La mia TOP 10 dei giochi da tavolo a tema Warhammer [TheAmericanWay]

Immersivo – neologismo del 2008, aggettivo: nel quale si entra completamente, rimanendone avvolti e catturati. (Treccani)

L’universo narrativo e ludico di Warhammer, sia Fantasy che 40.000, è un qualcosa con cui ogni appassionato di “American” deve in qualche mondo entrare in collisione almeno una volta nella vita. Il primo gioco di ruolo da me provato, prima di approdare ad AD&D, fu proprio “Martelli da Guerra“.
Games Workshop ha lasciato in passato solchi profondi nella storia e nello sviluppo dei giochi da tavolo tridimensionali e non. Ed anche se adesso i solchi sono meno profondi (anzi, forse appena accennati in superficie) e vive di una rendita costruita miniatura dopo miniatura mi premeva comunque da un po’ tracciare una linea e stilare una mia personale classifica dei “giochi da tavolo” (escludendo ovviamente i classici di schermaglia) ispirati, in maniera trasversale, a Warhammer.
Prima di scagliarvi a mazzate contro il sottoscritto, perché le classifiche fanno uscire il peggio del peggio da noi ludomaniaci, sottolineo il carattere assolutamente personale ed anzi mi piacerebbe poi alla fine vedere commenti in cui proponete alternative, mi bacchettate sugli esclusi e fate annotazioni varie, gradite e utili a tutti.

Vai si comincia.

I. Premessa e criteri di analisi

Ho avuto da sempre la sensazione che le trasposizioni “da tavolo” dei prodotti Games Workshop ispirati a Warhammer siano stati croce e delizia della casa editrice di Nottingham. Questo perchè, fondamentalmente, dobbiamo distinguere due grandi filoni produttivi di queste trasposizioni: quelle affidate a gamedesigner di spicco e case editrici specializzate in BG e quelle prodotte direttamente da G.W. (…e notoriamente mai attribuite ad un designer in particolare). Questa differenziazione in termini creativi e produttivi ha prodotto, cercando di non banalizzare o semplificare, risultati ovviamente differenti e che vedono i titoli creati da “professionisti” di questa forma di intrattenimento (ovvero il boardgame puro) di solito nettamente superiori. Ovviamente i titoli prodotti e disegnati direttamente da G.W. soverchiano i primi in termini di materiali e soprattutto sulle miniature.

Tant’è che in molti casi i Boardgame targati G.W. si riducono a sontuosi bundle d’espansioni per i rispettivi skirmish tridimensionali di riferimento (WH Fantasy o WH 40K).
In realtà, come potrete bene vedere dalla mia TOP 10, alcuni BG creati direttamente da GW sono assolutamente godibili e con tutte le carte in regola.

II. Come ho costruito il campione e stilato la mia classifica?

Grazie all’enorme archivio di BGG sono riuscito ad intercettare un elenco di ben 53 titoli unici “tematizzati” ambientati nei due universi temporali di Warhammer e da questi ho estrapolato i ben 22 titoli che ho provato nell’arco della mia “carriera”. Ho cercato di trovare delle categorie accettabili e plausibili ed ho assegnato un punteggio ad ogni titolo per ciascuna categoria. Rielaborati i dati ho estrapolato una classifica che a breve vi proporrò cercando anche di motivare e contestualizzare le mie scelte.

III. I parametri di valutazione di SimoneM.

Veniamo al nocciolo della questione, che parametri ho usato? Dunque il primo indubbiamente è quello della Qualità della Componentistica. Ovviamente questo parametro premia maggiormente i titoli prodotti direttamente da GW rispetto alla produzione di qualsiasi altra casa editrice. Anche perché abbiamo detto che spesso, alcuni boardgame tematizzati, sono stati usati da G.W. stessa come un’ulteriore valvola di sfogo commerciale rendendo spesso le miniature compatibili con gli skirmish originali (ciò ovviamente aumentando il prezzo del prodotto esponenzialmente). Però un gioco che si ispira ad un universo narrativo così “di fisico” e “muscolare” non può esimersi da avere una componentistica che renda l’esperienza di gioco appagante. Voglio comunque anticiparvi che nella mia classifica ci sono anche titoli di “sole carte” e che quindi hanno compensato il divario dei componenti con altri soddisfacendo altri parametri. Parliamo poi del Game Design ed anche qui potrebbe aprirsi un’ulteriore maglia perché, in fin dei conti, sono giochi che derivano da skirmish e quindi si va a parare sempre e solo sulla gestione di eserciti, unità etc etc. Mi verrebbe da dire “Ni” perché un riadattamento da tavolo, pur essendo vincolato al materiale originale che è fondamento della licenza che si sta sfruttando (parafulmine di aspettative per conquistare potenziali acquirenti), può simulare uno scontro, una conflitto, con diverse meccaniche e con diverse tipologie di interazioni. Ma sto dicendo un’ovvietà.

Una derivazione di questo parametro è la Complessità. Proprio per tentare di emulare nella maniera più realistica possibile il conflitto spesso mi sono trovato dinnanzi a sistemi di gioco non molto lineari e di difficile digeribilità con una mole di informazioni talmente vasta da fagocitare in parte il divertimento (vedi ad esempio Heroes of Black Reach). Anche qui siamo nella sfera soggettiva perché magari questo livello di sfida trova un riscontro positivo sicuramente nei giocatori che pretendono un regolamento corposo e tanti dettagli. Concludo con la doppietta Rigiocabilità e Immersività. Per il primo spunto ho cercato di valutare e sia quanto l’esperienza di gioco ad un certo titolo mi spingesse ad intavolarlo più volte ma allo stesso tempo quando l’esperienza stessa, con quel titolo, fosse effettivamente ripetibile (in funzione del suo stesso design). Il secondo spunto è un neologismo ormai tanti caro a chi recensisce giochi da tavolo o esperienze ludiche varie ovvero la capacità del titolo di catturarti e coinvolgerti a livello emotivo proprio in funzione della costruzione del suo impianto di gioco rispetto all’ambientazione di riferimento. Ecco, perché poi alla fine era questo il mio cruccio ovvero trovare quei boardagame che riproducessero al meglio l’universo di Warhammer sul tavolo.

IV. La Classifica: la TOP 10 di SimoneM.

Eccoci finalmente al dunque, buona lettura e ci aggiorniamo alla fine.

#10 – Warhammer Underworlds: Shadespire (2017)

Nato per diventare un sistema di gioco competitivo, WHU: Shadespire è uno skirmish asimmetrico 1vs1 ambientato in Warhammer Fantasy: Age of Sigmar con una dose massiccia di deckbuilding. La partita si svolge su mappa modulare. Ne avevo già parlato qualche tempo fa (qui). Gioco solido, snello, veloce ed accattivante con una componentistica di alto livello. Nel set base due bande complete per un totale di 8 miniature Stormcast Eternals Liberators (3 modelli) e Khorne Bloodbound Bloodreavers (5 modelli). Il Sistema Competitivo organizzato è tuttora in piedi, superando “quasi” indenne anche i blocchi dovuti alla Pandemia. In sintesi: poco immersivo ma divertente.

#9 – Blood Bowl (2016 Edition) (2016)

Come potrebbe finire una partita di Football Americano fra Orchi ed Elfi? In un pantano di sangue. Blood Bowl è ambientato in una sorta di “Else World” di Warhammer Fantasy in cui le divinità del Caos si giocano il destino del Vecchio Mondo su un campo sportivo piuttosto che di battaglia. Si assemblano le squadre, se si svolge un campionato “casalingo” (e non) si ottengono poi punti da spendere per migliorare (come dei veri Manager) la propria rosa di giocatori, si schierano sul campo e si da inizio al massacro. Ovviamente le miniature sono da montare e dipingere, ci sono espansioni da comprare e conti correnti da prosciugare. Tutto nella norma. Nato e progettato come Competitivo per tornei, Blood Bowl ha conquistato una copiosa fetta di fan ed appassionati che hanno dato vita ad un circuito internazionale estremamente vivo. Nel 2015 Lucca ha ospitato i Mondiali. Sono state pubblicate diverse versioni del gioco, quella che preferisco è quella del 2016. In sintesi: goliardico ma spietato.

#8 – Space Hulk (Third Edition) (2009)

Una riedizione con tutti gli attributi che mi ha molto colpito soprattutto per la maestosità dei componenti. Gioco per 2 giocatori a scenari su mappa modulare che ripropone lo scontro fra una squadra di Space Marines ed una colonia di Genestealer all’interno di uno Space Hulk (un agglomerato di astronavi): un 1 contro 1 al cardiopalma. Le miniatura vanno montate ma non incollate (si incastrano) ma la pittura è quasi d’obbligo. Il turno di gioco è serrato e sfrutta un sistema ad “ordini” solido ma, di contro, possiede un regolamento piuttosto corposo ed articolato (ci sono tabelle da consultare ed una discreta mole di informazioni da gestire). Pur non di meno il titolo ha molti spunti estremamente interessanti: le unità delle due fazioni sono varie e ben caratterizzate, c’è un timer (una clessidra) che rende la partita più frenetica ed azzera il downtime. C’è quella gran figata dei “blip” da gestire per il giocatore Genestealer (i token il cui nome ricorda il suono di uno strumento che sta scansionando la nave in cerca di forme di vita ostili che possono rappresentare in gioco un certo numero di Genestealer nascosti al giocatore Space Marine). In soldoni uno dei giochi che più di altri incarna il flavour classico del 40K. In sintesi: strategico ultra dopato!

#7 – HeroQuest (1989)

Il padre di tutti i Dungeon Crawling e non solo, il titolo che ha segnato una generazione e quelle future, nel bene e nel male. Il battesimo del fuoco per quasi tutti i giocatori da tavolo American che si fregiano di questo titolo. Dietro lo schermo il Master tira le fila di grottesche e spietate creature che tentando di rallentare l’avanzata dei nostri eroi impegnati in una non delineata impresa densa di “epica epicità”. Sicuramente soppiantato da una marea indefinita di altri titoli successivi (ma tutti, in fondo, debitori) HQ negli ultimi anni sta vivendo una seconda giovinezza ma a totale appannaggio di Hasbro/Avalon Hill che divorziò da questo sodalizio mitico con GW tanti anni fa. In sintesi: datato ma iconico.

#6 – Warhammer Quest: Blackstone Fortress (2018)

Gioco dalla componentistica pazzesca che porta i nostri mercenari intergalattici a perlustrare i freddi (ma non disabitati) saloni di una Blackstone Fortress fluttuante nello spazio. E’ un Dungeon Crawling (la cui mappa viene generata in maniera randomica con un mazzo di carte) che ha tutte le caratteristiche dell’omologa saga di appartenenza, ovvero Warhammer Quest, con qualche chicca che lo rende davvero intrigante: a) la possibilità di salvare la partita mandando in ibernazione i nostri mercenari con delle sleeves particolari che ricordano, dalla grafica, un guscio criogenico, per contenere scheda, carte e segnalini e b) la possibilità di utilizzare le proprie astronavi (delle schede esterne al gioco) per interagire con la missione o come rifugio nella fase di potenziamento fra una missione e l’altra c) infine è stata introdotta una leggera componente legacy. La Campagna principale si basa, infatti, su un numero limitato di capitoli a cui si accede raccogliendo un certo numero di artefatti alieni. Quindi le esplorazioni tra un capitolo e l’altro hanno lo scopo di potenziare i giocatori e guadagnare i requisiti per accedere alle missioni chiave per la trama. Dopo ogni esplorazione viene pescata una carta Legacy che aggiunge dettagli alla missione successiva. Quando questo deck finisce la Campagna è Fallita e va ricominciata tutta da principio. In sintesi: appagante ma non troppo originale (qui).

#5 – Chaos in the Old World (2009)

Partorito dalla mente geniale di Eric Lang questo titolo è ufficialmente il capostipite, a livello di game design, di molti suoi successivi titoli (Blood Rage in primis…). Ogni giocatore deve gestire un certo ammontare di Punti Potere per schierare unità e giocare carte uniche. Ok ma di cosa parla? Le principali divinità del Chaos Slaanesh, Khorne, Tzeentche e Nurgle si danno battaglia per la conquista o la devastazione del Vecchio Mondo schierando i propri cultisti ed i propri guerrieri in un titolo che mescola combattimenti e controllo del territorio. Si può vincere in modi diversi (ai punti o facendo scattare la propria ruota del potere sino all’ultimo SLOT che riporta la parola “vittoria”). Ogni divinità ha poteri peculiari ed un modo unico per permettere alla propria ruota del potere per fare uno o più scatti. Solo questo vale il prezzo del biglietto. Già sento l’eco “E’ sbilanciato… Khorne è troppo forte!“. NO!!!! Maremma… non è così. Khorne è forte se lo lasci giocare in libertà senza indebolirlo per paura di combattere contro di lui. In realtà ogni Divinità possiede una validissima strategia e capacità specifiche per vincere. Semmai alcuni sono più difficili da utilizzare rispetto ad altri. Quindi la verità su questo titolo è che ha una curva di apprendimento non molto agevole e che richiede tante partite per padroneggiarlo al meglio. Il vero difetto è che non scala, va giocato in 4 e basta. In sintesi: non scala ma quanto è figo!

#4 – Space Hulk: Death Angel – The Card Game (2010)

Può una scatoletta piccina picciò contenere l’essenza di un’ambientazione mastodontica come il 40K? Assolutamente si ed è un gioco cazzutissimo. Questo gioco è una versione compatta (ma non nei tempi di gioco) di Space Hulk. Con una manciata di carte, pochi segnalini ed un dado vengono ricreati i claustrofobici corridoi di uno Space Hulk (che nella lore, come detto su, è un conglomerato di navi da battaglia collassate insieme) invaso dai Genestealer. Da 1 a 4 giocatori saremo alla guida di una Squadra di Marine formata da un Comandante e due Specialisti con abilità e stili di combattimento peculiari e dovremo collaborare per portare a casa la pelle. In segreto ogni giocatore sceglie una carta ordine che si risolverà in base ad un valore di priorità (dal più basso al più alto) cercando di uccidere creature ostili ed avanzare stanza dopo stanza sino al luogo destinato all’epilogo della missione scelta ad inizio partita. Il tutto cercando di intessere una sinergia con gli altri giocatori per ottimizzare il potenziale di ciascuna Squadra. Gli scontro sono potenzialmente tutti letali ed il titolo prevede l’eliminazione del giocatore che perde tutta la sua squadra. In sintesi: piccola scatola grande divertimento!

#3 – Warhammer Quest (1995)

Eccoci sul gradino più basso del podio ma per una manciata di punti nella mia personalissima classifica. E’ evidente che la querelle intorno ad Heroquest abbia segnato profondamente dal GW di allora tanto che ispirandosi ad Advanced Heroquest nel 1995 sganciarono la bomba: Warhammer Quest. WH:Quest è tutto quello che HQ sarebbe potuto essere ma pimpato all’ennesima potenza. Mappa modulare che si generava casualmente con un mazzo di carte, sistema di combattimento e statistiche dei personaggi dettagliate, un sistema di combattimento molto più curato e materiali top. Una svolta epocale per il genere dei Dungeon Crawler. In sintesi: epicità abbestia!

#2 – Blood Bowl: Team Manager – The Card Game (2011)

Uno dei miei giochi a tema Warhammer preferiti è Bloodbowl Team Manager. Per chi mi segue da un po’ di tempo sulle pagine di GSNT sa quanto mi piacciano i giochi di carte e spesso anche più di quelli con le miniature (anche se dipende sempre da titolo a titolo). Lo conservo gelosamente sul mio scaffale con tutte le sue espansioni localizzate. E’ in grado di restituire il flavour del gioco tridimensionale ed anche qualche cosina in più. Non è mai monotono e la espansioni aggiungono piccoli dettagli che non turbano l’equilibrio del gioco. Ridurre Blood Bowl alla risoluzione di “azioni” salienti e quindi a cercare di dominare una singola porzione di gioco può sembrare svilire il titolo originale ma vi assicuro che non è così. E’ un ottimo competitivo bidimensionale che in quanto a cattiveria non ha nulla da invidiare alla versione con le miniature. In sintesi: go for it anche con le carte? Si può… si può!

#1 – Forbidden Stars (2015)

Forbidden Stars mi ha conquistato dalla prima partita anche se poi, scorrendo tutti i titoli di questo articolo, ho dovuto soppesare bene gli elementi che lo compongono. A prescindere che venga indicato come l’erede spirituale di Star Craft – Il Gioco da Tavolo (Videogioco/Ambientazione che si ispira a sua volta all’universo del 40K in maniera poco velata), Forbidden Stars è la sintesi perfetta di come debba essere fatta una trasposizione di uno skirmish tridimensionale all’interno di una cornice da boardgame. Senza stiracchiature, senza rinunce ma ficcandoci dentro tutto quello che serve e che deve esserci. La tensione, l’asimmetria fra le fazioni che rispecchia perfettamente la Lore, un sistema di combattimento che impegni giocatori che vogliono respirare a pieni polmoni l’aria mista alla colla e alla pittura delle plastiche pur non essendoci. Anche dal punto di vista dei materiali il gioco è perfetto e di ottima qualità. Non so se siete d’accordo o meno ma Forbidden Stars è il re di questa classifica. In sintesi: il top…

V. Gli esclusi eccellenti

Le classifiche sono spietate, ma mai completamente innocenti. Ma occorre fare un paio d’accenni ad alcuni esclusi dalla Top che comunque non hanno raggiunto altri titoli semplicemente per quella diavoleria diabolicamente diabolica che è la matematica (...ma che boiata hai scritto!? n.d.r. da parte del mio subconscio).

Partiamo dal già citato Heroes of The Black Reach (2019). Titolo che è una re-implementazione, in salsa WH40K, di Heroes of Normandie (sfruttandone il cosiddetto Heroes System Tactical Scale). Skirmish corposo, ben ambientato, cattivo e estremante completo ed interessante che però fa di un regolamento gigantesco costituito da un miliardo di regole, postille ed eccezioni un macigno impossibile da intavolare per i casual gamer. Continuiamo con una lacrimuccia amarcord con SpaceCrusade (1991) meglio conosciuto in Italia con il nome di StarQuest. Diciamo che gli ho preferito Space Hulk per le motivazioni di cui sopra.

Warhammer Quest: The Adventure Card Game (2015) e Warhammer Quest: Silver Tower (2016) meritano una menzione. Non raggiungono le vette dei titoli che ho sciorinato in classifica ma sono delle trasposizioni curate di Warhammer Quest ma che ovviamente non reggono il confronto con la versione originale. Warhammer: Diskwars (2013) un gioco divertente e con una meccanica originale (i dischi da battaglia). Anche in questo caso gli ho prefetto titoli con più carattere.

Che dire di Battle Masters (1992) giochillo della mia infanzia ed invidia per chi lo possedeva. Versione ultra, ultra semplificata di uno skirmish destinato ad un pubblico di giovanissimi. Schermaglia 1 contro 1 con attivazione casuale delle unità e risoluzione del combatimento con i dadi. Aveva dtantissime chicche come il “playmat” plastificato ed illustrato con un enorme reticolato esagonale, le basi per contenere più unità, una varietà piuttosto importante di soldati e guerrieri sia fra gli Imperiali che fra le Forze del Caos. Mi ricordo quanto fosse figo poter usare (una volta rivelato dal mazzo della fazione del Caos) Grimorg l’Ogre anzi “il Campione degli Ogre“. Titolo con ben 100 miniature (come riportava orgogliosamente la scatola anche dell’edizione italiana) che però è stato ovviamente sorpassato da tutta la valanga di giochi che vi ho presentato poco su. Di recente la Restoration Games ha deciso di riesumare il sistema di gioco di questo titolo e “restaurarlo” ovviamente con un’altra ambientazione con il nome di Battle Monsters. Il titolo verrà lanciato su KS il prossimo anno.

VI. Qual’è il più “brutto” (secondo me) ovvero l’ultimissimo della classifica a cui ho giocato?

Senza ombra di dubbio, la peggiore esperienza al tavolo è stata con Assassinorum: Execution Force (2015) titolo disegnato direttamente da G.W. ed ambientato nel mondo del 40K che ricade nella categoria “Bundle di Miniature per il wargame ufficiale con regolamento brutto ed appiccicato male con leggero strato di colla stick“. Componentistica ovviamente fotonica ma costituita da pochi pezzi (la scatola all’epoca costava uno sproposito ovvero 100 euro). Banalmente dovremo manovrare un gruppo di assassini appartenenti all’Officio Assassinorum senza essere scoperti all’interno di una Cittadella del Caos per raggiungere, facendosi strada fra i nemici (Chaos Space Marines e Chaos Cultists) con tecniche stealth, una cappella segretissimissima ed uccidere un Chaos Sorcerer (ovvero un Chaos Space Marines Terminator Lord) prima che termini un oscuro rituale. Abbiamo a disposizione 16 turni per entrare, colpire ed uscire. E’ un collaborativo puro che ci pone di fronte ad un’intelligenza artificiale con un quoziente molto basso. Sistema sicuramente ultra semplice (successo al 4+) che però non è accompagnato da un sistema tattico di buon livello. Risultato piattissimo. La noia abbatte ogni tentativo di immersione. Titolo che risulta peggiore anche di The Horus Heresy: Betrayal at Calth (2015).

VII. Riepilogone!

  1. Forbidden Stars (2015)
  2. Blood Bowl: Team Manager – The Card Game (2011)
  3. Warhammer Quest (1995)
  4. Space Hulk: Death Angel – The Card Game (2010)
  5. Chaos in the Old World (2009)
  6. Warhammer Quest: Blackstone Fortress (2018)
  7. HeroQuest (1989)
  8. Space Hulk (Third Edition) (2009)
  9. Blood Bowl (2016 Edition) (2016)
  10. Warhammer Underworlds: Shadespire (2017)

Siete d’accordo? Qual è la vostra classifica invece? Scrivetela nei commenti. Inoltre argomentate eventuali critiche, sono curioso. Alla prossima!

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