Ricordo chiaramente la sera in cui fui folgorato sulla via di Damasco guardando il film Das Boot. Era il periodo tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, un’epoca d’oro in cui i film in televisione passavano una volta sola, e spesso iniziavi a guardarli ignorandone persino il titolo. Quell’esperienza fu incredibile. Rimasi sbalordito dal realismo delle scene, dal racconto crudo e senza sconti della dura realtà della guerra, dove il confine tra chi ha ragione e chi ha torto diventa una linea sottilissima e sfocata. Una sensazione che mi è capitata rarissime altre volte nella vita, come con la disperazione sul bagnasciuga di Salvate il soldato Ryan e con la disillusa epopea fantascientifica di Mobile Suit Gundam. Quella singola visione televisiva fece nascere in me un amore viscerale, profondo e totale per quei favolosi mostri d’acciaio: i sommergibili.
Questa volta guardiamo da vicino The Hunters: German U-Boats at War, 1939-43 di Gregory M. Smith (distribuito da GMT Games), che si posiziona come un titolo per solitari decisamente impegnativo a livello economico. Tuttavia, basta aprire la scatola per rendersi conto della sua forza evocativa: è una simulazione che ti cattura, ti trascina giù e ti fagocita letteralmente dentro una serie infinita di corridoi angusti, umidi, soffocanti e sporchi d’olio.

Ambientazione
Il teatro operativo è l’immensità spietata dell’Oceano Atlantico durante i primi anni del secondo conflitto mondiale. Il giocatore veste i panni del comandante di un singolo U-Boot tedesco, impegnato a contrastare i convogli alleati. Lo scopo di The Hunters non è vincere la guerra, ma sopravvivere missione dopo missione, accumulando il maggior tonnellaggio possibile di naviglio nemico colato a picco prima del fatidico giugno 1943.
Se si sopravvive all’inferno della caccia e alla progressiva superiorità alleata, sarà la stazza complessiva affondata a decretare la misura della propria vittoria e della propria carriera navale.

Nei momenti in cui il sottomarino imbarca acqua, i motori diesel si guastano e il vostro ufficiale è gravemente ferito, dimenticherete che si tratta di cartone e carta
Cosa c’è nella scatola
All’interno della scatola troviamo la consueta qualità tipica delle produzioni GMT. Sono presenti plance a doppia faccia su cartoncino spesso dedicate ai vari modelli di battello disponibili, una plancia di combattimento tattico, tabelle riassuntive, il fondamentale registro di bordo (bellissimo ) per tracciare le missioni e una fustella con oltre duecento pedine. I segnalini indicano i siluri (a vapore o elettrici), i colpi per il cannone di coperta, i danni ai sistemi, lo stato dell’equipaggio e le sagome delle navi bersaglio. La grafica privilegia la funzionalità militare rispetto all’estetica moderna, ma l’impatto complessivo trasmette una fortissima sensazione di essere stati attenti alla sostanza e non alla forma.

Inizio missione …
The Hunters abbandona la classica mappa in favore di un tracciato procedurale elegante e cadenzato. Si inizia con l’assegnazione della zona di pattugliamento. Come comandante, il tuo compito è scegliere il modello di U-Boat, caricare i siluri e muovere il tuo segnalino lungo le caselle della rotta assegnata : il vostro sottomarino si muove lungo un tracciato casella per casella, e in ogni area di transito o di pattuglia si lanciano i dadi per verificare l’occorrenza di un incontro. Il mare può restare deserto fino al rientro dalla missione, presentare la letale minaccia di un aereo, far scaturire un evento casuale, oppure svelare un mercantile isolato o un intero convoglio scortato.
… Individuazione del bersaglio …
Ed è qui che il gioco regala brividi autentici. Quando i dadi vi dicono che avete intercettato un bersaglio, dovete stabilire che tipo di nave avete davanti. Immaginate il momento: la stanza è silenziosa, lanciate i dadi e iniziate a scorrere il dito lungo le fitte righe della tabella alla ricerca dell’esatta identità e del tonnellaggio della nave che avete individuato. In quei pochi secondi trattenete il fiato, sperando con tutto il cuore che il manuale vi restituisca i dati di una gargantuesca nave cisterna, un colosso galleggiante che, se affondato, vi porterà dritti dritti alla gloria. Oppure, il dado vi tradisce e realizzate di essere finiti in mezzo a un convoglio pesantemente scortato, un preludio al disastro.
…. e ingaggio !!!
Una volta ingaggiato il nemico, scegliete la distanza di attacco e se agire di giorno o di notte. Decidete quali e quanti siluri lanciare: i G7a a vapore sono più precisi ma lasciano una scia visibile, mentre i G7e elettrici sono furtivi ma meno affidabili. Se colpite, dovete pregare che il siluro non sia difettoso e inesploso. Invece con la presenza di una scorta, dopo il vostro attacco, i ruoli si invertono: i cacciatorpediniere vi cercano. Se vi rilevano, inizia un ciclo spaventoso in cui subite gli attacchi con le bombe di profondità, incassando danni allo scafo, allagamenti o ferite all’equipaggio, finché non riuscite a fuggire immergendovi oltre la quota di sicurezza o non venite distrutti.
Progressione militare e gradi
Un aspetto che trasforma il gioco in una vera esperienza narrativa è la gestione del vostro alter-ego. Prima di salpare, date un nome al vostro Kommandant e segnate il suo grado iniziale (come Oberleutnant zur See) sul registro di bordo. La carriera avanza a suon di tonnellate affondate. Raggiungere la soglia delle 100.000 tonnellate o far colare a picco navi famose vi farà guadagnare onorificenze, dalla Croce di Cavaliere fino a quella di Foglie di Quercia, Spade e Diamanti, che si traducono in bonus meccanici vitali (come l’annullamento delle penalità nei lanci notturni).
Anche il vostro equipaggio cresce con voi. Ogni tre pattugliamenti completati con successo, il vostro personale passa dallo status di “Addestrato” a “Veterano” o “Elite“, e membri specifici (come il primo ufficiale o il medico) possono diventare “Experte“, garantendo vantaggi incredibili nelle riparazioni o nelle cure in mare. Tornare in porto dopo un mese di terrore, segnare le navi affondate a matita sul log sheet e vedere il proprio equipaggio salire di livello crea un attaccamento emotivo fortissimo al proprio sottomarino. E se sarete bravi, gli alti comandi vi permetteranno persino di richiedere l’assegnazione a un U-Boot di classe superiore.

La meraviglia del “Fan Made”
C’è un aspetto di questo titolo che innalza l’esperienza: il favoloso mondo del materiale “Fan Made“. Per i non addetti ai lavori, si tratta di tutto quel materiale aggiuntivo creato da appassionati che mettono a disposizione della community espansioni, plance e varianti estetiche favolose.
Invito caldamente ad andare a visitare il sito BoardGameGeek per ammirare la meravigliosa quantità di materiale disponibile per questo titolo. I miei preferiti in assoluto sono la realistica mappa dell’Atlantico, perfetta per tracciare le rotte, e le schede graficamente stupende dei vari tipi di sottomarini possibili. Siete però avvisati: da questo “pimpaggio” estremo non si torna più indietro. Ogni volta che lo intavolerete con questi componenti arricchiti, sarà una meraviglia assoluta per i vostri occhi.
Dovete sapere che su BoardGameGeek, il più grande portale mondiale dedicato ai giochi da tavolo, esiste una quantità di materiale meravigliosa creata dalla community per The Hunters. I miei preferiti in assoluto sono la mappa geografica realistica dell’Atlantico (che sostituisce l’astratto tracciato originale dando un vero senso di navigazione) e le schede illustrate dei vari tipi di sottomarini possibili, che sembrano veri e propri progetti navali. Vi invito ad andare a vedere e scaricare queste meraviglie sul sito, ma vi avviso formalmente: non si tornerà più indietro dal “pimpaggio”. Una volta stampati questi materiali, ogni volta che intavolerete il gioco sarà una meraviglia per gli occhi e non riuscirete più a farne a meno.

L’Esperienza di gioco e la rigiocabilità
L’interazione è ovviamente quella che si ha con i dadi e le tabelle, essendo un solitario. Eppure, il feeling che restituisce è cinematografico. Nei momenti in cui il sottomarino imbarca acqua, i motori diesel si guastano e il vostro ufficiale è gravemente ferito, dimenticherete che si tratta di cartone e carta. La rigiocabilità è garantita dalla variabilità degli eventi casuali storici, dalle diverse classi di sottomarini affrontabili e dalla letalità crescente delle difese alleate col passare degli anni.
Pro e contro
Pur preferendo la narrazione discorsiva, se dovessimo sintetizzare i punti di forza e le criticità di The Hunters, potremmo riassumerli così: tra i lati positivi spicca senza dubbio l’incredibile capacità narrativa del sistema, unita a regole eleganti che lasciano spazio a scelte tattiche significative sul rischio da assumersi e a un sistema di progressione del capitano profondo e appagante. Di contro, chi non tollera l’impatto della fortuna potrebbe sentirsi frustrato dal peso dei dadi nei momenti chiave, e la veste grafica originale, decisamente spartana, impallidisce se non supportata dal glorioso materiale fan made.
Verdetto finale
Al di là del fatto che il gioco mi sia piaciuto immensamente per la mia passione per i sottomarini, dovete sapere che quest’opera ha compiuto un mezzo miracolo: mi ha fatto cambiare totalmente idea sui giochi in solitario. Ha distrutto il pregiudizio che un gioco senza avversari fisici al tavolo fosse solo un noioso esercizio di contabilità. Credo fermamente che questo gioco valga ogni singolo euro speso. È ansioso, crudele, appagante e storicamente affascinante.
A chi consiglierei di salpare dentro questi giganti d’acciaio?
The Hunters è un capolavoro per chi cerca una sfida intensa, per gli amanti della storia e per chiunque desideri vivere un’epica avventura di sopravvivenza in completa solitudine. È il compagno perfetto per le serate silenziose, un gioiello che tirerai fuori dallo scaffale per anni a venire, pronto a regalarti nuove storie di coraggio e disperazione.
Quando spegnerete la luce della stanza dopo aver rimesso i dadi nella scatola, vi sembrerà ancora di udire il ritmico ping del sonar alleato che scandaglia il metallo del vostro scafo: in quel preciso istante capirete che The Hunters non è solo un gioco, ma un’esperienza che vi porterete dentro per molto tempo.
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