Libertalia: Sui Venti di Galecrest [Recensione]

scritto da Valeria (MeepleOnTheRoad)

“Dovunque vorremo andare andremo, una nave è questo in realtà. Non è solo una chiglia, con uno scafo e un ponte o delle vele. Sì, la nave è fatta così, ma ciò che una nave è… ciò che la Perla Nera è in realtà… è libertà.” [Jack Sparrow, Pirati dei Caraibi: La Maledizione della Prima Luna]

Quanto mi piacciono le storie di pirati! Che siano in un libro, in una serie TV o in un film, le avventure di bucanieri, corsari e affini rappresentano da sempre il mio genere preferito. Se poi vengono trasferite in un gioco da tavolo, sono la persona più felice del mondo! In passato ho provato tanti titoli con protagonisti i pirati, ma non avevo ancora trovato quello degno di entrare stabilmente in collezione. Fino ad ora.

Il gioco che l’ha spuntata, finendo sul ripiano “speciale” della mia ludolibreria, non è altro che LIBERTALIA: SUI VENTI DI GALECREST. Edizione rivisitata e arricchita di Libertalia del 2012, vede la luce a inizio del 2022 grazie alla Stonemaier Games. In Italia arriva localizzata sui nostri tavoli per opera della Ghenos Games.

La mente geniale dietro a questo bel peso medio-leggero è Paolo Mori (Dogs of War, Pandemic: La Caduta di Roma, Ethnos, Fairy Tale Inn), accompagnato alle illustrazioni da Lamaro Smith.

Jamey Stegmaier in persona si ritaglia una pagina intera del regolamento per spiegare ai giocatori come gli è venuto in mente di fare una nuova edizione di Libertalia, ormai fuori produzione, e cosa cambia tra i due titoli fratelli. Ma concentriamoci sul gioco che abbiamo tra le mani ora.

Panoramica Generale

LIBERTALIA: SUI VENTI DI GALECREST è un’avventura fantastica per 1-6 pirati dai 14 anni in su in cerca di tesori. Una partita completa dura in media tra i 45 e i 60 minuti e vede le ciurme dei giocatori partire per tre viaggi differenti rispettivamente di 4, 5 e 6 giorni.


LIBERTALIA: SUI VENTI DI GALECREST fonde diverse meccaniche tipiche dei titoli con alla base un mazzo di carte uguale per tutti i giocatori. Si ha la gestione della mano, la scelta simultanea delle azioni, l’ordine di turno variabile a seconda del ruolo scelto e la cosiddetta action queue, ovvero una serie di azioni in sequenza. Chiude il ventaglio di meccaniche l’immancabile collezione set.

I Materiali

Questa nuova edizione di Libertalia punta davvero molto sui materiali di pregio. Tutti i giochi Stonemaier ci hanno abituato a una qualità estremamente elevata. Dalle quasi 300 carte telate al tabellone double-face, dai forzieri montabili ai bottini di plastica lucida fino al pratico inserto. Ogni componente è un piacere per il tatto e per la vista. Naturalmente, fattura impeccabile equivale spesso a prezzo un po’ elevato. Tuttavia, questa volta non mi sentirei di dire che sia esagerato in relazione all’esperienza di gioco. Per vedere i materiali con i vostri occhi, vi lascio il link del mio video di unboxing disponibile sul nostro canale YouTube.

Come Si Gioca

Una partita di LIBERTALIA: SUI VENTI DI GALECREST si sviluppa in 3 round uguali tra loro anche se di durata diversa. Ogni giocatore ha a disposizione 40 carte che rappresentano ognuna un differente membro della ciurma. In ciascun round entrano in gioco 6 nuovi membri dell’equipaggio estratti casualmente ma uguali per tutte le persone al tavolo. I giocatori scelgono segretamente dalla propria mano quale pirata far partecipare alla spedizione. I personaggi vengono disposti sull’isola in ordine crescente in base al numero riportato in alto e seguendo questo ordine attiveranno le loro abilità diurne, rappresentate da un sole. Per esempio, la Locandiera permette al giocatore di riprendere in mano un personaggio dalla propria nave. Il Necromante consente di scartare una reliquia, e così via.

Terminata questa fase, i pirati sull’isola attivano le loro abilità del crepuscolo, rappresentate da un tramonto, in ordine decrescente. Contemporaneamente a questa attivazione, scelgono uno dei bottini a disposizione per quella giornata di viaggio. Per esempio, l’Esploratore guadagna 2 punti reputazione se ottiene una mappa. L’Armaiolo ha un vantaggio se ottiene una sciabola o un uncino, e così via. Dopo aver preso i loro bottini, i pirati tornano sulla nave.

Infine, tutti i giocatori attivano contemporaneamente le abilità notturne dei loro personaggi, se le possiedono. Alla fine di ogni viaggio si attivano, invece, le abilità di approdo. Tutto ciò che viene guadagnato da un viaggio finisce nel nostro forziere e non potremo mai più perderlo, neanche se ci sottrarranno bottini o i nostri filibustieri verranno uccisi. Alla fine della partita, il giocatore con più dobloni messi al sicuro nel forziere sarà il vincitore.

Per vedere il flusso di gioco, vi rimando al mio video-trailer LIBERTALIA: SUI VENTI DI GALECREST in 60” appena uscito sul nostro canale YouTube.

Considerazioni Oggettive

Il vero punto di forza di LIBERTALIA: SUI VENTI DI GALECREST è la sua variabilità e la conseguente rigiocabilità. Innanzitutto, in ogni partita entrano in gioco solo 18 dei 40 pirati presenti in ogni mazzo e ciò avviene casualmente. Ne deriva che ogni volta si ha una ciurma diversa da gestire. In alcuni casi può andarci bene – grazie a membri dell’equipaggio che agiscono in combo – altre meno. Altrettanto casualmente vengono pescati i bottini dal sacchetto.

Il tabellone doppio (modalità “mare calmo” e modalità “mare tempestoso”) dà vita a partite di difficoltà diversa. Le numerose tessere bottino presenti – e quelle in bianco da creare – aumentano ulteriormente la variabilità. Infine, le stesse carte possono essere giocate in modo diverso da giocatori diversi in base al livello di reputazione, alla propria tendenza al rischio o alla capacità di creare o prevedere combo. Tutto questo fa sì che le partite di LIBERTALIA: SUI VENTI DI GALECREST siano davvero sempre differenti.

Altro punto di forza di questo titolo sono innegabilmente i materiali, grazie alla sontuosità a cui ci ha abituato la Stonemaier Games. Il gioco sarebbe stato lo stesso con bottini di cartone e un banale tracciato segnapunti intorno al tabellone? Indubbiamente sì. Ma volete mettere il feel&touch dei bottini che ricordano molto le piastrelle di Azul? O la sensazione di mettere davvero i soldi nel forziere girando le rotelline tridimensionali? L’esperienza di gioco in generale non può che guadagnarci da una tale qualità della componentistica. Se no ci tenevamo il vecchio Libertalia, no?

La Mia Personalissima Opinione

Ho voluto provare con tutte le mie forze LIBERTALIA: SUI VENTI DI GALECREST al Play 2022 perché ero troppo curiosa di vedere come fosse cambiato dalla sua vecchia edizione del 2012 a cui avevo giocato una sola volta parecchio tempo prima. I cambiamenti apportati dalla collaborazione di Paolo Mori e Jamey Stegmaier mi hanno piacevolmente sorpresa. Avrei voluto subito aggiungerlo alla mia collezione, ma il prezzo inizialmente un po’ alto mi ha dissuaso. Ci hanno poi pensato gli amici a regalarmelo e mai dono è stato più inatteso e gradito.

Anche chi gioca per la prima volta a LIBERTALIA: SUI VENTI DI GALECREST non può fare a meno di apprezzarne l’artwork. Le 40 carte sono tutte diverse e i personaggi splendidamente realizzati. Lo stile è al contempo arioso e fantastico: si ha davvero la sensazione di solcare i cieli a bordo di una nava in cui le creature piratesche fanno a gara per chi è la più bizzarra. Il Predicatore-tartaruga e il Giocatore d’Azzardo-puzzola sono graficamente tra i miei preferiti.

Il fattore F in questo titolo c’è e si sente. Domina nell’uscita casuale delle carte e, naturalmente, nella possibilità che due o più giocatori mettano in campo lo stesso pirata in contemporanea. Tuttavia, non lo considero un difetto, al contrario. Sta proprio nella capacità del singolo giocatore gestire la propria mano – e la propria reputazione – in modo da trarre vantaggio anche dalla presenza di pirati doppi.

L’interazione è, manco a dirlo, totale. Noi guadagniamo e perdiamo in funzione degli altri giocatori, dei personaggi che mettono in gioco e dei bottini che scelgono se li ottengono prima di noi. Si gioca costantemente guardando cosa c’è sulle navi degli altri, quanto hanno nel forziere e che bottini puntano a collezionare. Tutte queste informazioni sono sempre pubbliche – altra novità di questa edizione – e ciò influenza certamente il modo in cui ognuno di noi sceglie i propri corsari.

L’alta interazione si ripercuote naturalmente sulla scalabilità. LIBERTALIA: SUI VENTI DI GALECREST è senza dubbio un titolo che funziona meglio in più giocatori, direi da 4 in su. Presenta, oltre a una modalità in solitario, anche una piccola variante per due giocatori. Tale variante tampona in qualche modo l’assenza di un terzo giocatore, ma non riesce a sostituirlo a pieno. Si svolge con l’introduzione di un nuovo pirata, il Guardiamarina, che punta a creare un po’ di scompiglio tra i due litiganti. Tuttavia, credo che proprio la scalabilità rappresenti la mia unica perplessità in merito a questo gioco.

Ed ecco infine la domanda che spesso mi spinge alle riflessioni più profonde: tattica o strategia? Parlare di strategia in un gioco in cui si gestiscono solo 6 carte personaggio alla volta mi sembra un po’ azzardato. Eppure, dopo qualche partita, ci si rende conto che si inizia proprio a pensare alle varie possibilità, ai pirati che potrebbero uscire, alle combo che si potrebbero fare, ai bottini che si potrebbero prendere e a come contrastare gli avversari anche se con la stessa ciurma in mano. Certo, si tratta pur sempre di strategia a breve termine – o della turata di sei turni al massimo. Non me la sento comunque di dire che sia assente.

Di contro, neanche la tattica la fa da padrona. I giocatori scelgono il pirata da mettere in campo in contemporanea e in segreto. Quindi, non si può propriamente parlare di azione-reazione. Piuttosto di modifica della strategia a breve termine, di “correzione del tiro” se le cose non vanno come avremmo voluto.

LIBERTALIA: SUI VENTI DI GALECREST è un peso medio-leggero a cui possono giocare anche i più giovani (abbasserei il target a 11+) senza però la malizia e la lungimiranza di tenere d’occhio le navi degli avversari. Un gruppo di giocatori misto darà senza dubbio vita a partite super divertenti, con anche qualche sgambetto e colpo basso.

È innegabile che chi conosce il gioco sarà un pochino avvantaggiato rispetto a chi lo approccia per la prima volta. Sapere quali pirati ci sono nel mazzo, conoscere le loro abilità e, soprattutto, l’ordine in cui queste vengono attivate e possono essere massimizzate è tutto di guadagnato.

Infine, la ripetizione sempre uguale dei turni e dei round fa sì che il flusso di gioco sia talmente snello e rapido che alla fine vi chiederete come abbia fatto il tempo a volare via tra le nuvole insieme alle vostre navi pirata.

In Conclusione…

A me questo titolo ha convinto al 100%. Certo, non credo lo giocherò molto in due, ma sicuramente vedrà il tavolo quando ci sarà bisogno di tirare su la serata con un po’ di sana caciara filibustiera.

Voi…

😍 adorerete questo gioco se amate l’interazione costante, non temete il fare e ricevere qualche sgambetto, preferite concentrarvi su strategie a breve termine e amate tutto ciò che vi ricorda Jack Sparrow, il pirata Barbanera o l’equipaggio dell’Olandese Volante;

😒 probabilmente non vi dirà nulla se vi aspettate un gioco skirmish in cui ciurme di pirati si scontrano all’ultimo assalto, se non amate i titoli con alla base la gestione di carte o se semplicemente volete preoccuparvi solo del vostro orticello – o vascello – e non siete fan dell’alta interazione.

Che altro aggiungere… Preparate le scorte, caricate i cannoni, sfoderate le sciabole e… all’arrembaggio! GAME ON!

“Quando decisi di disegnare una storia sui pirati lessi tutti i libri sulla pirateria che riuscii a trovare. Tuttavia in nessun documento del passato vi era traccia dei pirati che sognavo da bambino. Suppongo che fossero talmente presi dalle loro avventure da dimenticare di tramandarle ai posteri. Haah, quei furfanti dei pirati!” [Eiichirō Oda, fumettista giapponese]

Come sempre, vi ricordo che il gioco è disponibile sullo Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it, in offerta nel momento in cui scrivo.

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