partita).
la palpebra. Non riuscirei a scrivervi un’intro articolata, un’intro magari in
cui farvi venire con noi a salvare nidi di uova colorate fatti su palazzi in
periferia o su case al centro, tutto questo cercando, nel mentre, di portare a
termine missioni per le quali, avendo ricevuto come ricompensa pochi pezzi
d’ambra, sarebbe di sicuro più conveniente mollare tutto e partire per lo
spazio.
cinque parole chiave per questa settimana: uccelli, città, quest, ambra e
galassie.
solitario • 45′ con lettura delle regole per il solitario
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| Wingspan |
Gioco molto lineare, che avevo già giocato un paio di volte (una in 2
giocatori e una in 4 giocatori) e che mi aveva lasciato belle sensazioni,
sia per la semplicità del gioco che per l’ergonomia e la bellezza dei
materiali. E ve lo dice uno che mai avrebbe immaginato di acquistare un
gioco sull’ornitologia con disegni realistici dei pennuti! Invece questa
pillola non solo vi dice che l’ho acquistato, ma che ho voluto anche
provarlo in solitario. Tale modalità è altrettanto lineare e semplice da
sviluppare, non facile da vincere, ma di sicuro meno interessante della
modalità competitiva in più giocatori: qui si perde l’occhiata da dare
all’erba del vicino che mette molto più pepe alla partita. Vi consiglio
quindi di acquistarlo per giocarlo con più amici. Una nota di merito la devo
fare al “reinscatolamento”, che è reso perfetto da un piccolo riepolgo
grafico stampato su un lato interno della scatola e – udite udite – entrano
anche la torre lanciadadi e le carte imbustate!
• giocato in solitario • 30′ senza quasi leggere il regolamento
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| Suburbia |
Era da parecchio tempo che volevo provare questo titolo e ci sono riuscito
solo ora e soltanto in solitario. L’esperienza di gioco è stata molto
lineare e senza grossi stimoli o blocchi particolari. Basta conoscere la
sequenza delle azioni per poter cominciare a giocare, il resto è tutto
spiegato dalle icone e dalle scritte sulle tessere. Il solitario aveva due
varianti: io ho giocato a quella senza bot, ma con la sola corsa al
punteggio da migliorare. Come anticipato mi è risultato facile da giocare,
con un sistema di mera ottimizzazione di posizionamento tessere per
l’ottenimento di più punti possibili. Costruire la città con i quartieri più
funzionali ai propri abitanti diventerà il vostro obiettivo da perseguire
con un minimo di concentrazione e ragionamento. Non riesco a dargli che una
striminzita sufficienza, perché il lato positivo e quello negativo si
sovrappongono: fin troppo lineare. In più giocatori magari potrebbe avere un
respiro diverso…
12+ • 60-120′ • giocato in 3 • 115′ con spiegazione
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| Lords of Waterdeep |
E anche questa lacuna è stata colmata! I miei amici non potevano credere che
in quasi 13 anni di gioco io non avessi mai provato questo titolo e ora
finalmente posso dire la mia. Spiegazione di circa un quarto d’ora giusto
per farmi capire cosa fanno le diverse location in cui posso piazzare
i miei meeple, come si usano gli Intrighi e come si risolvono le varie
quest. E si parte. Credo di non aver mai visto un gioco più lineare: piazzi
gli omini, raccogli le risorse, completi le missioni, costruisci edifici per
avere vantaggi, intralci ogni tanto gli avversari e speri che nessuno abbia
come ruolo nascosto uno simile al tuo, così non devi contenderti le quest e
puoi massimizzare i punti. Avvio da parte mia un po’ a rilento, in cui ho
risolto missioni di poco valore in termini di punti, ma che fornivano un
qualche vantaggio che mi ha aiutato durante la partita. Alla fine ho creato
un bel motore, che mi faceva guadagnare risorse o macinare punti a ogni
quest o Intrigo giocato, e ho risolto ben 8 missioni richieste dal mio ruolo
nascosto. E così, alla mia prima partita, ho stravinto con 169 punti,
staccando il secondo di 40. Troppo facile il gioco? No, non credo. È
semplicemente un amalgama perfetto di meccaniche conosciute e super-rodate.
Nel complesso questo Lords of Waterdeep non mi è dispiaciuto affatto.
Flusso di gioco semplice, ma che non ti permette di staccare il cervello,
altrimenti perdi l’overview di quello che succede sul tabellone e di
ciò che fanno gli altri. Cosa non mi è piaciuto? L’artwork: scuro e a volte
confuso. Capisco che siamo in stile fantasy/dungeon, ma per me è no. Qui la
vera domanda è un’altra: si merita il 64esimo posto della classifica
generale di BGG? Rispondo con un’altra domanda: perché no? Va bene che è un
gioco del 2012 ormai superato sotto molti aspetti, ma funziona in modo
impeccabile e non ti accorgi delle 2 ore che volano. Ne facessero ancora
oggi di giochi così!
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in 2 alla prima partita • 60′ con spiegazione nel corso del primo round
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| Ambar |
Avendo una figlia che si chiama Ambra, qualsiasi gioco che tocchi in qualche modo questo tema attira la mia attenzione (l’altra si chiama Alice, per cui potete immaginare da soli un’altra ambientazione nei nostri radar). Quando ho visto la campagna KS di questo gioco, ho avuto un fortissimo senso di déjà vu, perché già ne possedevo uno dal titolo simile e illustrato dallo stesso artista: Amber Route. Le meccaniche sono tuttavia ben diverse e il gioco di oggi è più nel filone di Port Royal: una forte componente di tenta la fortuna e dei punti azione al posto della collezione set. Più carte peschiamo e più azioni potremo fare, sempre che non abbiamo sballato. Si estrae ambra da tramutare in pietre preziose, trasportare, conservare e vendere, il tutto tramite carte, gettoni e gemmine (l’ambra è vera!). Il regolamento non è complicato e le icone aiutano molto: abbiamo apprezzato il fatto che sia spiegabile mentre si gioca il primo turno. La partita dura due giri di mazzo e io sono stato più deciso di Monica nello spendere per migliorare le mie carte, nonostante fare più oro fosse la condizione di vittoria. L’investimento è stato ripagato e mi ha permesso di prendermi rischi calcolati, sballando neanche una manciata di volte. Ottima portabilità, disegni dalla forte identità, peccato per quel 10+ che me lo terrà ancora per 3-4 anni distante dalla mia Ambra ^_^
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giocato in 3 • 60 minuti
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| Galaxy Trucker |
Bisogna riempire un’oretta dopo cena per giocare a qualcosa di
immediato e che non vada per le lunghe, per evitare il coprifuoco?
Ecco allora
Galaxy Trucker, semplice e frenetico piazzamento tessere ideato dal poliedrico
Vlaada Chvátil, celebre autore ceco dalla ludografia importantissima
tra cui spiccano
Mage Knight,
Through the Ages
e molti altri. Questa volta il peso specifico è nettamente inferiore,
ma è una reimplementazione decisamente originale della meccanica di
piazzamento tessere: nella prima parte infatti dovremo affrettarci ad
arraffare le tesserine in mezzo al tavolo per costruire la nostra
astronave prima dei nostri avversari, stando molto attenti alle
connessioni di ogni stanza (ovvero ogni tessera); nella seconda parte,
ognuno dei partecipanti, con la propria nave più o meno completa,
dovrà affrontare le carte che determinano gli ostacoli da affrontare
(dai campi di asteroidi ai pianeti da cui prendere risorse da vendere
a fine turno). Il gioco si compone di 3 turni, in cui alla fine di
ciascuno si prendono crediti in base all’ordine in cui le astronavi
sono arrivate. Ma non è così scontato arrivare alla fine del turno,
perché tra asteroidi che distruggono lentamente la nave ed equipaggio
che può essere preso in ostaggio dai pirati, capiterà di dover
abbandonare la nave. Insomma, un gioco che mi diverte sempre e che
propongo anche a persone non appassionate di giochi. La sua
particolarità è il fatto di essere composto da due fasi ben distinte:
una frenetica e ansiogena per la costruzione della nave e una più
standard in cui solitamente emergono tutti i difetti di progettazione
della nave.
podcast
vanno che è una meraviglia grazie al nostro Matte e alla sua spalla
(praticamente fissa) che abita a
Totopoli
e se – per caso e per assurdo – non vi sia ancora capitato di ascoltarne
uno, fatelo subito! Passando alla nostra sezione video, questa settimana
abbiamo caricato tre video con due tutorial grazie a Valeria e a Giulio
e un disinscatolamento grazie a Fabio.
stella Valeria/MeepleOnTheRoad impegnata a spiegarci, col suo
nuovo
[Gioca con me], come ridisegnare il firmamento grazie a quel cielo di stelle che si
trova dentro la scatola di
A Sky of Stars.
molti video, un certo F/B!O, che vi apre la scatola della
Seconda Edizione di
The King is Dead
dove troverete una nuova mappa leggermente ridisegnata rispetto alla
prima e una variante sostituita con un’altra.
fatto da Giulio/Giuls/TheUncle che espone regolamento, dinamiche e
meccaniche di gioco di Unicorn Fever col quale Lo Zio ha fatto
più di quaranta minuti di girato reale a causa del caratterino dei
dispettosi e indomabili unicorni.
non rilasciabili
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