Fabio (Pinco11)
RESAFA PRIME IMPRESSIONI
A questo giro il buon Vladimir Suchy (Underwater Cities, Praga, Pulsar 2849, ..) ci porta nel medio oriente del III secolo AC e più precisamente nella città siriana di Resafa, chiamandoci ad impersonare, in questa nuova uscita della sua Delicious Games, mercanti impegnati a profittare dal commercio sulle vie di transito tra le grandi città dell’epoca ed il deserto.
1-4 giocatori, 60′-150′, 14+ ed un coefficiente di difficoltà stimato in 3.67 (quindi qualcosa sotto ad un Darwin’s Journey, che è a 3.90) ci parlano di un cinghiale, ma non di grossa stazza, mentre alla voce meccaniche troviamo il gestione azione, piazzamento tessere, raccogli e consegna ed una spruzzata di carte ad effetto.

RESAFA IN POCO
La struttura di base del gioco è piuttosto lineare, anche se le prime spiegazioni almeno un tempo di partita di calcio se lo portano via. Sintetizzando (qui le regole in inglese) al limite l’idea è quella che i giocatori ricevono ad inizio partita un set di 6 carte azione, ciascuna delle quale riporta il simbolo di due delle sei azioni disponibili e che essi si alternino nel giocare in ogni turno esattamente una carta, svolgendo l’azione (tra le due indicate) prescelta. Nel contempo avranno la possibilità di ottenere un bonus ‘colore’ corrispondente alla scelta operata, potendo grazie ad esso avanzare in appositi percorsi (che sbloccano l’accesso a potenti carte bonus specializzate e/o a carte obiettivo) o prelevare carte bonus ad uso singolo.
Le azioni consentono di acquisire tessere edificio e giardino, intorno alle quali gira un sotto gioco di piazzamento tessere, di far produrre alcuni degli edifici costruiti, di commerciare sulla mappa (raccogli e consegna), di svolgere una azione ‘colore’ a scelta o di agire nell’ulteriore sotto gioco presente sulla mappa, legato ad un teorico flusso delle acque.
Ogni sei giocate di carte il mazzetto si ripristina ed ha luogo una fase punteggio (minore) acqua, mentre a fine partita si valuta la classica listata di fonti di punteggio.

COME SI PRESENTA
Nell’insieme domina, a colpo d’occhio, il colore giallo – marrone tipico della sabbia e la cosa fa in un certo senso ambientazione, visto che ci muoviamo nel deserto, ma nel contempo non aiuta ad impattare l’immaginazione. Sul tavolo abbiamo, comunque, un bel tabellone, di dimensione generosa, sul quale spiccano, quale componente distintivo, i cammellozzi di legno dei giocatori, sulle cui gobbe si possono collocare i segnalini merce in cartoncino.
Per il resto le carte recano in parte simboli delle azioni (privilegiando la leggibilità) ed in parte alcune illustrazioni gradevoli, ma volutamente non impattanti.
Nell’insieme direi che i componenti risultano più che adatti allo scopo, senza voli pindarici.
L’ambientazione è resa dalla mappa e dai cammelli, risultando in buona parte cosmetica.

COME GIRA RESAFA
Suchy è un abile designer e non ha certo perso la sua mano da un anno all’altro: il livello delle sue produzioni difficilmente scende sotto il ‘più che valido’ e Resafa non fa eccezione, lasciando, già ad esito delle prime partite, ottime sensazioni.
Il meccanismo di fondo è intelligente e propone solo sei azioni tra le quali scegliere, aderendo così al trend recente che richiede una certa sintesi nell’impianto generale, agevolando così la comprensione delle regole già dalla prima partita. Da qui è stato poi inserita, quale limitazione alla scelta indiscriminata, la presenza delle carte azione con due simboli ciascuna ed aggiunta l’idea parallela dei percorsi ‘colore’ nei quali progredire per ottenere carte azione potenziate (le gialle), azioni monouso (le bianche), potenziamenti (le blu) od obiettivi per fine partita (le rosa).
Come i rami di un albero, mano a mano che si approfondiscono le cose si vanno poi a scoprire le diramazioni, con diversi sotto giochi proposti alla attenzione dei giocatori, ciascuno con le proprie implicazioni e potenzialità di punteggio e ciascuno con il potenziale di generare spessore di riflessione.

SOTTO GIOCHI
Già visivamente, a tavolo imbandito, si percepisce come ci siamo almeno cinque centri di attenzione sui quali riflettere e c’è una chiara spinta, per poter primeggiare, a non lasciare del tutto da parte nessuno di essi.
Abbiamo infatti: 1) il raccogli e consegna che caratterizza il mercato centrale ; 2) la zona dei percorsi a colori per prendere le carte di potenziamento ; 3) la zona dell’acqua, dove si sviluppa una sorta di mini – Barrage ; 4) l’area di fronte a se, dove si costruisce il proprio motore produttivo, assemblando gli edifici, già che ci siamo, anche con una attenzione al piazzamento tessere ed infine 5) l’area delle carte bonus colorate, che conferiscono bonus one shot da utilizzare nei momenti chiave.
Intorno a questo c’è poi da considerare che a fine partita il calcolo di sviluppa su sette comode categorie di punteggio, per cui comprenderete come di cose sul fuoco ce ne siano davvero parecchie.
SODDISFAZIONE
Qui andiamo nel personale, nel senso che l’apprezzamento per questa grigliata mista di cose diventa naturalmente più soggettivo. Ai miei occhi l’impatto è stato decisamente positivo, dandomi una sensazione di varietà (anche in virtù della presenza di elementi che contribuiscono a variare il setup di partita in partita) ed ho trovato che i vari elementi tendono effettivamente ad interagire tra loro in modo positivo.
Le carte colore, viste inizialmente come una sorta di premio di consolazione per chi non abbia voglia di impegnarsi nei percorsi ‘colore’, diventano invece in certe fasi assolutamente chiave per poter sviluppare le giuste combo, così come i giardini, che lì per lì li vedi come fonte di ricompense secondarie, verso la fine ti portano dei bonus colore vitali per chiudere i passaggi finali nel percorso degli obiettivi.
E’ naturale selezionare qualche strada da percorrere in modo maggiore di altre, ma la sensazione è che le classiche strategie ‘monotematiche’ facciano qui fatica a prevalere ed il bello sarà esplorare quanto il motore reggerà di fronte a sforzi ripetuti.
Per ora la mia valutazione è di un si convinto.

COME E’ STATO ACCOLTO E PARAMETRI VARI
Per ora Resafa non è brillato, nè nel buzz pre Essen, nè come voto medio su BGG, dove gode di un discreto, ma non soddisfacente 7.6 di voto medio, a mio avviso sottostimato rispetto al reale valore. La mia sensazione è che l’ambientazione non di particolare impatto un poco abbia potuto contribuire a smorzare l’entusiasmo per un titolo che invece ha tutti i crismi per piacere agli amanti della categoria.
Sui parametri classici direi che l’interazione non è troppo marcata, salvo nel settore dell’acqua, dove si sente un poco di cattiveria (mi riporta, qui, come accennavo, sensazioni alla Barrage) e la scalabilità è adeguata (anche se in 3-4 le occasioni ‘scompaiono’ di più, mentre in due forse si è gioca un pelo più ‘rilassati’).
La rigiocabilità nel contempo è incrementata dal setup variabile (con alcune carte speciali che rimangono fuori in ogni partita e quelle colore che ruotano, anche se con misure idonee a garantire che le più forti escano solo più tardi).

CONCLUSIONI
Resafa è un validissimo cinghiale di media stazza che ben si colloca nella produzione del talentuoso Suchy. Propone un impianto di base lineare, sul quale poi sono costruiti diversi centri di interesse e sotto giochi, arricchiti da carte speciali e da miriadi di piccoli bonus.
Di varietà e spessore ne offre in quantità e merita una attenta occhiata, per cui ve lo segnalo, tenendo anche conto del fatto che la mia personale sensazione è che sia passato ingiustamente sotto a molti dei radar del pre Essen.
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