Blitzkrieg!

Blitzkrieg!, nuova edizione per il titolo di Paolo Mori, pubblicato da Studio Supernova e con la grafica di Paul Sizer. Dettagliamo un po’ di informazioni: gioco per 1 a 2 giocatori, a partire dai 14 anni, per 20 minuti a partita.

La Seconda Guerra Mondiale in 20 minuti! In Blitzkrieg! due giocatori, che impersonano rispettivamente le coalizioni Alleate e dell’Asse durante la Seconda Guerra Mondiale, si sfidano per il controllo dei principali teatri del conflitto in un gioco avvincente con regole semplici, una durata contenuta e tante decisioni difficili da prendere!

I Materiali

Dentro la scatola di Blitzkrieg! possiamo trovare:

  • la plancia di gioco a doppia faccia (Mappa del Mondo e Mappa USA);
  • sessanta segnalini unità militari in cartoncino per le fazioni (ventidue grigi per l’Asse e ventidue verdi per gli Alleati);
  • ventidue segnalini unità militari giapponesi, beige, per l’espansione Nippon;
  • sedici segnalini Unità Speciali, gialli;
  • due schermi giocatore (in cartoncino) fronte-retro;
  • due sacchetti di stoffa per pescare i token delle unità;
  • cinque cubetti in legno (usati come marcatori di battaglia/punti);
  • un dado a sei facce standard (utilizzato nelle varianti o nel solitario);
  • otto segnalini Stratagemma.

Possedevo già il titolo di Mori, nella sua primissima edizione, quella uscita insieme al numero 1 della rivista IoGioco. Blitzkrieg! ha poi visto una successiva edizione nel 2019 ed ora, Studio Supernova porta la nuova versione con anche l’espansione Nippon, un dettagliatissimo regolamento per il Solitario e alcuni token bianchi per la possibilità di costruirsi delle armate personalizzate.

Una scatola con una bella apertura magnetica a libro, una grafica chiara e di facile lettura per le unità militari e segnalini in cartonato molto spesso fanno sì che il gioco si posizioni, per tipologia e target, in una fascia qualitativa alta. Unico appunto che posso fare è che come sullo schermo si sono messi gli effetti delle varie unità si poteva pensare ad una piccola scheda riassuntiva con gli effetti dei territori quando attivati, che, sebbene non tantissimi, possono essere, inizialmente, un po’ difficili da ricordare.

Materiali in Gioco

Il Gioco … ovvero eccovi LE REGOLE

In Blitzkrieg! sul tabellone sono presenti cinque REGIONI (Europa Occidentale, Europa Orientale, Africa e Medio Oriente, Oceano Pacifico, Sud-Est Asiatico), a loro volta suddivisi in CAMPAGNE (due o tre), a loro volta suddivise in TERRITORI più o meno numerosi, in cui verranno schierate le UNITA’ durante la partita.

Le UNITA’ possono essere terrestri, marine o aeree (che vanno su entrambi i tipi di territorio); i giocatori hanno una riserva di tre unità e al proprio turno ne devono scegliere una e posizionarla su territorio valido. Una volta schierata l’Unità si attivano gli affetti del Territorio e si muove il Segnalino Battaglia nella Regione dove si è schierata l’Unità del valore della stessa.

In caso si chiuda la Campagna, chi è più avanti sul tracciato fa i punti vittoria indicati dalla scudo e al termine del gioco vince, naturalmente, chi ha il maggior numero di punti. Dedicherò, nelle considerazioni successive sia un capitolo dedicato all’espansione Nippon sia uno per il Solitario.

Pacifico CONQUISTATO!

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco

Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che ”in guerra gli eventi importanti sono il risultato di cause banali”, da Caio Giulio Cesare.

Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Blitzkrieg!:

  • a vivere la stessa battaglia in posizioni contrapposte;
  • a rinunciare a qualcosa per ottenere qualcos’altro;
  • il continuo tira e molla e l’importanza di muoversi sui differenti tracciati.

Considerazioni Personali / Impressioni

Blitzkrieg! è un light war-game astratto che simula il conflitto delle Seconda Guerra Mondiale, mettendoci nei panni o dell’Asse o degli Alleati e ci fa affrontare, con le nostre truppe, le differenti battaglie sui fronti aperti nel corso del conflitto. Ecco un po’ di riflessioni generiche sul gioco.

Sfida a due

Il gioco è una sfida a due, in cui i giocatori devono anche leggere un po’ quale è la strategia dell’avversario.

Ci sono tantissime piccole decisioni da prendere, dal momento che si deve valutare bene quando chiudere una battaglia su di un fronte (ed ottenerne i relativi punti), inoltre il procedere delle battaglie diventa più remunerativo. Può anche essere che possa convenire una battaglia anche se non se ne prendono in punti in determinate situazioni di gioco. Anche se si è in svantaggio su fronte non lo si può mai abbandonare completamente, dal momento che se il nostro avversario arriva a fine tracciato risolverà tutti i territori non ancora occupati da unità, dando così un grande vantaggio sulla partita in generale.

Tiro alla Fune

L’aspetto che preferisco di questo gioco è il tiro alla fune continuo e parallelo sui cinque fronti, si deve sempre valutare con attenzione su quale regione combattere e se, eventualmente, iniziare una battaglia in una nuova regione. Tirando più forte da una parte dovremo necessariamente mollare un po’ la presa da un’altra parte, si deve cercare, nei limiti del possibile di ‘tirare’ sempre almeno un po’ sui tutti fronti aperti; considerando anche che si deve posizionare o un’unità di terra o una di mare e non sempre avremo nella disponibilità della nostra riserva l’unità che vorremmo schierare. Così, spesso, la scelta giusta può essere quella di perdere volontariamente un fronte pur di ‘chiuderlo in fretta’ impedendo all’avversario di sfruttarlo al meglio.

Il Fronte Occidentale
Le Tessere Speciali

Avere la possibilità di giocare con le unità speciali è davvero molto importante ed interessante dal momento che sono sempre unità potenti e tra le unità speciali è presente anche la distruttiva e potentissima Bomba Atomica che può davvero direzionare la partita in momenti specifici della stessa. Inoltre, oltre all’effetto che le fa aggiungere al sacchetto c’è anche la possibilità che entrino direttamente nella disponibilità dei giocatori.

Nippon

L’espansione Nippon introduce uno scenario alternativo di storia contrafattuale / distopica, partendo dal presupposto che l’Asse abbia vinto la Seconda Guerra Mondiale e che le due potenze Germania e Giappone si contendano gli Stati Uniti. Ci sono, quindi, le truppe nipponiche e dal momento che siamo in un contesto distopico abbiamo anche un Kaiju (qualcuno ha pensato a Godzilla?) di forza quattro … aspetto questo che può piacere o meno, ma che da un pizzico di ulteriore distopia al tutto.

Tutte le città americane sono rappresentate come fronti unici e quindi ogni teatro di guerra ha una sola linea di battaglia, il ritmo diventa più serrato e le decisioni su dove investire le risorse sono in qualche modo più semplici, i fronti si aprono su delle linee e la parte tattica diventa sicuramente più importante rispetto a quella strategica, nel paragone con il gioco base.  Personalmente preferisco (e di molto) il gioco standard, ma Nippon è un’espansione abbastanza differente da poter essere giocata per dare sensazioni nuovo e, magari, ravvivare il gioco.

Nippon

Solitario

Non amo il solitario, ma per dover di recensione UNA SINGOLA partita la faccio sempre ed ecco quelle che sono le mie impressioni.

La variante in solitario, a cura di Dàvid Turczi, ripercorre le stesse meccaniche di gioco con l’introduzione di un giocatore dotato di Intelligenza Artificiale e 3 diversi livelli di difficoltà. Giocando nei panni del giocatore alleato si procede normalmente l’automa invece ha 5 unità tra cui scegliere e si deve seguire un diagramma di flusso per capire quale Regione, quale Territorio attivare e quale unità piazzare. Una volta presa confidenza con l’automa base si può salire di difficoltà,  utilizzando i segnalini stratagemma, che orientano le scelte strategiche dell’IA. Similmente l’espansione Nippon ha un diagramma di flusso suo specifico.

Per chi è abituato può anche essere interessante, ma è un meccanismo, non per tutti e, anche un minimo macchinoso.  

Contatti con la Storia

Blitzkrieg! è un light wargame ‘astratto’ molto interessante dal momento che non simula la storia, ma la rappresenta; i cinque teatri di guerra danno l’idea di una guerra globale e simultanea, oltretutto ponendo attenzioni differenti sui diversi fronti.

Il legame più forte con la storia non è nei dettagli, ma nelle scelte, aprire nuovi fronti, infatti, accelera la fine della guerra e concentrare le forze su fronti specifici porta a vittorie decisive ma lascia scoperte altre aree. Il tempo è una risorsa tanto quanto le unità. In sintesi la Seconda Guerra Mondiale vienerappresentata nelle dinamiche decisionali globali, offrendo un’esperienza storicamente evocativa più che ricostruttiva. Anche piccole sfumature come la potenza devastante dell’arma atomica, che può essere davvero decisiva per determinare l’esito del conflitto.

Rigiocabilità

La rigiocabilità è garantita dalla pesca delle tessere dal sacchetto, dalla tattica che viene decisa ad ogni partita dai giocatori; inoltre i fronti multipli offrono strategie alternative da provare, pur rimando alcuni fronti più premianti rispetto ad altri. Altro aspetto positivo è la possibilità di giocare a Nippon che da ‘sensazioni’ sicuramente diversi allungando la vita al gioco. Blitzkrieg! pur con regole minime, genera decisioni sempre diverse grazie a setup variabile, interazione diretta e gestione del tempo. In Blitzkrieg! il tempo è una risorsa attiva: i giocatori decidono non solo cosa conquistare, ma anche quando far finire la guerra, trasformando la durata della partita in una scelta strategica.

Scelte

In Conclusione

Mi piacciono (mediamente) i titolo di Mori e Blitzkrieg! si conferma un eccellente light wargame che cattura l’essenza strategica della Seconda Guerra Mondiale in partite veloci e tese, con ottimi materiali e meccaniche ‘addictive’ come il ‘tiro alla fune’ sui fronti multipli. Mori è riuscito a distillare l’essenza delle grandi decisioni strategiche in un regolamento semplice ma denso di tensione, dove ogni pedina piazzata pesa come un macigno sull’esito della partita. La buona rigiocabilità, l’espansione Nippon e la modalità in Solitario lo rendono un must-have per fan di giochi storici astratti interessati anche ai temi storici. Lo consiglio vivamente a chi cerca profondità senza complessità eccessiva.

Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.

La Voce degli Esperti

Eccoci alla lista dei titoli che ci fanno conoscere la parola Blitkrieg e un po’ in generale la Storia del periodo che ha diviso in due lo scorso secolo; quella che è stata la Guerra che ha (ri)definito gli equilibri per, almeno, i successivi 50 anni.

Len Deighton, La guerra lampo. L’inarrestabile avanzata tedesca 1939-1940, Res Gestae (anche se esistono diverse edizioni precedenti). Il termine appare nel titolo del gioco, per chi vuole saperne di più sulla Blitzkrig un saggio storico sulla strategia militare tedesca nella fase iniziale della Seconda Guerra Mondiale. Deighton mostra che la Blitzkrieg non era solo una questione di carri armati, ma un modo nuovo di pensare la guerra; Non una dottrina formalizzata, ma una pratica militare basata innanzitutto sullo sfondamento rapido delle linee nemiche per distruggere la capacità di reazione del nemico, spesso grazie alla disorganizzazione del comando avversario o alla lentezza della linea di comando nel dare i propri ordini.

Antony Beevor, La Seconda Guerra Mondiale, Rizzoli un’opera completa che copre tutti i fronti con testimonianze, mappe e analisi documentata. Offre uno sguardo a 360° sul conflitto dal 1939 al 1945, enfatizzando aspetti umani e strategici con un approccio multidimensionale, integrando strategia militare, politica e storie personali. Pubblicato originariamente nel 2013 e aggiornato nel 2025 per l’80° anniversario della fine della guerra, conta oltre 1100 pagine con mappe, foto d’epoca e nuove scoperte d’archivio. Il testo di Beevor copre tutti i fronti: dall’Europa (Normandia, Stalingrado, Ardenne) all’Asia (Birmania, Cina-Giappone), Africa e Pacifico … proprio come nella mappa del gioco!

Philip Dick, L’Uomo nell’Alto Castello, Mondadori. C’è la distopia e chi meglio di Philip Dick ha raccontato la distopia di un mondo nato dalla vittoria dell’Asse nella Seconda Guerra Mondiale, e cosa sarebbe successo in un mondo in cui Giappone e Germania si sono divisi gli Stati Uniti. Su AmazonVideo potete vedere anche la serie, molto ben fatta, anche se ‘modernizzata’ e contestualizzata. Per chi vuole riflettere sulla Storia, sul potere, sulla libertà, sulla realtà e la sua creazione.

BONUS: 5 domande a Paolo Mori

In questa intervista esclusiva con Paolo Mori, autore che ho la fortuna di conoscere, entriamo nel mondo creativo dietro a Blitzkrieg!,oramai quasi un classico dei light wargame destinato a due giocatori.

D: La Seconda Guerra Mondiale in 20 minuti! Come ti è venuta questa idea un po’ pazza?

È nata come una sfida, soprattutto una sfida personale, nel senso che mi era venuta questa idea … insomma, a volte i vincoli servono per tirar fuori qualcosa di interessante. Quindi ho provato a mettere insieme due cose molto differenti: una di larghissimo respiro come la Seconda Guerra Mondiale e una esperienza di 20 minuti.

E poi la sfida perché c’era un contest all’epoca su BoardGameGeek per ‘Wargame Print and Play’. Quindi mi ero dato anche questa scusa per provare a partecipare e vedere cosa sarebbe venuto fuori.

D: Una prima versione come allegato di IoGioco nel 2018 un crowdfunding di buon successo con PSC e GiochiX nel 2019 e questa nuova versione di Studio Supernova nel 2025. Qual è il segreto del gioco e della sua longevità nel tempo?

Boh, poi non è che abbia questa grande longevità… però capisco che effettivamente siamo abituati a giochi che nascono e si esauriscono nel giro di un periodo di anni, e questo invece continua a essere apprezzato e ristampato: effettivamente una vita un po’ più lunga ce l’ha; inizialmente, come hai detto, è stato pubblicato su BoardGameGeek, poi su ‘Io Gioco’, poi dopo con PSC e da GiochiX in Italia e poi adesso è stato ripreso da Floodgate e Studio Supernova.

Boh, i segreti io penso che siano due.
Il primo è che un gioco per due giocatori, e adesso stiamo assistendo un po’ a una rinascita dei giochi per due giocatori.
Il secondo: è un gioco che funziona molto bene – adesso lo dico senza finta modestia – come gameplay e tutto, sembra molto tirato e fa vivere esperienze… nonostante in certe aree sia molto semplice, dà sempre una rigiocabilità e delle esperienze sempre molto tese.

Ecco, i motivi per cui penso sia apprezzato ancora oggi.

D: Qualuno potrebbe pensare a Blitzkrieg! non come ad un Wargame. Tu come lo classifichi e perché?

Su questa aspetto la mia risposta è molto semplice: non me ne importa davvero niente! Chiamatelo come volete: wargame, war game, quelle due parole staccate … insomma, come preferite.

Sicuramente non è un gioco iper-simulativo! Il tema c’è, il gioco è nato dal tema, come abbiamo già detto. Quindi non penso proprio che si possa dire: ‘poteva essere un qualsiasi tema‘. Sulla definizione, onestamente, non mi interessa minimamente.

D: Nippon, un mondo distopico e un Kaiju. Dalla Storia con la ‘S’ maiuscola alla storia controfattuale. Cosa ti diverte maggiormente delle due vesioni e cosa c’è stato di diverso nella loro creazione?

la storia di Nippon, come espansione del gioco, è nata dal fatto che PSC – che era l’editore originale – avesse deciso di farci un Kickstarter e di conseguenza mi aveva chiesto qualche materiale aggiuntivo, anche per aiutare la campagna.
Quindi sono uscito con questa espansione che mi sembrava carina: il desiderio era di cercare qualcosa di particolare con quella ambientazione da ‘svastica sul sole’, anche prendendo spunto dal romanzo di Dick. Alla fine penso che funzioni bene anche questa versione distopica del gioco.

Per cui lo spunto per la nascita è stato questo, e l’obiettivo è stato queallo di dare un’esperienza un po’ diversa giocando, più o meno, con gli stessi materiali.

D: Nei tuoi giochi è spesso presente il conflitto, anche quando si tratta dei giocattoli di Toy Battle… si tratta di una passione innata per le battaglie, o c’è qualche altra ragione? Quale gioco non tuo, pensi che renda al meglio questa tematica?

Innata passione per le battaglie’ mi sembra un pochino troppo. Ho una passione per la storia e, purtroppo, a volte la storia coincide con queste accelerazioni che sono le guerre, le battaglie.
E poi ho sviluppato questa passione per i giochi a due giocatori, anche perché, effettivamente, permettono di essere più confrontazionali, insomma, dove mettere dell’interazione diretta. E una cosa che a me piace molto.
Poi sì, un po’ il fascino per il wargame un po’ ce l’ho sempre avuto, un po’ di fascinazione, ecco. Per cui anche lo stesso Toy Battle era nato in realtà come un piccolo gioco storico, che poi poco alla volta si è ri-ambientato fino a diventare una battaglia di giocattoli.
Per cui, insomma, le ragioni fondamentalmente sono queste e non dimentichiamoci che è bello, ogni tanto, menarsi sul tavolo da gioco!”

Grazie ancora moltissimo a Paolo per la sua disponibilità e complimenti per questo Blitzkrieg!

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