White Winston
Storia lunga e intensa, un protagonista ben caratterizzato e dall’animo complesso e controverso, momenti di grande eccitazione e gioia alternati a profonde zone d’ombra, amore, adrenalina, difficoltà, tristezza, amarezza, soddisfazione, fanno da sfondo a vicende e personaggi che si intrecciano con armonia, contrasti e confronti. Poi un colpo di scena, di quelli che non ti aspetti, un taglio netto che sembra compromettere tutta la trama.
“E ora?”
“Ora è finito il primo tempo… si metta comodo e si goda il secondo tempo!”
“Ma io pensavo che…”
“Lei non deve pensare, deve ricordare ciò che ha visto, vivere il presente e aver fiducia nel futuro. Vedrà che il regista ha in serbo ancora tanti momenti da narrare, colpi di scena e bivi narrativi interessanti. Non smetta mai di giocare la sua parte e sognare. Non immagina neanche ciò che lo aspetta, magari il meglio deve ancora arrivare. Si metta comodo, sta per cominciare…”
“Non è facile… non ero pronto per… ma va bene, ci proverò. Mi scusi, ma lei chi è per sapere tutto ciò? È per caso un critico?”
“No, io sono (“tuo padre”) il regista, naturalmente.”

RATTI DI WISTAR
Ratti di Wistar è un gioco euro competitivo di Simone Luciani (Tzolk’in, Sulle Tracce di Marco Polo, Grand Austria Hotel, Lorenzo il Magnifico, Newton, Barrage, Golem, Tiletum, Darwin’s Journey, Anunnaki, Nucleum) e Danilo Sabia (Wendake, Anunnaki), per 1-4 giocatori, durata 90 minuti, edito nel 2023 da Cranio Creations.
Ambientato in un universo che pesca a piene mani da filmografia e cartoni anni 80’ (uno su tutti “Brisby e il segreto di NIMH“), i Ratti di Wistar ci metterà nei panni di ratti super intelligenti, pronti a sfidarsi per la guida della colonia.
Le meccaniche di Ratti di Wistar si basano prevalentemente sul piazzamento lavoratori, con qualche piccola variante data dal potenziamento dell’azione tramite piazzamento di “altri lavoratori”.

GRAFICA E MATERIALI
Dal punto di vista grafico il gioco è veramente curatissimo e una gioia per gli occhi. Tabellone, plance personali e carte (oltre 200!) tutti finemente illustrati e colorati, all’interno della cornice dell’ambientazione cartoonesca, ma allo stesso tempo che non scade nel puccioso (che a me non piace per niente).
Dal lato materiali, direi che siamo pienamente nello “standard fatto bene”, con meeple in legno per i topi, risorse sempre in legno, tante tessere e la ruota da montare sul tabellone (in maniera piuttosto agevole). Per passare di livello, avrebbero dovuto inserire plance double-layer, inserto interno e qualche altra diavoleria… ma il prezzo ne avrebbe sicuramente risentito, quindi direi che va benissimo così.

REGOLAMENTO
Per le regole generali approfitto e vi rimando all’ottimo articolo del nostro Battlemad!
Per quanto riguarda il solitario, ci tengo a dire due parole perché è stato ideato da Mauro Gibertoni, ex designer amatoriale di automi, che ormai sembra essere passato dall’altra parte come professionista (tra quelli pubblicati ufficialmente ricordo sicuramente l’automa per Grand Austria Hotel).
Il sistema di gestione dell’automa si basa su classiche regole legate a un mazzetto di carte, una serie di processi iterativi con priorità di scelta e delle track dedicate che permetteranno al nostro amico immaginario di accumulare punti e bonus vari.

IMPRESSIONI
Ratti di Wistar è un gioco che mi ha spiazzato più volte.
La prima impressione leggendo il nome della coppia di autori (Luciani-Sabia) è stata quella di ritrovarmi tra le mani un bel peso medio euro, con un buon grado di complessità, in linea con le produzioni dei due autori (magari un po’ più leggero del solito).
La seconda impressione, dopo aver ascoltato la spiegazione delle regole, è stata quella di intravedere un gioco molto più semplice di quello che mi aspettassi, quasi banale dopotutto, con fin troppa linearità.
L’impressione dopo la prima partita, invece, è di un gioco semplice nelle regole, ma dannatamente stretto e difficile da condurre verso la propria strategia! Gli spazi esclusivi sono davvero molto… esclusivi! Spesso mi sono trovato nella condizione di aver bisogno necessariamente di una certa risorsa e di non avere a disposizione le azioni per raccoglierla. Anche l’esplorazione della casa o le missioni comuni sono una specie di corsa a chi si accaparra per primo le posizioni migliori, senza dimenticare che senza posto nel proprio rifugio non si riesce a sviluppare alcunché. Arrivare in fondo alla partita con ancora troppe cose irrisolte è davvero un attimo, credetemi!

L’idea del doppio piazzamento lavoratori (uno attiva l’azione e gli altri la replicano “n” volte, tante quante il loro numero) è carina, anche se non brilla per originalità in maniera sorprendente (come negli altri due giochi di Sabia, Wendake e Anunnaki, dove la meccanica era davvero nuova). Però devo dire che funziona egregiamente, e si dimostra a conti fatti per niente banale (considerato anche che ogni turno la ruota delle azioni gira cambiando l’effetto di ogni azione), donando al gioco un pizzico di complessità e pianificazione.
Sul lato della rigiocabilità, ci sono talmente tante carte che sarà davvero difficile trovare una partita uguale all’altra.
Il gioco nel complesso risulta deterministico, ma dipende molto dall’interazione con gli altri giocatori, obbligando a scelte tattiche ogni round. La cosa che ho apprezzato di meno forse è la possibilità di assoldare i topi aiutanti (quelli residenti nella casa) da inserire nel proprio rifugio per beneficiare di bonus, che rimangono una scelta random. So che a Sabia piace sempre lasciare una minima dose di alea nei suoi giochi… cosa che personalmente invece eliminerei, quando possibile!

IL SOLITARIO
Il solitario fila via in maniera piuttosto fluida, per essere gestito da un automa. Avrete bisogno all’inizio di familiarizzare un minimo con le regole, consultandole per sciogliere qualche bivio decisionale, ma già dopo i primi 2-3 turni di gioco sarete in grado di gestirlo al meglio e in pochissimo tempo, anche grazie a un mazzo di carte automa molto chiaro. Ci sono vari livelli di difficoltà, ma la mia impressione è che sia un automa che macina punti con estrema facilità, quindi occhio a partire subito con livelli di sfida alti.
Nel complesso, si sposa molto bene con il peso medio del gioco, offrendo un’esperienza completa, sfidante, elegante ed efficace. Bravo Mauro!

CONCLUSIONI
Ratti di Wistar è un eccellente peso medio, dalle regole facili da apprendere, ma che nasconde un’inaspettata profondità e strettezza. Ritengo sia giocabile sia da giocatori più hardcore (la tematica dei topini nasconde in verità un gioco molto più stretto di quello che si pensi), che da casual curiosi di provare qualcosa di più strutturato, dal sapore profondamente euro.
Materiali e grafica ben curati, ottima rigiocabilità e qualche spunto vagamente originale, fanno di questo gioco un’ottima scelta nel panorama dei giochi euro di peso più contenuto, dell’annata 2023-2024. Il solitario dotato di automa molto cattivo e sfidante, ma di semplice gestione, completano il quadro e lo rendono perfetto anche per i lettori assidui della mia rubrica.
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