altri come quella delle scelte mie. Altra nota negativa (assoluta personale) l’ho trovata nella grafica. Io odio i giochi con le foto “real”. Se avesse avuto disegni alla Wingspan oppure alla Encyclopedia, lo avrei apprezzato molto, ma molto, di più.

Alla fine quindi non mi sento di bocciarlo come gioco perché assolutamente valido, ma non mi sento nemmeno di osannarlo tanto da portarlo in alto in qualsivoglia classifica, continuerò a preferirgli altri titoli meno lunghi e altrettanto appaganti.

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[Antonio-Figlio di Griffin] River Dragons2-6 giocatori • 8+ • 25′ • giocato in 6 • 30′ compreso 5 minuti di rapida spiegazione delle regole

Ieri sera River Dragons

Titolo per chiudere la serata in ludoteca dopo aver fatto la solita, caciarona, partita a Feed the Kraken e la solita, sospettosa, partita a Spyfall (non so perché ma stasera tutti mi davano per spia o pirata… venerdì prossimo mi taglierò la barba, ho deciso!). Francesco ci spiega velocemente le pochissime regole di programmazione delle azioni con carte e di posizionamento su mappa delle “pietre” e delle “assi”. In pratica bisogna portare il proprio omino/cinese dalla parte opposta del fiume costruendogli un percorso di assi su pietre, sfruttando e distruggendo anche quelle altrui.

Gioco divertente e altamente interattivo. Io (verde) parto con percorso abbastanza lineare, così come Gianluca (nero) e Chiara (rosso). Francesco (blu), Valentina (giallo) e Mimma (rosa) sembrano avere qualche difficoltà in più a farsi strada per raggiungere l’altra sponda. A un certo punto si crea un incrocio assurdo al centro che limita sia i miei spostamenti che quelli di Chiara e Gianluca, Valentina decide (suo malgrado) di prendere altre tangenti perché nel frattempo le hanno rubato parecchie assi piazzate.

i arriva a un punto in cui Mimma è quasi riuscita a costruirsi la strada per la vittoria quando si autosabota mettendo una pietra (e quindi un passo) in più sul suo percorso. Mentre accade il delirio, Francesco, sornione sornione raggiunge la terraferma gridando shènglì (vittoria in cinese). Bello, semplice e divertente, davvero per tutti per una sessione di gioco defaticante.

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[Interesse Ludico] Le Rovine Perdute di Arnak • 1-4 giocatori • 12+ • 30-120′ • giocato in 4 • 150′ con set-up, spiegazione delle regole e pausa cocktail

Ieri sera Le Rovine Perdute di Arnak

Finalmente, dopo anni di latitanza di cui incolpiamo le mille peripezie della vita adulta (o la tua pigrizia – ndPanda), ritroviamo il gruppo di gioco di Palermo, che ci accoglie a braccia aperte e senza rinfacciare la nostra sparizione. La serata inizia con una scoperta dell’intrigante Scout, quel giochino di cui non hai bisogno perché ne hai altri simili a casa, ma che hai già messo sul carrello di Egyp mentendo clamorosamente a te stesso. Ma questa è un’altra storia. Quella principale ci vede sederci al tavolo per conoscere e approfondire Le Rovine Perdute di Arnak.

Il setup dura quanto un film di Quentin Tarantino e la spiegazione quanto i contenuti extra di quel film contenuti in un dvd separato, ma non c’è nulla di tanto complesso in fin dei conti. Si narra di un paio di speleologi che si recano in un sito di scavo (piazzamento lavoratori – ndPanda) per ricavarne risorse da spendere per assoldare aiutanti e far avanzare due token in un tracciato (gestione risorse – ndPanda) e affrontando bestie quasi mitologiche (combattimento da risolvere spendendo risorse – ndPanda), il tutto scegliendo azioni anche con un mazzetto di carte personali da rinciccire comprandone altre e da usare alternativamente come azioni o risorse (e qua abbiamo il deck building – ndPanda).

Trascorso un periodo di assestamento per entrare nel mood del gioco, io che ho ignorato per tutta la partita i vari siti scoperti dagli altri, perché sì, e visto gli altri accumulare ricchezze su ricchezze (e cosa cambia rispetto alla vita vera? – ndPanda), ingrano e metto la quarta. Il Panda esegue gli ultimi due turni in scioltezza, continuando a giocare praticamente da sola dopo che gli avversari avevano già passato, ed eravamo già rassegnati a vedere il bianco e nero pandoso sul primo posto. E invece, sorprese delle sorprese, è stato il Procione a vincere per un punto. Anzi no, non è possibile, riconteggio. Panda e Procione in parità.

Dato che non era mai accaduto prima, si consulta il regolamento, e capiamo che la posizione sul fantomatico tracciato fa da Tie Break, decretando una sconfitta ancora più cocente per Panda (sei un maledetto, non dovresti nemmeno vantarti, non si può considerare una vittoria pulita! – ndPanda).

Il gioco ci ha sorpreso per la cura con cui è stato ideato, non solo per i materiali ottimi, ma soprattutto per come bilancia perfettamente tutti i vari settori e meccaniche, davvero un gioco misurato al millimetro che sicuramente avremmo messo nella lista della spesa qualora avessimo solo poche scatole a casa. Nella nostra condizione invece è il gioco da consigliare agli amici, di cui conservi un buon ricordo, e a cui è sempre piacevole tornare di tanto in tanto (Sì, ma ora finalizza il carrello di Egyp, grazie – ndPanda).

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[F/\B!O P.] Saltinmente • 2-6 giocatori • 12+ • 30′ • giocato in 6 di cui 5 alla prima partita • 20′ con spiegazione

Ieri sera Saltinmente

Visto il grande successo di Just One nei dopo cena dai miei, ho deciso di portare un altro classico gioco a base di parole. La nostra scatola dice 2-4 giocatori, BGG si spinge sino a 6, ma secondo me, fintantoché tutti hanno matita più carta per scrivere e accesso alla lista delle categorie, un vero e proprio limite superiore non esiste.

Nei primi due round riempite un elenco di 12 categorie con risposte che iniziano con la stessa lettera uscita sullo spinner. Avete una clessidra di tempo. Nel terzo round scrivete quante più parole possibili che appartengano alla 13ª categoria. In ogni caso, ciascuna risposta singola (non data dagli avversari) vale 1 punto e vincerà chi ne ha di più.

Le nostre categorie sono: soprannomi, cose in cielo, oggetti che contengono viti, facoltà universitarie, pesci, nazioni, cose a strisce, cose che emanano cattivo odore, qualcosa di cui hai paura, unità di misura, oggetti in questa stanza, titoli di libri. Bonus: cose di casa. Parto con un pessimo primo round (lettera G): su 7 parole scritte, solamente 2 tutte mie, per cui 2 punti. Tra le cose in cielo mi contestano il giavellotto: che ingiusti! Il secondo round (lettera L) è più proficuo, con 5 punti da 9 parole: mi rimette in carreggiata. Tuttavia, è il round “a raffica” (lettera R) a darmi la vittoria finale.

La nostra partita è stata pure un test sull’indicazione di “ETÀ 12+” stampata sulla scatola. Ambra ha quasi 9 anni e ha giocato con noi: come sapete non ha vinto, ma non è nemmeno arrivata ultima. Si può riportarlo. Evoluzione del popolare “nomi, cose, città”, è tanto più divertente quanto più ci sono risposte al limite e discussioni in merito. Invecchiato bene.


CONTENUTI AUDIO E VIDEO

Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana sempre un disinscatolamento dell’instancabile F/\B!O P.

Nel video F/\B!O ci apre la scatola di Planet Unknown: Deluxe Edition, di Ryan Lambert e Adam Rehberg, gioco da tavolo edito da Adam’s Apple Games che, dopo 3200+ voti, gode di un bel 8,0 su BGG.

Nel podcast questa settimana si parla (dell’altra metà più alta) della nostra attesissima, commentatissima e temutissima TOP100!

SONDAGGIO TELEGRAM

Sondaggi “topcenteschi” proposti in settimana sui nostri due canali Telegram: quello generale e quello del podcast.

Quale tra gli ultimi 10 della nostra Top100 meritava una posizione più alta?

e

Quale tra i primi 10 della nostra Top100 preferisci in assoluto?

Per il primo ha stravinto Ark Nova con quasi il 40% delle preferenze, mentre per il secondo se la sono combattuta Puerto Rico e Terraforming Mars, col titolo “terrestre” che ha prevalso per un solo voto, raggiungendo circa il 20% delle preferenze!

Bel riscontro di commenti per una classifica che porta sempre a spunti di dibattito interessanti e di squisito confronto ludico: la cosa bella è che non partono flame tra fazioni, bensì prima discussioni su criteri/categorie/meccaniche e poi magari focus sulle singole posizioni.

Io ad esempio non dimentico che i miei colleghi hanno permesso che Le Rovine di Arnak si “perdessero” a metà classifica (0_0).

ENIGMI E SALUTI

Questa settimana è stato Michele a capire che se giochi all’infinito hai vinto a Otto Game Over!

Stavolta ditemi a cosa gioco se “con le parole non si doma il loro soffio ma si fanno buoni affari“?

Alla prossima ragazzi!

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