Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo guidato (in condizioni difficili), siamo stati spaventati (da signori mostri), abbiamo conquistato (in pochissimo spazio), abbiamo commerciato (nelle terre d’Oriente), abbiamo sgomitato (in territori stretti) e abbiamo costruito (reti e percorsi).
Buona lettura!
Pillole
[Antonio-Figlio di Griffin] Heat • 1-6 giocatori • 10+ • 60′ • giocato in solitaria • 50′ con rilettura delle regole

Dovevo ancora disinscatolare questo bel pezzo di gioco e ne ho approfittato durante un lunedì (pomeriggio) dell’Angelo casalingo.
Per la modalità solitario, denominata Leggende, ho scelto di usare tutte le auto a disposizione, impostando una corsa a 6.
Ho dovuto riprendere più di una volta il regolamento per non dimenticare le fasi opzionali per le scie e i bonus per gli ultimi due in movimento.
Ho finito miseramente ultimo adottando una strategia di gioco molto conservativa, stando attento a non sbandare quasi mai in curva.
L’ho fatto solo una volta ed effettivamente, come ricordavo, non sbandare mai (o quasi mai) non è molto premiante.
L’ho giocato con la sola modalità aggiuntiva delle Leggende, senza carte miglioria, senza token intemperie e senza sponsor.
Nella versione base – e in solitario – continuo a preferirgli Flamme Rouge, che mi ha regalato maggiore adrenalina e senso di sfida competitiva, anche se contro dei corridori bot.
L’idea di poter aggiungere diverse modalità e quella di mettere in piedi un vero e proprio campionato coi 4 circuiti disponibili, me lo fa comunque tenere in grossa considerazione tra i giochi di percorso… tradotto: è entrato e non uscirà dalla mia libreria!
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[F/\B!O P.] Horrified • 1-5 giocatori • 10+ • 60′ • giocato in 4 di cui 3 alla prima partita • 70 minuti con spiegazione

Da una serata che in teoria contava 6 giocatori siamo finiti per ritrovarci in 3. Per necessità familiari arrivo sulle 22 convinto di essere l’ultimo e scopro di essere in realtà il primo. Ci ospita Gianchi e possiamo contare su suo figlio Elia per fare da quarto al tavolo. Inizio a mostrargli le scatole che ho portato con me, ma non serve che le passi tutte in rassegna, perché quella coi mostri l’ha conquistato all’istante.
In questo collaborativo, un certo numero di cattivoni del cinema mette in pericolo il vostro villaggio. Con i vostri personaggi asimmetrici potete muovervi, guidare gli abitanti, raccogliere e condividere oggetti, avanzare nella procedura per sconfiggere i vari mostri. A ogni turno del giocatore segue la fase mostro (generazione di oggetti, evento, movimento e attacco), fino a quando battete anche l’ultimo dei cattivi oppure il mazzo mostro è esaurito o il livello del terrore raggiunge il suo massimo.
Visto che son l’unico ad averci già giocato, propongo una partita introduttiva con due mostri suggeriti dal regolamento. Elia non ci sta e rilancia con una partita normale, popolata da Dracula, la creatura della laguna nera e l’uomo lupo. Con i personaggi che abbiamo, il mix è abbordabile: io sono la Sindaca (nessuna abilità, ma 5 punti azione); Elia è l’Archeologo (raccoglie oggetti da spazi adiacenti); Gianchi è la Scienziata (+1 di forza sugli oggetti); Dodi è l’Esploratrice (teletrasporto). Stabiliamo di concentrarci inizialmente sugli oggetti rossi, per spaccare le bare di Dracula. Dodi balza qua e là per dirottare i mostri, mentre con la mia versatilità e la combinazione dei poteri di padre e figlio siamo in grado di sistemare le prime due bare.
Purtroppo gli abitanti del villaggio appaiono in momenti e luoghi poco opportuni, attirando gli attacchi dei mostri con conseguente innalzamento del livello di terrore. Quando siamo quasi pronti con gli oggetti gialli per schiantare Dracula, cominciamo a collezionare quelli blu per la cura della licantropia. Con una miniatura in meno sul tabellone si respira meglio, tuttavia i nostri progressi vanno di pari passo con terrore. L’uomo lupo ha infatti eletto Dodi a sua vittima preferita e la mordicchia alcune volte. Ad ogni modo Elia lo insegue con la beuta dell’antidoto e siamo a -2.
Procediamo abbastanza spediti con la barchetta nella laguna nera, però a poche pagaiate dall’approdo la creatura ci fa morire di paura: peccato, mancavano giusto un paio di oggetti! Giusto così, visto che eravamo quasi tutti esordienti e adesso vogliono la rivincita. Pure stavolta abbiamo discusso, analizzato, esaminato le possibilità e tentato di usare le regole che governano i mostri a nostro favore, fino all’ultimo turno. Una riconferma.
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[F/\B!O P.] Otto Minuti per un Impero • 2-5 giocatori • 13+ • 8-20′ • giocato in 4 di cui 3 alla prima partita • 25 minuti con spiegazione

Siccome siamo partiti tardi e dopo concluderemo con l’immancabile giro a Just One, mi chiedono qualcosa di breve ad alta interazione competitiva. Sfrutto il fatto che in settembre abbiano provato Leggende a casa di Gerry, per estrarre una scatolina simile, ma non identica. È un rapidissimo gioco di controllo area con decisioni spinose, perfetto per quando si hanno solo pochi minuti.
Selezionate a turno una carta tra le sei nell’offerta e disponibili a prezzi crescenti 0-3. La carta ha un’azione, da svolgere immediatamente (come il movimento di terra o di mare, la produzione/eliminazione di armate o la fondazione di città), e uno o più simboli di collezione set. I giocatori si sparpagliano sulla mappa per segnare punti, avendo la maggioranza nelle regioni e nei continenti. La partita finisce quando tutti hanno il numero di carte stabilito.
Si vede che sono padre e figlio, perché appena possono sbarcano su nuovi continenti per prenderne possesso: Elia sull’isoletta da due regioni, mentre Gianchi su quello grande in alto a sinistra. Dodi sembra intenzionato a espandersi sul continente iniziale, mentre io emigro verso nord e sud. Sono in attesa delle carte con le azioni che mi permettono di attraversare il mare e intanto tengo in altissimo conto i set di simboli che mi vedo passare dinanzi.
Gianchi nel frattempo si sta allargando bene e io realizzo il mio intento troppo a ridosso del finale per impensierirlo veramente con un misero sbarco all’estremo nord. Controllo anch’io il mio continente personale, però a lui ho strappato solamente una regione. Aggiungiamo degli spostamenti molesti, sia da parte di Elia che di Dodi, nel round finale e le mie speranze di vittoria evaporano. Comunque c’è mancato veramente pochissimo, poiché i punteggi conclusivi sono 11-10-10-9. Non ho ancora capito se mi diverte più questo o Leggende: avendoli entrambi accessibili, credo che continuerò ad alternarli e a chiedermelo ^_^
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[Andrea-White Winston] Resafa • 1-4 giocatori • 14+ • 60-150 minuti • giocato in tre in 150 con spiegazione delle regole

Ci sono autori che puntualmente finiscono ogni volta sdul tavolo del mio gruppo con il loro ultimo lavoro… e Suchy è certamente uno di questi!
Resafa è l’ultima fatica di questo prolifico autore di eurogame che, dopo Hexodus/Evacuation (certamente il più complicato della sua ludografia), torna a sfornare un gioco con livello di complessità più in media.
Resafa si presenta alla vista molto spartano, come quasi tutte le produzioni della Delicious Games, questa volta forse al limite dell’accettabilità (considerato che è un gioco uscito nel 2024).
Le meccaniche sanno veramente di già visto, tra autoplagio e richiami esterni (Barrage il più evidente); quel che manca è davvero uno spunto, un twist leggermente fuori dalle righe per brillare.
Il gioco funziona molto bene, tutto è incastrato e apparentemente bilanciato alla perfezione, anche se complessivamente il sapore è dell’ennesimo “gioco medio”, senza nessun elemento per spiccare e rimanere nell’olimpo dei grandi.
Che poi è un po’ la storia di questo autore secondo me… del quale forse stiamo ancora aspettando il suo vero capolavoro. (direte voi “e Underwater Cities?”… no, secondo me manca qualcosa anche a quello.)
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[Antonio-Figlio di Griffin] Small World • 2-5 giocatori • 8+ • 40-80′ • giocato in 3 • 60′ con spiegazione regole e poteri

Rispolvero dopo anni e anni questo titolo che mi aveva sempre divertito in due giocatori.
L’occasione me la sono imposta a casa in vista di un torneo in associazione proprio questa domenica.
Spiego velocemente le poche e semplici regole di controllo territori e scontri a Tore e Salvatore.
Io parto scegliendo gli Elfi che come caratteristica unica hanno quella di non venire eliminati dopo i combattimenti.
Questa abilità mi permette di non mettere la mia razza in declino se non durante il penultimo turno di gioco (10 nella configurazione a 3 giocatori).
Tore e Antonello, invece, scelgono il declino verso metà partita, cosa che consente loro di scegliere una seconda razza e di beneficiare comunque dei bonus presenza anche dalla razza “uscente” finché presente sui territori.
Alla conta dei punti-moneta finali trionfa Antonello con 108, seguito da me a 88 e da Tore a 86.
Il gioco ai miei amici non ha convinto per nulla, tanto da disincentivarli alla partecipazione del torneo.
Devo dar loro ragione sul fatto che, anche se non invecchiato male, il gioco è invecchiato e ha dei passaggi un po’ ripetitivi e noiosi in partita.
Io parteciperò lo stesso al torneo perché Smallworld ha rappresentato uno dei titoli più giocati dal me alle prime armi ludiche e mantiene un posto molto speciale nel mio cuore di giocatore.
Per i momenti che mi ha regalato in passato gli devo una o due partite al torneo, anche solo per onorarlo…
Sarò troppo sentimentale ma credo che un po’ tutti abbiano dei giochi del cuore, a prescindere dalla loro resa o qualità assoluta sul tavolo!
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[Davide-Simarillon] BUS • 2 giocatori • 14+ • 150′ • giocato in 4 • 150′ minuti

Finalmente! Ho provato finalmente BUS! Mi è piaciuto? Sì!!! La spesa del gioco è proporzionata all’esperienza di gioco? No!!! È un gioco che metterei nella mia TOP10? No, ma mi ha divertito giocarlo e questo è già un punto a suo favore.
BUS è un gioco di costruzione reti in cui ognuno avrà 25 mosse durante le partita da gestire nei vari turni, ogni mossa va calibrata perché anche un solo turno sprecato può determinare il risultato della partita.
Ecco che per determinate le mosse entra in gioco una meccanica di piazzamento lavoratori dove piazzarsi primi nei vari spazi ha un’importanza assoluta(!?!) e dove, pertanto, è fondamentale l’ordine di gioco (mi è capitato di essere quarto di mano e di aver completamente rinunciato al turno!).
Mi piacciono i giochi di programmazione di un motore a medio lungo termine, e BUS lo è sicuramente. Dopo i primissimi turno sono molto indietro nel punteggio (che si acquisisce progressivamente nella partita) ma il motore che mi sto costruendo funzionerà.
Uno dei compagni di gioco è molto aggressivo, e accumula punti iniziali ma già a metà partita è praticamente fuori da giochi avendo solo più quattro lavoratori da piazzare, come ricorda Dado “i punti si contano alla fine!”. La birra, si sa, piace anche inglesi, specie ai miei meeple che salgono sulla metropolitana per raggiungere i loro bar.
Il recupero è lento, ma progressivo ma, al termine della partita, non salirò sul gradino più alto del podio, pur non avvicinandomi e perdendo per due piccoli punti (me in questo gioco i punti hanno un peso specifico notevole!) con un onorevole secondo posto alla prima partita.
Mi sono divertito perché BUS è un gioco che prevede una programmazione in qualche modo sfidante e a medio lungo termine (che è una sfida che mi piace sempre!).
Per una volta le aspettative non sono state deluse dalla prova della realtà. GIOCO APPROVATO!!!
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana F/\B!O porta un nuovo unboxing.
Nel video descrizione dei componenti con apertura della scatola di Sulle orme di Darwin, di Grégory Grard e Matthieu Verdier, gioco da tavolo edito da ManCalamaro.
Nella sezione podcast questa settimana si parla di fiere, di editori e di reali convenienza degli stessi a parteciparvi.
ENIGMI E SALUTI
Questa settimana – come dice mio figlio Lorenzo – “mi avete fatto arrabbiare“… per questo non vi darò suggerimenti per farvi trovare il titolo dove si fanno punti di prospettiva…
Giocate, pensate e ripensate ancora meglio e, questa volta, commentate. Alla prossima!
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